Forte di San Francesco di Gravere: sulla rupe di Bastia tra torrette, baraccamenti e memoria di frontiera

Da Alessandro Maldera
Marzo 07, 2026

Il Forte di San Francesco di Gravere è un sito storico della Val di Susa costruito nel 1592 sopra la frazione Bastia, su uno sperone roccioso naturalmente difendibile. Fu progettato da Gabrio Busca, ingegnere militare al servizio di Carlo Emanuele I, e rientrava nelle opere di controllo della frontiera verso il Delfinato. Oggi non è una visita “da museo”: si tratta di resti, leggibili soprattutto all’aperto e nel paesaggio. Tuttavia, proprio per questo, funziona bene come tappa di un giro culturale-escursionistico a Gravere.
Coordinate storiche e visita pratica
– Progetto: Gabrio Busca (ingegnere militare di Carlo Emanuele I)
– Struttura: parapetto sul ciglio con torrette agli angoli, due baraccamenti e cappella
– Accesso storico: tracciato sul versante orientale della rupe
– Sistema locale: uno dei tre forti graveresi con Rocca di Molaro e Monmorone
– Contesto: difesa verso il Delfinato; passaggi di truppe e saccheggi, cappelle di borgata più volte distrutte
– Visita: resti, lettura esterna e paesaggistica; sentiero semplice, non accessibile ai disabili
Dove si trova il Forte di San Francesco di Gravere
Il forte sorge sopra il roccione che domina la frazione Bastia, nel comune di Gravere. Il punto chiave è la posizione: un parallelepipedo roccioso con pareti ripide, che quindi offriva già di per sé un vantaggio difensivo.
- Indirizzo : Frazione Bastia, Gravere
Quando e da chi fu costruito: 1592, Gabrio Busca e Carlo Emanuele I
Il 1592 è la data di costruzione indicata per l’opera, realizzata su progetto di Gabrio Busca, ingegnere militare di Carlo Emanuele I. L’idea era semplice e concreta: sfruttare il rilievo naturale, e quindi completarlo con strutture essenziali ma efficaci.
Com’era fatto: parapetto, torrette agli angoli, baraccamenti e cappella
Dal punto di vista architettonico la fortificazione era impostata come un sistema “leggero” ma ben organizzato. Sul bordo della rupe correva un parapetto, con torrette agli angoli. All’interno, inoltre, erano presenti due baraccamenti per l’alloggio delle guarnigioni e una cappella.
Un dettaglio utile: verso meridione, dove si sviluppava la via d’accesso, il tracciato veniva chiuso da un breve fronte bastionato. Di conseguenza, anche con pochi resti, l’impianto si può ancora “ricostruire” mentalmente.
Accesso storico: il percorso sul versante orientale della rupe
L’accesso al forte avveniva tramite un tracciato che risaliva il versante orientale della rupe. Questo elemento è coerente con la logica difensiva: arrivare da un lato controllabile e chiudere il punto più delicato con un fronte fortificato, invece di lasciare un ingresso “aperto”.
Il Forte nel sistema difensivo di Gravere: tre forti e una frontiera difficile
Il Forte di San Francesco faceva parte dei tre forti graveresi, insieme alla Rocca di Molaro e a Monmorone. Erano opere poste a difesa della frontiera con il Delfinato, in un contesto in cui i Savoia provarono a fermare, senza successo, l’avanzata di eserciti francesi in due momenti indicati: 1629 (armate del cardinale Richelieu) e 1690 (armate del maresciallo Catinat).
Gravere, però, non fu teatro di “grandi battaglie” locali. Tuttavia, fu duramente segnata dal passaggio delle soldatesche, che spesso compivano saccheggi e, inoltre, distruggevano le cappelle delle borgate, in alcuni casi rase al suolo più volte.
Cosa vedere oggi: resti, lettura esterna e valore paesaggistico
Oggi la visita è prevalentemente esterna: parliamo di resti storici più che di ambienti conservati. Perciò l’esperienza è soprattutto di lettura del sito (parapetto, geometrie, posizione) e di panorama.
Inoltre, il forte è inserito in un percorso culturale promosso dal Comune di Gravere: un sentiero che tocca anche Borgata Refornetto, Certosa della Losa e Batteria del Trucco. Il percorso è descritto come semplice, ma non è accessibile ai disabili. Se vuoi un supporto storico sul contesto, viene indicato come riferimento l’Ufficio del Turismo di Susa.
Forte di San Francesco di Gravere: scheda rapida
Il Forte di San Francesco di Gravere è una fortificazione costruita nel 1592 sopra il roccione che domina la frazione Bastia (Gravere, Val di Susa), su progetto di Gabrio Busca, ingegnere militare di Carlo Emanuele I. Sfruttando la rupe naturalmente difendibile, l’opera era impostata come un parapetto lungo il ciglio con torrette agli angoli e, all’interno, includeva due baraccamenti per l’alloggio delle guarnigioni e una cappella; l’accesso avveniva tramite un tracciato sul versante orientale della rupe, con un breve fronte fortificato sul lato meridionale legato alla salita. Il forte faceva parte dei tre forti graveresi insieme alla Rocca di Molaro e a Monmorone, predisposti a difesa della frontiera con il Delfinato: in questo contesto i Savoia tentarono invano di fermare nel 1629 e nel 1690 le armate francesi guidate rispettivamente dal cardinale Richelieu e dal maresciallo Catinat. Gravere non fu teatro di grandi battaglie, ma subì ripetuti passaggi di soldatesche con saccheggi e distruzioni delle cappelle di borgata. Oggi la visita è soprattutto esterna e paesaggistica e il sito rientra in un itinerario locale che collega anche Borgata Refornetto, Certosa della Losa e Batteria del Trucco; percorso semplice ma non accessibile ai disabili.
Delucidazioni utili per capire il Forte
Sì, però la visita è soprattutto esterna: l’interesse sta nella posizione, nei resti dell’impianto e nel paesaggio. Quindi aspettati un luogo da leggere sul terreno, non un edificio “integro”.
Era basata su un parapetto che correva sul bordo della rupe con torrette agli angoli. Inoltre, dentro c’erano due baraccamenti per le guarnigioni e una cappella, con un breve tratto bastionato sul lato legato all’accesso.
È indicato come semplice, tuttavia non è accessibile ai disabili. Di conseguenza conviene considerarlo come tappa escursionistica leggera, con visita prevalentemente paesaggistica.
Perché faceva parte delle opere sabaude di frontiera verso il Delfinato e rientrava nel sistema dei tre forti di Gravere. Inoltre, racconta un periodo in cui la valle subì passaggi di truppe, saccheggi e distruzioni di cappelle di borgata.
Il forte è inserito in un itinerario che tocca anche Borgata Refornetto, Certosa della Losa e la Batteria del Trucco. Quindi, se vuoi un giro coerente, puoi pensarlo come una tappa dentro un percorso più ampio.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



