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Cappella di Santa Brigida di Mompantero: architettura, storia e caratteristiche della chiesa di Urbiano

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Da Alessandro Maldera

Marzo 07, 2026

La Cappella di Santa Brigida di Mompantero si trova nella frazione di Urbiano, in un contesto alpino sobrio e autentico. È un edificio religioso di piccole dimensioni ma ricco di dettagli architettonici. Inoltre, rappresenta una tappa significativa per chi esplora il territorio. In questo approfondimento scoprirai la sua storia documentata e le principali caratteristiche costruttive.

Dubbi frequenti sulla Cappella di Santa Brigida

Dove si trova: frazione Urbiano (Mompantero)
Documento storico: già esistente nel 1785, visitata dal primo vescovo di Susa mons. Ferraris di Genola
Impianto: navata unica con volta a vela, conclusa da abside semicircolare voltata a calotta
Facciata: a capanna con lesene tuscaniche; portale con pseudo-timpano a volute; due finestre laterali, nicchie sovrastanti e finestra centrale più ampia; timpano triangolare in sommità
Campanile: a pianta quadrata, addossato al muro d’ambito destro
Struttura: muratura portante in pietrame intonacato (facciata tinteggiata, lati al naturale); interno intonacato e tinteggiato, pareti scandite da lesene con cornice d’imposta della volta
Copertura: tetto a due falde con manto in lose
Pavimentazione: pietra
Interno: cantoria in muratura sulla controfacciata, sostenuta da colonne con archi; altare e ambone lignei
Stato di conservazione: buono

Origini documentate e contesto storico

La cappella era già presente nel 1785. In quell’anno, infatti, fu visitata dal primo vescovo di Susa, monsignor Ferraris di Genola. Questo dato conferma che l’edificio esisteva almeno dalla seconda metà del Settecento.

Non si tratta di una grande chiesa parrocchiale, bensì di una cappella legata alla vita della frazione. Tuttavia, proprio per questo, racconta la dimensione religiosa delle comunità montane dell’epoca. Nel tempo l’edificio ha mantenuto il suo impianto originario. Inoltre, si presenta oggi in buono stato di conservazione, segno di una cura costante.

Un territorio che va spezzato bene Il modo intelligente di visitare Mompantero è semplice: dividere il comune in blocchi, scegliere una zona e leggerla con calma. Così anche le cappelle più piccole smettono di sembrare tappe secondarie e iniziano a dare senso all’insieme. Apri la guida dedicata

La facciata: linee semplici e richiami classici

La facciata è modellata a capanna, secondo uno schema tradizionale. Ai lati si trovano due lesene di ordine tuscanico che delimitano l’intero prospetto. Inoltre, altre due lesene incorniciano il portale d’ingresso.

La porta è sormontata da uno pseudo-timpano con volute. Tra le campate si aprono due finestre laterali. Sopra di esse sono ricavate due nicchie. Al centro, invece, si colloca una finestra di dimensioni maggiori. In sommità, conclude il prospetto un ampio timpano triangolare, che conferisce equilibrio all’insieme.

Il campanile, a pianta quadrata, è addossato al muro perimetrale destro. Questa soluzione è tipica di molte cappelle alpine, dove lo spazio è limitato ma la funzione resta centrale.

Struttura e impianto architettonico

L’edificio presenta uno schema planimetrico a navata unica. La navata è coperta da una volta a vela. L’abside, invece, è semicircolare ed è chiusa da una volta a calotta.

Le murature sono portanti e realizzate in pietrame intonacato. In facciata l’intonaco è tinteggiato, mentre sui lati resta al naturale. All’interno le pareti sono intonacate e dipinte. Inoltre, le superfici sono scandite da lesene che sostengono la cornice d’imposta della volta.

La copertura è a due falde con manto in lose, soluzione tradizionale delle zone alpine. La pavimentazione è in pietra, coerente con il contesto. Gli arredi comprendono un altare ligneo e un ambone anch’esso in legno.

Interno e cantoria

Entrando, lo spazio appare raccolto e lineare. La navata conduce direttamente all’abside semicircolare. Inoltre, sulla controfacciata è presente una cantoria in muratura. Questa è sostenuta da colonne con archi, che alleggeriscono visivamente la struttura.

L’insieme restituisce un ambiente semplice ma armonico. Proprio per questo, la cappella conserva un forte valore identitario per la frazione.

Perché visitare la Cappella di Santa Brigida di Mompantero

Chi cerca cosa vedere a Mompantero trova in questa cappella un tassello importante del patrimonio locale. Non è un monumento monumentale, ma è una testimonianza concreta della religiosità settecentesca in valle.

Inoltre, l’architettura essenziale e l’uso di materiali tradizionali raccontano un equilibrio tra funzionalità e simbolo. Per questo motivo, vale la pena inserirla in un itinerario tra le frazioni del territorio.

Un dettaglio che fa capire Santa Brigida

La Cappella di Santa Brigida di Mompantero, nella frazione Urbiano, è uno di quei luoghi che funzionano se li leggi come “traccia” più che come attrazione. È piccola, sì, ma racconta in modo diretto una comunità di valle: esisteva già nel 1785 e, inoltre, conserva un impianto semplice e coerente, con navata unica e abside semicircolare. La facciata a capanna, con lesene tuscaniche e timpano triangolare, mette ordine senza ostentare, mentre il tetto in lose e la pavimentazione in pietra riportano tutto alla montagna, senza finzioni. Perciò, se stai costruendo un itinerario “cosa vedere a Mompantero”, questa cappella è una tappa breve ma significativa: non ti impressiona, però ti fa capire il posto.

Domande frequenti sulla Cappella di Urbiano

Dove si trova la Cappella di Santa Brigida di Mompantero?

Si trova nella frazione di Urbiano, nel territorio comunale di Mompantero, in area alpina.

Da quando è documentata la cappella?

Era già esistente nel 1785, anno in cui fu visitata dal primo vescovo di Susa.

Com’è strutturato l’interno?

L’impianto è a navata unica con volta a vela e abside semicircolare coperta da volta a calotta.

Quali sono le caratteristiche della facciata?

Presenta una struttura a capanna con lesene di ordine tuscanico, portale con pseudo-timpano a volute e timpano triangolare in sommità.

Che tipo di copertura ha l’edificio?

Il tetto è a due falde con manto in lose, tipico dell’architettura alpina.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende