Cappella di Sant’Andrea di Meana di Susa (borgata Cordola) dal 1685 con navata unica e abside piatta

Da Alessandro Maldera
Marzo 14, 2026

La Cappella di Sant’Andrea di Meana di Susa si trova nella borgata Cordola ed è una cappella di borgata dall’impianto essenziale, facile da leggere anche in pochi minuti. Fu fondata nel 1685 e mantiene un profilo sobrio, senza effetti scenografici. Inoltre il tetto a due falde sporge in avanti e protegge l’ingresso, dettaglio tipico delle cappelle locali. Dentro, invece, lo spazio resta lineare: navata unica e abside piatta.
Cappella di Sant’Andrea: riepilogo per orientarsi
Dove: borgata Cordola (Meana di Susa)
Fondazione: 1685 (per volere di Andrea Cordola), patronato mantenuto a lungo dalla famiglia Cordola
Facciata: semplice capanna, ingresso con porta lignea e due finestrine rettangolari, tetto sporgente a protezione
Interno: navata unica con volta a crociera, abside piatta
Struttura: muratura mista intonacata, interno intonacato e decorato con perlinatura lignea nelle parti basse
Copertura: due falde con manto in tegole cementizie
Pavimento: battuto cementizio
Arredi: altare ligneo
Conservazione: buono stato
Dove si trova: la cappella nella borgata Cordola
La cappella sorge nella borgata Cordola, nel territorio comunale di Meana di Susa. È una presenza di comunità, quindi si inserisce nel contesto di borgata senza “staccarsi” dal paesaggio. Perciò la visita si integra bene in un giro tra frazioni e cappelle, senza bisogno di organizzazioni complicate.
La storia: fondazione nel 1685 e patronato della famiglia Cordola
La cappella fu fondata nel 1685 per volontà di Andrea Cordola. Inoltre, per lungo tempo, la famiglia Cordola ne mantenne il patronato, segno di un legame diretto tra devozione locale e vita della borgata. Quindi l’edificio non è solo un “oggetto architettonico”, ma anche un punto di riferimento storico per la comunità.
Facciata e ingresso: capanna semplice e tetto sporgente
La facciata è profilata a semplice capanna e punta tutto sulla funzionalità. Le due falde del tetto, infatti, si protendono in avanti per coprire e proteggere l’ingresso.
L’accesso è una porta in legno, affiancata da due finestrine rettangolari. Non ci sono decorazioni ridondanti: tuttavia proprio questa essenzialità rende la cappella immediata da riconoscere.
Pianta e spazio interno: navata unica con volta a crociera e abside piatta
L’interno segue uno schema chiaro: navata unica e chiusura con abside piatta. La copertura è una volta a crociera, quindi lo spazio risulta semplice ma ben definito. Inoltre l’interno è intonacato, tinteggiato e decorato, perciò l’ambiente non è “vuoto”, anche se resta raccolto.
Struttura e finiture: muratura mista e perlinatura lignea
Dal punto di vista costruttivo, la cappella ha una muratura portante di tipo misto intonacata. La facciata è tinteggiata, mentre sugli altri lati l’intonaco resta al naturale.
All’interno, invece, oltre a intonaco e tinteggiatura, compaiono finiture più “calde”: nelle parti inferiori delle pareti è presente una perlinatura lignea, che protegge e allo stesso tempo caratterizza lo spazio. Inoltre lo stato di conservazione è indicato come buono, quindi l’insieme è leggibile senza sorprese.55
Copertura, pavimento e arredi: tegole cementizie, battuto e altare ligneo
La copertura è un tetto a due falde con manto in tegole cementizie, e continua a proteggere l’ingresso grazie allo sporto.
Il pavimento è in battuto cementizio, soluzione semplice e resistente. L’arredo principale è un altare ligneo, coerente con il tono sobrio dell’edificio.
Cosa sapere prima di vedere la Cappella di Sant’Andrea
Nella borgata Cordola, nel territorio comunale di Meana di Susa
Nel 1685, per volontà di Andrea Cordola
La famiglia Cordola ne mantenne a lungo il patronato, quindi la cappella è legata alla storia della borgata
È una capanna semplice, con tetto a due falde sporgente sull’ingresso, porta lignea e due finestrine rettangolari
Impianto a navata unica con volta a crociera e abside piatta, con finiture interne intonacate e perlinatura lignea nelle parti basse
In buono stato di conservazione

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



