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Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano di Meana di Susa: la cappella di Campo del Carro tra campanile a vela e tetto sporgente

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Da Alessandro Maldera

Marzo 10, 2026

La Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano di Meana di Susa si trova nel centro abitato della borgata Campo del Carro ed è una di quelle tappe che si visitano in pochi minuti, ma che lasciano dettagli da ricordare. La facciata a capanna è protetta dalle falde del tetto che sporgono sull’ingresso, mentre il campanile “a vela” si appoggia sul lato destro. Inoltre l’interno, semplice e raccolto, è a navata unica e termina con un’abside piatta.

Focus sulla Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano

Nome: Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano di Meana di Susa
Dove: borgata Campo del Carro (Meana di Susa)
Origine: costruita attorno al 1652 (dotazione sostenuta da donazioni di terreni)
Restauro: 1908
Facciata: capanna con portale ampio, tetto sporgente, campanile a vela sul lato destro
Interno: navata unica con volta a crociera bassa, abside piatta, peducci agli angoli
Materiali: zoccolatura in pietra in facciata, pavimento in marmo, copertura in tegole cementizie
Arredi: altare marmoreo e ambone ligneo

Dove si trova: Campo del Carro, nel cuore della borgata

La cappella sorge dentro l’abitato di Campo del Carro, quindi è facilmente integrabile in una passeggiata nel paese. Di conseguenza non richiede deviazioni “da montagna”: è una tappa di borgata, vicina, concreta e immediata.

Tra panorama, rovine e borgate Il bello di Meana di Susa sta proprio nell’alternanza tra quota, storia locale e piccoli edifici religiosi disseminati nel territorio. Per questo conviene avere una panoramica chiara prima di partire e scegliere poche soste fatte bene. Scopri qui le tappe da vedere

Cenni storici: costruzione intorno al 1652 e restauro del 1908

L’origine della cappella risale a circa 1652. In quell’epoca, per sostenerla e darle una dotazione stabile, furono donati numerosi appezzamenti di terreno: un segnale chiaro di partecipazione comunitaria e di radicamento locale.
Molto più tardi, nel 1908, l’edificio venne restaurato. Questo intervento ha contribuito a conservarne l’impianto e a mantenerne una lettura architettonica pulita, senza stravolgimenti.

Facciata: profilo a capanna, portale ampio e campanile a vela

La facciata è profilata a capanna e si apre con un portale ampio, che rende l’ingresso ben riconoscibile. Inoltre il tetto a due falde sporge in avanti e crea una protezione evidente sull’accesso: è un dettaglio pratico, ma anche un segno visivo che “fa cappella”.
Sul lato destro si imposta il campanile a vela, appoggiato al muro d’ambito: essenziale, ma leggibile anche da lontano.

Pianta e spazio interno: navata unica, volta bassa e abside piatta

L’interno segue uno schema raccolto: navata unica e chiusura in abside piatta. La copertura è una volta a crociera impostata molto bassa, che abbassa il baricentro dello spazio e lo rende più intimo.
Quattro peducci accolgono l’arrivo della volta agli angoli: è un particolare tecnico che, però, aiuta a capire come l’edificio regge e come “chiude” le spinte.

Struttura e finiture: muratura mista, zoccolatura in pietra e buono stato

Dal punto di vista costruttivo, la cappella ha una muratura portante di tipo misto. La facciata è intonacata e rifinita con una zoccolatura in pietra all’esterno, mentre sugli altri lati l’intonaco resta al naturale.
All’interno, invece, tutto è intonacato, tinteggiato e decorato. Inoltre lo stato di conservazione è indicato come buono, quindi l’insieme risulta ordinato e fruibile.

Copertura e pavimento: due falde e marmo

Il tetto è a due falde con manto in tegole cementizie, soluzione robusta e funzionale.
Sotto, la pavimentazione è in marmo: un materiale che, anche in una cappella di borgata, dà subito una percezione di solidità e cura.

Arredi: altare marmoreo e ambone ligneo

Gli arredi principali sono essenziali e coerenti con lo spazio. Spiccano un altare marmoreo e un ambone ligneo: due elementi diversi per materiale, ma ben bilanciati nell’insieme. Inoltre contribuiscono a mantenere la cappella “viva” come luogo liturgico, non solo come oggetto da osservare.

Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano: riassunto per orientarsi

La Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano di Meana di Susa è una piccola chiesa di borgata nel centro di Campo del Carro che si riconosce subito per la facciata a capanna con portale ampio, il campanile a vela sul lato destro e il tetto a due falde che sporge a protezione dell’ingresso. Costruita attorno al 1652 (con dotazione sostenuta da donazioni di terreni) e restaurata nel 1908, conserva un interno semplice ma ben definito, a navata unica con volta a crociera impostata bassa, abside piatta, pavimento in marmo e arredi essenziali come altare marmoreo e ambone ligneo. Perciò, se stai componendo un itinerario su cosa vedere a Meana di Susa, questa cappella è una sosta breve ma concreta: architettura leggibile, buono stato di conservazione e dettagli che raccontano la devozione di borgata senza bisogno di fronzoli.

Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano: le domande più cercate

Dove si trova la Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano di Meana di Susa?

Nel centro abitato della borgata Campo del Carro, a Meana di Susa

Quando è stata costruita?

Fu costruita attorno al 1652, anno legato anche a donazioni di terreni per la sua dotazione

Qual è la caratteristica più evidente all’esterno?

La facciata a capanna con tetto sporgente sull’ingresso e il campanile a vela impostato sul lato destro

Com’è fatto l’interno?

È a navata unica, con volta a crociera impostata molto bassa e abside piatta

Che pavimento e arredi ha?

Pavimento in marmo, con altare marmoreo e ambone ligneo

Quando è stata restaurata?

Nel 1908

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende