Cappella della Madonna della Neve di Meana di Susa: chiesetta del Colletto–Regione Planey ricostruita nel dopoguerra

Da Alessandro Maldera
Marzo 07, 2026

La Cappella della Madonna della Neve di Meana di Susa è una piccola chiesa isolata in località Colletto – Regione Planey, lontana dal centro abitato e immersa in un contesto tranquillo. Si riconosce per il porticato d’ingresso e per il tetto a padiglione in lose, mentre al posto del campanile c’è una semplice croce metallica. Inoltre la storia recente è netta: dopo i danni della Seconda Guerra Mondiale, l’edificio è stato riedificato tra 1953 e 1954.
Cosa guardare subito: cappella senza campanile
Dove: località Colletto – Regione Planey (Meana di Susa)
Facciata: porticato su due pilastri, gronda orizzontale, porta lignea tra due finestre rettangolari
Campanile: assente, sostituito da croce metallica sulla testa di padiglione
Interno: navata unica con abside piatta, controsoffitto piano
Struttura: calcestruzzo armato intonacato e tinteggiato
Copertura: tetto a padiglione con manto in lose
Pavimento: mattonelle cementizie
Arredi: altare lapideo
Date chiave: 1840 prima citazione, 1929 restauro, 1940-45 danni bellici, 1953-54 riedificazione
Conservazione: buono stato
Dove si trova: Colletto – Regione Planey, in posizione isolata
La cappella sorge in un’area appartata, e questa collocazione cambia il modo di viverla. Infatti non è una tappa “di passaggio”: ci vai perché la cerchi. Tuttavia proprio l’isolamento rende la visita più lenta, con un’atmosfera che stacca dal ritmo del paese.
La facciata: porticato, gronda orizzontale e ingresso essenziale
L’esterno è semplice ma ben impostato. La facciata è preceduta da un porticato sostenuto da due pilastri laterali e si chiude con una linea di gronda orizzontale, che dà un taglio pulito all’insieme.
L’ingresso è una porta in legno, senza effetti scenografici; ai lati, però, ci sono due finestre rettangolari che rendono il fronte più equilibrato. Di conseguenza l’edificio appare sobrio, ma ordinato.
Niente campanile: la croce metallica sulla sommità del tetto
Qui c’è un dettaglio che colpisce perché “toglie” un elemento tipico delle cappelle: il campanile non è presente. Al suo posto compare una croce metallica, collocata alla sommità della testa di padiglione.
Quindi il segnale religioso resta, però in forma minimalista, coerente con l’impianto moderno dell’edificio.
Interno: navata unica e controsoffitto piano
L’interno segue un impianto molto semplice: navata unica con abside piatta. La copertura interna non è una volta tradizionale, ma un controsoffitto piano, che rende lo spazio regolare e facile da leggere.
Inoltre questa scelta conferma l’impostazione novecentesca della cappella così come la vediamo oggi.
Struttura e materiali: calcestruzzo armato e finiture intonacate
Dal punto di vista costruttivo, la cappella ha una muratura portante in calcestruzzo armato, intonacata e tinteggiata su tutti i lati esterni. Anche all’interno le superfici sono intonacate e tinteggiate.
Allo stesso tempo lo stato di conservazione è indicato come buono, quindi la cappella si presenta ordinata e fruibile senza particolari criticità.
Copertura, pavimento e arredi: lose, mattonelle cementizie e altare lapideo
Il tetto è a padiglione con manto in lose, quindi con un richiamo forte alla tradizione dei materiali di montagna.
Sotto, la pavimentazione è in mattonelle cementizie, soluzione pratica e tipica dell’edilizia del Novecento. L’arredo principale è un altare lapideo, coerente con la semplicità complessiva dell’ambiente.
Storia: prime citazioni, restauri e ricostruzione nel dopoguerra
La cappella compare per la prima volta in modo documentato nel 1840, citata nella relazione preparatoria a una visita pastorale di mons. Forzani.
In seguito, nel 1929, l’edificio venne completamente restaurato. Tuttavia la fase più dura arriva con la Seconda Guerra Mondiale: tra 1940 e 1945 la cappella fu gravemente danneggiata dagli eventi bellici.
Per questo, nel dopoguerra, si passò a un intervento decisivo: la cappella venne riedificata tra il 1953 e il 1954, creando l’assetto architettonico attuale.
Il punto chiave: cappella isolata e ricostruita nel 1953-1954
La Cappella della Madonna della Neve di Meana di Susa si trova isolata in località Colletto – Regione Planey ed è riconoscibile per la facciata con porticato sostenuto da due pilastri e chiusa da una gronda orizzontale. L’ingresso è una semplice porta in legno affiancata da due finestre rettangolari; il campanile non è presente ed è sostituito da una croce metallica collocata sulla sommità della testa di padiglione. L’interno ha un impianto essenziale a navata unica con abside piatta, coperto da un controsoffitto piano. La struttura è in calcestruzzo armato intonacato e tinteggiato, il tetto è a padiglione con manto in lose, il pavimento è in mattonelle cementizie e l’arredo principale è un altare lapideo. La cappella è citata per la prima volta nel 1840, fu restaurata nel 1929, venne gravemente danneggiata tra 1940 e 1945 e fu riedificata nel 1953-1954; oggi si presenta in buono stato di conservazione.
Delucidazioni sulla chiesetta Colletto–Regione Planey
In località Colletto – Regione Planey, in posizione isolata rispetto all’abitato
Nel 1840, in una relazione preparatoria a una visita pastorale
Perché il campanile non è presente: è sostituito da una croce metallica sulla sommità del tetto
Impianto a navata unica con abside piatta e controsoffitto piano
La cappella fu gravemente danneggiata tra 1940 e 1945 e venne riedificata tra 1953 e 1954
Struttura in calcestruzzo armato intonacato; tetto a padiglione con manto in lose

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



