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Cappella dei Santi Pietro e Paolo di Meana di Susa: la cappella di Bassa Meana fondata nel 1769 con facciata a capanna e navata unica

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Da Alessandro Maldera

Marzo 09, 2026

La Cappella dei Santi Pietro e Paolo di Meana di Susa si trova nell’abitato della borgata Bassa Meana ed è una di quelle architetture che si capiscono al primo sguardo. È nata nel 1769 e conserva un’estetica sobria, ma con dettagli “forti” sulla facciata. Inoltre l’interno, semplice e ben tenuto, segue uno schema a navata unica che termina con un’abside piatta.

Cappella dei Santi Pietro e Paolo in breve

Nome: Cappella dei Santi Pietro e Paolo di Meana di Susa
Dove: borgata Bassa Meana (Meana di Susa)
Fondazione: 1769 (Giuseppe Ludovico Careno), intitolazione originaria alla Madonna della Neve
Restauro: 1948
Interno: navata unica con volta a vela, presbiterio segnato dalla cornice d’imposta, abside piatta
Facciata: profilo a capanna, lesene, timpano triangolare con modanatura mistilinea, grande portale, croce in ferro in asse
Pavimento: pietra alla palladiana

Dove si trova: la cappella nel tessuto di Bassa Meana

La cappella sorge dentro l’abitato di Bassa Meana, quindi non è un edificio isolato “in mezzo al niente”. Proprio per questo la visita si inserisce facilmente in una passeggiata nel paese: arrivi, la leggi dall’esterno, e poi entri in pochi minuti senza dover pianificare chissà cosa.

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La storia: dalla fondazione del 1769 al restauro del 1948

La cappella viene fondata nel 1769 per volontà di Giuseppe Ludovico Careno. All’inizio, però, non era dedicata ai Santi Pietro e Paolo: l’intitolazione originaria era alla Madonna della Neve.
Nel corso del Novecento l’edificio ha ricevuto cure importanti: nel 1948 la cappella è stata restaurata, intervento che ha contribuito a mantenerla in ottimo stato di conservazione e a preservare la sua leggibilità architettonica.

Facciata: capanna, lesene e timpano con modanatura mistilinea

La facciata è il biglietto da visita. Il profilo è a capanna, e la composizione è scandita da lesene che portano lo sguardo verso l’alto. Sopra, infatti, c’è un timpano triangolare; sotto il timpano corre una modanatura inferiore mistilinea, cioè con un andamento curvilineo che ammorbidisce le linee rigide del triangolo.
Inoltre questa modanatura accompagna le forme del grande portale, definito da un disegno “moderno” rispetto al contesto complessivo. Al centro, in asse, si nota anche una croce in ferro, dettaglio essenziale ma molto netto.

Pianta e spazio interno: navata unica e abside piatta

Dentro, la cappella segue uno schema pulito: navata unica e chiusura in abside piatta. La copertura interna è una volta a vela, e nella zona del presbiterio è presente una cornice d’imposta che segna il passaggio verso la parte più liturgica.
Quindi l’impianto è semplice, però ben proporzionato: non punta sull’effetto scenografico, ma sulla chiarezza.

Struttura e materiali: murature intonacate e ottima conservazione

Dal punto di vista costruttivo, l’edificio ha una muratura portante di tipo misto. All’esterno è lasciata ad intonaco al naturale, mentre all’interno è intonacata e tinteggiata.
Inoltre lo stato di conservazione è indicato come ottimo, dettaglio non banale perché rende la cappella facile da “leggere” senza inciampare in degrado o trasformazioni troppo invasive.

Coperture e pavimento: due falde e pietra alla palladiana

La copertura è a due falde, soluzione tipica e funzionale. Sotto, invece, il pavimento è in pietra alla palladiana, quindi con elementi irregolari accostati e ben legati in una tessitura compatta.
Di conseguenza, anche i materiali contribuiscono a un’impressione di solidità: niente fronzoli, ma scelte coerenti.

Arredi: l’altare in stucco e la scelta della semplicità

Tra gli arredi spicca l’altare a pariete seiunctum, con finitura in stucco. È un elemento che resta misurato, e proprio per questo si integra con l’interno senza rubare la scena alla struttura generale.
Inoltre l’insieme conferma la natura della cappella: un luogo raccolto, pensato per una devozione “di comunità”, più che per stupire.

Cappella dei Santi Pietro e Paolo: identità e lettura dell’edificio

In conclusione, la Cappella dei Santi Pietro e Paolo di Meana di Susa è una piccola architettura religiosa della borgata Bassa Meana che si capisce subito: fondata nel 1769 da Giuseppe Ludovico Careno (con dedicazione originaria alla Madonna della Neve) e restaurata nel 1948, conserva un impianto essenziale a navata unica con volta a vela e abside piatta. Inoltre la facciata a capanna, con lesene, timpano triangolare e modanatura mistilinea, accompagna le linee di un grande portale dal disegno più “moderno”, completato dalla croce in ferro in asse. Perciò, se stai componendo un giro di cosa vedere a Meana di Susa, questa cappella è una sosta breve ma concreta: ordinata, ben conservata e ricca di dettagli leggibili anche senza essere esperti.

Cosa sapere prima di visitare la cappella di Bassa Meana

Dove si trova la Cappella dei Santi Pietro e Paolo di Meana di Susa?

Si trova nell’abitato della borgata Bassa Meana, nel territorio di Meana di Susa

Quando è stata fondata la cappella?

Nel 1769, per iniziativa di Giuseppe Ludovico Careno

Qual era l’intitolazione originaria?

In origine era dedicata alla Madonna della Neve

Com’è fatta la pianta interna?

È a navata unica, coperta da volta a vela, e termina con abside piatta

Quali elementi distinguono la facciata?

Il profilo a capanna, le lesene, il timpano triangolare con modanatura inferiore mistilinea, il grande portale e la croce in ferro in asse

Quando è stata restaurata?

La cappella è stata restaurata nel 1948

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende