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Ferragosto 2025: Castelli Aperti in Piemonte, festa tra storia e cultura

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Agosto 14, 2025

Il 15 agosto 2025 si trasforma in un’occasione unica per esplorare il Piemonte da una prospettiva diversa. L’iniziativa Castelli Aperti torna anche a Ferragosto, aprendo le porte di castelli, ville, torri, musei e giardini storici in tutta la regione.

Un’opportunità ideale per chi cerca una gita fuori porta culturale, lontano dai soliti luoghi di villeggiatura. Ogni provincia propone itinerari diversi, adatti a famiglie, appassionati di storia o semplici curiosi.

Ecco la guida completa con tutte le aperture per provincia e gli orari per pianificare al meglio la tua giornata.

  • Castello di Agliè
    Agliè (TO)
    Orari: 10:00 – 18:00
  • Castello di Racconigi
    Racconigi (CN)
    Orari: 09:00 – 19:00
  • Castello della Manta
    Manta (CN)
    Orari: 10:00 – 18:30
  • Castello di Masino
    Caravino (TO)
    Orari: 10:00 – 18:00
  • Castello di Govone
    Govone (CN)
    Orari: 10:00 – 13:00, 15:00 – 18:00
  • Castello di Moncalieri
    Moncalieri (TO)
    Orari: 10:00 – 18:00
  • Castello di Camino
    Camino (AL)
    Orari: 10:00 – 13:00, 14:00 – 19:00
  • Castello di Pralormo
    Pralormo (TO)
    Orari: Aperto su prenotazione
  • Castello di Piovera
    Piovera (AL)
    Orari: 15:00 – 19:00
  • Castello di Monticello d’Alba
    Monticello d’Alba (CN)
    Orari: 10:00 – 13:00, 15:00 – 18:00
  • Castello di Casale Monferrato
    Casale Monferrato (AL)
    Orari: 10:00 – 13:00, 15:00 – 19:00
  • Castello di Roppolo
    Roppolo (BI)
    Orari: 10:30 – 17:30
  • Castello di Buronzo
    Buronzo (VC)
    Orari: 15:00 – 18:00
  • Castello di Miradolo
    San Secondo di Pinerolo (TO)
    Orari: 10:00 – 19:00
  • Castello di Uviglie
    Rosignano Monferrato (AL)
    Orari: 10:00 – 13:00, 14:00 – 18:00
  • Castello di Serralunga d’Alba
    Serralunga d’Alba (CN)
    Orari: 10:30 – 13:30, 14:30 – 18:30
  • Castello di Roddi
    Roddi (CN)
    Orari: 10:00 – 19:00
  • Castello di Tagliolo Monferrato
    Tagliolo Monferrato (AL)
    Orari: 10:00 – 18:00
  • Castello di Magliano Alfieri
    Magliano Alfieri (CN)
    Orari: 10:00 – 13:00, 14:00 – 18:00

Castelli Aperti in Piemonte: cosa aspettarsi il 15 agosto 2025

L’iniziativa Castelli Aperti è un appuntamento fisso del panorama culturale piemontese, che permette di visitare beni storici solitamente chiusi al pubblico o poco accessibili.

Per Ferragosto 2025, il programma si arricchisce con aperture straordinarie in molte località. Si va dai castelli medievali alle ville ottocentesche, passando per musei d’arte, giardini botanici e torri panoramiche.

Ogni struttura aderente definisce autonomamente orari e modalità di visita: alcune richiedono la prenotazione, altre sono visitabili liberamente.

Consiglio Mole24: verifica sempre gli orari poco prima della partenza, soprattutto per le strutture con accesso su prenotazione.

Tutte le aperture per provincia a Ferragosto 2025

Di seguito l’elenco completo delle strutture aperte il 15 agosto 2025, organizzate per provincia.

Alessandria: tra castelli medievali e musei d’arte

Nella provincia di Alessandria, numerose le opzioni per un itinerario ricco di storia e arte.

Castello di Trisobbio

Il Castello di Trisobbio, già esistente all’inizio del Duecento, ha visto nel corso dei secoli il susseguirsi di potenti famiglie feudali: dai Del Bosco ai Malaspina, dagli Spinola al Marchesato del Monferrato. Fu conteso tra Genova e Alessandria, occupato dai milanesi e fortificato per esigenze difensive. Dopo un lungo periodo di abbandono, fu restaurato nel 1913 su progetto dell’architetto D’Andrade. Oggi, di proprietà comunale, è stato riqualificato e ospita un albergo ristorante, unendo storia e accoglienza

  • aperto dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00

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Castello di Rocca Grimalda

Arroccato su uno sperone roccioso, il Castello di Rocca Grimalda domina un’area strategica tra Piemonte e Liguria, un tempo contesa tra Monferrato e Repubblica di Genova. Nato come fortificazione difensiva intorno a una torre circolare del XII-XIII secolo, si trasformò in residenza nobiliare nel ‘400 grazie ai Trotti di Alessandria. Nel 1570 passò ai Grimaldi di Genova, che lo ampliarono fino al ‘700, aggiungendo la maestosa facciata occidentale.

All’interno, la torre conserva cinque ambienti sovrapposti collegati da una scala elicoidale, con feritoie e tracce di graffiti dei prigionieri. Accanto sorge la cappella voluta da Giovanni Battista Grimaldi, riccamente affrescata con effetti di trompe-l’oeil e stucchi policromi.

Il giardino barocco, risalente alla metà del ‘700, è suddiviso in tre parti: giardino all’italiana, boschetto romantico e giardino segreto con erbe aromatiche, perfetto per una passeggiata tra storia e natura.

  • Orario: accesso libero dalle 15.00 alle 18.00

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Castello dei Paleologi – Museo Civico Archeologico (Acqui Terme):

Ospitato nell’antico Castello dei Paleologi, così chiamato in onore della dinastia che governò il Monferrato per secoli, il Museo Civico Archeologico di Acqui Terme sorge su una delle realtà urbane più importanti del Piemonte antico: l’Aquae Statiellae romana, già nota nel II secolo a.C.

Famosa per le sue acque termali – celebrate anche da Plinio il Vecchio come tra le migliori dell’Impero – la città fu dotata di imponenti edifici pubblici: teatro, anfiteatro, terme e acquedotto. Il castello, edificato probabilmente nell’XI secolo, fu prima residenza dei vescovi-conti, poi roccaforte cittadina e sede dei governatori, fino a passare ai Paleologi alla fine del Duecento.

Distrutto da assedi francesi e spagnoli tra Cinquecento e Seicento, fu ricostruito tra il 1663 e il 1815 per volere di Vittorio Emanuele I.

Oggi il museo accoglie un percorso espositivo che va dalla preistoria al Medioevo, con reperti archeologici provenienti da necropoli, abitazioni e impianti monumentali. Tra le sale, spicca quella dedicata alla Bollente, con la ricostruzione della storica fontana termale.

A completare l’esperienza, il Giardino Botanico/Birdgarden nel parco del castello: un angolo suggestivo dove natura, arte e archeologia si fondono in un’unica atmosfera immersiva.

  • Orario: dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20

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Villa Ottolenghi (Acqui Terme)

Villa Ottolenghi ad Acqui Terme è un unicum in Italia: una dimora patrizia nata da una straordinaria sinergia tra architetti, artisti e mecenati. Progettata negli anni Venti per volere dei Conti Arturo e Herta Ottolenghi, vide il coinvolgimento di grandi nomi come Marcello Piacentini (architettura), Arturo Martini (scultura), Ferruccio Ferrazzi (pittura) e Adolfo Wildt, tra gli altri.

Qui, tra le colline del Monferrato, prese forma un vero e proprio polo artistico: nella villa e negli studi circostanti, Martini realizzò capolavori come Il Tobiolo e i celebri Leoni di Monterosso.

Completata dal figlio Astolfo Ottolenghi con il prezioso contributo del paesaggista Pietro Porcinai, la villa è circondata da un parco scenografico che si snoda tra giardino formale, pergolato di glicine, piscina, cisternone e graffiti d’artista, arricchito da delicati elementi in ferro battuto – funghi, tartarughe, uccellini – che rivelano la cura maniacale del dettaglio.

Non lontano sorge il “Tempio di Herta”, in origine mausoleo, impreziosito da un portale bronzeo monumentale dei Ferrari e affreschi di Ferrazzi, con mosaici realizzati dalla scuola di Ravenna. Un luogo dove arte, natura e memoria si fondono in un’atmosfera quasi magica: il “Paradiso Terrestre” degli Ottolenghi.

  • Apertura fino alle ore 15.00

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Castello di Casale Monferrato:

  • visite continue fino alle 19.00

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Castello dei Paleologi – Piazza Castello, 1 – 15033 Casale Monferrato (AL)
  • Telefono: +39 0142 744179 (Ufficio Cultura del Comune di Casale Monferrato)
  • Sito web: www.comune.casale-monferrato.al.it

Museo “La torre e il Fiume” (Masio)

Arroccato su una collina ai confini tra Monferrato e Astigiano, Masio domina la valle del Tanaro con uno sguardo che spazia fino alla pianura alessandrina. Un tempo attraversato dal traghetto fluviale, oggi collegato da un ponte moderno, il borgo conserva intatto il suo fascino medievale.

Il suo simbolo è l’imponente torre del XII secolo, monumento nazionale restaurato e riportato all’originaria maestosità. Alta circa 27 metri, faceva parte di un sistema difensivo più ampio sorto nel Duecento e rappresenta un’icona del paesaggio collinare.

All’interno, la torre ospita il museo “La Torre e il Fiume”: un percorso verticale che racconta la storia delle torri medievali come emblema del potere comunale e del controllo del territorio. Il museo si snoda tra piani sovrapposti, legando la storia della struttura a quella del fiume Tanaro, protagonista del paesaggio.

L’esperienza si conclude sulla cima della torre, dove una suggestiva veduta panoramica regala un colpo d’occhio unico sulle colline del Monferrato e il corso del fiume: un mix di natura, storia e architettura da vivere passo dopo passo.

  • Orario: : dalle ore 14.30 alle 18.30

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Torre di Merana:

La Torre di Merana, situata sul colle di San Fermo, è costruita in pietra di Langa con basi angolari lavorate e ha una pianta quadrata di 4,50 metri per lato e un’altezza di 25 metri. La sua posizione strategica domina la Valle Bormida di Spigno, attraversata fin dall’epoca romana dalla via Aemilia Scauri, che collegava Acquae Statellae alla costa savonese. Risalente al X secolo, fu edificata nel contesto della riorganizzazione territoriale delle grandi Marche promossa da Berengario II e Adalberto. Con il declino del potere centrale, torri come questa divennero strumenti di controllo locale, difendendo e vigilando sui traffici commerciali tra la Langa e la Liguria. Il fenomeno dell’incastellamento in zona fu guidato inizialmente dagli Alerami e poi dai Del Carretto.

  • Orario: aperta dalle 9.00 alle 18.00

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Telefono: 0144.99100

  • Studio e Museo didattico Pellizza da Volpedo:
  • Orario: dalle ore 16 alle 19

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Gipsoteca Giulio Monteverde (Bistagno):

La Gipsoteca Giulio Monteverde è dedicata allo scultore Giulio Monteverde, nato a Bistagno nel 1837, tra i più celebri artisti italiani dell’Ottocento. Dopo aver studiato a Genova e all’Accademia di San Luca a Roma, si affermò negli anni Settanta con opere improntate al positivismo, celebranti il genio umano e il progresso scientifico. La sua carriera fu ricca di commissioni internazionali, soprattutto per monumenti celebrativi e sepolcrali, che lo resero protagonista dell’arte ufficiale del suo tempo. Negli ultimi anni della vita, si riavvicinò con affetto al territorio di origine, donando opere alla comunità. Dopo la sua morte, le figlie donarono a Genova i modelli in gesso dell’atelier romano, molti dei quali sono oggi conservati a Bistagno. Ospitata in sette sale di Palazzo Leale, la gipsoteca, allestita nel 2001, ripercorre in chiave cronologica e tematica l’opera dello scultore, offrendo un prezioso viaggio nella scultura neoclassica e simbolista del XIX secolo

  • primo turno dalle ore 10.30 alle 12.30; il secondo dalle 15 alle 18 (ultima entrata 30 minuti prima)

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Gipsoteca Giulio Monteverde – Palazzo Leale, Via Roma, 45 – 15011 Bistagno (AL)
  • Telefono: +39 0144 80118
  • Sito web: www.museoceramicamondovi.it

Asti: palazzi nobiliari e torri storiche

La provincia di Asti propone un mix di architettura civile e militare.

Castello di Castelnuovo Calcea:

Nel cuore di Castelnuovo Calcea, tra le colline del Monferrato, sorge ciò che resta di un antico castello medievale eretto nel 1154 per volere dei marchesi d’Incisa. Distrutto nel 1634 dai Savoia e più volte ricostruito dopo incendi e conflitti, il maniero ha subito numerose devastazioni nei secoli, fino a ridursi oggi a suggestive vestigia: bastioni, torri e il caratteristico dongione circolare, simbolo dello stemma comunale.

L’ultima ricostruzione risale al XVII secolo, e alcune tracce dell’epoca medievale sono ancora visibili nel portone d’ingresso e nelle strutture murarie. Dopo gravi crolli nel secondo dopoguerra, il Comune ha acquisito il sito nel 1985, avviando un paziente recupero: dal 1989 pulizia e consolidamento, con il restauro della torre di avvistamento; nel 1998 il suo cortile è diventato un palcoscenico naturale per eventi estivi – concerti, teatro, serate enogastronomiche.

Oggi l’area, trasformata in parco pubblico, ospita anche la “Terrazza degli Ulivi” e un camminamento sotterraneo che conduce a un belvedere panoramico intitolato “Dagli Appennini alle Alpi”, dove lo sguardo spazia dalla Liguria alle Alpi. Un luogo dove storia, memoria e paesaggio si fondono in un’esperienza autentica.

  • Orario: dalle ore 10 alle 19

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Palazzo Mazzetti (Asti):

Nel centro storico di Asti, tra le vie del tessuto barocco della città, sorge Palazzo Mazzetti, dimora nobiliare settecentesca oggi sede del Museo Civico e della Pinacoteca. Un percorso culturale che si snoda dal sito archeologico sotterraneo fino agli spazi più moderni del terzo piano, raccontando otto secoli di arte e storia astigiana.

Il palazzo, simbolo del potere della famiglia Mazzetti – una delle più influenti del Piemonte – fu ampliato nel Seicento dal marchese Giulio Cesare II e divenne luogo di rappresentanza e ospitalità. Ospitò figure storiche del calibro di Giacomo Stuart III, Carlo Emanuele III di Savoia e persino Napoleone Bonaparte nel 1805.

  • Orario continuato 9.30-19.30

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Palazzo Gazelli di Rossana (Asti):

Palazzo Gazelli di Rossana, nel cuore di Asti, è un viaggio stratificato nella storia della città. Le sue fondamenta affondano nell’epoca romana, come testimoniano i resti di muri antichi nelle cantine, per poi svilupparsi in un complesso medievale con robusta torre mozzata a base quadrata e mura suggestive del piano terreno.

Ristrutturato a metà Settecento su progetto di Benedetto Alfieri, uno dei più importanti architetti piemontesi, il palazzo oggi si presenta come un affascinante insieme di edifici nobiliari e rustici, tra cui un secondo corpo ottocentesco pensato come “casa da reddito”.

La visita, accessibile dall’androne di Via Quintino Sella, si snoda tra i due cortili interni e scende nelle antiche cantine sotterranee, dove l’architettura racconta secoli di storia: dall’età romana all’Alto Medioevo, fino all’Ottocento. Archi, volte a crociera e a botte, luci radenti che filtrano dai cortili e nicchie scavate nei muraglioni creano un’atmosfera suggestiva, quasi teatrale.

Un tempo utilizzato per la vinificazione, l’ampio locale sotterraneo è seguito da ambienti storici come il portico-granaio dell’800 e la stalla con rimessa e alloggi per il personale del Seicento-Settecento.

  • visite guidate alle ore 16.00 e alle 17

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Corso Vittorio Alfieri, 357 – 14100 Asti (AT)
  • Telefono: 0141 530403
  • Sito web: https://www.museidiasti.com/

Torre e Cappella dei Rivalba (Castelnuovo Don Bosco):

Arroccata sulla cima di Castelnuovo Don Bosco, la Torre e Cappella dei Rivalba è un simbolo di storia e devozione. Sorge sui resti dell’antico castello medioevale che un tempo dominava il borgo, fulcro di conflitti tra le potenti repubbliche di Asti e Chieri e teatro delle lotte per il controllo del Monferrato.

La torre quadrata, risalente al XV secolo, fu il cuore difensivo della fortificazione e oggi ne è l’elemento più imponente sopravvissuto. Con il tempo, la funzione bellica lasciò spazio alla spiritualità: tra il XVII e il XVIII secolo, accanto alla torre, sorse il santuario dedicato alla Madonna del Castello, una cappella votiva che divenne luogo di culto e pellegrinaggio.

Oggi, l’insieme architettonico unisce suggestione storica e atmosfera religiosa, offrendo ai visitatori non solo un tuffo nel passato medievale, ma anche una vista panoramica mozzafiato sulla campagna astigiana. Un luogo dove pietra, memoria e fede si fondono in perfetto equilibrio.

  • Orario: 10.00-12.00 e 15.00-18.00

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Torre dei Segnali (Viarigi):

Dominante il paesaggio collinare del Monferrato, la Torre dei Segnali di Viarigi sorge come sentinella del tempo: eretta nel 1320, fu progettata per controllare il territorio e trasmettere segnali lungo una rete difensiva che collegava i crinali circostanti. Il suo nome ne rivela la funzione strategica, immortalata anche dai versi di Agostino della Sala Spada, che la definì “quadra torre, sovra l’arduo colle”.

A pianta quadrata con lati di 5,8 metri, la torre ha mantenuto la sua struttura originaria nonostante numerosi interventi. Nel XIX secolo fu rivestita in laterizio per garantirne la durata, mentre la scala interna in legno è stata sostituita in epoca moderna con una in acciaio, accessibile ai visitatori.

Oggi si presenta con la caratteristica merlatura ghibellina “a coda di rondine”, simbolo di fedeltà all’Impero, e quattro cornici ad archetto che ne arricchiscono l’eleganza medievale. All’interno, le volte a botte in mattoni disposti a piatto e di taglio raccontano l’abilità costruttiva dell’epoca.

Un monumento di rara suggestione, perfetto per chi ama storia, architettura e panorami autentici del Piemonte rurale.

  • Apertura dalle 15.00 alle 18.30

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Biella: dimore storiche e giardini rinascimentali

Biella si distingue per eleganti palazzi e spazi verdi ben conservati.

Palazzo La Marmora e giardino rinascimentale:

Immerso nel borgo storico del Piazzo a Biella, Palazzo La Marmora è un racconto vivente di oltre sei secoli di storia. Dimora della famiglia Ferrero della Marmora – oggi Mori Ubaldini degli Alberti La Marmora – si è modellato nel tempo attraverso 17 generazioni, ciascuna lasciando il segno nel suo sviluppo architettonico e culturale.

Dai fasti del Rinascimento alle tensioni del Risorgimento, dal neoclassicismo al Novecento, il palazzo cresce con la famiglia: diplomatici, militari, religiosi e scienziati ne hanno allargato gli orizzonti, arricchendolo di arredi, opere d’arte e testimonianze che oggi raccontano non solo le vicende familiari, ma anche l’arte, i costumi e la storia del Piemonte.

La sua imponente facciata neoclassica del 1789, affacciata su Corso del Piazzo, nasconde un cuore antico: il palazzo è stato proprietà dei Ferrero fin dal XIV secolo e conserva una struttura architettonica unitaria nonostante gli ampliamenti successivi.

All’esterno, il giardino terrazza regala un’oasi di quiete: un porticato con vetrate ospita un suggestivo ficus repens intrecciato a festoni, mentre svetta la torre ottagonale fatta costruire da Sebastiano Ferrero nella seconda metà del ‘400.

Dal 2005, Palazzo La Marmora è sede del Centro Studi Generazioni e Luoghi – Archivi Alberti La Marmora, ente no-profit dedicato alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico. Un luogo dove passato e presente dialogano in armonia.

  • Orario: 10.00-13.00 / 14.00-18.00

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Cuneo: il cuore del circuito Castelli Aperti

La provincia di Cuneo è tra le più ricche di adesioni, con castelli reali, fortezze e musei diffusi.

Castello del Roccolo (Busca):

Il Castello del Roccolo a Busca, il cui nome deriva dai “roccoli”, le antiche reti per la caccia agli uccelli, è un gioiello del neogotico piemontese. Nel 1831, il marchese Roberto Tapparelli d’Azeglio ne intraprese la riedificazione secondo il gusto architettonico promosso dalla corte sabauda, trasformandolo in una residenza elegante e scenografica.

L’esterno si distingue per un’armoniosa fusione di stili: archi moreschi, merli ghibellini, rosoni e decorazioni floreali che gli donano un’aria fiabesca. Accanto sorge la cappella, completata nel 1842, mentre nel parco antistante svettano le Serre monumentali, costruite tra il 1846 e il 1850 e recentemente restaurate.

Intorno si estende un meraviglioso parco di 500.000 metri quadri, progettato secondo i canoni del giardino romantico, con sentieri serpeggianti, grotte, statue, ripari e punti panoramici. Alcuni interventi sono attribuiti al noto paesaggista Xavier Kurten, che ne ha esaltato la natura suggestiva.

Il castello ha ospitato figure illustri come lo scrittore Silvio Pellico, il re Umberto I e la regina Margherita, testimoniando il suo ruolo di luogo di cultura e rappresentanza.

  • Orario: dalle 10 alle 19

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Castello degli Acaja (Fossano):

Il Castello degli Acaja di Fossano nasce nel 1314 per volere di Filippo d’Acaja, membro della potente famiglia sabauda, e si completa nel 1332 come fortezza medievale a pianta quadrata regolare, con torri angolari ruotate di 45 gradi, soluzione architettonica unica e strategica.

Passato ai Savoia dopo l’estinzione della dinastia Acaja, fu trasformato in elegante residenza ducale da Amedeo d’Aosta, destinata a ospitare corte e governo. Nel Cinquecento, ulteriori ristrutturazioni lo resero più confortevole: fu allora che l’artista Giovanni Caracca ne decorò gli interni.

Il periodo più splendido arrivò tra il XVI e il XVII secolo, quando anche Cristina di Francia, Madama Reale, soggiornò nel castello, arricchendolo di stucchi e affreschi oggi quasi del tutto perduti. Due torri furono rinnovate con gallerie belvedere, segno del nuovo ruolo residenziale.

Con il tempo, però, il castello cambiò destinazione: nel Seicento divenne carcere, con i grandi saloni trasformati in celle. Fu teatro di dramma storico nel 1689, quando 1.800 valdesi vi furono rinchiusi e morirono di stenti a causa delle persecuzioni religiose.

Nell’Ottocento fu sede di caserma militare, poi di una scuola di veterinaria. Solo nella seconda metà del Novecento iniziò un paziente recupero che lo riportò al suo antico valore: oggi ospita la Biblioteca Civica e l’Archivio di Stato, simbolo di rinascita culturale in un maniero che ha vissuto secoli di gloria, dolore e memoria.

  • Visite guidate alle 11 e alle 15

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Castello Reale di Govone

Il Castello Reale di Govone, arroccato tra le colline delle Langhe, ha origini antichissime: citato già in un atto del 989, l’edificio attuale fu realizzato dai Conti Solaro, signori del borgo dal XIII secolo. Fu il Conte Roberto Solaro e il nipote Ottavio Francesco a volerne la ricostruzione, affidandone il progetto nientemeno che a Guarino Guarini, uno dei geni dell’architettura barocca piemontese.

L’opera fu portata avanti dai discendenti, tra cui Luigi Giuseppe Ottavio Solaro, che fece realizzare il monumentale scalone d’ingresso con sculture provenienti dalla Fontana d’Ercole della Reggia di Venaria, segno di un legame sempre più stretto con la corte sabauda.

Dopo la scomparsa dell’ultimo erede diretto nel 1792, il castello passò allo Stato, per poi essere acquistato da Vittorio Amedeo III di Savoia. Sotto l’occupazione francese fu incamerato, ma nel 1810 fu rimesso all’asta e acquistato dal Conte Teobaldo Alfieri, che lo cedette al Principe Carlo Felice nel 1816.

Fu proprio Carlo Felice, nel 1819, a trasformarlo nella sua residenza estiva, affidando a Giuseppe Cardone e Michele Borda un ampio rimodernamento in stile neoclassico. Dopo la sua morte, il castello passò alla moglie Maria Cristina e poi al nipote Ferdinando di Savoia, Duca di Genova.

Nel 1870 fu venduto alla banca Tedeschi di Torino, poi ai privati Ovazza Segre, fino a essere ceduto al Comune di Govone nel 1897.

Oggi, dopo accurati restauri, il Castello Reale di Govone rifulge nel suo antico splendore ed è parte integrante del prestigioso circuito delle Residenze Sabaude, Patrimonio UNESCO. Immergito in un vasto parco, rappresenta un tassello fondamentale della storia sabauda e un’attrazione imperdibile tra arte, architettura e paesaggio langarolo.

  • Orario: 10.00-12.00 / 16.00-19.00

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Castello di Magliano Alfieri:

Il Castello di Magliano Alfieri, dimora storica della nobile famiglia Alfieri dal 1240, sorge sulle tracce di un’antica fortezza medievale. Fu il conte Catalano Alfieri a farlo costruire nel Seicento, completato dal figlio Carlo Emanuele, e oggi si presenta come un esempio emblematico del barocco piemontese maturo: linee severe ed eleganti, armonia architettonica, imponenza sobria.

Oggi il castello ospita due importanti realtà culturali. Al suo interno sorge il Museo di Arti e Tradizioni Popolari Antonio Adriano, dedicato ai soffitti in gesso, un fenomeno decorativo unico del Roero, Astigiano, Monferrato e Ovadese. Dal XVII al XIX secolo, anche le case contadine più umili sfoggiavano volte ornate con motivi naturalistici, geometrici e floreali. Il museo ne conserva frammenti e pannelli, raccontando la tecnica e il valore simbolico di questa tradizione popolare.

Dal 2015, il castello accoglie anche il Teatro del Paesaggio delle Colline di Langa e Roero, un percorso multimediale che celebra il territorio rurale dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2014. Attraverso filmati, storie orali e immagini d’epoca, si esplora la vita dei contadini, il lavoro in vigna, le tradizioni e la fatica che hanno plasmato questo paesaggio unico.

Sul lato est del maniero, è visitabile la cappella gentilizia Alfieri, dedicata alla Santa Sindone. Piccolo gioiello in stile barocchetto piemontese, conserva affreschi delicati e atmosfere intime, testimoni della devozione familiare.

Un luogo dove nobile dimora e cultura popolare dialogano, tra storia, arte e identità del territorio.

  • Aperto fino alle 18

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Castello di Mango

Il Castello di Mango sorge su un passato segnato da vendette, strategia e traffici millenari. La sua storia ha inizio nel 1275, quando l’esercito astigiano, in risposta alla sconfitta subita ad Alba il 24 marzo 1274 (domenica delle Palme), rase al suolo i castelli di Frave, Vaglio, Vene e il villaggio di Lanlonzo. Di quell’epoca bellica resta traccia nello stemma comunale, con le tre torri a simboleggiare il passato fortificato.

Il nome Frave – antica denominazione dell’area – appare in diversi documenti medievali e indica una località strategica: qui passava la “Magistra Langarum”, importante via di collegamento che da Alba raggiungeva la riviera ligure attraverso Cortemilia e Cairo, forse sul tracciato di un’antica strada romana.

Questo asse di scambio ha lasciato un segno profondo anche nella gastronomia locale: dalle Langhe arrivavano uve e vini, dalla Liguria pesce, sale e olio d’oliva. Oggi, questo legame si rinnova attraverso l’Enoteca Regionale del Moscato di Mango, ospitata nel castello, che promuove un gemellaggio culturale ed enogastronomico con l’entroterra di Dolceacqua e la Liguria di Ponente, basato su tre eccellenze: il Moscato, la nocciola e l’ulivo.

L’attuale castello, eretto alla fine del Duecento sulle fondamenta di un fortilizio strategico, conserva l’anima medievale: camminamenti segreti, prigioni, luoghi di tortura e pozzi misteriosi raccontano un passato fatto di potere, difesa e oscuri segreti. Oggi, è un luogo dove storia, paesaggio e tradizione si intrecciano in un percorso suggestivo tra le colline del Roero

  • Orario: : 10.30-19.00

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Castello della Manta

Immerso in uno scenario da fiaba, il Castello della Manta sorge ai piedi delle Alpi Cozie, con il Monviso che ne domina lo sfondo. Costruito nel XIII secolo come avamposto militare, si trasforma nel Quattrocento in una dimora signorile grazie a Valerano, reggente del Marchesato di Saluzzo, che ne fa il centro del feudo della Manta.

La sua opera più celebre? La Sala Baronale, affrescata con scene straordinarie che raccontano la cultura cavalleresca del tempo. Sulla parete sud, la Fontana della Giovinezza, tratta dal Roman de Fauvel, mostra il dio Amore a proteggere l’eterna giovinezza. Di fronte, nove eroi e nove eroine dell’antichità classica, ritratti in abiti quattrocenteschi, incarnano le virtù militari e morali del cavaliere ideale.

Nel XVI secolo, il castello subisce nuovi interventi: nasce il Salone delle Grottesche, con un soffitto manierista di grande eleganza, ispirato alle Logge di Raffaello in Vaticano, dove dipinti e stucchi si fondono in un gioco di simboli e decorazioni raffinate.

  • Orario di ferragosto: dalle ore 10 alle 18

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Castello di Monticello:

L’origine del Castello di Monticello, dimora della famiglia Roero dal 1376, risale a un’epoca antecedente al Mille ed è legata alla storia dei vescovi di Asti, che lo fecero costruire come fortezza difensiva dopo le incursioni saracene in zona. Fu proprio per liberare il territorio dal tiranno Ludovico Malabalia che i Conti Roero intervennero, conquistando il castello e ottenendone il feudo in dono.
L’edificio attuale non è più quello originario: fu gravemente danneggiato nel 1187 dopo un assedio durato quasi tre anni. Caratteristica unica del maniero è la presenza di tre torri con pianta e dimensioni diverse – una quadrata, una rotonda e una ottagonale – esempio raro di architettura fortificata medievale.
Nel 1787, in occasione del matrimonio di Francesco Gennaro Roero, Viceré di Sardegna, con Paola del Carretto, il castello fu radicalmente ristrutturato negli interni: trasformato in una elegante residenza settecentesca, persero funzione difensiva ponte levatoio e fossati, sostituiti da uno scalone in pietra e da splendidi giardini. Gli interni furono arricchiti con decorazioni pittoriche in stile neoclassico, mantenendo però intatta la struttura esterna medievale. Oggi il castello è una suggestiva testimonianza di oltre otto secoli di storia, architettura e vita feudale.

  • Orario: 14.30-18.00

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Castello Roero – Località Monticello, 1 – 12040 Sommariva del Bosco (CN)
  • Telefono: +39 0172 788122 (Comune di Sommariva del Bosco)
  • Sito web: www.comune.sommarivadelbosco.cn.it

Castello Reale di Racconigi:

La roccaforte, originariamente fondato intorno all’XI secolo come roccaforte nella Marca di Torino, è una delle residenze sabaude più significative del Piemonte. Passato ai marchesi di Saluzzo, entrò nel patrimonio dei Savoia nel XVII secolo e divenne dimora dei Savoia-Carignano. Fu in questa fase che l’architetto Guarino Guarini ne intraprese la ristrutturazione, mai completata, mentre André Le Nôtre progettò il primo assetto del giardino.

Nel Settecento, Giambattista Borra ampliò e abbellì l’edificio con nuovi padiglioni, il grande pronao, il salone con la “loggia dei musici”, la Sala di Diana e i gabinetti cinesi. Il castello assunse l’aspetto attuale con Carlo Alberto, che nel XIX secolo ne fece la residenza estiva della famiglia reale. L’architetto Pelagio Palagi ne rinnovò gli interni con uno stile neoclassico ed eclettico, realizzando ambienti di grande fascino come il Gabinetto Etrusco. Contemporaneamente, il giardiniere Xavier Kurten trasformò il parco in un capolavoro del giardinaggio romantico, tra i più importanti in Europa, con laghi, viali sinuosi e boschetti suggestivi.

Ai margini del parco furono costruiti gli edifici neogotici delle Serre e della Margaria, destinati alle attività agricole. Dopo un periodo di declino, il castello tornò in auge con Vittorio Emanuele III, che ne fece nuovamente una meta di villeggiatura. Acquistato dallo Stato italiano nel 1980, oggi è gestito dal Ministero della Cultura. Il parco è attualmente chiuso al pubblico, mentre il castello è visitabile e ospita mostre ed eventi, testimoniando otto secoli di storia, arte e architettura.

  • apertura prolungata dalle ore 9 alle 19

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Castello di Rocca De’ Baldi:

Il Castello di Rocca de’ Baldi, originariamente costruito come fortezza nel XIII secolo con torre a merlatura ghibellina, si trasformò nel corso dei secoli in una dimora signorile. Fu residenza dei Signori di Morozzo dal 1643 al 1823, che lo ampliarono con un corpo avanzato dotato di portale dorico e splendidi interni con soffitti a cassettoni decorati. Nel 1710, l’architetto Francesco Gallo (progettista della cupola di Vicoforte) realizzò un ulteriore ampliamento con sale affacciate sul parco e un lungo corridoio verso la piazza. In seguito, fu sede della “Colonia Agricola Orfani di Guerra” dal 1923 al 1973.

  • Orario: dalle 14.30 alle 18.30

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Castello di Serralunga:

Il Castello di Serralunga d’Alba, imponente siluetta gotica che domina le colline delle Langhe, è uno dei castelli più iconici del Piemonte. Appartenuto alla potente famiglia Falletti di Barolo, sorge dove un tempo sorgeva una torre difensiva dei Del Carretto, signori del territorio fin dal XII secolo. Nel 1340, con l’arrivo dei Falletti, la torre fu abbattuta per far posto all’attuale fortezza, voluta da Pietrino e dal figlio Goffredo II.

L’architettura slanciata e verticale, in mattoni a vista con fasce ad archetti, trasmette un senso di possente eleganza. Le facciate austere presentano poche aperture: solo in alto si aprono bifore e monofore, mentre l’accesso avveniva attraverso una saracinesca alzata con il ponte levatoio. L’ampio fossato, oggi non più visibile, completava il sistema difensivo.

All’interno, spiccano camini monumentali e soffitti in legno, testimonianze di un’abitabilità signorile nonostante la funzione militare. Il castello ha subito pochi rimaneggiamenti nel corso dei secoli e non fu mai teatro di gravi conflitti, conservando intatto il suo carattere medievale.

Un ampio restauro negli anni ’50, a cura della Soprintendenza ai Beni Architettonici, ha riportato alla luce la sua maestosità dopo il passaggio alla proprietà statale. Oggi, con il suo profilo inconfondibile e la posizione panoramica sulle Langhe, è una tappa imperdibile per chi esplora il territorio del Barolo e del paesaggio UNESCO.

  • Apertura su due turni
    • dalle 11 alle 13
  • dalle 14 alle 18 ( ultima visita alle 17.15)

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Castello di Serralunga d’Alba – Località Castello, 1 – 12050 Serralunga d’Alba (CN)
  • Telefono: 0173 613059
  • Sito web: www.castellodiserralunga.it

Giardini del castello di Castiglione Falletto

I Giardini del Castello di Castiglione Falletto si estendono intorno al suggestivo maniero situato nel cuore delle Langhe, Patrimonio UNESCO. Realizzati in epoca ottocentesca dai marchesi Falletti, signori del luogo, i giardini si sviluppano su terrazzamenti con un elegante disegno all’italiana, arricchito da aiuole fiorite, siepi geometriche, alberi secolari e scorci panoramici mozzafiato sui vigneti circostanti. Luogo di delizie e rappresentanza, i giardini riflettono il gusto romantico e raffinato dell’aristocrazia piemontese dell’epoca. Oggi sono aperti al pubblico in occasione di eventi, manifestazioni e visite guidate, offrendo un’esperienza immersiva nella natura e nella storia del territorio.

  • Orario: dalle 15 alle ore 18

Informazioni Utili

Filatoio di Caraglio

Il Filatoio di Caraglio, edificato in soli due anni tra il 1676 e il 1678, rappresenta una delle fabbriche di seta più antiche d’Europa. Fu voluto da Giò Girolamo Galleani, imprenditore torinese e figlio di Giovanni Francesco Galleani, che aveva già introdotto in Piemonte il torcitoio circolare ad energia idraulica. In precedenza, il padre aveva seguito la realizzazione della prima fabbrica di seta a Venaria Reale, dove erano presenti in un unico edificio sia la filanda (per la trattura della seta) che il filatoio (per la torcitura).

Seguendo lo stesso modello, Giò Girolamo Galleani costruì il Filatoio di Caraglio integrando non solo gli spazi produttivi, ma anche ambienti residenziali, creando così un complesso industriale e abitativo unico nel suo genere. Questa scelta testimonia l’organizzazione avanzata del lavoro e la centralità della figura dell’imprenditore nell’economia preindustriale.

La produzione del filatoio proseguì con successo per secoli, ma con l’inizio del Novecento iniziò un graduale declino produttivo, che portò alla chiusura definitiva dell’impianto alla vigilia della Seconda guerra mondiale.

Oggi, il complesso è stato recuperato e valorizzato: all’interno sono state ricostruite fedelmente le aree produttive e gli ambienti domestici, offrendo un’immagine vivida della vita e del lavoro nell’antica manifattura serica.

  • Orario: dalle 10.00-19.00.

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Museo Mallé (Dronero):

Il Museo Civico Luigi Mallé, inaugurato nel 1995, è un omaggio alla figura del suo fondatore, studioso e direttore dei Musei Civici torinesi. Ospitato in sei sale intime e suggestivamente chiamate “camere”, conserva la sua collezione permanente ordinata per epoche e temi – dall’arte sacra alle scene di genere, dai ritratti barocchi all’intimismo ottocentesco, fino all’astrattismo novecentesco. Oggi il museo, arricchito dalle collezioni Berra e Crema, è un centro culturale vivace, impegnato in mostre temporanee e iniziative che uniscono arte, formazione e benessere della comunità.

  • Orario: 14.30-19.00

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Palazzo Borelli – Spazio “Lalla Romano” (Sanfront):

Palazzo Borelli, edificato nei primi anni del Seicento, è un prestigioso esempio di architettura barocca in Valle Stura. Simbolo della storia culturale di Demonte, si distingue per i soffitti in legno decorato, i pregiati affreschi murali e, sulla facciata esterna, una delle meridiane più antiche della valle. Oggi ospita lo Spazio “Lalla Romano”, dedicato all’artista e scrittrice nata a Demonte, che attraverso dipinti, testi e documenti racconta il suo profondo legame con il territorio. Il percorso espositivo offre un’intima riflessione tra arte, memoria e identità locale.

  • Orario di Ferragosto: dalle ore 14.30 alle 19

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  • Borgata Museo Balma Boves (Sanfront):

La Borgata Museo Balma Boves è un antico insediamento rupestre ricavato sotto un grande affioramento roccioso a 652 metri di altitudine, sul Monte Bracco, nel comune di Sanfront. Abitata fino agli anni Sessanta, oggi rappresenta un autentico museo all’aperto dedicato alla vita contadina piemontese. Raggiungibile in circa 30 minuti di facile camminata tra castagni secolari dalla frazione Rocchetta, la borgata conserva intatti ambienti domestici e agricoli, testimonianza di un’economia rurale basata sull’autosufficienza e sull’ottimizzazione degli spazi. Il percorso prosegue oltre la Balma con un itinerario naturalistico-archeologico che conduce a Rocca La Casna, dove sono presenti incisioni rupestri preistoriche. Dal 2005, il sito è visitabile grazie al servizio di visite guidate offerto dall’Associazione Vesulus, ideale per scoprire storia, natura e tradizioni del territorio.

  • Orario: dalle 10 alle 18.30

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Borgata Balma Boves, località Rocchetta – 12030 Sanfront (CN)
  • Telefono: +39 0175 76113 (Comune di Sanfront)
  • Sito web: www.comune.sanfront.cn.it

Forte di Vinadio

Il Forte di Vinadio, arroccato a 1.000 metri di altitudine sul Colle di Tenda, è uno dei più imponenti complessi militari del Piemonte. Costruito tra il 1730 e il 1740 per volere del re di Sardegna Carlo Emanuele III, sorgeva su un’antica fortezza medioevale e rappresentava un punto strategico fondamentale per il controllo del valico alpino tra Italia e Francia. Con una superficie di oltre 18.000 m², è uno dei forti più estesi d’Europa.

Nel corso dell’Ottocento e del Novecento, il forte fu progressivamente ampliato e adattato alle nuove esigenze belliche, fino a essere dismesso nel 1945. Dopo un lungo restauro, oggi è un centro culturale multidisciplinare, che ospita mostre permanenti e temporanee, percorsi museali, installazioni artistiche e attività educative.

  • Orario: dalle 10 alle 19

Informazioni utili

  • Indirizzo: Forte di Vinadio – Località Forte, 1 – 12010 Vinadio (CN)
  • Telefono: +39 0171 941114
  • Sito web: www.fortedivinadio.it

Palazzo Sariod De La Tour (Costigliole Saluzzo)

Palazzo Sariod De La Tour è un’elegante dimora storica situata nel centro di Costigliole Saluzzo, in provincia di Cuneo. Appartenuto a una nobile famiglia legata al marchesato di Saluzzo, il palazzo risale a epoche medievali ma ha assunto l’attuale fisionomia tra il XVII e il XVIII secolo, con interventi in stile barocco. Caratterizzato da un’architettura sobria ed elegante, con cortile interno e affreschi d’epoca, il palazzo svolge oggi una funzione istituzionale e culturale, ospitando uffici comunali e spazi per mostre ed eventi. È un punto di riferimento importante per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio.

  • Orario: dalle 10 alle 19.00

Informazioni Utili

Villa Belvedere

Villa Belvedere, situata su un colle che domina la città di Mondovì, è un’elegante dimora ottocentesca immersa nel verde, costruita come residenza di campagna per una nobile famiglia locale. Con la sua architettura sobria ed elegante e l’ampio parco circostante, la villa offre uno dei panorami più suggestivi sulla valle del Mondovì e sulle Alpi. Oggi è un luogo polifunzionale dedicato alla cultura, all’arte e alla natura, spesso utilizzato per mostre, eventi e attività didattiche.

  • Orario: dalle 15 ore 19

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Villa Belvedere – Località Belvedere, 1 – 12084 Mondovì (CN)
  • Telefono: +39 0174 4551
  • Sito web: www.museoceramicamondovi.it

Museo Civico della Stampa (Mondovì):

Il Museo Civico della Stampa di Mondovì è dedicato alla storia del libro e della stampa, discipline profondamente legate all’identità della città, dove nel 1472 fu stampato il primo libro con data impressa in Piemonte grazie alla tecnica dei caratteri mobili. Ospitato nel suggestivo Complesso di Liber – Polo Culturale delle Orfane, il museo si sviluppa tra il piano terra e parte del primo piano con un allestimento completamente rinnovato nel 2022. Il percorso espositivo unisce tradizione e innovazione: accanto a una delle collezioni più ricche d’Italia di macchine da stampa, si trovano installazioni multimediali, videoproiezioni, animazioni, interviste e ricostruzioni 3D che rendono l’esperienza immersiva e interattiva. Tra le attrazioni, la riproduzione della tipografia della famiglia Belloni di Nizza Monferrato e due laboratori di tipografia e grafica, attivi tutto l’anno con workshop, laboratori per scuole, famiglie e appassionati. Un luogo dove la storia si vive, si tocca e si scopre

Orario: dalle ore 15 alle 18

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Museo Civico della Stampa – Piazza d’Armi 2/E – 12084 Mondovì (CN)
  • Telefono: +39 324 5955585
  • Sito web: www.museostampamondovi.it

Museo della Ceramica Vecchia (Mondovì):

Il Museo della Ceramica è ospitato nel prestigioso Palazzo Fauzone di Germagnano, nel cuore del rione Piazza di Mondovì. Le sue sale, affacciate sulla storica Piazza Maggiore e con una splendida vista sulla pianura cuneese e sulle Langhe, si distinguono per gli eleganti affreschi, stucchi e arredi d’epoca, sapientemente restaurati. Il percorso espositivo si sviluppa su due piani: al primo, il visitatore è accolto dall’installazione multimediale Fare ceramica, un’esperienza sensoriale che riproduce le fasi della produzione ceramica. Il percorso simula una visita in fabbrica, con particolare attenzione alle tecniche di decorazione. Al secondo piano, una seconda installazione coinvolge il pubblico nel gesto poetico e quotidiano di apparecchiare una tavola che si imbandisce da sé. Le sei sale espositive raccontano le quattro fasi chiave della produzione ceramica monregalese, illustrando l’evoluzione del gusto, l’affermarsi dell’industria moderna e la nascita della produzione in serie. Un viaggio tra arte, design e storia industriale, arricchito da una digital experience che esplora tecniche, stili e tradizioni della ceramica di Mondovì.

  • Orario : dalle ore 10 alle 18

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Museo della Ceramica – Palazzo Fauzone di Germagnano, Piazza Maggiore 1 – 12084 Mondovì (CN)
  • Telefono: 0174 330358 (Ufficio I.A.T. Mondovì) | 0174 47428 (Associazione Monregaltour)
  • Sito web: www.museoceramicamondovi.it

Palazzo Taffini d’Acceglio (Savigliano)

  • Apertura di Ferragosto 2025
    • dalle ore 10 alle 12.30
    • dalle ore 14.30 alle 18.30

Museo Civico Antonino Olmo e Gipsoteca Calandra (Savigliano)

Nel cuore del centro storico di Savigliano, il Museo Civico “Antonino Olmo” ha sede nell’antico convento seicentesco di San Francesco, un elegante complesso su due livelli che racchiude un chiostro affrescato, suggestivo scrigno di storia e arte.

Il museo offre un percorso eterogeneo e affascinante, che spazia dall’archeologia all’arte contemporanea. Tra le raccolte permanenti spiccano importanti donazioni private: la raccolta Pensa di Marsaglia, con un prezioso trittico fiammingo sulle Storie di Giobbe, opere di Luca Brea e Domenico Ferrari, oltre a mobili e sculture d’epoca.

Un omaggio al passato musicale della città è dedicato alle sorelle Milanollo, celebri violiniste saviglianesi dell’Ottocento, con cimeli e souvenir delle loro trionfali tournée in Europa.

Non manca una sezione dedicata all’arte locale: la collezione di Attilio Bonino raccoglie dipinti tra fine Ottocento e inizio Novecento, testimoni del gusto collezionistico piemontese.

Tra le sale più curiose, la ricostruzione dell’antica Farmacia Ospedaliera dell’Ospedale SS. Annunziata: un tuffo nel mondo della medicina e delle preparazioni artigianali di un tempo.

Di grande rilievo nazionale, la Gipsoteca Davide Calandra, dedicata allo scultore torinese scomparso nel 1915. Espone calchi, bozzetti e modelli in gesso e terracotta, tra cui il calco integrale del Fregio dell’Aula di Montecitorio a Roma, un’opera di straordinaria importanza simbolica e artistica.

10.00-13.00 / 15.00-18.30

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Torre Civica di Savigliano:

La Torre Civica di Savigliano, simbolo del borgo medievale, è il risultato di secoli di stratificazioni architettoniche. Secondo la tradizione, sorge sui resti di un tempio pagano dedicato alla dea Cerere, ma la sua costruzione attuale affonda le radici nel XIII secolo, quando alcune famiglie locali eressero una torre di difesa per affermare il proprio potere nel contesto urbano frammentato dell’epoca.

Nel 1303, il Comune la affidò ai fondatori del Monte di Pietà (Casana), che ne innalzarono la struttura con la caratteristica facciata in mattoni a vista. Fu in questo periodo che iniziò la sua trasformazione da torre militare a monumento civico. La prima menzione di un orologio risale al 1387, segno della sua funzione pubblica e simbolica. Nel 1447 il Comune riprese il controllo della torre, che nel 1535 vide la costruzione della parte superiore – a sostituzione di una guglia del 1465 – e la fusione della campana maggiore.

La storia della torre è segnata da eventi drammatici: nel 1612, orologio e campana crollarono sulla casa accanto; nel 1643, un incendio scoppiato durante i festeggiamenti per la visita dei Duchi di Savoia devastò la cella campanaria. Fu prontamente ricostruita l’anno seguente, con una nuova cella intonacata e una campana da 300 kg. L’attuale campana, molto più imponente, pesa 17 quintali e fu installata nel 1959.

  • Orario di Ferragosto 2025: dalle ore 10 alle 12.30 e dalle ore 14.30 alle 18.30

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Novara: un’oasi storica sul Lago Maggiore

Castello del Pozzo (Oleggio Castello):

Il Castello del Pozzo, situato a Oleggio Castello, in provincia di Novara, sorge in una posizione strategica tra il lago d’Orta e il fiume Ticino. La sua origine risale al Medioevo, ma l’aspetto attuale è frutto di rimaneggiamenti successivi, in particolare tra il XVI e il XVIII secolo, quando fu trasformato da fortezza medievale in una dimora signorile. Il castello è caratterizzato da un’elegante corte interna, torri angolari, merlature e un suggestivo pozzo centrale da cui prende il nome.

Nel corso dei secoli, fu dimora di importanti famiglie nobiliari, tra cui i Silva e i Thurn und Taxis, che ne curarono il restauro e l’arredamento. Oggi il Castello del Pozzo è un luogo polifunzionale: ospita eventi culturali, mostre, matrimoni e attività didattiche, mantenendo vivo il legame con la storia del territorio.

  • aperto dalle 10.00 alle 16.00

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Castello del Pozzo – Località Pozzo, 1 – 28040 Oleggio Castello (NO)
  • Telefono: +39 0322 658123
  • Sito web: www.castellodelpozzo.it

Torino: residenze reali e ville nobiliari

Anche la provincia di Torino riserva grandi classici.

  • Castello di Masino (Caravino)

Il Castello del Pozzo, situato a Oleggio Castello, in provincia di Novara, sorge in una posizione strategica tra il lago d’Orta e il fiume Ticino. La sua origine risale al Medioevo, ma l’aspetto attuale è frutto di rimaneggiamenti successivi, in particolare tra il XVI e il XVIII secolo, quando fu trasformato da fortezza medievale in una dimora signorile. Il castello è caratterizzato da un’elegante corte interna, torri angolari, merlature e un suggestivo pozzo centrale da cui prende il nome.

Nel corso dei secoli, fu dimora di importanti famiglie nobiliari, tra cui i Silva e i Thurn und Taxis, che ne curarono il restauro e l’arredamento. Oggi il Castello del Pozzo è un luogo polifunzionale: ospita eventi culturali, mostre, matrimoni e attività didattiche, mantenendo vivo il legame con la storia del territorio.

  • Orario: dalle ore 10 alle 19

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Castello del Pozzo – Località Pozzo, 1 – 28040 Oleggio Castello (NO)
  • Telefono: +39 0322 658123
  • Sito web: www.castellodelpozzo.it

Reggia di Venaria:

La Reggia di Venaria è uno dei capolavori delle Residenze Sabaude, Patrimonio UNESCO dal 1997. Costruita a partire dal 1675 per volontà di Maurizio di Savoia e ampliata da Amedeo di Savoia, fu progettata dall’architetto Amedeo di Castellamonte come residenza di caccia e luogo di rappresentanza della potenza sabauda. Con i suoi 17 ettari di estensione, è uno dei complessi reali più vasti e splendidi d’Europa.

  • orario apertura mattutina alle 9.00 fino alle 12.00

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Reggia di Venaria – Piazza della Repubblica, 1 – 10078 Venaria Reale (TO)
  • Telefono: +39 011 4992000
  • Sito web: www.lavenaria.it

Villa Doria – Il Torrione (Pinerolo)

Villa Doria – Il Torrione è un’antica fortificazione medievale situata nel cuore di Pinerolo, trasformata nel XVI secolo in parte di una residenza nobiliare per volere della famiglia Doria, potente casata genovese. Il nome “Torrione” deriva dalla massiccia torre difensiva che domina l’edificio, simbolo del passato militare del complesso, sorto come baluardo difensivo nel contesto urbano fortificato di Pinerolo.

Nel corso dei secoli, la struttura fu ampliata e arricchita con elementi rinascimentali e barocchi, diventando un elegante palazzo di rappresentanza. Oggi parte del patrimonio culturale della città, Il Torrione ospita spazi espositivi e istituzionali e svolge un ruolo centrale nella vita culturale di Pinerolo.

  • Orario: dalle 10 alle 18 ( prenotazione consigliata)

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Villa Doria – Il Torrione – Corso Francia, 101 – 10064 Pinerolo (TO)
  • Telefono: +39 0121 390111 (Ufficio Cultura del Comune di Pinerolo)
  • Sito web: www.comune.pinerolo.to.it

Informazioni Utili

  • Indirizzo: Villa Doria – Il Torrione – Corso Francia, 101 – 10064 Pinerolo (TO)
  • Telefono: +39 0121 390111 (Ufficio Cultura del Comune di Pinerolo)
  • Sito web: www.comune.pinerolo.to.it

Verbano-Cusio-Ossola: natura e architettura

  • Giardini Botanici di Villa Taranto (Pallanza):

I Giardini Botanici di Villa Taranto sono un prestigioso orto botanico situato a Pallanza, frazione di Verbania, sulle sponde del Lago Maggiore. Aperti al pubblico dal 1952, si estendono lungo il versante nordorientale del promontorio della Castagnola, tra Pallanza e Intra. Per estensione, bellezza e ricchezza di specie botaniche, sono considerati tra i più importanti d’Italia e rappresentano uno dei più noti esempi di giardino paesaggistico europeo.

  • Orario: dalle 8.30 alle 18.30,

Informazioni Utili


Consigli per vivere al meglio Castelli Aperti a Ferragosto

Parti presto: alcune strutture chiudono presto o hanno orari spezzati
Porta scarpe comode: molti castelli richiedono camminate su pavimentazioni antiche
Controlla la prenotazione: in particolare per Villa Doria a Pinerolo, dove è gradita la conferma
Porta la macchina fotografica: i giardini e le torri offrono scorci mozzafiato
Unisci più visite: molte località sono vicine tra loro, come in provincia di Cuneo o Asti


Domande frequenti (FAQ)

Ferragosto 2025: Castelli Aperti in Piemonte, è necessario pagare l’ingresso?

In molti casi l’ingresso è gratuito o a offerta libera, ma alcune strutture potrebbero richiedere un biglietto simbolico. Si consiglia di verificare direttamente con la struttura.

È obbligatoria la prenotazione per visitare i castelli a Ferragosto?

La maggior parte delle visite è libera, ma in alcuni casi – come Villa Doria a Pinerolo – è consigliata la prenotazione.

I bambini possono partecipare alle visite?

Sì, molte strutture sono adatte alle famiglie. Alcune propongono attività didattiche o percorsi interattivi

Dove trovo informazioni aggiornate su Castelli Aperti 2025?

Il sito ufficiale dell’iniziativa e i portali dei singoli comuni sono le fonti più affidabili. Mole24 aggiornerà l’articolo in caso di novità.



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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende