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Castello di Racconigi: la residenza sabauda in provincia di Cuneo

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Tra le molte residenze sabaude, il Castello di Racconigi è forse quella meno nota. In realtà, la dimora della provincia di Cuneo è stata una delle più frequentate dai Savoia.

È per questo motivo che il Castello ci è arrivato in uno stato di conservazione migliore rispetto ad altre residenze sabaude, mostrando in tutto il suo splendore – ancora oggi – il mobilio originale e gli apparati decorativi.

Una gemma elegante e al contempo austera assolutamente da visitare.

Salone all'interno del Castello di Racconigi

Le origini umili di una fortezza diventata Residenza Reale

Il Castello di Racconigi, situato nell’omonima città in provincia di Cuneo, a poche decine di chilometri da Torino, fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte.

La sua origine risale intorno all’XI secolo, sorta come antica residenza signorile fortificata della Marca di Torino. Agli inizi del XIII secolo la proprietà passò ai marchesi di Saluzzo, per poi finire nelle mani dei Savoia a partire dal Cinquecento.

Fu Tommaso Francesco, figlio di Carlo Emanuele di Savoia, ad occuparsi del Castello. Quest’ultimo incaricò l’architetto Guarino Guarini (lo stesso che progettò la cupola della cappella della Sindone) di ristrutturare e ampliare l’antica dimora per renderla villa di delizie.

Ad un certo punto, infatti, tra le corti sorse la moda della villeggiatura. Si trascorreva, infatti, un periodo fuori dalla sede centrale del potere ritirandosi in accoglienti residenze di campagna immerse nella natura.

Anche il Castello di Racconigi, con lo straordinario parco che lo circonda, venne istituito ufficialmente come sede di villeggiatura.

La trasformazione del castello dei secoli

L’originaria struttura fortificata con le quattro torri angolari, il fossato e il ponte levatoio tipicamente medievale fu completamente trasformata nel corso dei secoli.

Iniziò Guarini rifacendo la facciata nord: due grandi padiglioni con tetto a cupola e lanterne in marmo bianco presero il posto delle due torri angolari. E un grande corpo centrale con tetto a pagoda fece slanciare il complesso in altezza.

La seconda tranche di lavori si attivò nella seconda metà del Settecento ad opera dall’architetto Giambattista Borra e su commissione di Ludovico Luigi Vittorio di Carignano.

Alla facciata nord fu implementato un grande scalone a rampe spezzate, mentre alla sud sorsero due torri rivestite di stucchi e decori neoclassici che introducevano un ingresso a colonne corinzie e frontone triangolare. Allo stesso periodo risalgono i restyling interni dell’edificio: decori neoclassici impreziosirono ulteriormente gli ambienti che oggi possiamo ammirare in tutto il loro splendore.

Il principe e il castello: Carlo Alberto sceglie Racconigi come residenza

La storia del Castello Reale di Racconigi è strettamente legata alla figura di Carlo Alberto di Savoia-Carignano. Fu il giovane principe, infatti, appena designato erede al trono, a scegliere la dimora di Racconigi come “sede delle reali villeggiature“. Preferì il castello a residenze più ricche ed eleganti come la Reggia di Venaria e la Residenza di caccia di Stupinigi. Così decise di trasferirsi a Racconigi, non prima di aver ingrandito e riammodernato la dimora.

L’architetto di corte Ernesto Melano coordinò i lavori di restyling del castello aggiungendo due corpi laterali che collegassero le due facciate e realizzando un meraviglioso scalone alla facciata sud.

Degli interni si occupò Pelagio Palagi introducendo uno stile a metà tra il neoclassico e l’eclettico.

Palagi riadattò anche alcune architetture che troviamo nel parco, come la Fagianaia (l’ex chiesetta usata per l’allevamento di fagiani e colombi), la Dacia russa eretta in onore dello zar in visita al duca e il Tempietto dorico in riva al lago.

Un luogo molto caro alla nonna di Carlo Alberto che ospita la cosiddetta Grotta del Mago Merlino, un varco artificiale rivestito di pietre luccicanti, stalattiti e stalagmiti.

Di gran valore è anche la Margaria, il complesso rurale progettato in stile neogotico al cui interno troviamo una serra dotata di un sistema di riscaldamento veramente all’avanguardia per l’epoca.

Il giardino come lo vediamo oggi – con i corsi d’acqua e la vegetazione presente – è ad opera del prussiano Xavier Kurten, chiamato da Carlo Alberto per riorganizzare il parco secondo lo stile romantico tipico dell’Ottocento.

L’ultima casa dei Savoia

Dai tempi di Carlo Alberto la famiglia reale trascorreva dunque la villeggiatura al Castello Reale di Racconigi.

Tuttavia, col trasferimento della capitale del Regno da Torino a Firenze (nel 1865) e poi a Roma (nel 1871), i reali iniziarono a perdere interesse per la dimora. Almeno sino allo scoccare del XX secolo, quando un altro re la elesse nuovamente sede di villeggiatura: era Vittorio Emanuele III.

Sempre al Castello di Racconigi – e più precisamente negli appartamenti del secondo piano – il 15 settembre 1904 nacque l’ultimo re italiano: Umberto II.

Fu lui a riunire all’interno della dimora i 3000 quadri con i ritratti di famiglia che si possono ammirare visitando proprio la Galleria dei Ritratti. Il Castello fu abitato fino al 1946 e fruttato dai discendenti dei Savoia fino al 1980, anno in cui venne acquisito dallo Stato italiano.

Giardino e Castello di Racconigi

Visitare il Castello di Racconigi

Il Castello Reale di Racconigi riesce a sorprendere sempre il visitatore per la ricchezza e la varietà dei suoi ambienti. A partire dalle sale di rappresentanza al piano nobile, passando per il solenne Salone d’Ercole e la sala di Diana, e arrivando ai preziosi ambienti ottocenteschi del Pelagi.

Di particolare pregio la Sala del Biliardo, la Galleria di Eolo, il Gabinetto Etrusco e la Sala del Ricevimento con il mobilio aureo e il lampadario di cristallo.

Da non tralasciare gli appartamenti dei reali: qua sono cresciuti il principino Umberto II con le sorelle Jolanda (primogenita del re Vittorio Emanuele III), Mafalda e Giovanna. È visitabile la camera da letto della Regina Maria Adelaide con la splendida culla del piccolo Umberto.

Così come le camere riservate ai momenti privati della Famiglia Reale.

Passeggiando nel Parco – di circa 180 ettari – non si può non rimanere incantati dai laghetti, gli specchi d’acqua alternati a grotte, boschetti, monumenti e aiuole fiorite. Visitando il Castello di Racconigi non si ripercorre solamente la storia di Casa Savoia, ma ci si immerge anche in una riserva naturalistica viva. Non è difficile, infatti, avvistare le cicogne che nidificano nel parco del Castello di Racconigi.

Periodicamente vengono organizzati eventi, mostre e percorsi di visita speciali che rendono il Castello più vivo che mai.

Castello di Racconigi Orari

Il Castello è accessibile nei seguenti orari:

  • Da giovedì a domenica, dalle ore 9.00 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.00)
  • Lunedì, martedì e mercoledì chiuso

Visite accompagnate in gruppo (max 12 persone) con partenza ogni ora dalle ore 9.00

Ulteriori aperture straordinarie e/o prolungate segnalate sul sito.

Accesso con prenotazione obbligatoria via:

  • E-mail: racconigi.prenotazioni@beniculturali.it (la prenotazione si ritiene effettuata previa mail di conferma da parte dell’ufficio prenotazioni).
  • Tel: 017284005 (servizio attivo il sabato e la domenica dalle 9 alle 15)

Dal 6 agosto 2021 Green Pass obbligatorio per l’ingresso in musei e luoghi della cultura.

Orari Parco

  • Da giovedì a domenica, dalle ore 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.30)
  • Lunedì, martedì e mercoledì chiuso

Accesso contingentato. Prenotazione non necessaria.

Castello di Racconigi Biglietti

  • Castello: 5 €
  • Ridotto (giovani dai 18 ai 25 anni): 2 €
  • Ingresso Parco: 2 €
  • Gratuito per minori di 18 anni; docenti con presentazione della certificazione docenti); studenti delle facoltà di Architettura, Lettere e Filosofia; titolari dell’Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card; personale Ministero della Cultura; membri ICOM; giornalisti muniti di tessera professionale; persone con disabilità e relativi accompagnatori.

Info utili

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