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Palazzo Saluzzo Paesana: l’eleganza barocca nel cuore di Torino

Tempo di lettura: 5 minuti

Il Palazzo Saluzzo Paesana è uno dei più belli e affascinanti palazzi nobiliari di Torino. Situato in via della Consolata, nel centro della città, questo imponente edificio risale al XVIII secolo ed è un’opera d’arte architettonica che rappresenta l’eleganza e la grandezza del periodo barocco.

Una dimora nobiliare nel centro storico di Torino

L’edificio fu costruito per volere del marchese Baldassarre Saluzzo di Paesana all’inizio del XVIII secolo. Progettato dall’architetto Plantery, il palazzo si trova sulla piazza Savoia, nel quartiere ovest della città, che fu ampliato durante il periodo settecentesco.

Il cortile del palazzo è uno dei suoi elementi più maestosi, circondato da loggiati e colonne. L’androne principale conduce ad una scenografia barocca che faceva parte della visione di Torino come capitale del nuovo regno sabaudo. Il palazzo si erge nel cuore del quartiere che ospitava le residenze nobiliari delle famiglie più illustri della città.

Un palazzo nel cuore del nuovo quartiere

La residenza occupa un intero isolato nel terzo ampliamento della città di Torino. Questo ampliamento fu realizzato a partire dal 1715 e comprende la zona in cui si trovava la grande piazza d’Armi, accanto alla Cittadella. Il quartiere, progettato dall’architetto Filippo Juvarra su incarico di Vittorio Amedeo II, era destinato ad essere la nuova capitale del regno di Sardegna.

L’edificio si affaccia sulla vecchia piazza Susina, l’attuale via della Consolata, che costituiva il centro dell’ampliamento, insieme ad altri importanti palazzi come il palazzo Martini di Cigala, anch’esso progettato da Juvarra. Questi palazzi rappresentano degli esempi di architettura barocca e contribuiscono alla scenografia urbana del quartiere.

Un palazzo di dimensioni imponenti

Il palazzo Saluzzo Paesana occupa un intero isolato di dimensioni notevoli. Situato nell’area centrale del quartiere, il palazzo si estende dalla via Dora Grossa (ora via Garibaldi) al lato sud, alla contrada pubblica delle Scuole (oggi via Bligny) ad ovest, alla via Maestra (via del Carmine) a nord, e alla via della Consolata e piazza Susina (piazza Savoia) ad est.

Questo imponente edificio non ospita solo la famiglia nobiliare, ma è progettato per accogliere una varietà di abitanti. Gli appartamenti padronali e le sale di rappresentanza si trovano al piano nobile, mentre i piani superiori sono destinati agli appartamenti in affitto per la borghesia. Al piano terreno si trovano invece le attività commerciali e le abitazioni per il personale di servizio.

Gli isolati del nuovo ampliamento

Gli isolati del terzo ampliamento della città sono più grandi rispetto a quelli della città precedente, il che permette una maggiore sfruttamento del terreno. Questo si traduce in ampi affacci su strada e cortili. Il quartiere juvarriano si caratterizza per la sua uniformità architettonica e per la presenza di palazzi di grande bellezza. Nel corso del XVIII secolo, il quartiere juvarriano diventa un punto di riferimento per la nobiltà e la borghesia torinese. Le dimore signorili del nuovo ampliamento concentrano un quarto della nobiltà della città e un’importante parte della borghesia emergente. Gli isolati esistenti, situati a sud-est della piazza Susina e di impianto medievale, son gradualmente ristrutturati per adeguarsi alle dimensioni e allo stile del nuovo quartiere.

L’emblema dell’ascesa nobiliare

Il Palazzo Saluzzo Paesana rappresenta l’emblema delle nuove esigenze rappresentative della nobiltà torinese in ascesa. Costruito per il conte Baldassarre Paesana, discendente della famiglia aleramica che governava il marchesato di Saluzzo, il palazzo doveva incarnare il potere raggiunto dalla famiglia. Baldassarre Paesana era una figura politica di prestigio e, nel 1715, ereditò un patrimonio considerevole che decise di investire nella costruzione del palazzo.

La costruzione della residenza richiese ingenti risorse finanziarie e si protrasse fino alla morte di Baldassarre nel 1736, lasciando gli eredi in una difficile situazione debitoria. Nonostante le difficoltà finanziarie, il palazzo rimane un simbolo di grandezza e prestigio, rappresentando il potere e l’influenza della famiglia Paesana.

Il progetto architettonico di Plantery

Il progetto architettonico del Palazzo Saluzzo Paesana fu affidato all’architetto e ingegnere Plantery, uno dei più rinomati progettisti di palazzi privati della città. L’uomo realizzò il suo progetto per il palazzo nel 1716, poco dopo l’arrivo di Filippo Juvarra a Torino. Juvarra, architetto di corte, fu incaricato da Vittorio Amedeo II di ampliare il quartiere e contribuì con il suo talento anche alla costruzione del vicino palazzo Martini di Cigala.

Nel progetto grandioso e complesso del Palazzo Saluzzo Paesana, Plantery dimostrò tutte le sue capacità architettoniche e applicò le sue innovative soluzioni strutturali nello studio delle volte. Le volte “planteriane“, utilizzate per la copertura di scale, atri, loggiati e gallerie, divennero un elemento distintivo dell’architettura piemontese del XVIII secolo. Il palazzo Saluzzo Paesana rappresentò l’apice di questo sistema di volte, che venne ripreso da diversi architetti nella realizzazione di altri palazzi nel nord-ovest della città.

L’imponenza dell’androne e delle scale

L’androne dell’edificio è imponente, con alte colonne che sostengono le volte planteriane“. Questo spazio rappresenta il cuore pulsante del palazzo, da cui si diparte la distribuzione degli ambienti. Oltre agli scaloni che conducono al piano nobile, sono presenti scale che servono tutti i piani dell’edificio, compresi i sottotetti.

La nuova impostazione plurifamiliare del palazzo, introdotta proprio dal Palazzo Paesana, richiedeva percorsi differenziati per raggiungere gli appartamenti in affitto ai piani superiori. Una delle scale più interessanti è la scala della manica a sud, su via Garibaldi, che presenta una doppia rampa di scale per raggiungere tre pianerottoli posti a diverse altezze. Questa scala è citata nel trattato di architettura del Vittone, dimostrando l’importanza e l’innovazione del design del Palazzo Saluzzo Paesana.

La maestosità degli ingressi

La residenza nobiliare presenta due ingressi principali di pari importanza: uno su via della Consolata e l’altro su via Bligny. Questi ingressi, allineati tra loro e con elementi simili come colonne e scaloni d’onore, richiamano le vedute prospettiche e la grandiosità riservata ai palazzi reali. Il passaggio attraverso gli androni monumentali e il cortile scenografico era riservato a carrozze e visitatori diretti alle feste che si svolgevano nelle sale del palazzo.

Inizialmente, entrambi gli ingressi erano aperti, ma successivamente il re Vittorio Amedeo II decise di chiudere l’ingresso su via Bligny. Lo spazio ottenuto dalla chiusura dell’atrio fu trasformato in un teatro, che fu la sede del teatro Guglielmone e successivamente del teatro d’Angennes. Questa scelta del re pose fine alla rivalità tra il Palazzo Saluzzo Paesana e i fasti della corte reale.

La magnificenza del cortile

Il cortile dell’edificio è una vera e propria scenografia barocca, con due loggiati simmetrici su due piani, tre arcate inferiori e tre superiori, da cui si dipartono gli scaloni principali. Questo spazio si dilata otticamente, creando una prospettiva ampia e affascinante per i visitatori che attraversano l’androne e per chi sale gli scaloni principali.

Il cortile perfettamente simmetrico ripropone il loggiato a due ordini sui due lati principali. La presenza di un secondo cortile permetteva di collocare le scuderie e gli spazi di servizio, lasciando libero il cortile d’onore. La scenografia del cortile, con i suoi loggiati, gallerie e colonne, rappresenta un esempio di bellezza e grandeur barocca.

La maestosità della facciata

La facciata del Palazzo Saluzzo Paesana si distingue per la sua maestosità e per i dettagli decorativi che la arricchiscono. La facciata principale su via della Consolata presenta un portale imponente di otto metri di altezza, con colonne corinzie sormontate da un balcone dalle forme curvilinee. Questo disegno dell’ingresso principale, di ispirazione juvarriana, è presente in molti palazzi barocchi di Torino.

Le facciate su via Dora Grossa (Garibaldi) e su via delle Scuole (Piave) riprendono lo stesso disegno della facciata principale, mentre le facciate sulla piazza sono più semplici e prive di particolari motivi decorativi.

L’interno del palazzo

All’interno del Palazzo Saluzzo Paesana si trovano gli appartamenti del conte Baldassarre Paesana, che si estendono dal piano terra al piano nobile e affacciano su via della Consolata e via Dora Grossa. Al piano terra sono presenti la cucina e gli ambienti di servizio, mentre al primo piano si trovano le sale di rappresentanza, la cappella e le camere da letto.

L’ingresso principale conduce al salone centrale, che si trova al centro della manica principale del palazzo. Questo salone era utilizzato in comune con il conte di Sartirana, che accedeva al suo alloggio con affaccio su via della Consolata e piazza Savoia. Gli ambienti erano decorati con tappezzerie in damasco, arazzi e quadri, creando un’atmosfera di grande bellezza e ricchezza.

Gli artisti e la decorazione degli interni

La ricchezza decorativa degli interni è il risultato della collaborazione tra Plantery e diversi artisti dell’epoca. Gli affreschi di Domenico Guidobono e gli stucchi di Pietro Sommasso si combinano armoniosamente con l’architettura del palazzo, creando un dialogo tra scultura, pittura e architettura.

Gli affreschi di Domenico Guidobono, pittore di corte e apprezzato dalla Madama Reale Giovanna Battista, sono stati restaurati durante un importante intervento di ristrutturazione del palazzo avvenuto negli anni ’90 del secolo scorso. Questo intervento ha permesso di preservare le parti più auliche dell’edificio, creando spazi di rappresentanza e appartamenti che mantengono l’atmosfera di grandezza e bellezza del Palazzo Saluzzo Paesana.

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