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Ospedali del Piemonte, è caccia alle protezioni: “stiamo esaurendo le scorte”

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Emergenza Coronavirus: mancano mascherine e protezioni negli ospedali del Piemonte, c’è chi improvvisa un camice con i sacchi dell’immondizia

Mascherine, visori protettivi, filtri respiratori, camici impermeabili, guanti… beni di lusso ormai. Tra i reparti vengono chiamati Dpi (dispositivi di protezione individuale) e sono dei veri e propri salvavita per il personale degli ospedali che in questo momento sta combattendo il Coronavirus.

Luigi Icardi, assessore regionale alla Sanità, mercoledì si è accordato con la Miroglio Group di Alba per la produzione urgente di mascherine in tessuto lavabile per far fronte all’emergenza. Le prime 15mila saranno pronte per domani. Ma, continuando con questo trend, basteranno per un paio di giorni appena.

Gli operai, da subito a lavoro, ne produrranno 25mila al giorno solo per il Piemonte, arrivando a 600mila mascherine in due settimane. Essendo lavabili fino a 10 volte, saranno equivalenti a 6 milioni di utilizzazioni.

“Le mascherine da mettere a disposizione di ospedali, operatori sanitari, farmacie e contagiati in isolamento domiciliare sono diventate un bene di prima necessità”, fa sapere l’assessore.

E non è solo il Piemonte a soffrire la carenza di dispositivi di sicurezza, è un problema che riguarda tutta l’Italia e tutto il mondo. Anche perchè la maggior produttrice di questi prodotti era la Cina che ha ricorso a tutte le sue risorse per proteggersi dal Coronavirus, e solo ora sta tornando a distribuire protezioni per gli altri paesi. E’ arrivato in giornata un container dalla Cina con i dispositivi sanitari per il Piemonte.

Ma gli aiuti stanno arrivando anche da Israele, con cui si è stipulato un contrato da 3 milioni di euro.

A mancare anche i gel igienizzanti. L’assessore regionale Matteo Marnati si è rivolto così alle industrie chimiche piemontesi chiedendo di fornire glicerina, acqua ossigenata ed alcol etilico. Essenziali per produrre un proprio gel igienizzante per i sanitari e le forze dell’ordine.

Senza considerare la carenza di apparecchiature fondamentali per soccorrere i malati: dai ventilatori per le terapie intensive ai caschi per le sub-intensive. Ma di questi 56mila sono già in arrivo.

Scorte in esaurimento e protezioni faidate

Intanto, si percepisce preoccupazione tra le corsie degli ospedali. “Stiamo esaurendo le scorte, se non arrivano forniture in tempi rapidi sarà un enorme problema”.

Al fianco di medici e infermieri si schierano i sindacati che denunciano l’uso di protezioni faidate. Nelle chat degli operatori sanitari circolano foto di sacchi dell’immondizia riconvertiti a camici impermeabili di fortuna.

Sacchi dell'Immondizia Camici
Ospedali del Piemonte, è caccia alle protezioni: “stiamo esaurendo le scorte”

“Considerato che ormai è impossibile distinguere chi è stato esposto e chi no, – dicono da Anaao Assomed, sindacato dei medici ospedalieri – tutti gli operatori devono essere forniti di adeguati Dpi”.

La priorità rimane quella di proteggere gli operatori ospedalieri, perché senza di loro crollerebbe il sistema sanitario.

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