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Mirafiori Sud a Torino: dal borgo sabaudo al quartiere operaio e verde

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Da Alessandro Maldera

Agosto 08, 2026

Il quartiere Mirafiori Sud di Torino occupa una vasta porzione della periferia meridionale della città.

Il suo nome precede di secoli la costruzione della Fiat: deriva infatti da una residenza sabauda scomparsa, sorta vicino al Sangone alla fine del Cinquecento. Nel Novecento la fabbrica, l’immigrazione e i grandi complessi di edilizia popolare ne hanno cambiato profondamente il volto. Oggi Mirafiori Sud conserva questa eredità industriale, ma comprende anche borgate storiche, parchi, ville, impianti sportivi, orti urbani e spazi culturali.

Approfondimento
Per conoscere meglio la suddivisione della città e le caratteristiche delle diverse zone, leggi anche: I 23 quartieri di Torino: quali sono e come è divisa la città

Posizione geografica e circoscrizione di Mirafiori Sud

Mirafiori Sud si trova nella parte meridionale e sud-occidentale di Torino. È uno dei quartieri più estesi della città e comprende zone molto differenti tra loro: Borgata Mirafiori, Città Giardino, le Basse di Mirafiori, via Artom, il comprensorio industriale, il Parco Colonnetti e le aree vicine al Sangone.

Dal punto di vista amministrativo appartiene alla Circoscrizione 2, insieme a Santa Rita e Mirafiori Nord. Prima della riorganizzazione entrata in vigore nel 2016, il territorio formava invece la Circoscrizione 10.

Il quartiere è attraversato da grandi assi come corso Unione Sovietica, corso Orbassano, strada del Drosso, via Onorato Vigliani e via Artom. Proprio l’ampiezza del territorio rende difficile descriverlo come una realtà uniforme: le zone residenziali, industriali e verdi presentano caratteristiche differenti.

Quartieri e territori confinanti

Quartieri torinesi: Mirafiori Nord e Lingotto
Verso est e sud-est: Moncalieri
A sud: Nichelino e il territorio di Stupinigi
Verso ovest e nord-ovest: Beinasco e Grugliasco

Storia del quartiere Mirafiori Sud

Il Castello di Miraflores e la nascita della borgata

Il nome Mirafiori deriva dal Castello di Miraflores, residenza fatta costruire da Carlo Emanuele I nel 1585 vicino alla riva settentrionale del Sangone. Il complesso, circondato da giardini, fu legato alla moglie Caterina Michela, infanta di Spagna. La denominazione spagnola venne successivamente adattata in “Mirafiori”.

Attorno alla residenza sabauda crebbe un piccolo nucleo formato da cascine, botteghe e abitazioni rurali. Nel 1617 venne edificata la Chiesa della Visitazione di Maria Vergine e di San Barnaba, ancora oggi uno dei principali riferimenti della Borgata Mirafiori.

Il castello perse progressivamente importanza, anche a causa delle guerre e delle esondazioni del Sangone. Quando i Savoia concentrarono i propri interessi sulle residenze di Venaria e Stupinigi, il complesso entrò in una lunga fase di declino. Le rovine furono demolite quasi completamente alla fine dell’Ottocento.

Nelle vicinanze venne costruito tra il 1886 e il 1888 il Mausoleo della Bela Rosin, dedicato a Rosa Vercellana, moglie morganatica di Vittorio Emanuele II e contessa di Mirafiori e Fontanafredda.

Dall’ippodromo al primo aeroporto torinese

Mirafiori cominciò a cambiare già nei primi anni del Novecento. Nel 1906 venne aperto il primo ippodromo torinese, nell’area dove in seguito sarebbero sorti piazza Guala e i grandi complessi residenziali. L’impianto rimase attivo fino agli anni Cinquanta, quando le corse furono trasferite a Vinovo.

Pochi anni dopo, tra il 1910 e il 1911, nella zona dell’attuale Parco Colonnetti nacque il Campo di Volo Mirafiori, considerato il primo aeroporto della città. Utilizzato anche per scopi militari, rimase operativo fino al secondo dopoguerra. Alcune tracce e una lapide dedicata all’aviatore Gino Lisa ricordano ancora quella stagione.

La Fiat e la crescita della città operaia

La trasformazione decisiva arrivò con la costruzione dello stabilimento Fiat Mirafiori, iniziata alla fine degli anni Trenta. L’impianto venne inaugurato il 15 maggio 1939 e diventò uno dei maggiori poli industriali italiani.

Nel secondo dopoguerra la produzione automobilistica attirò migliaia di lavoratori, inizialmente dal Piemonte e dal Nord-Est e successivamente soprattutto dall’Italia meridionale. La popolazione aumentò rapidamente e le campagne lasciarono spazio a fabbriche, strade e complessi residenziali.

Sorsero così nuovi insediamenti in via Negarville, via Roveda, strada del Drosso, via Farinelli e via Artom. Furono costruite anche scuole, parrocchie e attrezzature collettive, ma l’espansione fu tanto veloce da lasciare alcune parti del quartiere isolate e prive di servizi sufficienti.

Via Artom e la stagione della riqualificazione

Via Artom divenne il caso più conosciuto. I grandi edifici prefabbricati realizzati negli anni Sessanta accolsero famiglie provenienti da baraccamenti, sistemazioni provvisorie e altre zone della città. L’elevata densità abitativa, la povertà e la distanza dal centro contribuirono alla formazione di un quartiere-dormitorio segnato da forti difficoltà sociali.

Dagli anni Settanta il Comune iniziò a realizzare scuole, strutture sportive, servizi sanitari e luoghi di aggregazione. Il processo proseguì attraverso programmi di recupero urbano e interventi sulla viabilità, sul Parco Colonnetti e sulle sponde del Sangone.

Due degli edifici più problematici di via Artom furono infine demoliti tra il 2003 e il 2005. La trasformazione non cancellò la storia delle famiglie insediate nella zona, ma contribuì a modificare il rapporto tra gli edifici, il parco e il resto del quartiere.

Quando Mirafiori Sud era ancora campagna
Prima delle fabbriche e dell’espansione urbana, anche la zona meridionale di Torino era formata da cascine e piccoli nuclei rurali: scopri la storia di Mirafiori Sud quando era un borgo di campagna

Cosa vedere nel quartiere Mirafiori Sud

Mirafiori Sud non possiede un centro monumentale compatto. I luoghi d’interesse sono distribuiti su un territorio ampio e raccontano epoche differenti.

Borgata Mirafiori e Chiesa di San Barnaba. La borgata conserva il nucleo storico sviluppatosi vicino al castello sabaudo. La chiesa della Visitazione di Maria Vergine e di San Barnaba, risalente al 1617, rimane il principale edificio religioso della zona.

Mausoleo della Bela Rosin. Costruito alla fine dell’Ottocento con forme ispirate al Pantheon di Roma, è uno degli edifici più riconoscibili del quartiere. Dopo il restauro è diventato uno spazio culturale e ospita anche servizi bibliotecari e iniziative pubbliche.

Parco Colonnetti. È una delle maggiori aree verdi di Mirafiori Sud. Sorge sui terreni del vecchio campo di volo e ospita percorsi, impianti sportivi, spazi scientifici e la Casa nel Parco. Il parco venne inaugurato nel 1977.

Parco Piemonte, Parco Sangone e Orti Generali. Le aree lungo il torrente formano un corridoio verde collegato con Nichelino. All’interno del Parco Piemonte si è sviluppato il progetto Orti Generali, dedicato all’agricoltura urbana, alla formazione e alla gestione condivisa degli orti. Nel marzo 2025 sono stati inaugurati cento nuovi appezzamenti e una food forest.

Città Giardino di via Plava. Le villette costruite nel 1928 rappresentano uno dei primi esperimenti torinesi ispirati al modello delle garden city. Gli edifici bassi, i giardini privati e alcuni dettagli decorativi distinguono questo nucleo dal resto del tessuto urbano.

Castello del Drosso. Situato nella parte occidentale del quartiere, vicino al confine con Beinasco, deriva dalla trasformazione di un insediamento agricolo medievale e conserva l’aspetto di una residenza fortificata.

Heritage Hub. Allestito nell’ex Officina 81 dello stabilimento Mirafiori, raccoglie automobili, documenti e testimonianze della storia industriale. L’accesso segue modalità e calendari di visita stabiliti dal gestore.

Feste e tradizioni di Mirafiori Sud

La ricorrenza storicamente più legata alla Borgata Mirafiori è la festa di San Barnaba, celebrata l’11 giugno. Il santo è uno dei titolari della chiesa seicentesca e continua a rappresentare un riferimento per la comunità parrocchiale.

Un’altra componente importante dell’identità locale è la memoria della Resistenza. In occasione del 25 aprile vengono organizzate commemorazioni e percorsi nei luoghi dedicati ai partigiani, agli operai e alle vittime del fascismo presenti nel quartiere. Il programma può cambiare ogni anno.

Negli ultimi anni si è inoltre consolidata Estate a Sud, una programmazione culturale diffusa tra Casa nel Parco, spazi pubblici e aree verdi. Spettacoli, laboratori e incontri vengono organizzati con il coinvolgimento delle associazioni del territorio.

Anche gli orti urbani, i mercati e le attività comunitarie attorno al cibo sono diventati una forma contemporanea di socialità locale. Non si tratta di una tradizione antica, ma di un modo concreto attraverso il quale il quartiere ha recuperato il proprio rapporto con il suolo agricolo e con il Sangone.

Qualità della vita nel quartiere Mirafiori Sud

La qualità della vita a Mirafiori Sud cambia sensibilmente da una zona all’altra. Non esiste quindi una risposta valida per l’intero quartiere.

Il principale punto di forza è la disponibilità di grandi spazi verdi. Parco Colonnetti, Parco Piemonte, Parco Sangone e le aree attrezzate permettono di praticare sport, camminare e utilizzare piste ciclabili senza allontanarsi dal quartiere. La presenza di associazioni, impianti sportivi, biblioteche e progetti come Casa nel Parco e Orti Generali rafforza inoltre la rete comunitaria.

Mirafiori Sud rimane però un territorio periferico, molto esteso e frammentato. Alcune parti sono ben servite, mentre altre risultano più lontane dai principali poli commerciali e dai collegamenti veloci. Gli indicatori territoriali pubblicati dal Comune hanno segnalato una relativa carenza di servizi in alcune zone, da leggere insieme alle condizioni economiche e alla storia dell’edilizia pubblica.

La presenza dello stabilimento industriale continua a incidere sul paesaggio, sul traffico e sull’identità locale. Al tempo stesso, il quartiere non coincide più soltanto con la fabbrica: il campus del Politecnico, le attività culturali, i progetti ambientali e il recupero degli spazi pubblici hanno ampliato le funzioni del territorio.

In sostanza, Mirafiori Sud offre più verde e spazi aperti rispetto a molti quartieri centrali, ma richiede una valutazione precisa della singola zona, soprattutto per quanto riguarda servizi di prossimità e collegamenti.

Trasporto pubblico e come muoversi

Mirafiori Sud non è attraversata direttamente dalla metropolitana. La stazione Bengasi, capolinea meridionale della linea M1, rappresenta il principale accesso alla rete metropolitana per la parte orientale del quartiere, ma può essere distante dalle zone di via Artom, strada del Drosso e Borgata Mirafiori.

Il collegamento più importante con il centro è la linea 4, che attraversa corso Unione Sovietica e raggiunge strada del Drosso. Serve quindi l’asse centrale di Mirafiori e permette di proseguire verso il centro e la parte settentrionale di Torino.

Tra le altre linee rilevanti:

  • la 63, tra via Negarville e piazza Solferino;
  • la 71, con capolinea nella zona di via Farinelli;
  • la 35, che collega via Artom con Nichelino;
  • diverse linee locali che attraversano corso Orbassano, via Vigliani e le aree industriali.

Come muoversi a Mirafiori Sud

Tram: linea 4 lungo corso Unione Sovietica e strada del Drosso
Autobus: tra le linee principali figurano 35, 63 e 71
Metropolitana: stazione Bengasi per la parte orientale del quartiere
Bicicletta: percorsi nei parchi Colonnetti, Piemonte e Sangone
In auto: accessi da corso Orbassano, corso Unione Sovietica e tangenziale sud

Poiché il quartiere è molto esteso, il mezzo migliore dipende dalla zona di partenza. Prima di programmare lo spostamento è opportuno verificare sul sito o sull’app GTT eventuali variazioni, deviazioni e orari aggiornati.

Mirafiori Sud oltre l’immagine della periferia industriale

La Fiat ha determinato gran parte della crescita di Mirafiori Sud e rimane indispensabile per comprenderne la storia. Tuttavia, ridurre il quartiere alla fabbrica o alle difficoltà di via Artom restituisce un’immagine incompleta.

Il territorio conserva la Borgata Mirafiori, una chiesa del Seicento, il Mausoleo della Bela Rosin, un antico castello, le tracce del primo aeroporto torinese e uno dei maggiori sistemi verdi della periferia cittadina. Accanto a questi luoghi sono nati spazi culturali, orti urbani e iniziative costruite dalle associazioni locali.

Mirafiori Sud racconta così diverse trasformazioni di Torino: dalla campagna sabauda alla città industriale, dalla crescita disordinata del dopoguerra alla ricerca di un nuovo equilibrio tra lavoro, abitazioni, servizi e ambiente.

FAQ su Mirafiori Sud

A quale circoscrizione appartiene Mirafiori Sud?

Mirafiori Sud appartiene alla Circoscrizione 2 di Torino, insieme ai quartieri Santa Rita e Mirafiori Nord. Fino al 2016 costituiva la Circoscrizione 10.

Perché il quartiere si chiama Mirafiori?

Il nome deriva dal Castello di Miraflores, fatto costruire da Carlo Emanuele I nel 1585 vicino al torrente Sangone. La denominazione spagnola venne successivamente italianizzata in Mirafiori.

Quali sono i principali luoghi da vedere?

Tra i luoghi più significativi figurano la Borgata Mirafiori, la Chiesa della Visitazione e di San Barnaba, il Mausoleo della Bela Rosin, il Parco Colonnetti, gli Orti Generali, Città Giardino, il Castello del Drosso e l’Heritage Hub.

La metropolitana arriva a Mirafiori Sud?

La linea M1 non attraversa l’interno del quartiere. La stazione più vicina alla parte orientale è Bengasi. Le zone centrali e occidentali sono servite soprattutto da tram e autobus.

Come si vive a Mirafiori Sud?

Dipende dalla zona. Il quartiere offre grandi parchi, impianti sportivi e diverse realtà comunitarie, ma presenta anche distanze rilevanti, servizi distribuiti in modo non uniforme e alcune fragilità socioeconomiche.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende