La Fontana Angelica torna a zampillare nel cuore di piazza Solferino

Da Alessandro Maldera
Agosto 08, 2026

La fine dei lavori alla Fontana Angelica di piazza Solferino restituisce al centro di Torino uno dei suoi monumenti più riconoscibili.
L’acqua è tornata a scorrere il 4 agosto 2026, dopo circa tre anni di inattività. Il ripristino ha interessato la vasca, le statue e gli impianti necessari al funzionamento della fontana.
Con la riattivazione, piazza Solferino recupera un elemento centrale della propria scenografia urbana.
Focus sul cantiere della fontana Angelica di piazza Solferino
Periodo di inattività: dal 2023
Interventi previsti: pulizia delle statue, rimozione del calcare, impermeabilizzazione della vasca e revisione delle pompe
Anno di realizzazione: 1930
Composizione: quattro gruppi statuari dedicati alle stagioni
Luogo: piazza Solferino, nel centro di Torino
Fine lavori Fontana Angelica di piazza Solferino
La Fontana Angelica è tornata in funzione dopo un lungo periodo senza acqua.
Il monumento era fermo dal 2023. La riattivazione è arrivata nella mattina del 4 agosto 2026, al termine degli interventi necessari per ripristinare la struttura.
L’acqua è tornata a scorrere tra le vasche e i gruppi statuari, ricostruendo l’effetto scenografico previsto dalla composizione originale.
Il monumento può quindi essere nuovamente osservato nella sua forma completa, nella parte di piazza Solferino rivolta verso via Pietro Micca.
Dalla sua trasformazione urbanistica ai monumenti che la caratterizzano, scopri la storia e le curiosità di piazza Solferino nel centro di Torino
Quali interventi sono stati effettuati
I documenti comunali dedicati allo stato delle fontane torinesi indicavano diversi lavori necessari per il recupero dell’impianto.
Il programma comprendeva:
- la pulizia delle statue
- la rimozione dei depositi di calcare
- l’impermeabilizzazione della vasca
- il controllo e la revisione delle pompe
Si trattava quindi di un intervento che coinvolgeva sia la parte visibile del monumento sia il sistema tecnico utilizzato per far circolare l’acqua.
La revisione degli impianti era indispensabile per permettere alla fontana di tornare a funzionare in modo continuativo.
La fontana era spenta dal 2023
L’inattività durava da circa tre anni.
Durante questo periodo la struttura era rimasta visibile, ma priva dell’elemento per il quale era stata progettata: il movimento dell’acqua.
La situazione aveva suscitato diverse richieste di aggiornamento. La Fontana Angelica è infatti uno dei principali monumenti ornamentali del centro torinese.
Il suo fermo rientrava inoltre in un problema più ampio riguardante la manutenzione delle fontane cittadine, spesso complesse e costose da gestire.
La riapertura è arrivata dopo uno slittamento
Il ritorno in funzione era stato inizialmente indicato entro giugno 2026.
Alla metà di luglio, però, la fontana risultava ancora spenta. Un documento presentato in Consiglio comunale chiedeva infatti chiarimenti sulle nuove tempistiche.
Il ripristino effettivo è avvenuto il 4 agosto, alcune settimane dopo il termine precedentemente previsto.
La riattivazione ha comunque permesso di completare l’intervento durante l’estate e di restituire il monumento alla piazza prima della stagione autunnale.
L’acqua restituisce alla fontana il suo effetto originale
La Fontana Angelica non è stata pensata come un semplice insieme di sculture.
L’acqua collega le diverse figure, riempie le vasche e crea un movimento continuo all’interno della composizione.
Quando l’impianto è spento, una parte fondamentale dell’opera viene meno. Le statue rimangono visibili, ma si perde il rapporto tra forme, superfici e giochi d’acqua.
Il ritorno degli zampilli restituisce quindi leggibilità all’intero monumento e rafforza la sua presenza all’interno della piazza.
Una fontana realizzata nel 1930
La Fontana Angelica venne realizzata nel 1930, dopo un percorso progettuale iniziato negli anni precedenti.
La struttura è composta da quattro grandi gruppi statuari. Figure maschili e femminili sono accompagnate da bambini e richiami al mondo naturale.
La composizione occupa una posizione centrale nella parte meridionale di piazza Solferino.
Nel corso del Novecento è diventata uno degli elementi più riconoscibili della piazza e uno dei monumenti ornamentali maggiormente fotografati nel centro di Torino.
Dietro le quattro statue di piazza Solferino si nascondono allegorie, leggende e interpretazioni esoteriche: scopri la storia e i significati attribuiti alla Fontana Angelica di Torino
Le quattro statue rappresentano le stagioni
I quattro gruppi principali sono allegorie delle stagioni.
Due figure maschili rappresentano l’autunno e l’inverno. Le due figure femminili corrispondono invece alla primavera e all’estate.
Intorno alle statue compaiono bambini, animali, frutti, vegetazione e altri elementi collegati ai differenti momenti dell’anno.
L’opera può quindi essere letta come una rappresentazione del ciclo naturale, della trasformazione e del passaggio del tempo.
Le quattro stagioni della Fontana Angelica
Estate: figura femminile legata alla maturazione e all’abbondanza
Autunno: figura maschile associata al passaggio verso la stagione fredda
Inverno: figura maschile che completa il ciclo annuale
Le interpretazioni esoteriche della Fontana Angelica
Nel tempo, alle statue sono state attribuite anche letture legate alla tradizione esoterica torinese.
Secondo queste interpretazioni, le due figure maschili richiamerebbero le colonne poste simbolicamente all’ingresso di un percorso di conoscenza.
Le due figure femminili sarebbero invece collegate a concetti contrapposti, come amore sacro e amore profano, virtù e desiderio materiale.
L’acqua rappresenterebbe il raggiungimento della conoscenza dopo un cammino di trasformazione interiore.
Queste spiegazioni appartengono alla lettura simbolica e turistica del monumento. Non devono essere considerate l’unica interpretazione storicamente dimostrata dell’opera.
Tra stagioni, trasformazione e conoscenza
Anche senza accogliere le letture esoteriche, la struttura della fontana suggerisce un percorso.
Le stagioni descrivono il continuo cambiamento della natura. La primavera segna la rinascita, l’estate la pienezza, l’autunno il declino e l’inverno il riposo.
L’acqua attraversa tutte queste fasi e collega le diverse parti del monumento.
La riattivazione non restituisce quindi soltanto un elemento decorativo. Riporta al centro dell’opera il simbolo che unisce l’intera composizione.
Uno dei luoghi della Torino misteriosa
La Fontana Angelica è spesso inserita negli itinerari dedicati alla Torino magica ed esoterica.
La sua collocazione, l’orientamento delle statue e le interpretazioni attribuite alle figure hanno alimentato racconti, leggende e curiosità.
Piazza Solferino viene così collegata ad altri luoghi cittadini associati alla tradizione della magia bianca e nera.
Questa fama ha contribuito a trasformare la fontana in una tappa conosciuta anche dai visitatori interessati agli aspetti più misteriosi della città.
Il valore della Fontana Angelica per piazza Solferino
Piazza Solferino è uno degli spazi storici più importanti del centro torinese.
La fontana ne occupa un punto di grande visibilità e crea una quinta monumentale verso via Pietro Micca.
Senza l’acqua, la piazza aveva perso una parte del proprio equilibrio scenografico. Il monumento rimaneva presente, ma appariva incompleto.
Il ripristino degli zampilli restituisce movimento alla zona e rafforza il rapporto tra la fontana, le aiuole e gli edifici circostanti.
Un monumento tornato al centro della vita cittadina
La riattivazione consente ai torinesi e ai turisti di tornare a osservare la fontana nella sua configurazione completa.
Il monumento è visibile direttamente dalla piazza e non richiede un biglietto o un orario di visita.
La sua posizione permette di inserirlo facilmente in un percorso a piedi nel centro storico, tra via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello e piazza San Carlo.
La presenza dell’acqua rende nuovamente la Fontana Angelica un punto di sosta, incontro e osservazione.
La manutenzione delle fontane monumentali di Torino
Il caso della Fontana Angelica mostra quanto possa essere complessa la gestione delle fontane storiche.
Oltre alla pulizia delle superfici, occorre intervenire sulle vasche, sull’impermeabilizzazione, sulle tubazioni e sui sistemi di pompaggio.
Calcare, infiltrazioni, usura e guasti possono provocare lunghi periodi di inattività.
La manutenzione deve inoltre rispettare il valore artistico delle statue e dei materiali, evitando interventi che possano danneggiare il monumento.
Nel luglio 2026, un documento comunale segnalava che una parte consistente delle fontane ornamentali torinesi risultava ferma per guasti, costi di gestione o lavori ancora da finanziare.
FAQ –
La Fontana Angelica di piazza Solferino è stata riattivata il 4 agosto 2026.
Gli interventi previsti comprendevano la pulizia delle statue, la rimozione del calcare, l’impermeabilizzazione della vasca e la revisione delle pompe.
La fontana venne completata nel 1930, dopo un percorso di realizzazione iniziato negli anni precedenti.
I quattro gruppi statuari rappresentano primavera, estate, autunno e inverno.
Al monumento vengono attribuite interpretazioni legate alla massoneria e alla tradizione esoterica torinese. Si tratta però di letture simboliche, non di significati storici accertati in modo definitivo.
Si trova in piazza Solferino, nella parte centrale di Torino, vicino all’imbocco di via Pietro Micca.
Sì. La fontana si trova in uno spazio pubblico ed è visibile liberamente dalla piazza.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



