Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Ambiente » Torino prova a salvare 7mila giovani alberi dalla siccità con irrigazioni ogni settimana

Torino prova a salvare 7mila giovani alberi dalla siccità con irrigazioni ogni settimana

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Agosto 08, 2026

L’irrigazione straordinaria degli alberi di Torino nell’agosto 2026 è diventata una delle principali operazioni di emergenza per il verde cittadino.

Circa 7.000 alberi giovani e di recente impianto vengono bagnati ogni settimana da dieci squadre dotate di autobotti, con quantità comprese generalmente tra 100 e 200 litri d’acqua per intervento.

La frequenza delle irrigazioni è progressivamente aumentata con l’aggravarsi della siccità e alla fine di luglio la spesa sostenuta dalla Città aveva già raggiunto circa 150 mila euro, più del doppio rispetto allo scorso anno.

Il problema non riguarda soltanto Torino: a fine luglio quasi tutto il Piemonte si trovava in condizioni di siccità severa, dopo quattro mesi consecutivi caratterizzati da forti deficit di precipitazioni.

Irrigazione degli alberi a Torino: i numeri dell’estate 2026

Alberi interessati: circa 7.000 giovani esemplari
Frequenza da luglio: una irrigazione ogni settimana
Squadre operative: 10 con autobotti
Acqua per intervento: generalmente 100-200 litri per albero
Spesa entro fine luglio: circa 150 mila euro
Confronto con il 2025: costo più che raddoppiato
Metodo aggiuntivo: tree bag per il rilascio graduale dell’acqua

Irrigazione straordinaria alberi di Torino agosto 2026: 7mila piante da proteggere

La priorità riguarda gli alberi più giovani.

Sono gli esemplari messi a dimora recentemente e che non hanno ancora sviluppato un apparato radicale sufficientemente esteso per affrontare lunghi periodi senza precipitazioni.

Per queste piante un’estate caratterizzata da temperature elevate e terreno asciutto può diventare particolarmente critica.

La Città ha quindi attivato irrigazioni di soccorso su circa 7.000 alberi distribuiti nei diversi quartieri.

Non si tratta dell’intero patrimonio arboreo torinese.

Torino conta infatti oltre 60 mila alberi soltanto lungo circa 300 chilometri di filari stradali, ai quali si aggiungono quelli presenti nei parchi e nelle altre aree verdi.

Dieci squadre di autobotti lavorano in tutta Torino

Il piano richiede una presenza continua sul territorio.

Sono impegnate dieci squadre dotate di autobotti, che devono raggiungere ciclicamente le alberate interessate.

Ogni giovane pianta può ricevere indicativamente tra 100 e 200 litri d’acqua durante un intervento, in funzione delle caratteristiche dell’esemplare e delle condizioni del terreno.

Ripetere l’operazione ogni settimana su migliaia di alberi significa quindi movimentare grandi quantità d’acqua durante tutta l’estate.

Da due irrigazioni al mese a una ogni settimana

Il piano previsto all’inizio della stagione è stato progressivamente rafforzato.

In primavera erano programmati due interventi al mese.

Da maggio la frequenza è salita a tre.

Con l’inizio di luglio, di fronte al peggioramento delle condizioni climatiche, si è passati invece a una irrigazione ogni settimana.

Il calendario è quindi diventato sempre più intenso man mano che aumentavano caldo e carenza di precipitazioni.

A luglio il Piemonte aveva il 54% di pioggia in meno

I dati climatici spiegano perché sia stato necessario aumentare le bagnature.

Nel luglio 2026 sul bacino piemontese del Po sono caduti mediamente circa 33 millimetri di pioggia, il 54% in meno rispetto alla media climatica 1991-2020.

Ma luglio è arrivato dopo una lunga sequenza negativa:

  • aprile: -56% di precipitazioni
  • maggio: -44%
  • giugno: -40%
  • luglio: -54%

Luglio è stato anche eccezionalmente caldo

Quattro mesi consecutivi con poca pioggia hanno progressivamente asciugato i terreni.

Alla mancanza d’acqua si sono aggiunte temperature molto superiori alla norma.

A livello regionale luglio ha registrato un’anomalia di circa +3 °C ed è risultato il secondo luglio più caldo della serie storica piemontese.

Tra fine maggio e fine luglio si sono inoltre susseguite quattro ondate di calore.

Caldo e siccità agiscono contemporaneamente sugli alberi.

Il terreno riceve meno acqua e, nello stesso momento, aumenta l’evapotraspirazione della vegetazione.

Per gli alberi appena piantati questo equilibrio è particolarmente difficile da mantenere.

Gli alberi giovani sono quelli maggiormente esposti

Un grande albero adulto dispone generalmente di radici capaci di esplorare una quantità maggiore di terreno.

Un esemplare appena messo a dimora parte invece da una situazione completamente diversa.

Le radici sono ancora concentrate intorno alla zolla originaria.

Se il terreno circostante diventa troppo secco, la pianta può non riuscire ad assorbire abbastanza acqua per compensare quella persa attraverso le foglie.

Da qui la necessità di irrigazioni regolari soprattutto nei primi anni dopo la piantumazione.

Foglie secche a Torino già in piena estate
Caldo e siccità stanno anticipando l’ingiallimento e la caduta delle foglie in diverse zone della città: scopri perché ad agosto 2026 molti alberi di Torino stanno già perdendo le foglie

Arrivano anche le tree bag

Le autobotti non sono l’unico sistema utilizzato.

Su alcuni giovani alberi vengono installate anche le tree bag, grandi sacche collocate intorno alla base del tronco.

Una volta riempite d’acqua, permettono un rilascio molto più lento rispetto a una normale irrigazione.

L’acqua può infiltrarsi progressivamente nel terreno per diverse ore.

Questo sistema diventa particolarmente utile quando il suolo è molto asciutto e compattato.

L’acqua viene rilasciata per 7-8 ore

Le sacche sono studiate per distribuire progressivamente l’acqua nell’arco di circa 7-8 ore.

Il vantaggio è evitare che una grande quantità venga versata tutta insieme.

Su un terreno fortemente secco una parte dell’acqua potrebbe infatti scorrere superficialmente senza raggiungere in profondità le radici.

Il rilascio graduale permette invece al suolo di assorbirla con maggiore continuità.

Come funzionano le tree bag

Le sacche vengono posizionate alla base dell’albero e riempite d’acqua. Il contenuto viene rilasciato lentamente nel terreno per diverse ore, favorendo l’assorbimento vicino alle radici anche quando il terreno è molto asciutto e compatto.

La spesa per irrigare gli alberi è più che raddoppiata

L’aumento della frequenza delle bagnature ha inevitabilmente prodotto anche un aumento dei costi.

Alla fine di luglio la Città aveva già sostenuto una spesa di circa 150 mila euro.

Il valore è più che doppio rispetto a quello dell’anno precedente.

E la stagione non era ancora terminata.

Per questo il bilancio destinato agli interventi sul verde dovrà tenere sempre più conto dell’aumento delle necessità irrigue durante le estati più calde e secche.

Il problema non riguarda soltanto l’estate 2026

Le irrigazioni di emergenza mostrano una questione più ampia.

Piantare nuovi alberi è soltanto la prima parte del lavoro.

Perché una nuova alberatura riesca realmente a crescere servono manutenzione, acqua e monitoraggio soprattutto durante i primi anni.

Il tema era già emerso nelle estati precedenti.

Nel 2022 e nel 2023 Torino aveva infatti affrontato situazioni di forte stress idrico anche su alberate recentemente piantate.

Nuovi alberi scelti anche pensando al clima futuro

La strategia cittadina non riguarda quindi soltanto le autobotti.

Nel nuovo programma dedicato alla rigenerazione delle alberate è prevista anche l’introduzione, dove possibile, di specie maggiormente adatte alle nuove condizioni climatiche urbane.

Tra quelle utilizzate negli ultimi anni figurano:

  • nocciolo di Costantinopoli
  • pero da fiore
  • albero delle lanterne cinesi
  • liquidambar
  • albero pagoda

Nei viali storici o sottoposti a vincoli rimane invece prevista la conservazione delle specie coerenti con il contesto esistente.

Torino sta piantando altri 2.800 alberi

Mentre cerca di salvare gli esemplari più giovani già presenti, Torino continua anche il programma di sostituzione delle fallanze nei viali.

Il progetto pluriennale presentato nel giugno 2026 prevede circa 2.800 nuovi alberi nell’arco di tre anni.

Le alberate interessate sono 55 e si trovano in tutte le circoscrizioni.

Nel 2026 sono circa 1.000 le piante già messe a dimora all’interno di questo specifico programma.

È importante non confondere questi mille nuovi alberi con i circa 7.000 interessati complessivamente dalle irrigazioni di soccorso.

Gli alberi più diffusi a Torino
Platani, tigli, ippocastani e molte altre specie formano il patrimonio verde cittadino: scopri quali sono gli alberi più diffusi a Torino e dove si trovano

Corso Francia tra le aree interessate

Una parte delle nuove piantumazioni è già stata realizzata su corso Francia.

La lunga arteria rappresenta uno dei viali storici più importanti della città e rientra nel programma di ripristino delle alberate.

La scelta dei viali è stata effettuata considerando il numero di alberi mancanti e l’importanza delle singole aree all’interno della rete verde urbana.

Nuovi alberi anche in corso Lecce

Tra gli interventi già realizzati nel 2026 figura corso Lecce.

Anche in questo caso l’obiettivo è ricostruire la continuità delle alberate sostituendo gli esemplari mancanti.

La presenza di giovani piante significa però anche maggiore necessità di acqua nei primi anni.

Proprio per questo le nuove piantumazioni diventano una delle priorità durante le fasi di siccità.

Interventi in corso Potenza e corso Tazzoli

Il programma interessa anche corso Potenza e corso Tazzoli.

Quest’ultimo è già stato interessato in passato da problemi legati allo stress idrico delle alberature.

Nel 2026 le nuove piantumazioni vengono quindi accompagnate da una maggiore attenzione alle condizioni del terreno e alla disponibilità d’acqua.

Il progetto comunale prevede anche interventi sulle banchine, con sostituzione del terreno e utilizzo di substrati specifici per migliorare le condizioni nelle quali devono crescere gli alberi.

Nuove piante anche in piazza Sofia

Tra le aree interessate nel 2026 compare anche piazza Sofia.

Complessivamente, il progetto sui viali prevede circa 2.800 alberi entro tre anni e un investimento stimato in 2,5 milioni di euro nel periodo 2026-2030.

Una parte delle risorse riguarda non soltanto la piantumazione, ma anche ricerca, monitoraggio e formazione sulla gestione del patrimonio verde urbano.

In autunno arriveranno altri 600 alberi

Il programma non si fermerà all’estate.

Tra la fine di ottobre e la fine di novembre è prevista una nuova tranche di circa 600 alberi.

Le nuove piantumazioni interesseranno:

  • via Sospello
  • corso Re Umberto
  • viale Dogali
  • corso San Maurizio
  • corso Tazzoli
  • via Biglieri
  • corso Corsica
  • corso Cosenza

L’autunno offre generalmente condizioni più favorevoli all’attecchimento rispetto ai periodi più caldi dell’anno.

Irrigazioni anche nelle aree recentemente riqualificate

Le bagnature straordinarie interessano anche zone verdi e piazze oggetto di interventi recenti.

Tra queste rientrano piazza Benefica e il parco della Tesoriera.

Quando una riqualificazione introduce nuove alberature, il periodo immediatamente successivo alla messa a dimora è infatti quello nel quale bisogna garantire maggiore continuità nelle cure.

La siccità del 2026 rende questo lavoro ancora più impegnativo.

Piantare alberi non basta più

Il caso dell’estate 2026 evidenzia uno dei problemi centrali delle politiche di forestazione urbana.

Il numero delle nuove piante è importante, ma da solo non misura il successo di un progetto.

Un albero produce benefici ambientali soltanto se riesce a sopravvivere, attecchire e crescere per decenni.

Servono quindi:

  • irrigazione
  • terreno adeguato
  • controllo delle radici
  • protezione del tronco
  • monitoraggio
  • sostituzione degli esemplari che non attecchiscono

Il nuovo progetto torinese prevede proprio interventi sul terreno e sistemi di monitoraggio accanto alla semplice piantumazione.

Gli alberi diventano un’infrastruttura contro il caldo

Il patrimonio arboreo assume un ruolo sempre più importante anche per l’adattamento della città alle alte temperature.

Gli alberi producono ombra e, attraverso l’evapotraspirazione, contribuiscono a limitare il surriscaldamento degli spazi urbani.

Il Comune inserisce infatti esplicitamente la rigenerazione dei viali nella strategia di adattamento ai cambiamenti climatici e alle ondate di calore.

C’è però un paradosso.

Proprio quando gli alberi diventano più necessari per raffrescare la città, caldo e siccità rendono più difficile mantenerli in vita.

Torino deve adattare il verde a estati più estreme

L’obiettivo non può quindi essere soltanto aumentare il numero degli alberi.

Bisogna creare condizioni che permettano alle piante di resistere in un ambiente urbano sempre più caldo.

Questo significa scegliere correttamente le specie, aumentare lo spazio disponibile per le radici, migliorare i terreni e predisporre sistemi irrigui più efficienti.

Le tree bag utilizzate nell’estate 2026 rappresentano una delle soluzioni possibili.

Altre possono riguardare impianti automatici, substrati capaci di trattenere maggiormente l’acqua e progettazione di aiuole meno compattate.

La siccità 2026 mette sotto pressione tutto il verde

La situazione torinese si inserisce in un contesto regionale molto difficile.

A fine luglio l’indice sintetico elaborato da ARPA mostrava siccità severa su quasi tutto il Piemonte.

Le condizioni peggiori emergono considerando insieme mancanza di precipitazioni ed evapotraspirazione.

Alla scala dei tre mesi, ampie zone della regione risultavano in siccità severa e alcune aree raggiungevano condizioni estreme.

Il quadro era ormai confrontabile con quello dell’estate 2022.

Anche le riserve superficiali sono diminuite del 62%

A fine luglio negli invasi regolati e nel Lago Maggiore erano disponibili circa 229 milioni di metri cubi d’acqua.

Il dato rappresentava un deficit del 62% rispetto alla disponibilità media del periodo.

La scarsità d’acqua riguarda quindi contemporaneamente agricoltura, corsi d’acqua, ecosistemi e vegetazione urbana.

La gestione del verde cittadino entra in questo modo all’interno di un problema idrico molto più ampio.

Anche il Po mostra gli effetti della crisi

Il fiume Po rappresenta uno degli indicatori più evidenti della situazione.

A Isola Sant’Antonio, alla chiusura del bacino piemontese, la portata media di luglio è stata di appena 47 metri cubi al secondo, il 79% in meno rispetto alla media storica.

La scarsità di precipitazioni e le basse portate hanno accompagnato anche una forte presenza di vegetazione acquatica lungo il tratto torinese del fiume.

Il Po ai minimi storici nell’estate 2026
Siccità, caldo e mancanza di precipitazioni hanno ridotto drasticamente la portata del fiume: scopri perché il Po ha raggiunto livelli eccezionalmente bassi e cosa sta succedendo a Torino

Le piante acquatiche sono diventate sempre più visibili

Durante l’estate ampie zone del Po a Torino sono state interessate dalla crescita di vegetazione acquatica.

Gli interventi di rimozione sono iniziati già a giugno e hanno riguardato differenti specie, alcune autoctone e altre invasive.

Le alte temperature e le particolari condizioni idriche hanno contribuito a rendere il fenomeno molto più visibile.

Anche in questo caso il problema è legato alla stessa estate che sta costringendo la Città a moltiplicare le irrigazioni degli alberi.

Nuove pulizie del Po possibili a fine agosto

La situazione del fiume continuerà a essere monitorata durante agosto.

La possibilità di nuovi interventi di pulizia verrà valutata in funzione delle condizioni dell’acqua e dell’eventuale arrivo delle precipitazioni.

Le previsioni stagionali indicano per agosto temperature mediamente superiori ai valori climatici per buona parte del mese, con piogge soprattutto legate a fenomeni temporaleschi.

Un possibile ritorno verso condizioni più vicine alla normalità è indicato soltanto nella seconda parte del mese.

Il paradosso del verde nell’estate 2026

Torino ha bisogno di più alberi per ridurre gli effetti delle ondate di calore, ma proprio caldo e siccità rendono più difficile mantenere in vita le nuove piantumazioni. Per questo alla forestazione urbana devono affiancarsi irrigazione, manutenzione e adattamento delle specie.

Quanto dureranno le irrigazioni straordinarie?

Non esiste una data unica oltre la quale le bagnature possano essere interrotte.

La frequenza dipenderà dall’andamento delle temperature e soprattutto dalle precipitazioni.

Se la siccità dovesse proseguire, gli interventi sui giovani alberi dovranno continuare.

Eventuali piogge significative potrebbero invece permettere di ridurre temporaneamente le operazioni.

Per questo il piano viene adattato progressivamente alle condizioni meteorologiche.

Il costo delle estati più calde entra nei bilanci comunali

I circa 150 mila euro spesi fino alla fine di luglio mostrano anche una conseguenza economica spesso meno evidente del cambiamento climatico.

Temperature più elevate e periodi più lunghi senza pioggia significano maggiori costi di manutenzione del patrimonio verde.

Servono autobotti, personale, acqua, sistemi irrigui e controlli più frequenti.

Se queste condizioni diventassero più comuni, le amministrazioni dovrebbero quindi prevedere strutturalmente risorse maggiori per garantire la sopravvivenza delle nuove alberature.

Alberi di Torino e siccità: le domande più frequenti

Quanti alberi vengono irrigati a Torino nell’estate 2026?

Il piano di soccorso interessa circa 7.000 giovani alberi e nuove piantumazioni distribuiti sul territorio cittadino.

Ogni quanto vengono irrigati?

Dall’inizio di luglio la frequenza è arrivata a circa un intervento alla settimana.

Quanta acqua riceve ogni albero?

Indicativamente tra 100 e 200 litri per intervento, in base alle necessità della pianta e alle condizioni del terreno.

Quante squadre sono impegnate?

Sono operative circa 10 squadre con autobotti.

Quanto ha speso Torino per le irrigazioni?

Alla fine di luglio la spesa aveva raggiunto circa 150 mila euro, oltre il doppio rispetto al 2025.

Cosa sono le tree bag?

Sono sacche posizionate intorno al tronco che rilasciano lentamente l’acqua nel terreno, favorendo l’assorbimento da parte delle radici.

Perché gli alberi giovani hanno bisogno di più acqua?

Perché il loro apparato radicale non è ancora sufficientemente sviluppato per raggiungere l’umidità presente nelle parti più profonde e ampie del terreno.

Quanti alberi ci sono lungo i viali di Torino?

La Città indica oltre 60 mila alberi distribuiti lungo circa 300 chilometri di filari.

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende