Foglie a terra in piena estate: a Torino gli alberi mostrano i segni del caldo

Da Alessandro Maldera
Agosto 07, 2026

Le foglie secche a Torino nell’agosto 2026 non sono soltanto un problema di pulizia. In diverse aree della città il caldo e la carenza d’acqua possono anticipare l’ingiallimento e la perdita del fogliame.
A Largo Sempione, in Barriera di Milano, una nuova segnalazione riguarda grandi accumuli non raccolti. Tuttavia, il caso si inserisce in una situazione più ampia: il patrimonio arboreo torinese continua a risentire delle alte temperature e della siccità degli ultimi anni.
Il Comune stesso avverte che il numero degli alberi compromessi dalle condizioni climatiche potrebbe aumentare nei prossimi mesi.
Foglie secche a Torino: cosa sta succedendo
– Caldo e siccità possono provocare una caduta anticipata già durante l’estate
– La primavera 2026 in Piemonte ha registrato il 29% di pioggia in meno rispetto alla media
– La prima decade di luglio ha avuto un deficit di precipitazioni vicino al 50%
– Torino ha già affrontato quattro ondate di calore entro la fine di luglio
– Il Comune segnala alberi morti o deperienti a causa della siccità e delle alte temperature
Foglie secche a Torino ad agosto 2026: il caso di Largo Sempione
A Largo Sempione il fogliame ha formato nuovi accumuli negli spazi pubblici.
La segnalazione riguarda soprattutto il giardino e le aree maggiormente frequentate dai residenti. La richiesta è quella di un intervento straordinario per riportare lo spazio in condizioni migliori.
Il problema, inoltre, non è nuovo per questa zona.
Già nell’ottobre 2024 un’interpellanza comunale aveva segnalato un folto strato di foglie all’interno del giardino di Largo Sempione, pochi mesi dopo la riqualificazione dell’area.
La situazione del 2026 riapre quindi un problema di manutenzione già emerso in passato.
Perché ci sono così tante foglie già in agosto
Vedere grandi quantità di foglie secche a terra in piena estate può sembrare insolito.
La spiegazione, però, non riguarda necessariamente un anticipo naturale dell’autunno.
Quando un albero affronta caldo intenso e scarsità d’acqua, può ridurre la propria superficie fogliare per limitare la perdita di acqua. Le foglie possono quindi ingiallire, seccarsi ai bordi e cadere prima del normale.
La caduta anticipata delle foglie è riconosciuta come uno dei possibili sintomi dello stress da caldo e siccità, soprattutto negli ambienti urbani dove il terreno disponibile è limitato e l’asfalto aumenta ulteriormente le temperature.
Non è un vero autunno anticipato
Il fenomeno può creare l’impressione di una città già entrata in autunno.
In realtà, gli alberi non stanno necessariamente anticipando il normale ciclo stagionale.
Si tratta spesso di una risposta di difesa allo stress. Riducendo la quantità di foglie, la pianta limita la traspirazione e quindi la perdita d’acqua.
Tuttavia, se condizioni simili si ripetono per più stagioni, l’albero può progressivamente indebolirsi. Diventa inoltre più vulnerabile a malattie, parassiti e ulteriori eventi climatici estremi.
La primavera 2026 è stata molto più secca della media
Le condizioni meteorologiche degli ultimi mesi aiutano a comprendere ciò che sta accadendo.
La primavera 2026 in Piemonte ha registrato circa 210 millimetri di precipitazioni, con un deficit di quasi 85 millimetri rispetto alla media climatica 1991-2020.
Significa una riduzione delle piogge pari a circa il 29%.
Allo stesso tempo, la temperatura media primaverile è risultata superiore di 1,5 °C alla norma. La stagione si è classificata al quarto posto tra le primavere più calde degli ultimi 69 anni.
Gli alberi sono quindi arrivati all’estate dopo mesi già caratterizzati da temperature elevate e disponibilità d’acqua inferiore alla media.
Giugno tra caldo record e stress idrico
A giugno la situazione si è ulteriormente complicata.
Tra il 28 e il 30 giugno, in pianura, le temperature massime piemontesi hanno raggiunto valori compresi tra 36 e 39 °C.
A Torino è stato registrato anche un nuovo record per la temperatura minima notturna: 27,2 °C nella stazione di via della Consolata.
Inoltre, giugno ha avuto un’anomalia termica regionale di circa +3,5 °C.
Secondo Arpa Piemonte, caldo e scarsità di precipitazioni hanno aumentato l’evapotraspirazione e accentuato lo stress idrico dei suoli e della vegetazione.
Anche luglio ha lasciato poca acqua agli alberi
La prima decade di luglio ha registrato un deficit di precipitazioni vicino al 50%.
In diversi bacini piemontesi la mancanza di pioggia ha oscillato tra il 30% e il 60% rispetto ai valori normali.
Poi, alla fine del mese, è arrivata la quarta ondata di calore dell’estate.
Il 30 luglio Torino ha raggiunto una temperatura massima prevista di circa 36 °C, con una temperatura apparente di 38 °C e quattro giorni consecutivi di caldo.
Per gli alberi urbani, quindi, agosto è iniziato dopo una lunga sequenza di condizioni sfavorevoli.
Agosto potrebbe essere il mese più difficile
Anche le previsioni stagionali indicavano agosto come una fase particolarmente delicata.
Secondo i modelli elaborati da Arpa Piemonte, oltre l’80% degli scenari indicava temperature superiori alla media e più della metà prospettava condizioni molto più calde.
Sul fronte delle precipitazioni, sette modelli su nove indicavano invece agosto come il mese più secco dell’estate 2026.
Si tratta di previsioni stagionali e non permettono di stabilire il tempo di ogni singola giornata.
Tuttavia, mostrano un contesto favorevole alla prosecuzione dello stress idrico.
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Il Comune avverte: aumentano gli alberi compromessi
Il fenomeno non riguarda soltanto le foglie a terra.
Nel luglio 2026 la Città ha spiegato che squadre specializzate stanno intervenendo su alberi morti a causa della siccità, dell’abbassamento della falda e delle alte temperature registrate a partire dal 2022.
Inoltre, il numero delle piante compromesse potrebbe aumentare nei prossimi mesi.
Questo dato rende più ampia la questione.
La caduta anticipata delle foglie può infatti rappresentare uno dei segnali visibili di una sofferenza che interessa parte del patrimonio arboreo cittadino.
Non significa che ogni albero che perde foglie in agosto sia destinato a morire. Tuttavia, il fenomeno deve essere valutato insieme allo stato complessivo della pianta.
Un problema che può riguardare tutti i quartieri
Largo Sempione è quindi un caso concreto, ma il contesto interessa l’intero territorio torinese.
La città possiede migliaia di alberi lungo corsi, vie, piazze, giardini e parchi.
Le condizioni non sono però uguali ovunque.
Un albero circondato da asfalto e con poco terreno disponibile può soffrire maggiormente rispetto a una pianta collocata in un grande parco. Inoltre, esposizione al sole, specie, età, stato delle radici e disponibilità d’acqua possono produrre reazioni molto differenti.
Per questo non esiste un dato che consenta di affermare che tutte le alberate torinesi stiano perdendo anticipatamente le foglie.
Esiste però un problema di stress climatico crescente sul verde urbano, riconosciuto dalla stessa amministrazione.
Torino prova a sostituire gli alberi perduti
La città sta contemporaneamente aumentando le nuove piantumazioni.
Nel 2025 sono stati messi a dimora 1.678 alberi, contro i 1.577 dell’anno precedente.
Per il 2026 l’obiettivo è superare quota 2.000 nuove piantumazioni. Sono inoltre previsti interventi di forestazione urbana e un progetto da 2,5 milioni di euro per piantare 2.500 alberi lungo i viali cittadini, con manutenzione garantita fino al 2030.
Tuttavia, sostituire un grande albero adulto non produce immediatamente gli stessi benefici.
Un giovane esemplare impiega anni per sviluppare una chioma capace di offrire ombra, trattenere acqua e contribuire in modo significativo al raffrescamento urbano.
Foglie a terra: non è soltanto un problema estetico
La presenza di fogliame accumulato viene spesso considerata soltanto una questione di decoro.
In realtà può creare anche problemi pratici.
Quando le foglie diventano umide, i percorsi pedonali e ciclabili possono diventare più scivolosi. Inoltre, grandi accumuli vicino alle caditoie possono ostacolare il normale deflusso dell’acqua durante temporali intensi.
Il problema è stato più volte affrontato anche in Consiglio comunale. Nel 2025 erano state segnalate criticità in corso Inghilterra e nel controviale di corso Francia, con il rischio di occlusione delle caditoie.
La caduta anticipata aumenta quindi anche il periodo dell’anno durante il quale il servizio di raccolta può essere necessario.
Chi deve raccogliere le foglie a Torino
La gestione cambia in base al luogo.
Il contratto di servizio tra la Città e Amiat comprende lo spazzamento delle strade e la raccolta delle foglie, oltre alla pulizia di molte aree verdi cittadine.
I grandi parchi seguono invece sistemi manutentivi differenti.
Per le problematiche relative al verde pubblico, il Comune dispone inoltre di un modulo specifico attraverso il quale è possibile segnalare:
- alberi
- erba alta
- foglie secche
- problemi di irrigazione
- arredi
- rifiuti nelle aree verdi
La segnalazione viene inoltrata agli uffici competenti.
Largo Sempione riaccende un problema più grande
La richiesta di pulizia partita da Largo Sempione riguarda una situazione precisa e facilmente risolvibile con un intervento di raccolta.
Dietro quel tappeto di foglie, però, emerge una questione più complessa.
Se gli alberi iniziano a perdere parte della chioma già durante l’estate, la manutenzione urbana deve adattarsi a una stagionalità diversa da quella tradizionale.
Allo stesso tempo, servirà distinguere tra foglie non raccolte e foglie cadute anticipatamente perché gli alberi sono in sofferenza.
Nel primo caso la risposta riguarda pulizia e programmazione. Nel secondo servono monitoraggio, irrigazione dove possibile, scelta delle specie più adatte e gestione a lungo termine del patrimonio arboreo.
FAQ – Torino e il verde urbano: cosa cambia con il caldo
Caldo intenso e carenza d’acqua possono provocare stress idrico. Alcuni alberi reagiscono facendo ingiallire e cadere anticipatamente parte delle foglie per ridurre la perdita d’acqua.
Non necessariamente. La caduta anticipata può essere una risposta temporanea allo stress. Tuttavia, episodi ripetuti e prolungati possono indebolire la pianta.
Non esiste un dato pubblico che misuri la caduta anticipata delle foglie quartiere per quartiere. Il Comune segnala però un aumento degli alberi deperienti o morti per siccità e alte temperature.
Amiat si occupa della raccolta delle foglie nell’ambito dei servizi di igiene del suolo. Per le aree verdi esistono anche servizi specifici gestiti dalla Città.
Per i problemi nelle aree verdi è disponibile il modulo online della Città dedicato alle segnalazioni sul verde pubblico. Le criticità relative alla pulizia stradale possono invece essere comunicate ai servizi di igiene urbana.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



