Lingotto a Torino: storia, luoghi e trasformazioni del quartiere

Da Alessandro Maldera
Agosto 07, 2026

Il quartiere Lingotto di Torino occupa una parte della periferia meridionale della città, tra corso Unione Sovietica e la linea ferroviaria. Prima delle fabbriche, dei grandi viali e delle infrastrutture olimpiche, quest’area era formata soprattutto da cascine, campi e piccoli nuclei abitati.
Nel corso del Novecento, la ferrovia e lo stabilimento Fiat cambiarono radicalmente il territorio, attirando lavoratori e favorendo la costruzione di nuove abitazioni e servizi. Oggi il Lingotto conserva tracce della sua origine rurale, della stagione operaia e delle trasformazioni postindustriali che hanno ridisegnato la zona sud di Torino.
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Posizione geografica e circoscrizione del Lingotto
Il Lingotto si trova nella parte meridionale di Torino e appartiene alla Circoscrizione 8, insieme a San Salvario, Cavoretto, Borgo Po, Nizza Millefonti e Filadelfia.
Prima della riorganizzazione amministrativa entrata in vigore nel 2016, il quartiere faceva parte della Circoscrizione 9, che comprendeva anche Nizza Millefonti e Borgo Filadelfia.
Il territorio del Lingotto è delimitato a nord da corso Eusebio Giambone, a est dalla ferrovia, a ovest da corso Unione Sovietica e a sud dall’asse formato da via Onorato Vigliani, via Pio VII, corso Traiano e corso Maroncelli.
La ferrovia rappresenta un confine importante. A ovest dei binari si trova il quartiere Lingotto vero e proprio, mentre a est comincia Nizza Millefonti. Proprio oltre la ferrovia sorgono l’ex stabilimento Fiat, il centro fieristico e la fermata della metropolitana chiamata Lingotto.
Nell’uso comune, tuttavia, il nome viene spesso utilizzato per indicare l’intero quadrante urbano compreso tra corso Unione Sovietica, via Nizza e il polo fieristico.
I quartieri confinanti con il Lingotto
– A est: Nizza Millefonti, oltre la ferrovia
– A ovest: Mirafiori Nord
– A sud: Mirafiori Sud
Il Lingotto è attraversato da strade molto diverse tra loro. Corso Unione Sovietica rappresenta uno dei grandi assi di collegamento con il centro, mentre via Passo Buole conserva un carattere più residenziale e legato alla storia del vecchio borgo.
Storia del quartiere Lingotto
Il borgo rurale nato attorno a una cascina
Le origini del Lingotto precedono di diversi secoli la costruzione dello stabilimento Fiat. Il primo nucleo abitato si sviluppò nell’area oggi conosciuta come Lingotto Vecchio, lungo l’attuale via Passo Buole.
Qui si trovava una proprietà agricola chiamata Cascina Juva, conosciuta successivamente anche come Cascina Lingotto. Il nome potrebbe derivare dalla famiglia Lingotto o Lingotti, legata al territorio di Moncalieri.
Con il passare del tempo, il toponimo smise di indicare soltanto la cascina e cominciò a essere utilizzato per il borgo che si era formato intorno. Infine, il nome venne esteso all’intero quartiere.
La zona era caratterizzata da campi coltivati, poderi e strade rurali che collegavano Torino con Moncalieri e con i territori a sud della città. Contadini e artigiani costituivano la parte principale della popolazione.
Nel 1686 venne costruita una piccola chiesa dedicata a San Giovanni Battista. L’edificio divenne uno dei principali punti di riferimento del borgo, insieme alle cascine e alle attività agricole.
Alla fine del Settecento venne realizzato anche un piccolo cimitero, situato nell’area in cui oggi si trova il Parco Di Vittorio. Il camposanto fu successivamente dismesso.
L’arrivo della ferrovia
La prima grande trasformazione del Lingotto avvenne nel corso dell’Ottocento, con la costruzione delle linee ferroviarie dirette verso Genova e il Piemonte meridionale.
I binari separarono fisicamente il vecchio borgo dalle aree situate lungo via Nizza. Allo stesso tempo, però, la ferrovia portò nuove opportunità di lavoro e rese il territorio più facilmente raggiungibile.
Attorno allo scalo iniziarono a stabilirsi dipendenti delle ferrovie, pendolari e lavoratori legati alle attività di trasporto. La presenza dei binari favorì inoltre il successivo insediamento di industrie e magazzini.
La stazione Torino Lingotto sarebbe diventata uno dei principali nodi ferroviari della zona sud della città. L’edificio attuale venne realizzato negli anni Ottanta, sostituendo le strutture precedenti.
La Fiat cambia il volto del Lingotto
La trasformazione decisiva arrivò nel 1915, quando la Fiat avviò la costruzione di un nuovo stabilimento lungo via Nizza.
Il complesso venne completato nei primi anni Venti e divenne uno dei simboli dell’industria automobilistica italiana. La produzione era organizzata verticalmente: le materie prime entravano ai piani inferiori, mentre le automobili avanzavano lungo i diversi livelli dell’edificio.
Al termine del processo, le vetture raggiungevano la pista di collaudo costruita sul tetto. Questa soluzione rese lo stabilimento immediatamente riconoscibile e contribuì alla sua fama internazionale.
Sebbene l’edificio si trovi formalmente oltre la ferrovia, nel quartiere Nizza Millefonti, la fabbrica trasformò profondamente anche il Lingotto. Migliaia di lavoratori raggiungevano ogni giorno lo stabilimento, mentre nelle zone circostanti sorsero abitazioni, negozi, scuole e servizi.
Il vecchio borgo agricolo diventò così un quartiere operaio, strettamente legato alla produzione automobilistica e alla crescita industriale di Torino.
La pista sul tetto venne resa celebre anche dal cinema. Nel film del 1969 “Un colpo all’italiana”, alcune automobili percorrono il circuito durante una delle sequenze più conosciute della pellicola.
I bombardamenti e la ricostruzione
Durante la Seconda guerra mondiale il Lingotto, come molte altre zone industriali di Torino, fu colpito dai bombardamenti.
La vecchia chiesa di San Giovanni Battista venne distrutta il 4 giugno 1944. Per diversi anni la comunità utilizzò sistemazioni provvisorie, in attesa della costruzione di un nuovo edificio religioso.
L’attuale chiesa dell’Immacolata Concezione e San Giovanni Battista venne realizzata negli anni Settanta. Al suo interno sono conservati alcuni elementi provenienti dalla chiesa più antica, tra cui il fonte battesimale.
La ricostruzione del dopoguerra portò anche alla crescita degli edifici residenziali e delle attività commerciali. Il quartiere assunse progressivamente l’aspetto urbano che conserva ancora oggi.
I Mercati Generali e l’architettura razionalista
Nel 1933 vennero inaugurati i Mercati Generali ortofrutticoli lungo via Giordano Bruno.
Il complesso, progettato dall’architetto Umberto Cuzzi, era formato da grandi gallerie destinate alla vendita e alla distribuzione all’ingrosso di frutta e verdura. La vicinanza con la ferrovia e con la dogana rendeva più semplice il trasporto delle merci.
I Mercati Generali rappresentarono per decenni uno dei principali centri commerciali della zona sud di Torino. Le loro strutture sono considerate un esempio significativo dell’architettura razionalista cittadina.
La Fiat, lo scalo ferroviario e i mercati definirono così tre funzioni fondamentali del Lingotto novecentesco: produzione industriale, trasporto e distribuzione commerciale.
La fine della produzione e la riconversione
La produzione automobilistica nello stabilimento del Lingotto terminò nel 1982.
Dopo la chiusura si aprì il problema del futuro di un edificio enorme, ormai inserito nel tessuto urbano. Il progetto di trasformazione venne affidato all’architetto Renzo Piano.
La vecchia fabbrica fu gradualmente convertita in un complesso multifunzionale. Al suo interno trovarono spazio attività fieristiche, sale congressi, un auditorium, uffici, alberghi, attività commerciali e strutture universitarie.
La pista sul tetto è ora conservata, mentre una parte dell’edificio ospita la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli. Successivamente il circuito è stato integrato con un giardino pensile e con opere d’arte contemporanea.
La riconversione impedì la demolizione dello stabilimento e trasformò un luogo di produzione industriale in un polo dedicato ai servizi, alla cultura e agli eventi.
Le Olimpiadi del 2006 e il Villaggio Olimpico
Una nuova fase di trasformazione iniziò in vista delle Olimpiadi invernali di Torino 2006.
Nell’area degli ex Mercati Generali vennero costruiti gli edifici del Villaggio Olimpico, destinati a ospitare gli atleti durante i Giochi. Il progetto conservò una parte delle strutture storiche e introdusse nuovi palazzi caratterizzati da colori accesi.
L’elemento più riconoscibile è l’Arco Olimpico, una grande struttura rossa collegata a una passerella pedonale. Il percorso supera la ferrovia e mette in comunicazione piazza Galimberti con l’area di via Nizza e del complesso fieristico.
Dopo le Olimpiadi, la gestione del Villaggio risultò complessa. Alcune palazzine furono occupate per diversi anni e soltanto successivamente vennero liberate e recuperate.
Una parte degli edifici è ora destinata a residenze studentesche e ad altre funzioni. Tuttavia, il recupero dell’intera area continua a rappresentare uno dei temi urbanistici più delicati del quartiere.
Cosa vedere nel quartiere Lingotto
Il Lingotto non possiede un centro monumentale compatto. I principali luoghi d’interesse sono distribuiti tra il vecchio borgo, l’area ferroviaria e gli spazi trasformati dopo la dismissione industriale.
Il Lingotto Vecchio, sviluppato attorno a via Passo Buole, conserva il nucleo storico del quartiere. Le strade sono più raccolte rispetto ai grandi viali circostanti e permettono di riconoscere la struttura dell’antico borgo.
La chiesa dell’Immacolata Concezione e San Giovanni Battista rappresenta il principale riferimento religioso. L’edificio attuale risale agli anni Settanta, ma mantiene il legame con la chiesa seicentesca distrutta durante la guerra.
Il Parco Di Vittorio è il maggiore spazio verde interno al quartiere. Attraversato da via Passo Buole, dispone di aree dedicate al gioco, allo sport e alla socialità. Il parco sorge in parte sui terreni dell’antico cimitero del Lingotto.
Piazza Galimberti conserva il rapporto con la storia dei Mercati Generali e con la trasformazione olimpica. L’area verde centrale costituisce oggi uno spazio di incontro per i residenti.
L’Arco Olimpico e la passerella pedonale sono le testimonianze più visibili dei Giochi del 2006. Dall’alto del percorso è possibile osservare i binari, il Villaggio Olimpico e il complesso dell’ex Fiat.
La stazione Torino Lingotto rappresenta uno dei principali nodi di trasporto della zona sud. Il suo valore è soprattutto funzionale, ma lo scalo racconta il ruolo avuto dalla ferrovia nello sviluppo del quartiere.
Oltre i binari, nella zona comunemente associata al Lingotto, si trovano l’ex stabilimento Fiat, la pista sul tetto, il giardino della Pista 500, la Pinacoteca Agnelli, l’Auditorium Giovanni Agnelli e gli spazi fieristici.
Feste e tradizioni del Lingotto
Il Lingotto non possiede una singola festa capace di rappresentare l’intero quartiere.
La principale ricorrenza religiosa è collegata a San Giovanni Battista, titolare dell’antica chiesa del borgo e ancora presente nella denominazione della parrocchia attuale. La festa cade il 24 giugno, giorno che coincide anche con la ricorrenza patronale di Torino.
Piazza Galimberti e le strade commerciali circostanti ospitano periodicamente mercatini, feste di via e iniziative organizzate dalle associazioni e dai commercianti. Il calendario cambia nel corso degli anni e dipende dalle autorizzazioni e dai programmi della Circoscrizione.
Un elemento fondamentale dell’identità locale è la memoria operaia. Le storie degli ex lavoratori, le fotografie delle officine e le testimonianze legate alla Fiat continuano a occupare un posto importante nel racconto del quartiere.
Anche le Olimpiadi del 2006 sono ormai entrate nella memoria del Lingotto. L’Arco, la passerella e il Villaggio ricordano un evento che ha modificato profondamente l’aspetto della zona.
Qualità della vita nel quartiere Lingotto
La qualità della vita al Lingotto varia sensibilmente a seconda della zona.
Il nucleo di via Passo Buole ha un carattere prevalentemente residenziale, mentre corso Unione Sovietica è un grande asse urbano caratterizzato da traffico, attività commerciali e trasporto pubblico. L’area della stazione e del Villaggio Olimpico presenta invece una maggiore presenza di infrastrutture e spazi in trasformazione.
Uno dei principali punti di forza è la posizione. Il quartiere è vicino alla ferrovia, alla metropolitana e a importanti linee di superficie. Questo permette di raggiungere il centro e altre parti di Torino senza dipendere esclusivamente dall’automobile.
Nella zona sono presenti scuole, negozi, mercati, impianti sportivi e servizi di quartiere. Inoltre, la vicinanza con il polo fieristico, gli ospedali e le sedi universitarie amplia le opportunità disponibili.
Il Parco Di Vittorio costituisce il principale spazio verde interno. Le aree per il gioco e lo sport lo rendono un riferimento per famiglie, giovani e persone anziane.
Esistono però anche criticità reali. I binari, i sottopassi e le grandi strade dividono il territorio in zone non sempre ben collegate tra loro. Il traffico può diventare intenso lungo corso Unione Sovietica, via Pio VII e negli accessi alla stazione.
Durante fiere, concerti e grandi eventi, la parte orientale della zona può essere interessata da maggiore congestione. Inoltre, la riqualificazione dell’ex Villaggio Olimpico non è ancora uniforme e alcune aree hanno attraversato periodi di degrado.
Il Lingotto è quindi un quartiere ben collegato e dotato di numerosi servizi, ma non può essere valutato come un territorio omogeneo. La qualità della vita cambia tra Lingotto Vecchio, piazza Galimberti, corso Unione Sovietica e la zona ferroviaria.
Trasporto pubblico e come muoversi
La stazione Torino Lingotto è il principale nodo di trasporto interno al quartiere. È servita dai collegamenti ferroviari regionali e metropolitani e permette di raggiungere altre zone di Torino e diversi comuni del Piemonte.
La fermata della metropolitana Lingotto si trova in via Nizza, oltre la ferrovia. Pur essendo formalmente nel quartiere Nizza Millefonti, rappresenta uno degli accessi più utilizzati per raggiungere il polo fieristico e la parte orientale del Lingotto.
Lungo corso Unione Sovietica transitano tram e autobus che collegano la zona sud con il centro e con i quartieri settentrionali. Altre linee servono via Passo Buole, piazza Galimberti, la stazione ferroviaria e le aree residenziali.
Come muoversi al Lingotto
Metropolitana: fermata Lingotto in via Nizza, oltre la ferrovia
Tram e autobus: collegamenti lungo corso Unione Sovietica, via Passo Buole e piazza Galimberti
In bicicletta: percorsi locali e collegamenti verso le aree verdi e il polo fieristico
In auto: accessi principali da corso Unione Sovietica, corso Giambone e dal sottopasso del Lingotto
Il sottopasso del Lingotto consente di superare la barriera ferroviaria e collega corso Giambone con via Ventimiglia e l’area di via Nizza.
Per gli spostamenti quotidiani è comunque utile controllare eventuali variazioni dei percorsi, soprattutto in presenza di lavori stradali, manifestazioni o grandi eventi fieristici.
Il Lingotto oltre la fabbrica Fiat
La vecchia fabbrica rimane l’immagine più conosciuta del Lingotto, ma non esaurisce l’identità del quartiere.
Prima dello stabilimento esistevano il borgo di via Passo Buole, la Cascina Juva, la chiesa e un paesaggio agricolo che collegava Torino con Moncalieri. Successivamente, la ferrovia e la Fiat portarono lavoratori, abitazioni e servizi, trasformando l’area in uno dei principali quartieri operai della città.
La chiusura della fabbrica e le Olimpiadi del 2006 hanno prodotto un’ulteriore svolta. Al posto delle officine e dei mercati sono comparsi spazi culturali, universitari, fieristici e residenziali.
Il Lingotto di oggi conserva quindi diverse fasi della storia urbana di Torino: il borgo rurale, il quartiere operaio, il nodo ferroviario e la città postindustriale. È questa sovrapposizione, più della sola pista sul tetto, a spiegare il significato del quartiere.
FAQ –
Il quartiere Lingotto appartiene alla Circoscrizione 8 di Torino. Fino alla riorganizzazione amministrativa del 2016 faceva invece parte della Circoscrizione 9.
Il Lingotto si trova nella zona sud di Torino. È delimitato indicativamente da corso Giambone a nord, dalla ferrovia a est, da corso Unione Sovietica a ovest e da via Vigliani, via Pio VII, corso Traiano e corso Maroncelli a sud.
Il nome deriva probabilmente da un’antica proprietà agricola conosciuta come Cascina Lingotto o Cascina Juva, situata nella zona dell’attuale via Passo Buole. Il toponimo passò successivamente dalla cascina al borgo e infine all’intero quartiere.
Il complesso dell’ex Fiat si trova a est della ferrovia, nell’area amministrativamente appartenente a Nizza Millefonti. Tuttavia, nell’uso comune è considerato parte della più ampia zona del Lingotto, perché ha determinato la crescita e l’identità dell’intero territorio.
Sì. La fermata Lingotto della linea M1 si trova in via Nizza, vicino al centro fieristico. Dal punto di vista amministrativo è situata a Nizza Millefonti, ma serve direttamente l’intera zona del Lingotto.
Il Lingotto è un quartiere ben collegato, dotato di scuole, negozi, servizi e trasporto pubblico. La qualità della vita cambia però tra le diverse zone: Lingotto Vecchio ha un carattere più residenziale, mentre le aree vicine alla ferrovia e ai grandi assi stradali sono maggiormente interessate da traffico e infrastrutture.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



