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Ex stabilimento Superga di Torino: la fabbrica di via Verolengo dove nacquero le celebri scarpe

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Agosto 08, 2026

L’ex stabilimento Superga di Torino è uno dei luoghi simbolo della storia industriale della parte nord della città.

Il grande complesso tra via Verolengo, via Orvieto, via Luini e via Assisi crebbe nel corso del Novecento fino a diventare uno dei principali centri italiani per la produzione di calzature in gomma.

Qui lavorarono migliaia di persone, soprattutto donne. Qui vennero prodotte le celebri scarpe da tennis in tela e gomma. E durante la Seconda guerra mondiale la fabbrica diventò anche uno dei luoghi della Resistenza operaia torinese.

Ex stabilimento Superga: storia in breve

1903: primo edificio industriale degli Albesiano in via Verolengo
1907: ampliamento dello stabilimento
1913: l’area passa alla Martiny, poi confluita nella FRIGT
1913: nasce formalmente il Calzaturificio Superga
Anni Dieci: produzione di calzature e pneumatici
Seconda guerra mondiale: bombardamenti e attività antifascista
1951: passaggio alla Pirelli e inizio della grande espansione
Anni Settanta-Ottanta: crisi e riduzione della manodopera
1998: cessazione della produzione
2002: il marchio passa a BasicNet

Ex stabilimento Superga di Torino: le origini prima della Superga

La storia industriale dell’area di via Verolengo comincia prima della nascita del marchio Superga.

Nel 1903 venne realizzato un primo edificio per attività industriali appartenente ai fratelli Albesiano.

La struttura comprendeva un capannone, una tettoia e un muro di cinta realizzati in cemento armato.

La famiglia era legata al commercio dei colori attraverso attività presenti in altre zone di Torino. Per questo le fonti storiche ipotizzano che il complesso di via Verolengo potesse essere utilizzato come magazzino oppure per la produzione di vernici.

Non esiste però, nelle informazioni disponibili, una conferma definitiva della funzione originaria.

Lo stabilimento viene ampliato nel 1907

L’attività industriale cresce rapidamente.

Nel 1907 l’edificio viene ampliato.

La zona si trovava allora in una parte periferica di Torino destinata a trasformarsi profondamente con l’espansione industriale del Novecento.

Fabbriche, officine e nuovi quartieri operai avrebbero progressivamente occupato gran parte del territorio circostante.

Il piccolo complesso dei primi anni del secolo costituisce quindi il nucleo precedente al grande stabilimento che verrà successivamente associato alla Superga.

Nel 1913 l’area passa alla Martiny

Un passaggio decisivo arriva nel 1913.

La società Martiny rileva lo stabilimento di via Verolengo.

Successivamente l’azienda confluisce nella FRIGT, Fabbriche Riunite Industria Gomma Torino, struttura industriale che sarà poi collegata alla crescita della Superga.

Da quel momento il complesso inizia ad assumere sempre più chiaramente una funzione legata alla lavorazione della gomma e alla produzione di calzature.

Anche il Calzaturificio Superga nasce nel 1913

Lo stesso anno rappresenta un momento fondamentale anche per la storia del marchio.

Nel novembre 1913 viene costituito a Torino il Calzaturificio Superga.

La società nasce con un capitale di 75 mila lire e ha come attività principale la produzione e il commercio di calzature.

La sede indicata nei documenti dell’epoca si trova inizialmente in via Daniele Manin 1.

È quindi importante distinguere i due avvenimenti.

Nel 1913 l’area industriale di via Verolengo passa alla Martiny, mentre nello stesso anno viene formalmente costituito il Calzaturificio Superga.

Le due storie finiranno poi per convergere nello sviluppo del grande complesso industriale torinese.

La fabbrica arriva a occupare un intero settore di Torino Nord

Con il passare degli anni lo stabilimento cresce enormemente.

Il complesso industriale si estende da via Verolengo verso via Orvieto, via Luini e via Assisi.

La fabbrica diventa uno dei principali elementi del paesaggio industriale della zona.

Oggi ne rimangono soltanto alcuni reparti e manufatti, mentre gran parte delle superfici occupate un tempo dalle lavorazioni è stata demolita o trasformata.

Per comprendere l’importanza dello stabilimento bisogna quindi immaginarlo con dimensioni molto superiori rispetto agli edifici ancora esistenti.

Qui si producevano stivali, tacchi e calzature in gomma

La produzione dello stabilimento era fortemente specializzata nella lavorazione della gomma applicata alle calzature.

Nei reparti venivano realizzati:

  • stivali in gomma
  • suole
  • tacchi
  • pantofole
  • calzature sportive
  • scarpe da tennis in tela e gomma

Durante gli anni Dieci l’attività comprendeva anche la produzione di pneumatici destinati all’industria automobilistica.

La vicinanza con la crescente industria dell’auto torinese rendeva la lavorazione della gomma un settore particolarmente strategico.

A Torino nascono le scarpe da tennis Superga

Il prodotto destinato a rendere famosa la fabbrica è però un altro.

Sono le scarpe da tennis in tela con suola in gomma, diventate nel corso del Novecento semplicemente le “Superga”.

La produzione di queste calzature lega definitivamente il nome della fabbrica torinese a un prodotto destinato a sopravvivere alla stessa chiusura dello stabilimento.

La scarpa semplice, leggera e resistente diventa nel tempo uno dei modelli più riconoscibili del marchio.

E dietro quella produzione c’era soprattutto una forza lavoro femminile.

Una fabbrica con una fortissima presenza femminile

Uno degli elementi più caratteristici dello stabilimento era infatti la composizione della manodopera.

Nei reparti lavoravano prevalentemente donne.

Molte provenivano direttamente dalle borgate operaie costruite intorno alle fabbriche della zona nord di Torino.

La crescita della Superga contribuì quindi anche alla trasformazione sociale dei quartieri circostanti.

Per numerose famiglie il salario delle operaie della fabbrica rappresentava una parte fondamentale del reddito domestico.

Le donne della Superga

Lo stabilimento di via Verolengo fu caratterizzato per decenni da una fortissima presenza femminile. Negli anni di massima espansione quasi duemila operaie lavoravano nei reparti, molte residenti nei quartieri popolari e nelle borgate industriali circostanti.

Uffici e spaccio aziendale affacciavano su via Verolengo

Il complesso non comprendeva soltanto i reparti produttivi.

Lungo via Verolengo si trovava anche un edificio a due piani destinato agli uffici della direzione e alle attività commerciali.

Al piano terreno funzionava uno spaccio aziendale.

Qui le maestranze potevano acquistare prodotti della fabbrica beneficiando di sconti riservati ai dipendenti.

Anche questo spazio testimonia quanto la fabbrica costituisse una piccola città industriale, nella quale produzione, amministrazione e servizi per i lavoratori convivevano nello stesso complesso.

La Seconda guerra mondiale colpisce lo stabilimento

La guerra interrompe violentemente la normale attività industriale.

Lo stabilimento viene coinvolto nei bombardamenti alleati su Torino.

Durante il conflitto una parte delle attività legate alla produzione di calzature continua nella zona di Lucento, lungo via Orvieto.

Le lavorazioni comprendono soprattutto stivali di gomma, suole, tacchi, pantofole e scarpe da tennis.

Ma gli anni della guerra cambiano anche il ruolo politico della fabbrica.

Dopo l’8 settembre nasce la Resistenza dentro la Superga

Dopo l’8 settembre 1943 nello stabilimento cominciano a organizzarsi gruppi antifascisti.

Le attività comprendono la distribuzione di viveri alle famiglie dei partigiani e la diffusione clandestina di materiale politico.

La fabbrica diventa così uno dei numerosi luoghi nei quali la Resistenza torinese si sviluppa direttamente all’interno del mondo operaio.

Nel luglio 1944 viene costituito un Comitato di Liberazione interno.

Il gruppo organizza propaganda clandestina, assistenza e raccolta di materiale necessario alla lotta.

Tra le difficoltà principali c’è proprio il reperimento delle armi.

Il 25 aprile gli operai occupano la fabbrica

Durante i giorni dell’insurrezione la Superga assume anche un ruolo militare.

Già dalla sera del 25 aprile 1945, gruppi di lavoratori armati occupano lo stabilimento per impedire possibili attacchi e proteggere gli impianti.

Il giorno successivo arrivano anche partigiani provenienti dall’esterno.

All’interno della fabbrica restano uomini e donne con compiti differenti.

Una parte presidia militarmente gli edifici.

Le donne partecipano anche alle attività di assistenza sanitaria e alla preparazione dei pasti.

Le armi disponibili sono inizialmente poche: alcune decine di fucili, poche pistole, bombe a mano e un solo fucile mitragliatore.

Le armi vengono recuperate dalle colonne tedesche in ritirata

La scarsità di equipaggiamento spinge i gruppi della fabbrica ad agire contro le truppe tedesche in ritirata.

Nella notte tra il 25 e il 26 aprile una camionetta tedesca viene fermata davanti allo stabilimento.

Vengono recuperati viveri e armamenti.

Altre armi arrivano il pomeriggio successivo dopo il disarmo di un gruppo tedesco lungo via Lanzo.

La fabbrica diventa così uno dei presidi della fase finale dell’insurrezione torinese.

I combattimenti continuano anche il 27 e 28 aprile

Gli scontri non finiscono immediatamente.

Il 27 aprile una sparatoria con un mezzo tedesco in transito lungo via Orvieto provoca anche una vittima tra i combattenti legati allo stabilimento.

Altri scontri si verificano il giorno successivo.

Successivamente i gruppi della Superga partecipano anche alla ricerca dei cecchini presenti sui tetti delle abitazioni circostanti.

Questi episodi inseriscono lo stabilimento a pieno titolo nella storia della Liberazione di Torino.

Il 2 maggio arrivano i soldati americani

Il 2 maggio 1945 entra nello stabilimento una colonna di circa 150 soldati americani.

Con loro vengono condotti nella fabbrica anche circa 200 militari fascisti, che rimangono negli edifici sotto sorveglianza fino al 7 maggio.

Proprio il 7 maggio 1945 la Superga riprende la produzione.

La vita industriale torna quindi a occupare i reparti pochi giorni dopo la conclusione dei combattimenti.

Nel 1951 il passaggio alla Pirelli apre una nuova fase

Il vero periodo di massima espansione inizia nel 1951.

Il passaggio alla Pirelli inaugura circa vent’anni di forte sviluppo industriale.

La produzione cresce e aumenta enormemente anche la manodopera.

Nei reparti arrivano a lavorare quasi duemila operaie, in gran parte residenti nelle borgate e nei quartieri circostanti.

Sono gli anni nei quali la Superga diventa una delle realtà industriali più importanti di questa parte della città.

Quasi duemila operaie nei reparti

La dimensione raggiunta dallo stabilimento permette di comprendere il suo peso nell’economia locale.

Non si trattava soltanto di una fabbrica importante a livello produttivo.

Era anche un enorme bacino di occupazione femminile.

Ogni giorno migliaia di persone attraversavano gli ingressi del complesso.

Attorno alla fabbrica si sviluppavano negozi, abitazioni, servizi e relazioni sociali strettamente legate al ritmo dei turni industriali.

Il lavoro era duro e spesso a cottimo

Il periodo di crescita aveva però anche un lato molto difficile.

Nei reparti il lavoro era organizzato sotto un rigido controllo.

La produzione avveniva frequentemente a cottimo, collegando quindi il compenso alla quantità di lavoro svolto.

Le operaie potevano inoltre trovarsi a contatto con sostanze nocive utilizzate nelle lavorazioni industriali.

La storia della Superga non è quindi soltanto quella di un marchio diventato famoso.

È anche la storia delle condizioni di lavoro della grande industria torinese del Novecento.

Gli anni Settanta segnano l’inizio della crisi

La fase di espansione non dura per sempre.

Durante gli anni Settanta e Ottanta lo stabilimento entra in una lunga fase di crisi e ristrutturazione.

La riduzione della manodopera diventa evidente.

Nel 1976 i dipendenti sono ormai scesi a 751.

È un cambiamento radicale rispetto ai quasi duemila lavoratori raggiunti negli anni di maggiore sviluppo.

La fabbrica segue così una traiettoria comune a molti grandi complessi industriali torinesi.

La produzione termina nel 1998

La crisi prosegue negli anni successivi.

Nel 1998 la produzione nello stabilimento termina definitivamente.

Si chiude così una storia industriale durata per gran parte del Novecento.

La fabbrica che aveva dato lavoro a migliaia di persone e prodotto milioni di calzature perde la propria funzione originaria.

Rimane però il marchio.

Nel 2002 il marchio passa a BasicNet

Dopo diversi passaggi societari, nel 2002 il marchio Superga viene acquisito da BasicNet.

La storia commerciale delle celebri scarpe continua quindi anche dopo la fine della produzione nello stabilimento di Torino.

Il rapporto tra il marchio e la città rimane però inevitabilmente legato agli edifici di via Verolengo e alla memoria delle generazioni che vi hanno lavorato.

Gran parte della vecchia fabbrica è stata demolita

Della Superga industriale non rimane oggi l’intero complesso.

Molti reparti sono stati demoliti.

Sulle aree liberate sono stati realizzati nuovi edifici residenziali, modificando radicalmente il paesaggio dell’antica zona industriale.

Rimangono però alcuni manufatti lungo via Verolengo e via Orvieto.

Sono proprio questi edifici a conservare materialmente la memoria della fabbrica.

Gli edifici superstiti sono riconosciuti di interesse culturale

La palazzina degli uffici, lo spaccio aziendale e alcune strutture produttive hanno un valore che supera la semplice archeologia industriale.

Il complesso denominato “Palazzina e strutture produttive dell’Ex-Fabbrica Superga” è stato riconosciuto come bene di interesse culturale.

La tutela riguarda sia le caratteristiche architettoniche sia il valore storico e sociale del luogo.

Gli edifici conservano infatti la memoria della produzione industriale, del lavoro femminile e della Resistenza.

Un’architettura industriale del primo Novecento

Gli edifici superstiti mostrano caratteristiche tipiche dell’architettura produttiva dei primi decenni del Novecento.

Il complesso combina una struttura prevalentemente funzionale con elementi decorativi di gusto eclettico.

La palazzina degli uffici rappresenta una delle parti più riconoscibili.

L’architettura doveva rispondere prima di tutto alle esigenze della fabbrica, ma senza rinunciare completamente a un’immagine rappresentativa lungo il fronte stradale.

Della vecchia Superga resta anche la memoria delle sue operaie

Il valore storico del complesso è legato soprattutto alle persone che lo hanno attraversato.

Per decenni la Superga è stata una fabbrica di donne.

Le fotografie conservate negli archivi cittadini mostrano operaie impegnate nella cucitura delle tomaie e nelle diverse fasi di produzione delle scarpe.

Quella memoria permette di leggere la storia industriale torinese da una prospettiva spesso meno raccontata rispetto alle grandi fabbriche automobilistiche.

La fabbrica racconta anche la trasformazione di Torino Nord

La storia della Superga coincide con quella di un’intera parte della città.

All’inizio del Novecento l’area era ancora caratterizzata da ampi spazi periferici.

L’industrializzazione portò fabbriche, case operaie, nuove strade e migliaia di abitanti.

La successiva deindustrializzazione ha prodotto il processo opposto.

Reparti demoliti, aree riconvertite e nuovi complessi residenziali hanno progressivamente sostituito il paesaggio industriale.

Gli edifici superstiti della Superga permettono quindi di leggere oltre un secolo di trasformazioni urbane di Torino Nord.

Perché l’ex Superga è importante per Torino
Non è soltanto il luogo nel quale venivano prodotte celebri scarpe. Lo stabilimento racconta industrializzazione, lavoro femminile, Resistenza, boom economico e deindustrializzazione: cinque passaggi fondamentali della storia torinese del Novecento.

Dove si trova l’ex Fabbrica Superga a Torino?

L’ex Fabbrica Superga si trova nella zona nord di Torino, nell’area di Borgata Vittoria. Lo storico complesso industriale è legato alla produzione delle celebri calzature Superga e rappresenta una testimonianza del passato manifatturiero della città.

FAQ – Ex stabilimento Superga di Torino: le domande più frequenti

Dove si trovava la fabbrica Superga di Torino?

Il grande stabilimento si sviluppava principalmente tra via Verolengo, via Orvieto, via Luini e via Assisi, nella zona nord della città.

Quando nasce lo stabilimento di via Verolengo?

Il primo edificio industriale dell’area risale al 1903. Nel 1913 lo stabilimento passa alla Martiny, successivamente confluita nella FRIGT.

Quando nasce il Calzaturificio Superga?

La costituzione formale del Calzaturificio Superga risale al novembre 1913.

Cosa veniva prodotto nella fabbrica?

La produzione comprendeva stivali, suole, tacchi, pantofole e soprattutto le celebri scarpe da tennis in tela e gomma. Nei primi anni vennero realizzati anche pneumatici.

Quante persone lavoravano alla Superga?

Nel periodo di massima espansione, dopo il passaggio alla Pirelli, nei reparti lavoravano quasi duemila operaie.

La fabbrica partecipò alla Resistenza?

Sì. Dopo l’8 settembre 1943 nello stabilimento si svilupparono gruppi antifascisti e nel 1944 venne organizzato un Comitato di Liberazione interno. Durante l’insurrezione dell’aprile 1945 la fabbrica venne occupata e difesa dai lavoratori.

Quando chiuse lo stabilimento?

La produzione cessò definitivamente nel 1998.

Quando il marchio Superga passò a BasicNet?

Il marchio venne acquisito da BasicNet nel 2002.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende