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Il software del Politecnico di Torino che anticipa il colpo di sonno

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Da Alessandro Maldera

Agosto 08, 2026

Software del Politecnico di Torino rileva in anticipo il rischio di colpo di sonno analizzando battito, respirazione e volto del conducente.

Il Politecnico di Torino sta sviluppando un software capace di riconoscere in anticipo i segnali che precedono il colpo di sonno alla guida. Il sistema analizza il battito cardiaco, la respirazione e le variazioni del flusso sanguigno sul volto del conducente.

A differenza di molti dispositivi tradizionali, la tecnologia non aspetta che la persona abbia già chiuso gli occhi o perso il controllo del veicolo. L’obiettivo, infatti, è individuare la transizione dalla veglia al sonno e attivare un allarme quando esiste ancora il tempo per reagire e fermarsi.

Sintesi sul progetto

– Il sistema analizza i parametri cardio-respiratori del conducente
– Una telecamera può misurare il battito cardiaco senza contatto fisico
– L’allarme si attiva prima dell’addormentamento vero e proprio
– L’anticipo stimato varia da circa uno a quindici minuti
– La tecnologia contactless è ancora in fase di sviluppo e validazione

Il software del Politecnico che prova a prevedere l’addormentamento

Il progetto è portato avanti da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino, il DAUIN, guidato dal professor Massimo Violante, docente di Ingegneria meccatronica.

Il lavoro viene sviluppato in collaborazione con SAT – Sleep Advice Technologies, società torinese specializzata nel monitoraggio della stanchezza e nella prevenzione del colpo di sonno.

Il punto centrale della ricerca del Politecnico, storico Ateneo di Torino, è il tempo di intervento. I sistemi più diffusi riconoscono movimenti anomali del volante, deviazioni dalla corsia, palpebre abbassate o inclinazioni della testa. Tuttavia, questi segnali possono comparire quando l’addormentamento è già iniziato.

Il software torinese, invece, punta a intercettare i cambiamenti fisiologici che avvengono durante il passaggio dalla veglia al sonno. Secondo il Politecnico, l’anticipo può variare da circa un minuto fino a un quarto d’ora, in base al livello di affaticamento del conducente

Precisazione sui dati
La percentuale del 93% rappresenta una stima sul possibile impatto del sistema. Nella comunicazione ufficiale del 20 febbraio 2026, il Politecnico di Torino precisa che la tecnologia è ancora in fase di sviluppo e validazione

Come funziona il software contro il colpo di sonno

Il sistema osserva soprattutto l’andamento cardio-respiratorio della persona alla guida. Durante il passaggio dalla veglia alla sonnolenza, infatti, il battito cardiaco e la respirazione subiscono variazioni che possono essere riconosciute da un algoritmo.

Non basta quindi misurare semplicemente il numero dei battiti. Il software analizza l’evoluzione dei parametri fisiologici e cerca le combinazioni associate all’avvicinarsi del sonno.

Quando viene rilevata una condizione di rischio, il sistema può attivare un allarme sonoro continuo. Lo stimolo serve a richiamare l’attenzione del conducente e a interrompere, almeno temporaneamente, il processo che potrebbe portare all’addormentamento.

La tecnologia, però, non deve essere considerata un’alternativa al riposo. Quando l’avviso segnala un sonno imminente, la scelta corretta rimane quella di rallentare e raggiungere un luogo sicuro nel quale fermarsi.

Una telecamera misura il battito osservando il volto

Uno degli aspetti più innovativi riguarda la possibilità di monitorare il conducente senza applicare sensori sul corpo.

Il sistema utilizza una piccola telecamera rivolta verso il volto. Attraverso algoritmi di visione artificiale, il software analizza le impercettibili variazioni di colore della pelle provocate dal passaggio del sangue.

La tecnica prende il nome di fotopletismografia per immagini. La telecamera si concentra soprattutto sulle zone scoperte del viso, come la fronte e le guance. Successivamente, dalle variazioni cromatiche legate all’afflusso sanguigno, ricava la frequenza cardiaca in tempo reale.

I cambiamenti sono troppo piccoli per essere osservati dall’occhio umano. Tuttavia, possono essere rilevati dalla telecamera ed elaborati dal software per ricostruire l’andamento del battito e della respirazione. é controllare soltanto gli occhi può non bastare

Molti dispositivi anti-sonno si basano sulla chiusura delle palpebre o sui movimenti della testa. Questo metodo, però, presenta alcuni limiti.

Un conducente può attraversare brevi episodi di microsonno senza chiudere completamente gli occhi. Inoltre, la posizione delle palpebre non indica sempre con precisione se una persona sia realmente sveglia, distratta o sul punto di addormentarsi.

Per questo motivo il gruppo di ricerca ha scelto di concentrarsi sui parametri fisiologici. Il battito cardiaco e la respirazione permettono di osservare direttamente i cambiamenti che accompagnano la transizione verso il sonno, riducendo il rischio di confondere un semplice movimento degli occhi con un addormentamento reale.

I test con il polisonnigrafo e il simulatore di guida

Per verificare l’attendibilità del sistema, i ricercatori utilizzano anche dispositivi indossabili e un polisonnigrafo, lo strumento impiegato nella medicina del sonno per registrare parametri cardio-respiratori ed elettroencefalografici.

Durante le prove, il tracciato viene analizzato da un medico esperto. In questo modo è possibile stabilire il momento esatto nel quale il conducente si addormenta e confrontarlo con la previsione effettuata dall’algoritmo.

I wearable servono quindi soprattutto come strumenti di controllo e validazione dei dati estratti dalla telecamera. L’obiettivo finale è arrivare a una soluzione completamente contactless, potenzialmente integrabile nei veicoli attraverso una telecamera installata nell’abitacolo. rimi segnali di stanchezza all’allarme

Il materiale iniziale dedicato al progetto descrive due diversi momenti di allerta.

In una prima fase, quando il corpo comincia a manifestare i segnali della stanchezza, il sistema può produrre un avviso leggero. Il conducente è ancora vigile e può reagire allo stimolo, modificando la propria condizione o programmando una pausa.

Se la sonnolenza continua ad aumentare, invece, viene attivato un allarme più insistente. A quel punto non è prudente proseguire il viaggio. Il margine di anticipo serve proprio a permettere al guidatore di raggiungere una zona sicura prima di perdere il controllo.

La comunicazione ufficiale pubblicata dal Politecnico il 20 febbraio 2026 indica una capacità di previsione variabile da un minuto a quindici minuti, anziché una finestra fissa uguale per ogni conducente. cnologia SAT utilizzata anche sugli smartwatch Garmin

Accanto alla ricerca sul sistema contactless, SAT ha sviluppato soluzioni che utilizzano i dati raccolti dagli smartwatch.

Nel 2025 alcuni conducenti di Air Pullman, Arriva Italia, Autostradale, FlixBus Italia e Wayla sono stati coinvolti in una sperimentazione con dispositivi Garmin. Gli smartwatch registravano parametri come la frequenza cardiaca e la sua variabilità, mentre gli algoritmi SAT elaboravano le informazioni per stimare la stanchezza e il rischio di sonno incipiente.

La soluzione FleetPREDICT è stata pensata soprattutto per gli autisti professionali e per chi affronta lunghi periodi di guida. Il sistema si attiva durante il movimento del veicolo e invia avvisi quando rileva condizioni compatibili con un aumento della sonnolenza. logia può quindi seguire due direzioni. La prima utilizza un dispositivo indossabile capace di misurare il battito con sufficiente precisione. La seconda punta invece a integrare direttamente una telecamera nell’abitacolo, eliminando la necessità di indossare un orologio.

Una tecnologia potenzialmente integrabile nelle nuove automobili

L’applicazione più ampia sarebbe l’installazione del sistema sui veicoli di nuova produzione.

Una telecamera già presente nell’abitacolo potrebbe osservare il volto, estrarre i parametri cardio-respiratori e attivare l’allarme senza richiedere alcuna azione al conducente. Inoltre, il software potrebbe lavorare insieme agli altri sistemi di assistenza alla guida.

Per le automobili più vecchie, invece, una possibile soluzione rimarrebbe quella basata su smartwatch o dispositivi indossabili compatibili.

Prima di un impiego su larga scala, tuttavia, serviranno ulteriori test. Sarà necessario verificare l’affidabilità in condizioni differenti di luce, movimento, temperatura, posizione del volto e caratteristiche fisiche del conducente.

L’obiettivo di ridurre gli incidenti causati dalla stanchezza

Nel materiale originario dedicato alla ricerca venivano citati circa 700 decessi annuali legati agli incidenti provocati dalla stanchezza.

Il professor Massimo Violante aveva inoltre stimato che il software avrebbe potuto evitare fino al 93% di queste morti, grazie alla possibilità di intervenire prima dell’addormentamento. Il dato deve però essere presentato come una valutazione sul potenziale impatto della tecnologia, non come un risultato già dimostrato attraverso un utilizzo esteso sulle strade.

Un sistema di prevenzione, non un permesso per continuare a guidare

La tecnologia del Politecnico di Torino potrebbe rendere i sistemi anti-sonno più tempestivi. Il passaggio da un dispositivo reattivo a uno predittivo permetterebbe infatti di avvisare il conducente prima che la capacità di guida sia compromessa.

Tuttavia, nessun software può eliminare gli effetti della mancanza di sonno. Aprire il finestrino, alzare il volume della musica o bere un caffè possono offrire soltanto uno stimolo temporaneo.

Quando compaiono sonnolenza, difficoltà nel mantenere la corsia, sbadigli ripetuti o vuoti di memoria sugli ultimi chilometri percorsi, è necessario fermarsi. Il valore del sistema torinese consiste proprio nel fornire questo avvertimento prima che sia troppo tardi.

FAQ – Risposte utili sul software del Politecnico di Torino

Come funziona il software contro il colpo di sonno del Politecnico di Torino?

Il sistema analizza l’andamento del battito cardiaco e della respirazione. Una telecamera osserva le variazioni cromatiche del volto e permette al software di ricavare i parametri fisiologici senza applicare sensori sul conducente.

Quanto prima può prevedere l’addormentamento?

Secondo il Politecnico di Torino, l’anticipo può variare da circa un minuto fino a quindici minuti. Il tempo dipende dalle condizioni e dal livello di affaticamento della persona alla guida.

Il conducente deve indossare uno smartwatch?

Il sistema contactless studiato dal Politecnico non richiede uno smartwatch. Utilizza una telecamera. I dispositivi indossabili vengono impiegati durante i test per verificare la precisione dei dati e sono alla base di altre soluzioni sviluppate da SAT.

La tecnologia è già disponibile sulle automobili?

La soluzione contactless del Politecnico è ancora in fase di sviluppo e validazione. Esistono invece sperimentazioni professionali basate su smartwatch Garmin e algoritmi SAT

Il sistema può riconoscere un microsonno a occhi aperti?

L’analisi non si basa soltanto sulla chiusura degli occhi. Controllando battito e respirazione, il software punta a riconoscere i cambiamenti fisiologici che accompagnano il passaggio dalla veglia al sonno.

’allarme permette di continuare a guidare?

No. L’allarme serve a richiamare l’attenzione e a dare al conducente il tempo necessario per fermarsi in sicurezza. Non sostituisce il riposo e non rende prudente proseguire il viaggio quando la sonnolenza è già avanzata.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende