Quartiere Barca Bertolla Regio Parco di Torino: tre borgate tra Po e Stura

Da Alessandro Maldera
Agosto 05, 2026

Il quartiere Barca Bertolla Regio Parco di Torino occupa il settore nord-orientale della città, dove il tessuto urbano incontra il Po, la Stura di Lanzo e grandi aree naturali. Sotto questa denominazione convivono però tre borgate con origini differenti.
Barca nacque lungo gli attraversamenti fluviali e le strade verso Settimo Torinese. Bertolla divenne conosciuta per il lavoro dei lavandai. Regio Parco crebbe invece intorno a una tenuta sabauda e alla Manifattura Tabacchi. La presenza dell’acqua rappresenta il principale elemento comune e continua ancora oggi a determinare il paesaggio della zona.
Focus su Barca, Bertolla e Regio Parco
Zona: periferia nord-orientale di Torino
Elementi naturali: Po, Stura di Lanzo, Parco del Meisino e Isolone Bertolla
Luoghi principali: piazza Monte Tabor, Museo dei Lavandai, Manifattura Tabacchi e piazza Abba
Identità storiche: barcaioli, lavandai, attività agricole e lavoro industriale
Posizione geografica e circoscrizione di appartenenza
Barca, Bertolla e Regio Parco appartengono alla Circoscrizione 6 di Torino. Il territorio si estende dalla parte più urbanizzata vicina a Barriera di Milano fino al confine con San Mauro Torinese.
Regio Parco occupa il settore più vicino al centro cittadino. Barca si sviluppa soprattutto lungo strada Settimo e strada San Mauro. Bertolla si raccoglie invece intorno a piazza Monte Tabor, all’interno dell’ansa formata dal Po.
Le tre zone non hanno confini interni sempre facili da riconoscere. Nel linguaggio quotidiano vengono spesso considerate come un’unica area, anche se conservano caratteristiche urbane e storiche distinte.
Le aree confinanti
– A ovest: Barriera di Milano e Aurora
– A sud: Vanchiglia e Madonna del Pilone, oltre il Po
– A est: San Mauro Torinese
La geografia della zona è definita dalla confluenza della Stura di Lanzo nel Po. Questo incontro tra corsi d’acqua ha condizionato le attività economiche, la costruzione delle strade e la distribuzione degli abitati.
Nel 1953 vennero realizzati il canale derivatore e la Diga del Pascolo. L’intervento contribuì alla formazione dell’Isolone Bertolla, oggi inserito nel sistema naturalistico del Meisino.
La storia del quartiere Barca Bertolla Regio Parco
Le tre borgate si svilupparono in momenti differenti e non nacquero come un quartiere unitario.
Barca era composta da piccoli nuclei rurali collocati vicino alle strade dirette verso Settimo e San Mauro. Bertolla rimase per lungo tempo una borgata agricola, con case basse, cortili, prati e canali. Regio Parco aveva invece un legame diretto con la dinastia sabauda e con le attività industriali sorte successivamente.
Per secoli questa parte di Torino rimase separata dalla città compatta. I fiumi, la scarsità di ponti e la presenza di terreni agricoli rendevano più difficili gli spostamenti.
La situazione cominciò a cambiare durante l’Ottocento. La costruzione di nuovi collegamenti, l’arrivo delle tranvie e lo sviluppo delle industrie ridussero progressivamente l’isolamento.
Barca e gli antichi attraversamenti della Stura
Il nome Barca viene generalmente collegato alle imbarcazioni utilizzate per attraversare la Stura di Lanzo.
Prima della costruzione dei ponti, abitanti e traghettatori trasportavano persone, animali e merci da una sponda all’altra. Il servizio era indispensabile per chi percorreva le strade verso Settimo Torinese e le campagne nord-orientali.
La borgata era formata da diversi nuclei, tra cui Scarafiotti, Biasoni e Baraccone. Le abitazioni erano circondate da campi, orti e terreni soggetti alle variazioni dei corsi d’acqua.
Un cambiamento importante avvenne nel 1884, quando venne costruito il ponte Amedeo VIII sulla Stura. La struttura nacque nell’ambito dei collegamenti ferroviari e venne poi ricostruita nel 1933 per adeguarla alla circolazione stradale.
Il ponte rese più diretto il rapporto tra Torino, Barca e il territorio verso Settimo, favorendo lo sviluppo degli insediamenti lungo strada Settimo.
Bertolla, la borgata nata nell’ansa del Po
Bertolla conserva ancora oggi una struttura urbana differente rispetto ai quartieri più densamente edificati.
Il centro storico della borgata è piazza Monte Tabor, circondata da case basse e cortili. In alcuni punti, lo spazio pubblico si confonde ancora con gli accessi alle abitazioni, ricordando l’organizzazione della vecchia comunità rurale.
L’origine del nome Bertolla non è stata chiarita con certezza. Potrebbe derivare da un’antica proprietà fondiaria o essere collegata a cognomi diffusi nel territorio, come Bertola e Bertaia.
La borgata si trovava tra il Po, la Stura e le strade verso San Mauro. Per questo motivo, l’acqua diventò una risorsa fondamentale per il lavoro e per la vita quotidiana.
Per generazioni, numerose famiglie della borgata lavarono la biancheria proveniente da Torino utilizzando le bialere e i grandi prati vicini al Po.
Conosci la storia dei lavandai di Bertolla →
Bertolla e il mestiere dei lavandai
Bertolla è conosciuta soprattutto come la borgata dei lavandai.
Le prime famiglie impegnate stabilmente in questa attività arrivarono nella seconda metà dell’Ottocento. Intorno al 1872, durante le demolizioni del borgo del Moschino per la costruzione dei Murazzi, alcuni lavandai si trasferirono verso la periferia nord-orientale.
Un ulteriore aumento avvenne dopo un’ordinanza comunale del 1935, che limitava il lavaggio della biancheria lungo i corsi d’acqua cittadini. Bertolla e San Mauro offrivano condizioni più favorevoli grazie alle bialere, ai prati e alla disponibilità di spazi aperti.
I lavandai raggiungevano le abitazioni, gli alberghi e le attività torinesi per ritirare lenzuola, tovaglie e indumenti. La biancheria veniva trasportata a Bertolla, lavata nelle acque dei canali e stesa sui prati.
Il lavoro coinvolgeva intere famiglie. Le donne si occupavano soprattutto del lavaggio e dell’asciugatura, mentre gli uomini curavano il trasporto e la consegna.
L’attività continuò anche dopo la Seconda guerra mondiale, ma diminuì rapidamente con la diffusione delle lavanderie industriali e delle lavatrici domestiche.
Una strada della zona ricorda ancora questo mestiere. Inoltre, il Museo dei Lavandai conserva strumenti, fotografie e testimonianze legate a una delle professioni più caratteristiche della borgata.
Piazza Monte Tabor e la chiesa di San Grato
Piazza Monte Tabor rappresenta il principale punto di riferimento della Bertolla storica.
Qui si trova la chiesa di San Grato, nata come cappella rurale e trasformata in edificio religioso stabile nel 1853. Dopo il 1885, la crescita della popolazione rese necessario un ampliamento.
La chiesa divenne progressivamente il centro della vita religiosa e comunitaria. Intorno alla piazza si concentravano abitazioni, attività locali e luoghi d’incontro.
Tra il 1884 e il 1954 Bertolla fu inoltre servita da una breve diramazione della tranvia Torino-Settimo. Il collegamento contribuì ad avvicinare la borgata alla città, pur mantenendo una forte identità autonoma.
Regio Parco dalla tenuta sabauda alla città industriale
La storia di Regio Parco ha origini diverse rispetto a Barca e Bertolla.
Nel Cinquecento i Savoia acquistarono una vasta area conosciuta come Viboccone. Qui vennero realizzati una residenza e un grande parco destinato alla corte.
Il complesso subì gravi danni durante l’assedio di Torino del 1706. In seguito, una parte dei terreni venne utilizzata per attività produttive.
La trasformazione più importante fu legata alla Manifattura Tabacchi. Lo stabilimento divenne uno dei maggiori poli industriali di Torino e offrì lavoro a numerose persone, comprese molte donne.
Intorno alla fabbrica nacque un vero borgo operaio. Furono costruite abitazioni, scuole, servizi e spazi destinati alle famiglie dei lavoratori.
La produzione della Manifattura proseguì fino al 1996. La chiusura lasciò un grande complesso industriale che continua a rappresentare uno degli elementi più riconoscibili della storia di Regio Parco.
Dalla tenuta sabauda del Viboccone alla Manifattura Tabacchi, Regio Parco conserva le tracce della trasformazione da area di corte a borgo operaio di Torino.
Leggi la storia del quartiere Regio Parco →
Piazza Abba e la chiesa di San Gaetano da Thiene
Il nucleo storico di Regio Parco si raccoglie intorno a piazza Abba.
La piazza conserva una dimensione più raccolta rispetto ai grandi assi stradali circostanti. La pedonalizzazione di una parte dello spazio ha contribuito a renderla nuovamente un punto di incontro per il quartiere.
Tra gli edifici principali si trova la chiesa di San Gaetano da Thiene, costruita nel 1887 per servire la popolazione in crescita.
Poco distante si trova l’Alma Mater, sede di attività culturali e sociali. L’edificio ospita anche iniziative legate alla memoria urbana e alla storia della Circoscrizione 6.
Il Parco del Meisino e l’Isolone Bertolla
Il principale patrimonio naturale della zona è il Parco del Meisino, esteso lungo la confluenza tra Po e Stura.
L’area comprende prati, boschi, sentieri e ambienti umidi. La presenza di zone poco urbanizzate permette la sopravvivenza di numerose specie di uccelli e di altri animali.
L’Isolone Bertolla si formò in seguito alla costruzione del canale derivatore e della Diga del Pascolo. Pur avendo un’origine artificiale, nel tempo è diventato un ambiente di grande valore naturalistico.
L’accesso ad alcune parti è regolato per proteggere la fauna e gli habitat più delicati.
Il sistema del Meisino rappresenta inoltre un importante corridoio verde tra Torino e San Mauro. I percorsi lungo il Po vengono utilizzati per passeggiate, escursioni in bicicletta e attività all’aperto.
La Curva delle Cento Lire e la Diga del Pascolo
Vicino alla Diga del Pascolo si trova uno dei tratti stradali più riconoscibili della zona.
Il ponte che collega Bertolla con Regio Parco attraverso lungo Stura Lazio presenta una grande curva circolare. I torinesi la chiamano comunemente Curva delle Cento Lire.
L’origine precisa del soprannome non è documentata in modo definitivo. Il nome è però entrato nel linguaggio popolare e continua a identificare questo particolare tratto viario.
La curva permette di superare il dislivello vicino al ponte e collega due settori separati dal sistema fluviale.
Cosa vedere nel quartiere Barca Bertolla Regio Parco
Il percorso può iniziare dal Parco del Meisino, dove il paesaggio urbano lascia spazio alle sponde del Po e della Stura.
A Bertolla, piazza Monte Tabor conserva la forma della vecchia borgata. Poco distante si trovano la chiesa di San Grato e il Museo dei Lavandai.
Anche le piste ciclabili lungo il fiume aiutano a comprendere il rapporto tra il quartiere e l’acqua. Da Bertolla è possibile proseguire verso San Mauro attraversando aree verdi e tratti meno edificati.
Il Parco Le Vele, lungo strada San Mauro, offre spazi per il gioco, il riposo e le attività all’aperto. La sua riqualificazione ha restituito alla zona un’area verde destinata soprattutto alle famiglie.
A Regio Parco meritano attenzione la Manifattura Tabacchi, piazza Abba, la chiesa di San Gaetano da Thiene e gli edifici legati al passato operaio.
Feste e tradizioni della zona
La manifestazione più legata alla storia locale è la Festa dei Lavandai di Bertolla.
L’appuntamento viene generalmente organizzato nel mese di settembre. Il programma può comprendere sfilate in costume, rievocazioni degli antichi mestieri, celebrazioni religiose, musica e iniziative dedicate alla comunità.
La festa permette di tramandare la memoria delle famiglie che per generazioni lavarono la biancheria proveniente dalla città.
Anche il Museo dei Lavandai svolge un ruolo importante nella conservazione di questa identità, attraverso oggetti di lavoro, documenti e racconti.
A Regio Parco, le iniziative sono legate soprattutto alle associazioni, alle scuole, alle parrocchie e agli spazi culturali presenti intorno a piazza Abba.
Qualità della vita nel quartiere
Barca, Bertolla e Regio Parco presentano condizioni urbane differenti.
Bertolla conserva in diversi tratti case basse, cortili e una densità edilizia ridotta. La vicinanza al Po e al Meisino offre un accesso diretto alle aree naturali.
Anche Barca mantiene zone residenziali meno compatte, alternate a strade di scorrimento, terreni liberi e attività produttive.
Regio Parco è invece più densamente costruito e più vicino alla città centrale. Dispone di scuole, negozi, servizi e collegamenti più frequenti, ma risente maggiormente del traffico.
Tra i principali punti di forza dell’intera area ci sono la presenza dei fiumi, le piste ciclabili, il Parco del Meisino e gli spazi verdi distribuiti tra le borgate.
Le criticità riguardano soprattutto la distanza dalla metropolitana, la frammentazione del territorio e il traffico lungo strada Settimo, strada San Mauro, corso Regio Parco e via Bologna.
Nelle parti più esterne, la disponibilità dei servizi e la frequenza degli autobus possono cambiare sensibilmente da una zona all’altra.
Trasporto pubblico e come muoversi
Barca, Bertolla e Regio Parco non sono servite direttamente dalla metropolitana. Gli spostamenti dipendono quindi soprattutto dagli autobus.
La linea 8 collega la zona di San Mauro e Barca-Bertolla con piazza Sofia, via Bologna e Porta Susa.
La linea 27 percorre strada Settimo e raggiunge le aree più orientali. La linea 49 serve invece Regio Parco e i collegamenti tra Torino e Settimo Torinese.
Altre linee attraversano piazza Sofia, via Bologna, corso Regio Parco e le strade vicine a Barriera di Milano.
La bicicletta rappresenta una valida alternativa, soprattutto lungo il Po e il Meisino. I percorsi fluviali permettono di raggiungere San Mauro e alcune zone centrali evitando parte del traffico automobilistico.
Per chi usa l’automobile, gli assi principali sono strada Settimo, strada San Mauro, corso Regio Parco e lungo Stura Lazio.
I ponti e gli accessi verso San Mauro e Settimo possono essere interessati da rallentamenti nelle ore di maggiore traffico.
Tre borgate unite dai fiumi
Barca, Bertolla e Regio Parco non condividono un’unica origine.
Barca ricorda gli antichi traghetti sulla Stura. Bertolla conserva la memoria dei lavandai e della vita rurale. Regio Parco racconta invece il passaggio dalla tenuta sabauda alla città industriale.
La loro unione territoriale nasce soprattutto dalla geografia. Po, Stura, canali, ponti e parchi hanno determinato la crescita delle borgate e continuano ancora oggi a condizionarne la vita quotidiana.
È proprio la convivenza tra natura, memoria del lavoro e trasformazioni urbane a definire questa parte della Torino nord-orientale.
FAQ – Quesiti sul quartiere Barca Bertolla Regio Parco
Le tre zone appartengono alla Circoscrizione 6 di Torino, insieme a Barriera di Milano, Rebaudengo, Falchera e Villaretto.
Vengono spesso riuniti in una sola area territoriale, ma hanno origini differenti. Barca è legata ai traghettatori, Bertolla ai lavandai e Regio Parco alla tenuta sabauda e alla Manifattura Tabacchi.
Dalla seconda metà dell’Ottocento numerose famiglie si dedicarono al lavaggio della biancheria proveniente da Torino, utilizzando le bialere e i prati della zona.
I riferimenti principali sono il Parco del Meisino, l’Isolone Bertolla, piazza Monte Tabor, il Museo dei Lavandai, la Manifattura Tabacchi e piazza Abba.
La zona è servita principalmente dagli autobus. I collegamenti più importanti percorrono strada Settimo, strada San Mauro, via Bologna e corso Regio Parco.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



