Carlo Giuseppe Plura: lo scultore tra Torino e il Piemonte, opere, date e luoghi

Da Alessandro Maldera
Maggio 02, 2026

Carlo Giuseppe Plura è una figura “di passaggio” che, però, lascia segni molto concreti: lavora tra area ticinese e Piemonte, e le sue opere spuntano in chiese cittadine e parrocchiali. Inoltre è un nome utile per leggere il gusto devozionale tra legno scolpito, apparati e teatralità barocca. Le fonti, tuttavia, non sono sempre concordi su alcune date.
Focus sull’artista scultore
– Nascita: Lugano, indicata al 3 gennaio 1663 (ma le fonti riportano anche 1655 o 1677)
– Morte: Borgo San Dalmazzo, 14 aprile 1737
– Torino: Crocifisso in San Francesco d’Assisi • Arcangelo Gabriele e Annunziata alla Misericordia
– Piemonte: opere tra Alpignano, Druento, Savigliano, Lucedio, Moncalieri e altri centri
– Curiosità: un Cristo Risorto (1725) legato a una tradizione pasquale “meccanica” e processionale
Chi era Carlo Giuseppe Plura
Plura viene ricordato come scultore e stuccatore di area svizzero-italiana, attivo tra Seicento e Settecento. E, soprattutto, è un autore “diffuso”: non lo trovi in un solo grande cantiere, ma in una costellazione di luoghi tra Torino e provincia, valli e pianura. Di conseguenza, seguirlo significa costruire un piccolo itinerario nel Piemonte barocco.
Nascita e morte: cosa dicono le fonti
Sul punto più semplice, paradossalmente, c’è una piccola nebbia. La nascita è indicata a Lugano e spesso viene riportata come 3 gennaio 1663. Tuttavia compaiono anche due alternative: 1655 oppure 1677. La morte, invece, è data come 14 aprile 1737, a Borgo San Dalmazzo. Quindi, quando lo citi, ha senso ricordare la triade delle date possibili e tenere fermo il dato finale della morte.
Plura in Piemonte: perché è un nome “torinese”
Il baricentro della sua fortuna, nei fatti, sta tra Torino e il Piemonte. Qui, infatti, compaiono opere in città e in un elenco di centri che tocca pianura, colline e valli. Inoltre alcune notizie lo mettono in relazione con ambienti di cantiere legati alla corte e ai grandi apparati religiosi, quindi con un contesto in cui Torino è snodo naturale.
Un’ipotesi su Juvarra e i lavori “di apparato” (1717)
Secondo un’ipotesi, nel 1717 Plura avrebbe avuto la possibilità — grazie a Filippo Juvarra — di sostituire l’intagliatore Michele Crotti nell’allestimento di “macchine” per apparati religiosi e “mortori” per conto della corte luganese. È un dettaglio interessante perché, anche se resta un’ipotesi, spiega bene la sua dimestichezza con la dimensione teatrale del sacro.
Le opere a Torino: dove cercarlo in città
A Torino, i riferimenti principali sono tre, e sono utili anche per un percorso a piedi nel centro storico.
- Chiesa di San Francesco d’Assisi (Torino): presenza di un Crocifisso attribuito a Plura
- Chiesa della Misericordia (Torino): Arcangelo Gabriele e Annunziata
Qui il senso è semplice: Torino non è solo “una tappa”, ma un punto in cui Plura entra in circuiti cittadini e, quindi, più visibili.
Mappa piemontese: i luoghi fuori Torino
Fuori dal capoluogo, i lavori attribuiti a Plura sono segnalati in diversi comuni e contesti religiosi. Inoltre questa diffusione spiega perché venga ricordato come autore prolifico.
- Druento: Madonna col Bambino nella parrocchiale di Santa Maria della Stella
- Alpignano: Crocifisso ligneo nella parrocchiale di San Martino di Tours
- Carignano
- Trino: area dell’Abbazia di Lucedio
- Pralormo
- Costigliole d’Asti
- Saluzzo
- Moncalieri
- Caramagna Piemonte: crocifisso ligneo policromo presso l’Arciconfraternita di Santa Croce
In più, viene citata anche Vasia (IM) per una statua del Cristo Risorto, segno che la sua impronta non si ferma ai confini piemontesi.
Savigliano: Cristo della Colonna e Cristo Risorto “in scena”
Savigliano è un capitolo a parte perché qui l’arte si intreccia con un rito cittadino.
Nella chiesa dell’Assunta: l’apparato ligneo e il Cristo della Colonna
Nella chiesa saviglianese dell’Assunta, dell’apparato decorativo ligneo realizzato da Plura sarebbe ancora presente, nell’oratorio, il Cristo della Colonna. È un dettaglio che vale la visita perché, anche quando l’opera è “laterale”, dice molto sull’intensità devozionale del periodo.
Nella chiesa della Pietà: il Cristo Risorto (1725) e la tradizione dal 1726
Nella chiesa della Pietà viene segnalata una statua del Cristo Risorto, realizzata nel 1725. Dal 1726, inoltre, ogni anno la statua viene innalzata durante la Messa solenne di Pasqua tramite un congegno meccanico e poi portata in processione per le vie cittadine. Insieme a lei sfilano anche le statue lignee di:
- Sant’Elena, madre di Costantino, legata alla tradizione della “vera croce”
- l’Angelo, che annuncia la resurrezione
Qui Plura (o l’opera attribuita a lui) non è solo “da guardare”: entra nella vita pubblica, quindi resta nella memoria.
Opere perdute e attribuzioni discusse: quello che non si vede più (o che divide)
Una parte del racconto, però, passa anche da ciò che non c’è più.
- Opere oggi perdute: interventi per la chiesa di Sant’Uberto a Venaria Reale, eseguiti per conto di Juvarra, e un gruppo della Trinità per l’omonima chiesa torinese
- Una Risurrezione oggi custodita presso la Basilica Mauriziana di Torino è indicata, secondo un giudizio critico, come uno dei punti più alti di Plura per nobiltà formale, gesto e teatralità. Tuttavia, alcuni attribuiscono la stessa opera a Francesco Ladatte
Quindi, quando la incontri citata, ha senso segnare anche il “doppio nome”: Plura vs Ladatte.
Una famiglia di scultori: figli e nipoti
Plura non è un caso isolato. È indicato come padre di Michele Felice Plura, Giuseppe Plura e Michelangelo Plura, anch’essi scultori. Inoltre viene ricordato un nipote, l’artista inglese Giuseppe Plura il Giovane. Di conseguenza, più che un singolo autore, qui si intravede una piccola “linea di bottega” familiare.
FAQ – orientarsi tra opere e luoghi di Carlo Giuseppe Plura
No: viene indicato nato a Lugano. Tuttavia la sua attività è fortemente legata al Piemonte e, in particolare, a Torino e alle chiese del territorio
Il Crocifisso in San Francesco d’Assisi e, inoltre, l’Arcangelo Gabriele e l’Annunziata nella Chiesa della Misericordia
Perché qui compaiono opere legate a una devozione molto viva: il Cristo della Colonna e, soprattutto, il Cristo Risorto (1725) con la tradizione annuale dal 1726 tra innalzamento “meccanico” e processione
Sì: vengono segnalati lavori oggi perduti, tra cui interventi per Sant’Uberto a Venaria Reale (per Juvarra) e il gruppo della Trinità per l’omonima chiesa torinese
Non del tutto: si trova spesso 3 gennaio 1663, però circolano anche 1655 e 1677. La morte è indicata come 14 aprile 1737 a Borgo San Dalmazzo

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



