Cosa vedere ad Alpignano: tra San Martino, Torre medievale, Ecomuseo Cruto e Bosco del Ghiaro

Da Alessandro Maldera
Novembre 18, 2025

Tra chiese barocche, memorie medievali e una sorprendente pagina di archeologia industriale, Alpignano condensa secoli di storia lungo la Dora Riparia. La parrocchiale di San Martino dialoga con il Castello dei Conti Provana e con la Torre Campanaria; l’Ecomuseo Alessandro Cruto racconta il “sogno di luce” che anticipò l’elettrificazione europea. Completano il quadro la Cappella dei Caduti, l’Epigrafe romana e il Bosco del Ghiaro, dove natura e geologia spiegano l’identità del territorio.
Luoghi storici da non perdere
Chiesa di San Martino di Tours
La Chiesa di San Martino di Tours è la parrocchia principale di Alpignano e rappresenta uno dei luoghi più significativi del centro storico. L’edificio attuale fu costruito nel 1695 e ampliato nel 1807, ma le origini della comunità religiosa risalgono al 1031 con l’antica parrocchia romanica oggi nota come Cappella dei Caduti. All’interno sono custodite opere di grande pregio, tra cui una Madonna lignea di Stefano Maria Clemente, un Crocifisso di Carlo Giuseppe Plura e un affresco di Giovanni Enea Coda. La chiesa conserva anche un organo storico del 1903 realizzato da Achille Baldi e una torre campanaria medievale, la parte più antica del complesso.
Torre Campanaria
Torre Campanaria di Alpignano (XIV sec.) — Nel centro storico, accanto alla chiesa di San Martino di Tours, nasce come torre d’avvistamento (o parte del castello), viene sopraelevata nel 1728 e adattata a campanile nel 1807. In laterizio, ospita tre campane ancora in uso e un orologio civico: oggi è un forte simbolo identitario del borgo. Indirizzo: Piazza Parrocchia 1, a due passi da Piazza Caduti, facilmente raggiungibile a piedi o con i mezzi.
Chiesa di San Giuseppe
La Chiesa di San Giuseppe di Alpignano, edificata nel 1769 dai fratelli Bertolieri, è un piccolo esempio di architettura barocca situato in via Riccardo Arnò, vicino alla parrocchiale di San Martino. In origine cappella privata, fu donata alla parrocchia nel 1929 e divenne parte della vita religiosa alpignanese fino alla chiusura nel 2015. Conserva una facciata barocca con timpano triangolare e interni decorati a stucco, testimonianza del patrimonio storico della città.
Cappella dei Caduti di Alpignano
La Cappella dei Caduti di Alpignano, antica parrocchiale medievale di San Martino, risale all’XI secolo e si trova in piazza Caduti. L’edificio conserva un campanile romanico in mattoni e pietrisco, una cappella laterale con arcate gotiche e semplici decorazioni interne. All’interno si ammirano una vetrata con San Giorgio del 1963, un crocifisso ligneo del 1946 e le lapidi commemorative dei caduti alpignanesi della Grande Guerra.
Dal 1925 è divenuta monumento ai caduti, punto di riferimento identitario per la comunità. Nel periodo natalizio la cappella ospita anche un presepe con statue Fontanini, quasi a grandezza naturale, che richiama visitatori e curiosi. Oggi rappresenta un luogo che unisce memoria storica, arte medievale e tradizione popolare.
Cappella di San Sebastiano
Cappella di San Sebastiano (XVII secolo) — Piccolo oratorio tra via Roma e via Almese, nato dal voto della peste del 1630. Facciata sobria e campanile a vela a tre cuspidi; accanto sorgevano pozzo e forno comunitario. La Regione San Sebastiano fu teatro dell’accampamento di Catinat (1690). Luogo identitario di fede e memoria.
Epigrafe Romana
L’Epigrafe Romana di Alpignano, oggi custodita nella Biblioteca Comunale, fu scoperta nel 1832 in località San Marcello durante lavori agricoli. La lastra in marmo, databile al II secolo d.C., apparteneva a una tomba romana che conteneva ossa, lucerne e oggetti rituali.
L’iscrizione ricorda Cornelia Venusta, liberta, e il marito Publio Aebutio Clavario, membro degli Augustali e probabilmente fabbricante di chiodi (clavarius). Sono citati anche i liberti Crescente e la giovane Murone, testimoniando la composizione sociale della comunità.
Dopo la scoperta fu collocata nel Castello di Alpignano, poi trasferita all’Istituto Missioni della Consolata e infine, dal 1995, donata al Comune. Oggi è un reperto chiave per ricostruire la storia romana di Alpignano, legata a necropoli e insediamenti lungo il fiume Dora.
Castello di Alpignano
Il Castello di Alpignano, noto come Castello dei Conti Provana, si trova nel centro storico accanto alla chiesa di San Martino. Nato come fortezza medievale, fu ampliato nel Cinquecento da Andrea Provana di Leinì, Grand’Ammiraglio sabaudo e protagonista della Battaglia di Lepanto. Nei secoli cambiò più volte proprietà, passando dai Revelli al conte Robbio di Varigliè fino ai Riberi. Dal 1944 appartiene all’Istituto Missioni della Consolata, che ne fa sede religiosa. Oggi non è aperto stabilmente al pubblico, ma resta uno dei simboli storici e architettonici di Alpignano.
Ecomuseo Alessandro Cruto
L’Ecomuseo Sogno di Luce di Alpignano, conosciuto anche come Ecomuseo Cruto, è ospitato nell’ex opificio di via Matteotti 2, dove nel 1886 l’inventore Alessandro Cruto avviò la produzione delle sue lampadine a incandescenza con filamento di carbone artificiale. Considerato il “genio dimenticato della luce”, Cruto riuscì a creare una lampada più bianca e stabile rispetto a quelle dell’epoca, aprendo la strada all’elettrificazione in Europa.
Inaugurato nel 2004, l’ecomuseo conserva riproduzioni delle lampadine originali, strumenti scientifici, documenti e collezioni tecniche dell’Ottocento, oltre a spazi didattici per scuole e famiglie. L’ingresso è gratuito e l’apertura è prevista ogni giovedì e la prima domenica del mese, con possibilità di visite guidate su prenotazione.
Visitare l’ecomuseo significa scoprire la storia di un’invenzione che legò per sempre Alpignano al mondo dell’illuminazione elettrica, proseguita nel Novecento con la presenza dello stabilimento Philips.
Bosco del Ghiaro
Il Bosco del Ghiaro di Alpignano è un’area naturalistica di quasi 39.000 m² che si sviluppa lungo la sponda destra della Dora Riparia, poco a monte del centro abitato. La sua origine è legata ai depositi morenici e fluvio-glaciali lasciati dal grande ghiacciaio della Valle di Susa durante il Quaternario, che modellò il paesaggio fino a Rivoli, Trana e Alpignano. Oggi è un polmone verde che conserva un ecosistema tipico dei boschi planiziali piemontesi.
La vegetazione è formata da latifoglie ad alto fusto, tra cui tiglio cordato, olmo campestre, pioppo tremolo, farnia, ciliegio, frassino e betulla. L’area è percorribile a piedi attraverso una strada sterrata, un sentiero fluviale e alcuni tracciati interni. Gli accessi principali si trovano dal centro città lungo la Dora e da via Chiri.
Il Bosco del Ghiaro non è solo un luogo di passeggiate e osservazione naturalistica, ma anche un’area di educazione ambientale che custodisce la memoria della storia geologica alpignanese.
FAQ – Dubbi frequenti su cosa vedere ad Alpignano
Dal centro storico: San Martino e Torre, poi Castello, Cappella dei Caduti ed Ecomuseo Cruto; infine, Bosco del Ghiaro.
No, è chiusa dal 2015; resta interessante l’esterno barocco.
Non stabilmente. Tuttavia, talvolta si segnalano aperture straordinarie.
Giovedì e prima domenica del mese; inoltre, sono possibili visite guidate su prenotazione. L’ingresso è gratuito.
Sì. Percorsi pianeggianti e sentiero fluviale; comunque, evitare giorni di piena o dopo piogge intense.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



