Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Territorio » Epigrafe Romana di Alpignano: scoperta, storia e significato archeologico

Epigrafe Romana di Alpignano: scoperta, storia e significato archeologico

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Ottobre 30, 2025

Epigrafe romana di Alpignano, lastra in pietra con iscrizione latina incisa e visibili segni del tempo e delle fratture

L’Epigrafe Romana di Alpignano, oggi custodita nella Biblioteca Comunale, è uno dei reperti più preziosi del passato antico del borgo. Rinvenuta nel 1832 in località San Marcello, testimonia la presenza di una comunità romana attiva tra il I e il II secolo d.C. e fornisce informazioni uniche sulla società, le professioni e le tradizioni funerarie del tempo. Un contributo fondamentale alla ricostruzione della più ampia storia di Alpignano

Profilo del reperto Romano

  • Collocazione: Biblioteca Comunale di Alpignano, Via Matteotti 2
  • Datazione: II secolo d.C.
  • Materiale: marmo violaceo di probabile origine veneta
  • Protagonisti: Cornelia Venusta, Publio Aebutio Clavario, Crescente e Murone
  • Scoperta: 24 aprile 1832, durante lavori agricoli in regione San Marcello

La scoperta della necropoli

Il 24 aprile 1832, durante lavori agricoli in regione San Marcello, fu rinvenuta una tomba romana. La sepoltura, realizzata con mattoni e lastre di pietra, conteneva ossa umane, lucerne, brocche e un piatto con resti di pollo, probabilmente offerto come cibo rituale.

Accanto ai corredi, emerse una lapide in marmo con iscrizione funeraria: un reperto che si rivelò decisivo per ricostruire la presenza romana ad Alpignano.

Cosa vedere ad Alpignano

Tra antichi mulini, percorsi sulla Dora, chiese storiche e angoli medievali, Alpignano conserva un patrimonio sorprendente per chi desidera scoprirne la storia e gli scorci più caratteristici. Una panoramica dei luoghi da visitare nel territorio.

Leggi la guida completa su cosa vedere ad Alpignano

L’iscrizione di Cornelia Venusta

L’epigrafe ricorda Cornelia Venusta, liberta di Lucio Cornelio, e suo marito Publio Aebutio Clavario, della tribù Stellatina e membro degli Augustali. Il termine clavarius, indicato nell’incisione, suggerisce un mestiere legato alla fabbricazione di chiodi, attività diffusa nel mondo romano.

L’iscrizione menziona anche altri membri della famiglia: la liberta Crescente e la giovane Murone, definita delicata, probabile ancella della coppia. Questi riferimenti permettono agli studiosi di ricostruire la composizione sociale e multiculturale della comunità alpignanese in età imperiale.

Dal castello alla Biblioteca Civica

Dopo il ritrovamento, la lapide fu collocata nel vestibolo del Castello di Alpignano, su iniziativa del proprietario Antonio Riberi. Più tardi passò all’Istituto Missioni della Consolata e, nel 1995, venne donata ufficialmente al Comune, trovando posto nella Biblioteca Civica, dove è oggi accessibile al pubblico.

Valore storico e archeologico

L’Epigrafe Romana di Alpignano non è solo un reperto funerario, ma un documento che racconta la vita quotidiana di una piccola comunità romana: i rapporti tra liberti e cittadini, le attività artigianali, i culti religiosi. Insieme ai ritrovamenti della necropoli di San Marcello e ad altri reperti conservati a Collegno, costituisce una testimonianza fondamentale della presenza romana nel territorio alpignanese.

Dove si trova Via G. Matteotti 2, Alpignano

L’indirizzo Via Giacomo Matteotti 2 si trova nel cuore di Alpignano, a pochi passi da Piazza Parrocchia e dalle principali vie del centro storico. La posizione è comoda e ben collegata, ideale per raggiungere i punti di interesse cittadini a piedi o con i mezzi pubblici.

FAQ- Curiosità sull’epigrafe romana di Alpignano

Quando fu scoperta l’epigrafe?

Il 24 aprile 1832, durante lavori agricoli in regione San Marcello.

Chi ricorda l’iscrizione?

Cornelia Venusta, il marito Publio Aebutio Clavario e i liberti Crescente e Murone.

Quale professione è citata?

Quella di clavarius, legata probabilmente alla fabbricazione di chiodi.

Dove si trova oggi l’epigrafe?

È conservata presso la Biblioteca Comunale di Alpignano dal 1995.

Perché è importante?

Perché offre informazioni sulla società alpignanese in età romana e sulla sua composizione sociale.

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende