Giulio Bolaffi: il filatelista torinese che sfidò la guerra con cultura e coraggio

Da Alessandro Maldera
Ottobre 30, 2025

Nato a Torino il 7 marzo 1902 da Alberto Bolaffi e Vittoria Foa, Giulio crebbe in una famiglia di tradizione ebraica, profondamente legata alla cultura e al commercio. Il padre, pioniere della filatelia, aveva fondato la storica azienda Bolaffi nel 1890. Dopo il liceo classico e la laurea in Giurisprudenza a soli 22 anni, Giulio si inserì nell’impresa familiare, portando con sé una visione moderna e ambiziosa.
Cronologia essenziale di Giulio Bolaffi
- 1902 – Nasce a Torino il 7 marzo
- 1924 – Si laurea in Giurisprudenza e inizia a lavorare nell’azienda di famiglia
- 1943–45 – Partecipa alla Resistenza come comandante della Divisione Stellina (nome di battaglia “Aldo Laghi”)
- 1946 – Riporta a Torino l’attività filatelica e fonda La Settimana filatelica
- 1981 – Viene iscritto al Roll of Distinguished Philatelists, il massimo riconoscimento per i collezionisti
- 1987 – Muore a Torino il 28 ottobre
- 1991 – Le Poste Italiane gli dedicano un francobollo commemorativo
Dalla cultura alla Resistenza: la scelta di diventare “Aldo Laghi”
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Giulio Bolaffi scelse di non fuggire di fronte alle leggi razziali. Restò in Italia, entrando nella Resistenza con il nome di battaglia “Aldo Laghi”. Divenne comandante della 4ª Divisione alpina GL Stellina, operativa in Val di Susa. Scelse un’adesione militare, ma non politica, pur unendosi alle formazioni di Giustizia e Libertà.
Con mezzi propri, vestiva e nutriva i suoi compagni. Un atto raro, che dimostrava coerenza e determinazione. In uno dei suoi diari scrisse di dormire con due bombe a mano e una rivoltella sempre al fianco, accanto a un sacchetto ricamato dalla figlia Stella con la Stella di David. Un simbolo di affetto e resistenza personale.
Il ritorno a Torino e la rinascita della Bolaffi
Nel 1946, finita la guerra, Giulio Bolaffi riaprì a Torino l’attività filatelica. Da un piccolo negozio, l’azienda si trasformò in un punto di riferimento per il collezionismo internazionale. Venne inaugurata una seconda sede a Torino e successivamente nuove filiali a Milano e Roma.
L’impegno editoriale si consolidò con la pubblicazione del primo settimanale del dopoguerra, La settimana nel mondo, da cui nacquero La Settimana filatelica, Il Collezionista e numerosi cataloghi.
Un innovatore nel mondo del collezionismo
Giulio Bolaffi rivoluzionò la filatelia italiana, introducendo criteri di valutazione basati sulla qualità e sullo stato di conservazione. Intuì il potenziale narrativo del francobollo come testimone dei grandi eventi storici. Fu tra i primi a valorizzare documenti postali legati a imprese umane come la conquista del cielo.
Partecipò ad aste internazionali, acquistando pezzi rari come la busta affrancata con l’80 centesimi del Governo Provvisorio di Parma, oggi conservata al Museo Bolaffi della Filografia.
Un’eredità familiare e culturale
Negli ultimi anni continuò a frequentare l’azienda pur lasciando gradualmente la gestione al figlio Alberto. Nel 1981, fu iscritto al Roll of Distinguished Philatelists, il massimo riconoscimento mondiale per i collezionisti. Morì a Torino il 28 ottobre 1987.
La sua eredità venne raccolta non solo dal figlio Alberto, ma anche dal nipote Giulio Filippo. La figlia Stella, invece, gli dedicò parole commosse nel suo racconto famigliare, sottolineando quanto la figura paterna fosse rimasta viva nel cuore, nella memoria e nelle scelte di vita.
FAQ – Tutto su Giulio Bolaffi: le risposte che cercavi
u un imprenditore torinese, partigiano durante la Resistenza e pioniere della filatelia italiana. Fondò un impero editoriale legato al collezionismo.
Giulio Bolaffi fu comandante della Divisione Stellina in Val di Susa, combattendo con il nome di “Aldo Laghi” tra il 1943 e il 1945.
Ha rivoluzionato i criteri di valutazione dei francobolli, valorizzando anche quelli legati a eventi storici. Ha fondato cataloghi e riviste specializzate.
Sì, l’attività è proseguita con il figlio Alberto e il nipote Giulio Filippo, mantenendo viva la tradizione della casa Bolaffi.
Molti oggetti e documenti della sua collezione sono conservati al Museo Bolaffi della Filografia e Comunicazione.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



