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Alessandro Cruto inventore lampadina: storia, invenzione e rivalità con Edison

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Da Alessandro Maldera

Settembre 02, 2025

Ritratto di Alessandro Cruto, inventore della lampadina a incandescenza in Italia, con sfondo di Torino e Mole Antonelliana illuminata

Alessandro Cruto inventore lampadina fu un genio piemontese nato a Piossasco nel 1847. Nel 1880 realizzò a Torino una lampadina a incandescenza basata sulla grafite, solo cinque mesi dopo Thomas Edison, ottenendo una resa migliore e una luce più bianca. La sua parabola, segnata da intuizioni straordinarie e difficoltà imprenditoriali, si concluse nel 1908, ma il suo nome è oggi legato all’Ecomuseo di Alpignano e a diverse vie e scuole in Italia.

Riepilogo vita di Alessandro Cruto

  • Nascita: Piossasco, 18 marzo 1847
  • Morte: Torino, 15 dicembre 1908
  • Invenzione: lampadina a incandescenza (Torino, 4 marzo 1880)
  • Materiale innovativo: filamento in grafite
  • Fabbrica: Alpignano, attiva dal 1885/1886
  • Produzione: circa 1000 lampade al giorno
  • Rivalità: confronto diretto con le lampadine di Edison

Da Piossasco alla passione per la scienza

Alessandro Cruto nacque a Piossasco, alle porte di Torino, in una famiglia modesta. Suo padre era capomastro edile e desiderava per lui un futuro nell’architettura. Cruto, tuttavia, mostrò presto interesse per la fisica sperimentale e la chimica, frequentando i corsi della Regia Università di Torino.

Il suo primo sogno era ambizioso: ottenere diamanti artificiali attraverso la cristallizzazione del carbonio. Nel 1874 riuscì a produrre carbonio purissimo dall’etilene, sotto forma di sottili guaine di grafite. Quell’esperimento, inizialmente visto come un fallimento, divenne invece la base della sua invenzione più celebre.

L’incontro con Galileo Ferraris e l’idea del filamento

Nel 1879, durante una conferenza a Torino, Galileo Ferraris spiegò le difficoltà di Edison nella ricerca di un filamento resistente per la lampada a incandescenza. Cruto intuì che le sue guaine di grafite potevano essere la soluzione.

Sotto la guida del fisico Andrea Naccari, utilizzò i laboratori dell’Università di Torino e sviluppò un filamento ottenuto tramite deposizione di grafite su un sottile filo di platino. Il 4 marzo 1880 Cruto accese la sua prima lampadina, che produceva una luce più bianca e duratura rispetto a quella americana.

Mentre Edison utilizzava filamenti di bambù carbonizzato, Cruto introdusse la grafite come innovazione tecnica cruciale.

Le esposizioni internazionali e il successo delle lampadine Cruto

L’invenzione ottenne subito visibilità. Nel 1882 all’Esposizione di Elettricità di Monaco di Baviera, la lampadina Cruto fu accolta con entusiasmo: la luce era più brillante e meno giallastra di quella Edison.

Due anni dopo, all’Esposizione Nazionale di Torino del 1884, Cruto confermò il suo trionfo, mostrando al mondo che un italiano poteva competere con il colosso americano. Le sue lampadine furono esportate in Francia, Svizzera, Cuba e Stati Uniti, simbolo della capacità innovativa piemontese.

La fabbrica di Alpignano: il sogno industriale

Il successo rese necessario un vero stabilimento. Nel 1885/1886, Cruto trasferì la produzione ad Alpignano, lungo la Dora Riparia. La fabbrica arrivò a produrre 1000 lampadine al giorno, divenendo un polo tecnologico unico in Italia.

Tuttavia, i rapporti conflittuali con la direzione e le difficoltà di gestione spinsero Cruto a dimettersi nel 1889. La sua indole di inventore mal si conciliava con le logiche industriali.

La fabbrica passò di mano più volte, attraversò crisi e infine nel 1927 venne acquisita dalla Philips, diventando uno dei primi insediamenti italiani della multinazionale.

Gli ultimi esperimenti e la morte dimenticata

Dopo l’esperienza industriale, Cruto tornò alla ricerca pura. Si occupò di progetti insoliti: dal sistema per immagazzinare energia atmosferica a un giocattolo meccanico chiamato mosca elettrica.

Si sposò in tarda età e continuò a lavorare nel suo laboratorio, fino alla morte avvenuta a Torino il 15 dicembre 1908. In quegli anni, però, il suo nome era quasi dimenticato, oscurato dal mito di Edison.

La memoria di Cruto oggi

Oggi la figura di Cruto è rivalutata come esempio di genio incompreso:

  • ad Alpignano è stato creato l’Ecomuseo Sogno di Luce, che custodisce lampadine originali, documenti e materiali sperimentali;
  • a Torino, in Borgata Lesna, un murale ricorda il suo contributo, mentre una via gli è stata dedicata nella Barriera di Milano;
  • a Piossasco porta il suo nome la scuola media cittadina;
  • vie e scuole a lui intitolate si trovano anche a Orbassano, Pisa e Roma.

FAQ – Quesiti su Alessandro Cruto inventore lampadina

Quando inventò la lampadina Alessandro Cruto?

La prima lampadina Cruto funzionò il 4 marzo 1880 nei laboratori di Torino.

Chi ha inventato la lampadina, Edison o Cruto?

La paternità ufficiale è di Edison, ma Cruto realizzò un modello con resa superiore basato sulla grafite.

Perché la lampadina di Cruto era diversa?

Perché usava filamenti di grafite invece che di bambù, garantendo luce più bianca e maggiore durata.

Che fine fece la fabbrica di Cruto?

Lo stabilimento di Alpignano, dopo vari passaggi di proprietà, fu rilevato dalla Philips nel 1927.

Come viene ricordato oggi Cruto?

Con l’Ecomuseo di Alpignano, vie e scuole intitolate, e un murale a Torino.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende