Territorio

Piazza Savoia: l’ampliamento disegnato da Filippo Juvarra

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Piazza Savoia, situata nel cuore del Quadrilatero Romano di Torino, rappresenta un’importante arteria storica della città. Con i suoi monumenti iconici, palazzi nobiliari e curiosità, il luogo è un vero e proprio tesoro architettonico del centro storico di Torino. Questa piazza – inizialmente chiamata Piazza Susina – divenne in seguito nota come piazza Savoia in onore della regione francese.

I primi anni della Torino Romana

Per comprendere appieno l’importanza di Piazza Savoia, bisogna partire dal periodo della fondazione di Torino da parte dei Romani. In quel tempo,il luogo era adiacente alla porta occidentale, conosciuta come “la Decumana“. Questa porta, situata all’estremità di via Garibaldi, era un punto di accesso cruciale verso le Gallie e faceva parte delle prime fortificazioni romane di Augusta Taurinorum nel III secolo. Nel corso dei secoli, la porta subì trasformazioni e divenne nota come porta Segusina o Susina, rivolta verso la strada per la Val di Susa nel IV secolo.

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L’Ampliamento Occidentale della Città e i Progetti di Garove

All’inizio del XVIII secolo, si ipotizzò un ampliamento della città verso ovest, insieme allo spostamento delle mura e al completamento della mandorla, un nuovo sistema difensivo a forma ellittica. Michelangelo Garove fu incaricato di progettare questa espansione, che prevedeva una lottizzazione di isolati e nuovi insediamenti residenziali. L’asse principale di sviluppo fu l’attuale via del Carmine e Corte d’Appello, che si attestava sulla porta Susina. Tuttavia, il piano di Garove non prevedeva la creazione di una piazza all’interno dell’ampliamento.

L’Intervento di Juvarra e i Nuovi Palazzi

L’ampliamento nord-ovest della città di Torinosi realizzò nel XVIII secolo, sfruttando i territori acquisiti durante la costruzione delle fortificazioni per l’assedio del 1706. E così, dopo il Trattato di Utrecht nel 1713 e la proclamazione del Regno di Sicilia, ire Vittorio Amedeo II commissionò all’architetto Filippo Juvarra il progetto del nuovo ingresso della città. L’architetto sostituì l’architetto Garove, che era morto improvvisamente nel 1713. Il progetto di Juvarra prevedeva la ristrutturazione del tessuto urbano medievale e la creazione di 18 nuovi isolati. Insieme al progetto di via Milano e Porta Palazzo, si realizzò il raddrizzamento di via del Senato (attuale via Corte d’Appello) e il suo prolungamento oltre la piazza Susina. Questo nuovo asse corrispondeva alla nuova porta Susina, che si apriva verso ovest in direzione di Rivoli e della Francia.

I Palazzi di piazza Savoia

L’area è circondata da importanti palazzi, alcuni dei quali sono stati costruiti ex-novo, mentre altri sono stati ristrutturati per migliorare le fronti su via e aumentare il valore delle aree circostanti. Tra i palazzi più significativi si trovano il Palazzo Martini di Cigala e il maestoso Palazzo Paesana di Saluzzo, che occupa un intero isolato. Il Palazzo Barolo, già presente dall’epoca barocca di Torino, si trova nel retro dell’isolato a nord-est.

Questo lato di piazza Savoia conserva ancora il tessuto urbano medievale, che nel corso degli anni è stato plasmato e adattato alle nuove esigenze. Inoltre, questi palazzi nobiliari rappresentano un modello architettonico per gli edifici di minore importanza situati ai margini dell’ampliamento. Infatti, piazza Savoia segna anche il punto di congiunzione tra la città vecchia e la nuova.

L’Obelisco di Piazza Savoia

Il monumento più importante della zona è l’obelisco, eretto nel 1851. La sua storia è legata a un pacchetto di leggi promosse dal Regno di Sardegna nel 1850, noto come leggi Siccardi. Queste leggi, considerate “anticlericali“, abolivano alcuni privilegi del clero cattolico. L’obelisco è stato eretto per celebrare l’abolizione di questi privilegi e rappresenta un simbolo di una cultura popolare non religiosa. L’epigrafe incisa sulla base dell’obelisco commemora l’abolizione del foro ecclesiastico e la data della sua promulgazione.

Mercato della Legna e della Paglia

Nei secoli, il luogo, è stato un punto di riferimento per la vita sociale e culturale. Ma non solo, la piazza ospitava anche un mercato della legna e della paglia, noto anche come “mercà dle pate” in dialetto piemontese. Questo mercato , attivo ai primi del ‘900,, era frequentato sia dai cittadini che dai contadini che cercavano lavoro in città.

Il mostro di piazza Savoia

Una storia di mistero e tragedia che ha sconvolto la città di Torino all’inizio del XX secolo. Il 12 gennaio 1902, una fredda giornata invernale, in piazza Savoia, alcuni bambini stavano giocando. Tra questi c’era una bambina di nome Veronica Zucca, la figlia del proprietario del vicino Bar Savoia che però non torno più a casa. Nell’aprile dello stesso anno, durante alcuni lavori di restauro nel Palazzo Saluzzo Paesana, un operaio scoprì il corpo di Veronica in una cassa che sembrava una bara. La piccola era stata brutalmente uccisa, trafitta da sedici coltellate. Giovanni Gioli, uno spazzino noto per essere una persona inaffidabile e pericolosa fu arrestato e confessò il suo brutale crimine

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