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Monopattini elettrici a Torino: come funzionano e quali sono i vantaggi

Monopattini elettrici Torino
Monopattini elettrici a Torino: come funzionano e quali sono i vantaggi.
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Monopattini elettrici a Torino: come funzionano e quali sono i vantaggi.

Lo scorso giugno il Ministero dei Trasporti ha approvato un decreto che autorizza alcune città ad avviare la sperimentazione per l’utilizzo dei monopattini elettrici e dei segway. Tra i Comuni che hanno fatto da apripista: Milano, Cattolica, Rimini, Pesaro e Torino. Proprio da qui è partita la prova estiva dei monopattini elettrici, un piccolo passo verso una vera e propria rivoluzione della mobilità.

A Torino già si vedono circolare alcuni monopattini elettrici, ma mancano ancora un paio di passaggi. Si attende, infatti, la nuova segnaletica e un bando per il servizio di sharing, che si aprirà tra settembre e ottobre 2019.

Come funzionano i monopattini elettrici?

Per partire basta semplicemente una prima spinta, poi si attiva il motore elettrico. Normalmente si accelera premendo con il pollice una piccola leva sul manubrio. L’autonomia degli e-scooter si aggira attorno ai 20 chilometri, dipendendo dal modello, con una velocità massima che solitamente arriva a 20 km/h. Infine, l’uso del casco non è obbligatorio, ma raccomandato, soprattutto per i più piccoli.

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Dove si potrà circolare?

A Torino i monopattini elettrici potranno circolare nelle zone 30, nelle strade a velocità limitata a 30 km/h e nelle piste ciclabili e ciclopedonali. Dovranno essere condotti esclusivamente da maggiorenni e minori in possesso della patente AM e potranno viaggiare alla velocità massima di 20 km orari. Inoltre, i mezzi devono essere muniti di clacson, essere parcheggiati in spazi appositi e il guidatore deve indossare i catarifrangenti nelle ore serali.

Quali sono le potenzialità?

Il grande vantaggio dei monopattini elettrici è quello di essere assolutamente comodi, a basso impatto ambientale, alla portata di tutti e semplicissimi da usare. Rappresentano un’alternativa a zero emissioni per gli spostamenti a corto raggio. Ma anche un mezzo complementare al trasporto pubblico o all’automobile, magari per entrare nelle aree a traffico limitato.

Una rivoluzione nel campo della micro-mobilità.

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