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Monopattini Torino: ora servirà un documento per il noleggio

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Cambiano le regole per il noleggio dei monopattini di Torino, la nuova stretta del documento è rivolta soprattutto ai minorenni

Il Comune di Torino dirama un nuovo provvedimento per il noleggio dei monopattini, da adesso in poi sarà necessario avere un documento.

Un rimedio per scongiurare le infrazioni dei fruitori più trasgressivi.

Ma soprattutto per negare l’utilizzo del mezzo ai minorenni, che mentono sistematicamente sulla loro età per attivare i monopattini.

Per queste ragioni, quindi, tutti gli iscritti alla applicazioni di sharing dovranno inserire i dati di un documento di identità valido nell’app per certificare il permesso di utilizzo dei mezzi elettrici a due ruote.

La scelta di procedere con questa delibera è arrivata dall’accordo tra l’amministrazione comunale e le compagnie di sharing a pochi mesi di distanza dall’installazione delle targhe identificative sui monopattini cittadini.

Come si può immaginare quindi l’obiettivo è sempre lo stesso, ovvero: individuare e sanzionare nel migliore dei modi i trasgressori.

Azioni difficilmente conseguibili prima delle novità degli ultimi mesi come il sensore di geo-localizzazione oppure, appunto, le targhette identificative.

2 minorenni in monopattino
Monopattini Torino ora servirà un documento per il noleggio

I gestori dei servizi in sharing avranno l’obbligo di concretizzare le misure a partire dalla prossima settimana

Alcuni hanno già iniziato con l’invio di e-mail, mentre altri attiveranno notifiche advert sulle applicazioni entro i prossimi giorni.

Il riscontro per l’idoneità tramite il documento sarà obbligatorio sia per i nuovi utenti che per quelli che già possiedono un account sulla piattaforma.

I gestori allo stesso tempo garantiscono che il sistema sarà difficile, se non impossibile, da raggirare, dato anche un nuovo software più avanzato e la doppia verifica.

Infatti, oltra alla verifica del documento d’identità ci sarà anche una verifica facciale dell’utente.

Pertanto, la documentazione caricata sulla piattaforma e le targhe sui monopattini, faciliteranno di gran lunga il lavoro della Polizia Municipale di Torino, che allo stesso tempo spera di consapevolizzare maggiormente gli utenti.

Dietro tali provvedimenti ci sono un totale di 750 multe ma i dubbi persistono

Nonostante l’alto numero di sanzioni pecuniarie staccate dai vigili urbani nel corso del 2020, la buone intenzioni della delibera vengono accantonate dalle perplessità della Consulta per la Mobilità Ciclistica.

Quest’ultima infatti non ha esitato a sottolineare, tramite una lettera al Comune, quelle che potrebbero continuare a essere le problematiche legate ai monopattini in sharing.

Le nuove misure rischiano di far ricadere la colpa anche su chi non c’entra nulla e le domande sorgono spontanee.

Come si può risalire all’ultima persona che ha commesso una trasgressione per procedere con le sanzioni?

Così come ci si chiede anche chi abbia il compito di decidere quando un parcheggio è adeguato oppure no, nonostante l’assenza di appositi stalli?

Riguardo a quest’ultima questione in particolare, l’amministrazione comunale non è ancora riuscita a delineare un progetto di realizzazione per i parcheggi di bici e monopattini.

Il tutto mentre il Comune di Torino ha accolto i servizi in sharing dichiarando fin da subito quelle che saranno le regole per scongiurare l’abbandono dei monopattini sui marciapiedi.

Così, per porre rimedio alla situazione, i parcheggi nella Città di Torino saranno segnalati sul servizio di localizzazione geografica all’interno delle applicazioni.

E chi abbandonerà i monopattini al di fuori di queste zone non potrà interrompere la corsa, continuando a pagare la tariffa di utilizzo.

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