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All’Ospedale Molinette arriva il “Care Passport”, la carta d’identità della salute

All'Ospedale Molinette arriva il
All'Ospedale Molinette arriva il "Care Passport", la carta d'identità della salute
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All’Ospedale Molinette e al Cto arriva il “Care Passport”, la carta d’identità della salute: agevolerà l’accesso di disabili e malati cronici al pronto soccorso

Arriva il “Care Passport” all’Ospedale Molinette e al Cto di Torino.
All'Ospedale Molinette arriva il "Care Passport", la carta d'identità della salute
All’Ospedale Molinette arriva il “Care Passport”, la carta d’identità della salute
Si tratta di sorta di carta d’identità della salute pensata per i pazienti affetti da malattie croniche o gravi patologie che richiedono attenzioni e procedure standard al fine di evitare danni importanti per gli ammalati.
L’idea, nata in Inghilterra, ma a Torino l’iniziativa è realizzata con la collaborazione delle associazioni di malati che, in questi giorni, hanno cominciato a distribuire i “passaporti della salute” grazie ai volontari.
Il progetto, promosso dal gruppo di lavoro “Medical Humanities”, è sostenuto dalla collaborazione con le Associazioni di Volontariato Unione Ciechi della Provincia di TorinoCoordinamento Para-TetraplegiciAPICANMAR e ANED.
La carta viene rilasciata in pronto soccorso e nei reparti al momento delle dimissioni in caso di ricovero.

A chi è riservata

In questa fase iniziale di sperimentazione, la card è riservata esclusivamente alle persone affette da autismo, malati reumatici, trapiantati di rene, non udenti e non vedenti, e persone con disabilità.
La carta non consente di avere una priorità rispetto agli altri pazienti che si recano al pronto soccorso, bensì stabilisce degli standard importanti a seconda del tipo di patologia al fine di ridurre i tempi di attesa in maniera efficace.
Ad esempio, le persone affette da autismo non possono restare per molto tempo in mezzo a tante persone perché ne sarebbero disturbate.
Oppure i paratetraplegici non dovrebbero restare in barella per più di un’ora perché la permanenza prolungata in barella comporta l’insorgere delle piaghe da decubito, su cui può intervenire solo un chirurgo plastico.

Il percorso di umanizzazione dell’ospedale

Il “Care Passport” fa parte del progetto “TrattaMi Bene”, un percorso di umanizzazione dell’ospedale dove al centro non vi è più la malattia, ma il malato.
Inoltre, da settembre, partiranno i corsi in cui i docenti saranno i malati e gli studenti gli operatori che dovranno imparare a conoscere le loro esigenze.
L’iniziativa è stata importata su idea di Grazia Muzzolini, referente infermieristica del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione della Molinette di Torino, e Lia Di Marco, responsabile dell’Urpl’Ufficio relazioni con il pubblico.
Dunque, una bella iniziativa della Città della Salute dedicata ai malati più fragili.
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