Grattacieli di Torino: storia, skyline e torri moderne della città

Da Alessandro Maldera
Agosto 06, 2026

Torino non è una città di grattacieli nel senso più classico del termine.La sua immagine resta legata ai portici, alle piazze sabaude, alla Mole Antonelliana, ai grandi viali e ai palazzi storici del centro. Eppure, osservando la città da lontano, si scopre un altro racconto: quello della Torino verticale.
I grattacieli di Torino raccontano passaggi diversi della storia urbana: l’architettura razionalista degli anni Trenta, la stagione industriale del Novecento, la trasformazione delle grandi aree ferroviarie e produttive, fino ai nuovi edifici direzionali che hanno cambiato lo skyline cittadino.
Non sono molti, ma sono riconoscibili. Alcuni dividono ancora l’opinione pubblica, altri sono diventati punti di riferimento ormai familiari. Insieme formano una mappa particolare della città: meno monumentale rispetto alla Torino barocca, ma fondamentale per capire come il capoluogo piemontese sia cambiato nel corso del tempo.
In breve
I principali grattacieli di Torino sono legati a epoche molto diverse: la Torre Littoria agli anni Trenta, il Grattacielo Lancia alla città industriale, il Grattacielo Intesa Sanpaolo alla Torino contemporanea e il Grattacielo della Regione Piemonte alla trasformazione dell’area di Nizza Millefonti.
Per una lettura più tecnica, con altezze e posizioni, si può consultare anche la classifica degli edifici più alti di Torino.
Una città verticale nata lentamente
A differenza di Milano o di altre grandi città europee, Torino non ha costruito il proprio profilo urbano intorno alle torri. Per molto tempo il punto di riferimento visivo è rimasto la Mole Antonelliana, simbolo della città e misura ideale con cui ogni nuovo edificio alto è stato inevitabilmente confrontato.
Proprio questo confronto ha reso i grattacieli torinesi oggetti particolari. Non sono soltanto costruzioni alte: sono edifici che hanno aperto discussioni sul rapporto tra modernità e memoria, tra sviluppo urbano e paesaggio, tra centro storico e nuove centralità.
La storia dei grattacieli di Torino comincia prima di quanto si pensi. La Torre Littoria, costruita negli anni Trenta vicino a piazza Castello, è uno degli edifici più discussi della città. La sua presenza nel cuore della Torino sabauda segnò una frattura evidente: una torre razionalista inserita accanto a uno dei luoghi più rappresentativi della città storica.
La Torre Littoria, il primo segno verticale nel centro di Torino
La Torre Littoria, oggi conosciuta anche come Grattacielo Reale Mutua, è uno dei casi più emblematici dell’architettura torinese del Novecento. Sorge tra via Viotti, via Cesare Battisti e piazza Castello, in una posizione che da sola basta a spiegare perché l’edificio sia sempre stato così discusso.
La sua verticalità entra in contrasto con la misura regolare del centro storico. Per questo la torre non è solo un edificio alto, ma un segno urbano molto forte. Racconta una stagione architettonica precisa, quella del razionalismo, e allo stesso tempo mostra quanto Torino abbia sempre vissuto con cautela il tema dell’altezza.
È il primo grande passaggio della città verso un’immagine più verticale, anche se ancora isolata e profondamente legata al contesto politico e architettonico del suo tempo.
Il Grattacielo Lancia e la Torino industriale
Un altro edificio fondamentale è il Grattacielo Lancia, nel quartiere Borgo San Paolo. Qui la verticalità non nasce nel centro storico, ma dentro la città industriale.
Il palazzo, costruito come sede direzionale della Lancia, rappresenta una Torino diversa da quella sabauda: la città delle fabbriche, degli uffici tecnici, della produzione automobilistica e dei quartieri operai. La sua particolarità più nota è il rapporto con via Vincenzo Lancia, che passa sotto l’edificio e ne rafforza l’immagine di architettura funzionale, legata al lavoro e alla trasformazione produttiva.
Per questo il Grattacielo Lancia non va letto solo come una torre. È un frammento della storia industriale torinese, uno degli edifici che meglio raccontano il passaggio dalla fabbrica tradizionale alla città direzionale del secondo Novecento.
Il Grattacielo Intesa Sanpaolo e la nuova Porta Susa
Con il Grattacielo Intesa Sanpaolo, Torino entra in una fase completamente diversa. L’edificio progettato da Renzo Piano sorge nell’area di corso Inghilterra, vicino alla stazione di Porta Susa, in uno dei punti più importanti della trasformazione urbana contemporanea.
La torre ha cambiato in modo netto lo skyline cittadino. Per anni è stata al centro di discussioni, soprattutto per il confronto con la Mole Antonelliana e per il suo impatto visivo su una città abituata a un profilo più basso e compatto.
Oggi il grattacielo Intesa Sanpaolo è uno dei simboli della Torino contemporanea. Non è solo una sede bancaria: è un edificio che ha portato nella città temi nuovi, come sostenibilità, spazi aperti al pubblico, funzioni culturali, ristorazione panoramica e rapporto tra architettura direzionale e spazio urbano.
Il Grattacielo della Regione Piemonte e Nizza Millefonti
Il Grattacielo della Regione Piemonte ha spostato il baricentro della Torino verticale verso sud, nell’area di Nizza Millefonti, vicino al Lingotto e all’ex zona Fiat Avio. È uno degli edifici più alti della città e rappresenta una trasformazione urbana molto diversa da quella di Porta Susa.
Se il grattacielo Intesa Sanpaolo dialoga con la nuova stazione e con il centro allargato, il grattacielo regionale appartiene a una Torino di grandi aree riconvertite, infrastrutture, metropolitana e nuove funzioni pubbliche.
L’edificio, infatti, non è stato soltanto un progetto architettonico: è stato anche un cantiere complesso, discusso e seguito per anni.
L’ex Grattacielo Rai e il destino degli edifici incompiuti
Tra gli edifici verticali più riconoscibili di Torino c’è anche l’ex Grattacielo Rai, vicino a via Cernaia e Porta Susa.. La sua storia è diversa da quella delle torri più recenti: non racconta tanto la nascita di un nuovo simbolo, quanto la difficoltà di ridare funzione a un edificio rimasto a lungo sospeso.
Per anni l’ex sede Rai è stata al centro di ipotesi, vendite, aste, progetti di trasformazione e lavori di bonifica. Anche gli aggiornamenti più recenti sui ritardi dei lavori dell’ex Grattacielo Rai confermano quanto questo edificio sia ancora un nodo aperto della trasformazione urbana torinese.
Nel racconto dei grattacieli di Torino, l’ex Rai ha quindi un ruolo preciso: mostra che la città verticale non è fatta solo di nuove costruzioni, ma anche di recuperi difficili, edifici da ripensare e funzioni urbane da ridefinire.
Skyline, Mole Antonelliana e identità della città
Ogni volta che Torino costruisce in altezza, il confronto con la Mole Antonelliana torna inevitabile. La Mole non è solo un edificio alto: è il simbolo visivo della città, il punto che per generazioni ha definito l’immagine di Torino.
Per questo i grattacieli torinesi hanno sempre avuto un peso simbolico superiore alla loro quantità. La domanda non è mai stata soltanto “quanto sono alti?”, ma “che cosa cambiano nel volto della città?”.
L’articolo sullo skyline di Torino racconta proprio questa tensione: da una parte la città storica, dall’altra le nuove torri che introducono forme, materiali e proporzioni diverse.
Torino non ha perso la propria identità con i grattacieli. Piuttosto, ha aggiunto un livello nuovo al proprio paesaggio urbano. La Mole resta il simbolo, ma oggi non è più sola nel disegnare la linea della città.
I progetti, le torri mai realizzate e la Torino futura
Accanto agli edifici costruiti, Torino ha conosciuto anche progetti rimasti sulla carta, ipotesi urbanistiche, torri annunciate e trasformazioni mai completate. È il caso di Porta Europa, raccontata nell’articolo su un possibile nuovo grattacielo a Torino, ma anche di diverse proposte legate al futuro dello skyline.
Negli ultimi anni il dibattito non riguarda più soltanto i grattacieli in senso stretto. Si parla anche di torri universitarie, studentati, residenze, poli direzionali e nuove architetture inserite nei grandi processi di riqualificazione urbana. Il progetto delle nuove torri del Politecnico di Torino rientra in questa trasformazione più ampia.
La Torino verticale del futuro sarà probabilmente meno concentrata in un unico punto e più distribuita in aree diverse: Porta Susa, Nizza Millefonti, Borgo San Paolo, Lingotto, Politecnico e grandi zone di riconversione.
I grattacieli di Torino da conoscere
Tra i grattacieli e gli edifici alti più importanti della città ci sono:
- la Torre Littoria, nel centro storico;
- il Grattacielo Lancia, legato alla Torino industriale;
- il Grattacielo Intesa Sanpaolo, vicino a Porta Susa;
- il Grattacielo della Regione Piemonte, a Nizza Millefonti;
- l’ex Grattacielo Rai, vicino a via Cernaia;
- le torri e i progetti più recenti legati alla trasformazione urbana.
Non tutti hanno lo stesso valore architettonico, e non tutti hanno avuto lo stesso impatto sulla città. Ma insieme raccontano una Torino meno ovvia: una città che, pur restando legata alla propria immagine storica, ha cercato più volte di salire in altezza.
Domande frequenti sui grattacieli di Torino
Il grattacielo più alto di Torino è il Grattacielo della Regione Piemonte, nell’area di Nizza Millefonti. Per il confronto completo tra torri, monumenti ed edifici alti si può consultare la classifica degli edifici più alti di Torino.
No, Torino non è una città con molti grattacieli. La sua identità urbana resta legata soprattutto al centro storico, ai palazzi sabaudi, ai portici e alla Mole Antonelliana. I grattacieli sono pochi, ma hanno avuto un forte impatto sullo skyline.
No, il Grattacielo Intesa Sanpaolo è leggermente più basso della Mole Antonelliana. Proprio questo confronto ha alimentato per anni il dibattito sul rapporto tra nuove torri e simboli storici della città.
I principali grattacieli di Torino si trovano in aree diverse: la Torre Littoria è nel centro storico, il Grattacielo Intesa Sanpaolo è vicino a Porta Susa, il Grattacielo della Regione Piemonte è a Nizza Millefonti, il Grattacielo Lancia è a Borgo San Paolo e l’ex Grattacielo Rai si trova nella zona di via Cernaia.
Perché Torino ha un profilo urbano molto riconoscibile e storicamente dominato dalla Mole Antonelliana. Ogni nuovo edificio alto viene quindi percepito come un cambiamento importante nel paesaggio della città.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



