Balme: cosa visitare tra Ecomuseo delle guide alpine, sentieri, borgate e cappelle di montagna

Da Alessandro Maldera
Aprile 03, 2026

Chi cerca cosa vedere a Balme trova un paese piccolo, ma tutt’altro che marginale. Qui, infatti, la montagna non è solo sfondo: è memoria, lavoro, alpinismo, architettura e resistenza quotidiana.
Tra musei, sentieri, borgate e cappelle, Balme racconta una storia fatta di fatica e adattamento, ma anche di orgoglio locale. Proprio per questo, una visita ben costruita permette di leggere il paese molto meglio di quanto farebbe una semplice passeggiata veloce.
Un itinerario tra museo, sentieri e cappelle
- inizia dall’Ecomuseo delle guide alpine, il luogo migliore per capire la storia di Balme e il ruolo del paese nell’alpinismo piemontese
- prosegui con la Chiesa della Santissima Trinità, principale edificio religioso del paese e punto centrale della memoria locale
- dedica poi tempo alle cappelle di Balme, che raccontano la vita delle borgate e la devozione di montagna
- se ami la natura, aggiungi il Sentiero degli Stambecchi, breve ma da affrontare con attenzione e scarponcini adatti
- infine, se vuoi allargare la visita nei dintorni, puoi raggiungere anche il Borgo di Lities, piccolo nucleo autentico della Val Grande di Lanzo
Perché Balme è una tappa speciale nelle Valli di Lanzo
Balme è uno di quei luoghi che contano più di quanto faccia pensare la dimensione del paese. Non ha bisogno di effetti speciali, perché la sua forza sta nella coerenza tra paesaggio, storia e identità.
Per secoli, infatti, qui la vita si è giocata tra isolamento, pascoli, neve, adattamento e lavoro duro. Tuttavia, proprio da questa condizione è nato uno dei centri più importanti per l’alpinismo piemontese. Così, visitare Balme significa entrare dentro una montagna vissuta davvero, non addomesticata per i turisti.
Ecomuseo delle guide alpine, il posto giusto da cui partire
Tra i luoghi da vedere a Balme, l’Ecomuseo delle guide alpine è probabilmente il più utile per orientarsi. È ospitato nell’antica sede comunale e racconta la trasformazione del paese da comunità legata a pastorizia, miniere e contrabbando a punto di riferimento per le guide alpine.
Il museo dedica un’attenzione particolare ad Antonio Castagneri, figura centrale per la storia dell’alpinismo locale. Tuttavia, il percorso non si limita alle imprese in quota. All’interno, infatti, si trovano fotografie storiche, abiti, attrezzature alpinistiche e sezioni dedicate alla vita quotidiana, all’ambiente, alla cultura locale e al contributo dei montanari nelle guerre e nella Resistenza.
Inoltre, l’Ecomuseo mostra il ruolo di Balme nella nascita dello sci italiano e nel turismo alpino di inizio Novecento. A completare la visita ci sono anche alcuni itinerari autoguidati nel paese, con pannelli che aiutano a leggere storia e architettura del borgo. Per questo, partire da qui ha senso: ti evita di guardare Balme come un semplice paese di montagna e ti dà subito una chiave di lettura più profonda.
- Indirizzo: Via Capoluogo 139, Balme
Sentiero degli Stambecchi, una passeggiata breve ma da non prendere alla leggera
Tra le esperienze naturalistiche più note c’è il Sentiero degli Stambecchi, breve escursione nelle Valli di Lanzo famosa per le buone possibilità di avvistamento nei dintorni della falesia del Ginevrè.
Di solito si parte dall’albergo Camussot, anche se talvolta viene citata pure l’area di Cornetti. Il dislivello è di circa 150-200 metri e i tempi complessivi sono contenuti, nell’arco di poche ore. Questo, però, non significa che il percorso sia banale.
Il sentiero resta classificato E e presenta alcuni tratti ripidi, a volte impervi o leggermente esposti. Per questo servono scarponcini e un minimo di attenzione. Il periodo migliore è la primavera, quando gli stambecchi tendono a scendere più in basso. Inoltre, un binocolo può aiutare molto, perché gli incontri sono frequenti ma non garantiti. E qui vale una regola semplice: il rispetto degli animali viene prima della foto.
- Indirizzo: partenza consigliata da Via Capoluogo 21, Balme
La Chiesa della Santissima Trinità, centro religioso e storico di Balme
La Chiesa della Santissima Trinità è uno degli edifici più importanti del paese. Sorge su uno sperone roccioso lungo la provinciale tra Ala di Stura e Balme, all’inizio dell’abitato, con la facciata rivolta a sud.
La pianta è a croce greca con abside semicircolare. Agli angoli si addossano altri volumi: battistero e campanile ai lati della facciata, sacrestia e cappella invernale vicino al presbiterio. La facciata è simmetrica, divisa in due registri, con portone centrale, finestra rettangolare e timpano triangolare con oculo. Sopra l’ingresso, inoltre, si trovano stemma e lapide che ricordano l’edificazione del 1772.
All’interno lo spazio centrale è coperto da una volta cupoliforme con il tondo dello Spirito Santo e gli angeli. Nei pennacchi compaiono i quattro Evangelisti in iconografia tetramorfa, opera dei pittori Cubito. Le cappelle laterali sono dedicate a Sant’Antonio Abate e alla Madonna del Rosario, mentre il presbiterio rialzato conserva l’altare maggiore storico con pala della Santissima Trinità e una mensa lignea più recente.
Il campanile, a base quadrata, si sviluppa su cinque livelli e ospita anche i quadranti dell’orologio. La chiesa è officiata regolarmente e presenta soltanto lievi fenomeni localizzati di umidità.
Dal punto di vista storico, la parrocchia diventa autonoma nel 1612 e la prima chiesa viene costruita tra 1612 e 1613. Nel 1769, però, quell’edificio viene giudicato troppo vecchio e umido. Nasce così la nuova parrocchiale, edificata tra 1769 e 1773 e consacrata nel 1775. Nel 1789 un incendio distrugge il tetto; in seguito arrivano decorazioni, l’orologio nel 1825 e numerosi restauri fino agli anni Duemila, compresi gli automatismi per suoneria e orologio tra 2005 e 2008.
- Indirizzo: Via Capoluogo 139, Balme
Le cappelle di Balme da vedere, una per una
Il patrimonio religioso minore di Balme è ricco e molto leggibile. Non sono semplici edifici secondari: insieme raccontano la geografia delle borgate, la devozione locale e il modo in cui la montagna ha influenzato costruzioni e restauri.
Cappella di Sant’Urbano
La Cappella di Sant’Urbano si trova nell’abitato, lungo la strada che sale verso il Pian della Mussa, sulla sinistra per chi sale. La facciata guarda a nord, verso la carreggiata. L’edificio ha pianta rettangolare con aula unica, muratura intonacata e tetto a due falde in lose. Davanti si apre un portico chiuso su tre lati da cancelli in ferro, sorretto da pilastri binati e concluso da un timpano triangolare.
I prospetti laterali, bianchi, hanno due finestre ad arco per lato, mentre sul fondo compare una monofora con vetrata policroma. All’interno l’aula è coperta direttamente dalle falde del tetto, con orditura lignea a vista e tirante metallico. Le pareti sono azzurro chiaro, il pavimento è in cementine a scacchiera e sopra l’ingresso si trova una cantoria in legno raggiungibile tramite scala a chiocciola in ferro.
Nel presbiterio l’altare storico, rivestito in marmo, è staccato dalla parete, mentre accanto si trova la statua lignea di Sant’Urbano realizzata dai Mussner di Ortisei. Sul tetto, nello spigolo sud-ovest, si alza un piccolo campaniletto in laterizio con monofore. La cappella non presenta dissesti strutturali, ma mostra segni evidenti di umidità di risalita e distacchi d’intonaco, soprattutto all’esterno. È officiata in occasione della festa dell’intitolazione.
La sua storia parte da una cappella primitiva del 1608, dedicata inizialmente alla Visitazione e poi anche a Sant’Urbano. Citata nelle visite pastorali, viene interdetta al culto nel 1784 e riaperta nel 1798 dopo restauro. In seguito fu ricostruita tra 1813 e 1814. L’edificio antico venne demolito nel 1909, perché insisteva sul tracciato della nuova rotabile per il Pian della Mussa, e la cappella attuale fu costruita nel 1910 nella posizione odierna. I restauri successivi comprendono la ristrutturazione del 1987 e il rifacimento del tetto attorno al 2010.
- Indirizzo: Via Capoluogo, Balme
Cappella di Sant’Anna
Nella frazione Cornetti, affacciata sulla piazzetta detta airetta, si trova la Cappella di Sant’Anna, ancora oggi al centro della vita della borgata, tra vicoli stretti chiamati chintanes e case in pietra.
L’edificio ha pianta rettangolare ad aula unica divisa in due campate, con volte a botte unghiate, tetto a doppia falda in lose e campaniletto a base quadrata sull’asse della facciata. La facciata a capanna, rivolta a sud-est, ha porta centrale e due finestre. Al centro spicca l’affresco del 1928 con San Gioacchino e Sant’Anna che insegnano a leggere alla Vergine Maria, dentro cui è inserita una finestra circolare. In alto compaiono le date 1843-1928, che richiamano la decorazione interna e quella esterna.
All’interno pareti e volte sono ornate con motivi floreali. Sono presenti ex voto, pavimento in assi di legno e presbiterio rialzato di un gradino, separato da una balaustra lignea a finto marmo. L’altare storico è staccato dalla parete e crea uno spazio retrostante usato come piccola sacrestia. Sulla parete di fondo si trova una tela con la Natività in basso e, al centro, la Vergine col Bambino, affiancata da Sant’Anna e San Giovanni Battista da una parte e da San Giuseppe e San Gioacchino dall’altra.
Lo stato conservativo è discreto, anche se si notano umidità di risalita e alcune fessurazioni sulle volte. La cappella viene officiata per la festa dell’intitolazione.
Una cappella dedicata a Sant’Anna è attestata già nel 1653 ed è citata nelle visite pastorali del 1674 e del 1769. L’edificio attuale fu costruito nel 1811 dal parroco don Stefano Alasonatti in un luogo ritenuto più sano. L’interno venne decorato nel 1843, con attribuzione ai Cubito, mentre l’affresco di facciata è opera di Antonio Droetto di Mondrone nel 1928. La frazione fu collegata a Balme dalla strada carrozzabile del 1877, mentre il tetto della cappella è stato rifatto nel 1987.
- Indirizzo: Frazione Cornetti, Balme
Cappella della Natività di Maria Vergine
La Cappella della Natività di Maria Vergine si trova all’uscita del paese, lungo la provinciale che sale al Pian della Mussa, sulla destra per chi sale, in posizione isolata.
Ha pianta rettangolare con aula unica divisa in due campate coperte da volte a vela, muratura di pietra intonacata e tetto in lose. La facciata, rivolta a sud, è a capanna con porta centrale e due finestre rettangolari. Il dettaglio più riconoscibile, però, è la grande finestra reniforme al centro del prospetto, insieme al monogramma mariano in alto e alle cornici a finto bugnato. I prospetti laterali hanno ampie finestre ad arco con vetri policromi e, sul lato di levante, compare anche un orologio incorniciato in mattoni a vista. Sullo spigolo sud-est si alza un piccolo campaniletto, con basamento intonacato e cella in mattoni a vista aperta sui quattro lati.
All’interno le pareti presentano motivi cruciformi stilizzati su fondo beige e quadri votivi. Le volte, invece, hanno stelle dorate su fondo azzurro, mentre l’arco tra le due campate è decorato con motivi floreali. Una lapide ricorda il frate cappuccino che fece erigere la cappella all’inizio del Novecento.
Nel presbiterio, che coincide con la seconda campata, si trova l’altare storico in marmo e la pala con la Natività di Maria, affiancata dalle statue di Maria Ausiliatrice e della Vergine Immacolata di Lourdes. Lo stato di conservazione è discreto: non si rilevano dissesti, ma ci sono fessurazioni sulle volte e segni di umidità con qualche distacco d’intonaco in facciata. La cappella è officiata regolarmente.
Storicamente, il titolo della Natività di Maria era legato a un sacello più antico collegato alla famiglia Castagneri, citato nelle visite pastorali del 1674 e del 1769. Nelle mappe del Catasto Rabbini del 1861 l’antica cappella è indicata all’imbocco del paese. Con la costruzione della carreggiabile Ala-Balme è probabile che sia stata demolita, con data più plausibile nel 1882. L’edificio attuale venne costruito nel 1901 in località La Cinal per cura del frate cappuccino balmese padre Innocenzo Martinengo. In seguito furono rifatti il pavimento in ceramica e la zoccolatura in perlinato di legno.
- Indirizzo: Via Capoluogo 5, Balme
Cappella della Madonna della Neve
La Cappella della Madonna della Neve si trova nella frazione Chialambertetto, lungo l’antica strada comunale che collegava Ala con Balme, in posizione isolata rispetto alle case.
Ha pianta rettangolare ad aula unica e presenta una particolarità notevole: sul lato di levante si addossa una sacrestia semicircolare, che coincide con l’antica abside rimasta dopo il cambio di orientamento e l’ampliamento avvenuti nella seconda metà del Seicento. La data 1677 è incisa sulla frésta.
La facciata, rivolta a sud, è a capanna e mostra porta centrale con due finestre laterali e un’apertura ad arco superiore. La parte bassa è decorata a finto bugnato, mentre quella alta è affrescata con San Rocco e San Grato da un lato e la Sacra Famiglia dall’altro, oltre alla scritta AVE MARIA. Sul tetto in lose si alza un piccolo campanile a vela.
All’interno le pareti sono giallo paglierino, il soffitto piano è celeste con stelle dorate che simulano un cielo stellato e sulle pareti si vedono numerosi ex voto. La pavimentazione è in assi di legno. Il presbiterio è rialzato di un gradino e separato da una balaustra lignea. L’altare storico è addossato alla parete e la pala, realizzata nel 1715, raffigura la Madonna della Neve con San Giuseppe e San Grato.
Ai lati della pala si trovano altri dipinti murali, con San Giovanni Battista e San Rocco da una parte e la Madonna col Bambino con Sant’Antonio da Padova dall’altra. Sono presenti anche le statue di Maria Immacolata e San Giuseppe. La cappella mostra fessurazioni in facciata e umidità parietale, ma nel complesso è in stato discreto ed è officiata per la festa dell’intitolazione.
- Indirizzo: Frazione Chialambertetto, Balme
Cappella dei Santi Giacomo e Maria Maddalena
Nella frazione Molette, lungo la vecchia strada comunale tra Ala di Stura e Balme, si trova la Cappella dei Santi Giacomo e Maria Maddalena. Dalla provinciale è ben visibile, ma si raggiunge solo a piedi attraverso i vicoli dell’abitato.
L’edificio ha pianta rettangolare ad aula unica, divisa in tre campate: le prime due con soffitto piano, la terza, che coincide con il presbiterio, coperta da volta a botte unghiata. La facciata a capanna, rivolta a sud-est, è resa riconoscibile dalla grande apertura polilobata centrale, affiancata da due finestre rettangolari. Il tetto è in lose, con piccolo campaniletto a vela in pietra.
All’interno si notano pareti bianche, rivestimenti lignei, Via Crucis, ex voto e pavimento in legno. Nel presbiterio spicca la pala d’altare del 1717, con la Deposizione di Cristo, la Madonna Addolorata e Santa Maria Maddalena.
La cappella risale al XVII secolo ed è citata già nel 1674. Nel 1861 appare nella forma attuale, nel 1960 riceve i rivestimenti lignei e tra 2012 e 2015 viene restaurata in modo importante. Oggi si presenta in buono stato di conservazione ed è ancora officiata per la festa dell’intitolazione.
- Indirizzo: Frazione Molette, Balme
Cappella della Madonna del Carmine
La Cappella della Madonna del Carmine si trova sul pianoro del Pian della Mussa, lungo la strada provinciale che lo collega a Balme, in posizione isolata tra prati e montagne. L’edificio ha pianta rettangolare ad aula unica e si distingue per la parete di fondo leggermente arcuata, a cuneo antivalanga, pensata per deviare la neve e limitare i rischi invernali. La struttura è in muratura di pietra intonacata, con tetto in lose e piccolo campanile sul lato sud-est.
La facciata a capanna presenta porta centrale, due finestre e un oculo circolare, mentre all’interno si trovano pareti giallo paglierino, ex voto, pavimento in pietra e una pala con la Madonna del Carmine tra angeli e anime del Purgatorio. Lo stato di conservazione è buono, con solo lievi fessurazioni e qualche segno di umidità.
La storia della cappella parte dal 1599, quando esisteva un edificio più antico dedicato alla Madonna delle Grazie. Nel 1772 è ricostruita e intitolata alla Madonna del Carmine, dopo che la visita pastorale del 1769 l’aveva descritta in cattive condizioni. Danneggiata da una valanga nel 1780, fu riparata e in seguito restaurata più volte, fino all’intervento completo del 1969.
- Indirizzo: Pian della Mussa, Balme
FAQ – Risposte utili per visitare Balme meglio
Il luogo più utile da cui partire è l’Ecomuseo delle guide alpine, perché spiega bene come Balme sia passata da comunità montana isolata a riferimento per l’alpinismo piemontese. Da lì, infatti, si capiscono meglio anche sentieri, chiese e borgate.
Non completamente. Anche se è breve e con dislivello contenuto, resta un percorso E, con alcuni tratti ripidi o leggermente esposti. Quindi servono scarponcini, attenzione e un approccio prudente.
No. Lities si trova nel territorio comunale di Cantoira, in Val Grande di Lanzo. Tuttavia, può rientrare bene in un itinerario nei dintorni di Balme, soprattutto per chi vuole approfondire la vita tradizionale delle borgate alpine.
La chiesa più importante è la Chiesa della Santissima Trinità, nuova parrocchiale costruita tra il 1769 e il 1773 e consacrata nel 1775. È il principale edificio religioso del paese e uno dei più interessanti anche dal punto di vista artistico.
Dipende dal tipo di visita che vuoi fare. La Madonna del Carmine al Pian della Mussa colpisce per il contesto paesaggistico e per il muro a cuneo antivalanga; Sant’Anna a Cornetti è molto legata alla vita della borgata; Sant’Urbano, invece, è interessante per la storia degli spostamenti lungo la strada del Pian della Mussa.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



