Cappella di Sant’Urbano di Balme: portico con cancelli, Via Crucis e statua del santo

Da Alessandro Maldera
Marzo 30, 2026

La Cappella di Sant’Urbano di Balme si incontra lungo la strada che sale dal paese verso il Pian della Mussa, sulla sinistra per chi sale. È un edificio piccolo e lineare, però ricco di dettagli: il portico con cancelli, le vetrate policrome e la cantoria interna. Inoltre, la sua storia è legata a uno spostamento “forzato” del Novecento, quando la vecchia cappella fu demolita per la nuova rotabile.
Dettagli chiave da fissare subito
– Aula unica rettangolare con tetto a due falde in lose
– Portico con cancelli in ferro, pilastri binati e timpano triangolare
– Cartiglio “B.Urbano-Balme” e ostensorio simbolico in facciata
– Interni azzurri, cantoria lignea e scala a chiocciola in ferro battuto
– Campaniletto in laterizio sullo spigolo sud-ovest del tetto
Dove si trova la Cappella di Sant’Urbano di Balme
La cappella è nell’abitato di Balme, lungo la strada che collega il paese al Pian della Mussa. Si trova sulla sinistra per chi sale. La facciata principale è rivolta a nord, cioè verso il tracciato stradale, e per questo la riconosci subito mentre cammini o passi in auto.
Com’è fatta: pianta, struttura e copertura
L’edificio ha pianta rettangolare ad aula unica. La struttura portante è in muratura intonacata, sia all’esterno sia all’interno. La copertura è a due falde simmetriche, con orditura in legno e manto in lose di pietra.
All’interno, però, non trovi una volta tradizionale: l’aula è coperta direttamente dalle falde inclinate del tetto. Inoltre, l’orditura principale resta a vista, insieme a un tavolato ligneo, e questo dà un carattere molto “onesto” allo spazio.
La facciata e il portico: cancelli, lesene e simboli
Davanti alla facciata c’è un portico antistante, chiuso su tre lati da cancelli in ferro e sorretto da pilastri binati. Il portico è coperto da un soffitto a padiglione e la pavimentazione è in piastrelle di cemento. Sopra, l’avancorpo è concluso da un timpano triangolare che poggia sull’architrave.
La facciata è scandita verticalmente da due coppie di lesene, disposte in modo simmetrico rispetto alla porta d’ingresso. La porta è in legno a doppio battente ed è incorniciata da una cornice modanata che “tiene insieme” il prospetto.
Nel sovraporta è dipinto un cartiglio con la scritta “B.Urbano-Balme”. Al centro del prospetto, inoltre, è raffigurato un ostensorio con fascio di raggi, usato come iconografia dello Spirito Santo. La finitura è ad intonaco liscio tinteggiato in tonalità ocra, e quindi la cappella si distingue bene anche nei giorni grigi.
Prospetti laterali e parete di fondo
I prospetti laterali sono intonacati al civile in tonalità bianca. Su ciascun lato si aprono due finestre ad arco, con serramenti metallici e vetri policromi. La parete di fondo, rivolta a mezzogiorno (sud), presenta una monofora centrale corredata da vetrata policroma: è un dettaglio semplice, ma dà un punto di luce preciso.
Interni: colori, pavimento e cantoria
Dentro, le superfici verticali sono ad intonaco liscio e tinteggiate di azzurro chiaro, con zoccolatura nei toni del marrone chiaro. All’imposta della copertura corre una grande cornice modanata in gesso lungo tutto il perimetro, e quindi lo spazio risulta più ordinato.
La pavimentazione è in piastrelle di cemento colorate in pasta, disposte a scacchiera. Sulla controfacciata, sopra l’ingresso, si trova la cantoria: è un soppalco in legno che poggia su colonnine e ha un parapetto in perlinato tinteggiato in tonalità avorio. Alla cantoria si accede tramite una scala a chiocciola in ferro battuto, posizionata a sinistra per chi entra.
Lungo le pareti, inoltre, trovi i quadretti della Via Crucis e due statue: Sacro Cuore di Gesù sulla parete di sinistra e Sacro Cuore di Maria sulla parete di destra. Così l’interno resta sobrio, però non spoglio.
Presbiterio e altare: spazio retrostante e statua di Sant’Urbano
Il presbiterio è nell’ultima parte dell’aula e non c’è una separazione netta con l’assemblea. L’altare storico è a gradini, in muratura rivestita in marmo, e soprattutto non è addossato alla parete di fondo. Di conseguenza, si crea uno spazio retrostante utile come deposito del materiale liturgico.
A lato dell’altare si trova la statua lignea di Sant’Urbano, opera dello scultore Mussner di Ortisei. È uno dei pezzi più riconoscibili della cappella, perché lega devozione e artigianato.
Assetto liturgico: panche centrali e confessionali
L’assemblea è ordinata con una fila centrale di panche lignee a battaglione. Inoltre, ci sono alcune panche lungo le pareti laterali. Sotto la cantoria, invece, sono collocati due confessionali in legno.
Il campaniletto: laterizio, monofore e copertura a tronco di piramide
Sul tetto, nello spigolo sud-ovest e in corrispondenza della parete di fondo, si eleva un piccolo campaniletto. È in muratura di laterizio, in parte a vista e in parte intonacata. La cella in sommità è aperta sui quattro lati con monofore. La copertura, invece, è in laterizio intonacato e ha forma di tronco di piramide.
Stato di conservazione: niente dissesti, ma umidità evidente
Non si rilevano dissesti strutturali o fessurazioni importanti. Tuttavia, sono evidenti fenomeni di degrado legati all’umidità di risalita e ai distacchi dell’intonaco, soprattutto sulle superfici esterne. Quindi la cappella è stabile, ma “soffre” a livello di materiali.
La cappella, inoltre, è officiata in occasione della festa dell’intitolazione, e questo mantiene viva la sua funzione.
Storia: dalla cappella del Gouièt alla ricostruzione del 1910
La storia parte lontano. La cappella primitiva, dedicata alla Visitazione di Maria Vergine (e successivamente anche a Sant’Urbano), viene edificata nel 1608. Era situata al Gouièt, vicino a una piccola piazza da cui si potevano ammirare gli affreschi del Rouciàss, la casa forte che dominava il paese. Inoltre, davanti a quella cappella si riuniva spesso il consiglio comunale, segno che non era solo un luogo di culto, ma anche un punto comunitario.
In origine, da documentazione d’archivio, era una costruzione di dimensioni ridotte: pianta rettangolare, portico molto marcato. Probabilmente, quindi, svolgeva anche il ruolo di cappella del “castello”, legata alla costruzione fortificata della famiglia Castagneri-Ljinch.
Nel 1674 la cappella della Visitazione viene descritta nella visita pastorale dell’arcivescovo Beggiamo: chiusa davanti con cancelli, con icona dipinta sul muro e campanella, oltre a risultare appartenente alla comunità. Tra fine Seicento e metà Settecento, inoltre, si consolida l’intitolazione a Sant’Urbano, invocato come protezione contro vento e intemperie, probabilmente in associazione alla Vergine della Visitazione.
Nel 1769, l’arcivescovo Luserna Rorengo di Rorà la menziona come cappella dedicata a Sant’Urbano, situata nella regione detta Balme. Risulta anche che possedesse beni e appartenesse a particolari del luogo. Tuttavia il sacello era già provato: soffitto e pavimento in assi, molte screpolature e figure di santi in parte scrostate.
Tra 1780 e 1784 la cappella subisce una fase dura: nel 1780 viene adibita a prigione per alcuni disertori e a accantonamento dei soldati. Di conseguenza, il cardinale Costa d’Arignano la interdisse al culto nella visita del 1784. Nel 1798, però, viene restaurata e ripulita e, con decreto del 22 luglio, l’arcivescovo Buronzo del Signore scioglie l’interdizione.
Tra 1813 e 1814 i mastri Garino e Domenico e Giacomo Bricco ricostruiscono la cappella di Sant’Urbano. Nelle mappe del catasto Rabbini (1861), infatti, l’antica cappella viene ricondotta a un fabbricato nell’abitato storico di Balme, poco distante dal Rouciàss, di forma rettangolare.
Il 1909: la strada per il Pian della Mussa e la demolizione
Nel 1909 inizia il cantiere della rotabile che avrebbe collegato Balme al Pian della Mussa. Il nuovo tracciato, lungo circa 4 km e largo 5 metri, attraversa l’abitato storico e ne modifica l’assetto originario. La realizzazione avviene a spese del Municipio di Torino, che aveva bisogno della strada per trasportare i materiali necessari alla derivazione dell’acqua potabile del Pian della Mussa. I comuni interessati partecipano alle spese in percentuale ridotta, mentre Torino si assume il risarcimento di terreni e abitazioni private abbattute. Inoltre, finanzia l’impianto di illuminazione elettrica, divenuto indispensabile con l’avvio della centrale idroelettrica inaugurata nel 1909.
In quello stesso contesto, l’antico sacello di Sant’Urbano si trova sul tracciato progettato. Quindi viene abbattuto e il Municipio di Torino si incarica della ricostruzione di un’altra cappella, definita “su vago disegno”.
La nuova cappella viene costruita nel 1910 e spostata nell’attuale collocazione: a sinistra della strada per chi sale verso il Pian della Mussa. È, di fatto, il nucleo che vedi oggi.
Dal Novecento a oggi: processione, restauri e tetto rifatto
Nel 1943 il parroco don Guglielmotto acquista una statua di Sant’Urbano e propone che venga portata in processione dai ragazzi del paese, confessati e comunicati, in costume tradizionale, dalla parrocchiale fino alla cappella. È un dettaglio importante, perché mostra quanto la devozione fosse ancora “sociale”, non solo individuale.
Nel 1987 la cappella viene ristrutturata e restaurata. Intorno al 2010, infine, si rifà la copertura mantenendo la tipologia tradizionale: struttura in legno e manto in lose. Contestualmente, sul lato interno verso l’aula viene realizzato un tavolato ligneo.
Delucidazioni sulla cappella verso Pian della Mussa
Si trova nell’abitato di Balme, lungo la strada verso il Pian della Mussa, sulla sinistra per chi sale, con facciata orientata a nord verso la carreggiata.
Perché l’antico sacello si trovava sul tracciato della rotabile realizzata nel 1909. Di conseguenza venne demolito e la cappella attuale fu costruita nel 1910 in una nuova collocazione.
Il portico con cancelli in ferro, il timpano triangolare, le lesene simmetriche e il cartiglio “B.Urbano-Balme”, oltre al simbolo dell’ostensorio con raggi.
Pareti azzurro chiaro, pavimento a scacchiera in cementine, cantoria lignea con scala a chiocciola in ferro battuto, Via Crucis e statue dei Sacri Cuori di Gesù e Maria.
Sì: la statua lignea di Sant’Urbano accanto all’altare, realizzata dallo scultore Mussner di Ortisei.
Non presenta dissesti strutturali, però mostra segni di umidità di risalita e distacchi d’intonaco, soprattutto all’esterno.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



