Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Territorio » Cappella di San Michele Arcangelo a Barbania: facciata affrescata, interni con Evangelisti e abside ottocentesca

Cappella di San Michele Arcangelo a Barbania: facciata affrescata, interni con Evangelisti e abside ottocentesca

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Marzo 30, 2026

La Cappella di San Michele Arcangelo di Barbania si affaccia sulla piazza principale del centro storico, con costruzione libera su quattro lati. È una presenza piccola ma netta: sta lì, in vista, e non si nasconde. Inoltre la facciata guarda a mezzogiorno, quindi prende luce e diventa un punto di riferimento per chi passa in piazza. È officiata soprattutto per la festa dell’intitolazione.

San Michele Arcangelo a Barbania: sintesi

  • Affaccia sulla piazza principale del centro storico (piazza Cavour) ed è libera su quattro lati
  • Pianta rettangolare ad aula unica con abside semicircolare che ospita la sacrestia
  • Facciata a mezzogiorno con scala in pietra e affresco (1897) di Vincenzo Antonio di Levone su San Michele col drago
  • Interni con pannellatura lignea, volta decorata con i quattro Evangelisti e pavimento a scacchiera rosso-grigio
  • Presbiterio rialzato con balaustra e altare in marmo, pala (1992) di Aurelio Caudera

Dove si trova e com’è impostata

La cappella è collocata nel cuore del paese, sulla piazza del centro storico (identificata anche come piazza Cavour). L’impianto è semplice: aula unica e un percorso interno lineare. Tuttavia l’abside, aggiunta in un secondo momento, cambia la “coda” dell’edificio e introduce la sacrestia.

Pianta: aula unica e abside semicircolare con sacrestia

L’edificio ha pianta rettangolare, ad aula unica, e termina con un’abside semicircolare. Proprio qui, nell’abside, è collocata la sacrestia: una scelta pratica, perché concentra i servizi nella parte più raccolta della cappella.

Facciata: scala in pietra, affresco di San Michele e finestra con croce

Il fronte è a capanna ed è delimitato da due lesene angolari. L’ingresso è centrale e si raggiunge con una scala di quattro gradini in pietra. La porta è in legno a doppio battente; ai lati, invece, ci sono due finestre rettangolari in legno a due battenti con grate in ferro.

Sopra l’ingresso è presente l’affresco ottocentesco (datato 1897) con San Michele Arcangelo che sconfigge il drago, opera del pittore Vincenzo Antonio di Levone. Nella parte alta del prospetto si nota anche una finestra rettangolare con spigoli arrotondati concavi; sopra, inoltre, compare un tondo decorato con il simbolo della Croce. La superficie è rifinita ad intonaco liscio e dipinta in una tonalità rosata.

Prospetti laterali: intonaco grezzo e accesso alla sacrestia

I lati sono più essenziali: sono rifiniti ad intonaco grezzo, quindi lasciano intuire la materia dell’edificio senza troppe “cosmesi”. Sulla parete laterale sinistra, inoltre, è presente un’apertura rettangolare in legno a doppio battente con grata in ferro, posizionata in corrispondenza della sacrestia.

Struttura e copertura: muratura in pietra, coppi e orditura lignea

La struttura portante è in muratura di pietra intonacata, sia all’interno sia all’esterno. L’aula è coperta da volta a botte unghiata. La copertura è a falde inclinate con orditura in legno e manto in coppi: una soluzione coerente con l’architettura religiosa minore del territorio.

Interni: pannellatura lignea, Evangelisti e pavimento a scacchiera

All’interno le pareti sono rivestite fino all’imposta della volta con pannellatura lignea. La volta, invece, è rifinita ad intonaco liscio ed è interamente decorata con la raffigurazione dei quattro Evangelisti. Le lunette cieche e il medaglione centrale sono dipinti con motivi floreali su fondi rosati: quindi l’insieme mantiene una tavolozza morbida, senza effetti “urlati”.

La pavimentazione è in piastrelle di cemento con posa a scacchiera, nelle cromie del rosso e del grigio.

Presbiterio: balaustra in marmo, pala moderna e passaggio per la sacrestia

Il presbiterio è allestito nella parte terminale dell’aula. È rialzato di un gradino e separato dall’assemblea con una balaustra a colonnine in marmo. L’altare maggiore è in marmo, con predella anteriore in legno e marmo, ed è addossato alla parete di fondo.

Sulla parete di fondo è affissa una pala d’altare moderna raffigurante San Michele Arcangelo, opera del pittore Aurelio Caudera (realizzata nel 1992). A sinistra dell’altare c’è una nicchia con la statua del Santo titolare; a destra, invece, un passaggio schermato da tendaggio conduce nell’abside dove si trova la sacrestia.

Sulla stessa parete, inoltre, sono dipinti due cartigli con i nomi dei benefattori legati ai restauri della cappella: un dettaglio “di comunità” che non è decorazione fine a sé stessa, ma memoria concreta.

L’assemblea è ordinata in panche a battaglione, conformemente al volume dell’aula e al suo orientamento.

Campaniletto: mattoni a vista e monofore su quattro lati

Sulla falda sinistra del tetto, in corrispondenza della facciata, si eleva il campaniletto in mattoni a vista. Ha pianta quadrata e cella campanaria alla sommità aperta sui quattro lati con monofore. La copertura è a falde con manto in coppi.

Stato di conservazione e utilizzo

Non si rilevano dissesti. Tuttavia sono presenti alcune fessurazioni in corrispondenza della parete di fondo. Nel complesso l’edificio presenta un discreto stato di conservazione. La cappella viene officiata soprattutto durante la festa dell’intitolazione.

Notizie storiche, in modo discorsivo

I documenti d’archivio testimoniano l’esistenza della cappella di San Michele già dagli inizi del XIV secolo. In origine, infatti, l’edificio svolgeva la funzione di cappella “di posa” per i defunti: un uso concreto, legato ai riti e ai tempi della comunità.

Nel 1826 viene sostituita la campana del campanile. La scritta presente sul manufatto (P.G.D.M.F.A.) riporta le iniziali di coloro che offrirono la nuova campana, in sostituzione di quella precedente, rubata durante la festa di San Giuliano nel 1825.

Nel 1860, nelle mappe del Catasto Rabbini, la cappella è raffigurata all’estremità settentrionale della piazza Cavour. È identificata con il titolo di cappella di San Michele, a pianta rettangolare e priva dell’abside, che verrà costruita successivamente.

L’ampliamento arriva nel 1885, quando l’edificio viene completato con la costruzione dell’abside destinata a ospitare la sacrestia. Poi, nel 1897, avvengono due passaggi importanti: da un lato viene restaurato l’interno grazie all’interessamento di benefattori (tra cui sono ricordati Marchetto Battista e Giannone Macario, come indicato nella scritta dipinta sulla parete di fondo); dall’altro risale allo stesso anno l’affresco in facciata di Vincenzo Antonio di Levone, con San Michele che sconfigge il drago.

Nel 1948 viene collocata nella nicchia sulla parete di fondo la statua di San Michele Arcangelo. Nel 1950 si registra un ulteriore restauro delle superfici decorate interne grazie all’intervento di altri benefattori, tra i quali è citato Drovetti Battosta, sempre secondo quanto riportato nella scritta dipinta.

Agli inizi degli anni Sessanta del Novecento (circa 1960) vengono realizzati la balaustra, l’altare in marmo e la pavimentazione del presbiterio. Più tardi, nel 1992, viene realizzata la nuova pala d’altare di Aurelio Caudera. Infine, tra 2008 e 2010, vengono eseguiti lavori di restauro delle superfici esterne della cappella, contestualmente al ripasso del tetto.

Risposte cappella di San Michele nel centro storico

Dove si trova la Cappella di San Michele Arcangelo di Barbania?

Si affaccia sulla piazza principale del centro storico, identificata anche come piazza Cavour, ed è libera su quattro lati

Che cosa raffigura l’affresco in facciata e di che anno è?

Raffigura San Michele Arcangelo che sconfigge il drago ed è del 1897, opera del pittore Vincenzo Antonio di Levone

Quando è stata costruita l’abside?

L’abside, che ospita la sacrestia, viene costruita nel 1885

Cosa indica la scritta P.G.D.M.F.A. sul campanile?

Riporta le iniziali di chi offrì la nuova campana nel 1826, dopo il furto della campana precedente durante la festa di San Giuliano nel 1825

Quali sono gli elementi principali dell’interno?

Pannellatura lignea alle pareti, volta decorata con i quattro Evangelisti, e pavimento a scacchiera in cemento nei toni rosso e grigio

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende