Chiesa parrocchiale di San Giuliano Martire a Barbania: facciata monumentale, tre navate e campanile novecentesco

Da Alessandro Maldera
Aprile 02, 2026

La Chiesa di San Giuliano Martire di Barbania è la parrocchiale del paese e si affaccia su piazza Cavour, al margine meridionale della piazza stessa. Inoltre si trova fuori dal perimetro delle antiche mura del ricetto medievale, dettaglio che racconta già il suo ruolo “aperto” verso la comunità. L’edificio è in continuità con la casa parrocchiale, con cui confina sul lato di ponente. Ed è una chiesa officiata regolarmente, quindi non è solo un luogo da osservare: è un luogo ancora vissuto.
Cosa notare davvero nella Chiesa di San Giuliano
- Affaccia su piazza Cavour ed è fuori dalle antiche mura del ricetto medievale
- Tre navate con cappelle laterali e abside rettangolare a due campate
- Facciata a salienti con affresco di Rodolfo Morgari e statue di Pietro e Paolo
- Presbiterio con scene della vita di Cristo e pala seicentesca di Bartolomeo Caravoglia (1677)
- Campanile principale novecentesco a nove livelli con orologio e cuspide in rame
Dove si trova e com’è orientata
La parrocchiale è nel centro abitato di Barbania e domina il margine della piazza principale. La facciata guarda a nord, mentre il lato ovest è legato fisicamente al fabbricato della canonica. Così, l’insieme chiesa-casa parrocchiale forma un unico nucleo, stabile e riconoscibile.
Pianta: tre navate, cappelle laterali e abside rettangolare
L’impianto è ampio e “da parrocchia”: una pianta rettangolare a tre navate. Le navate laterali ospitano cappelle distribuite per campate, mentre il fondo termina con un’abside rettangolare organizzata su due campate. Questa struttura, inoltre, rende chiaro il percorso: ingresso, sviluppo delle navate, e poi il fulcro del presbiterio.
Facciata: un prospetto a salienti pieno di nicchie, statue e affreschi
La facciata è “a salienti”, cioè scandita in tre parti che corrispondono alle tre navate interne. La porzione centrale è la più solenne: è coronata da un timpano triangolare e si raccorda con le ali laterali tramite mezzi frontoni rettilinei affrescati.
Il ritmo verticale, poi, è costruito con lesene multiple o binate e con ordini sovrapposti (ma solo nella zona centrale). Orizzontalmente, invece, il fronte è diviso in due registri da una trabeazione mediana.
Al centro si apre il portone principale in legno a doppio battente. Ai lati, inoltre, due nicchie ospitano le statue dei Santi Pietro e Paolo. Sopra il portone compare un timpano spezzato con volute: al centro c’è un affresco e, accanto, nicchie decorate che completano la scena.
Nel registro superiore domina una grande nicchia rettangolare: qui è collocato l’affresco di San Giuliano del pittore Rodolfo Morgari. L’immagine lo mostra come un guerriero “classico”, con clamide scarlatta e croce astata; inoltre ai suoi piedi compare l’elmo, mentre due puttini scendono dal cielo con corona e palma del martirio. Sopra la nicchia, un timpano curvilineo chiude l’insieme; ai lati, invece, due nicchie ad arco ospitano le statue di San Carlo Borromeo e San Giovanni Battista. Infine, nel timpano sommitale è dipinta l’iconografia del Padre Eterno in sembianze umane.
Nelle ali laterali si trovano due ingressi secondari e, sopra ciascuno, una finestra reniforme. Le cromie della facciata sono nette: fondi in giallo paglierino, lesene in tono travertino, cornici e modanature bianche. Inoltre gli ingressi sono incorniciati da elementi lapidei e la base è rifinita con zoccolatura in lastre di marmo.
Prospetti laterali: finestre basse semicircolari e aperture alte nelle lunette
I fianchi riprendono la stessa finitura ad intonaco liscio e le stesse cromie della facciata. Tuttavia cambiano i ritmi: in basso si notano finestre semicircolari in corrispondenza delle campate laterali, mentre più in alto compaiono finestre rettangolari allineate alle lunette delle volte della navata centrale e dell’abside. Così la luce entra “a strati”, e l’interno respira.
Struttura e volte: botte unghiate al centro, vele cupoliformi ai lati
La struttura portante è in muratura intonacata. La navata centrale poggia su pilastri a sezione poligonale di dimensioni importanti, quindi l’effetto è robusto e solenne. Le tre campate centrali e quelle dell’abside sono coperte da volte a botte unghiate. Le campate delle navate laterali, invece, sono coperte da volte a vela cupoliformi.
In corrispondenza degli archi d’imposta sono presenti catene metalliche disposte trasversalmente, quindi il sistema statico è leggibile anche da chi non è tecnico. La copertura è a falde inclinate con orditura lignea e manto in coppi.
Inoltre sono presenti due piccoli campanili “minori”: uno a vela sullo spigolo sinistro della facciata e un secondo, a base quadrata, collocato sul tetto in prossimità dell’intersezione tra navata e abside, con cella campanaria aperta sui quattro lati con monofore.
Interni: decorazioni totali, finti marmi e angeli nelle lunette
Dentro, la chiesa cambia tono: è interamente decorata. I pilastri e gli elementi strutturali sono dipinti a finto marmo. Le pareti, invece, alternano riquadri stilizzati (cruciformi o stellati) su fondi nei toni dell’ocra e del verde.
Le volte delle navate laterali sono ricamate da motivi geometrico-floreali. La navata centrale, invece, mostra tondi e medaglioni con iconografie di Santi, mentre le unghie raffigurano teorie di angeli festanti. All’imposta corre un’ampia cornice modanata lungo navata centrale e abside; tuttavia si interrompe in corrispondenza della grande edicola sulla parete di fondo e dell’organo sulla controfacciata. Inoltre cornici e modanature sono valorizzate da lumeggiature a foglia d’oro.
La zoccolatura perimetrale è in lastre di marmo. La pavimentazione è in mattonelle di cemento con posa a scacchiera nei toni del nero, grigio e rosso mattone.
Altari nelle navate laterali: statue, patronati e tele
Nella navata laterale sinistra:
- nella prima campata c’è un altare marmoreo con la statua di San Giuliano
- nella seconda campata c’è un altare in marmo con trittico: al centro la statua della Madonna Immacolata e, ai lati, due dipinti di Morgari con Sant’Anna e San Gioacchino
- nella terza campata si trova l’altare dedicato a San Giuseppe, un tempo intitolato a San Luigi
- in testata è presente l’altare di Sant’Antonio da Padova
Nella navata laterale destra:
- nella prima campata c’è la scala che scende al sottochiesa, un tempo cappella di San Rocco, con annesso un fonte battesimale seicentesco
- nella seconda campata si trova l’altare marmoreo con la statua del Sacro Cuore di Gesù
- nell’ultima campata c’è l’altare in marmo dedicato alla Madonna del Rosario
- in testata è addossato l’altare di San Carlo Borromeo, con la tela di Costantino Sereno che raffigura il Santo in adorazione della Santa Sindone
Sulla controfacciata, infine, si trova la cantoria con l’organo a canne, inserito in una struttura lignea a soppalco con parapetto a pannelli dipinti con strumenti musicali e motivi floreali.
Presbiterio e abside: scene di Cristo e pala seicentesca di Caravoglia
Il presbiterio è allestito nell’abside, rialzato di un gradino rispetto alle navate. È separato da una balaustra a colonnine dipinte a finto marmo. L’altare maggiore è al centro: una struttura a gradini in marmi policromi, con tabernacolo centrale e, sopra, la statua del Crocifisso. Ai lati si aprono due passaggi che conducono nella zona retrostante occupata dal coro.
Le pareti dell’abside ospitano riquadri con cornici dorate: qui sono dipinte quattro scene della vita di Cristo, cioè Natività, Ultima Cena, Deposizione e Pentecoste. La parete di fondo, invece, è decorata con stelle a otto punte e, al centro, una grande edicola custodisce la pala d’altare seicentesca di Bartolomeo Caravoglia (1677). Nella parte alta è dipinta la Madre di Dio tra creature celesti. In basso, a sinistra, compare Giuliano in divisa militare con una grande croce trilobata sulla corazza. A destra, inoltre, è raffigurato San Germano d’Auxerre, che regge il capo del martire. Sullo sfondo si legge un paesaggio montano, con bosco e torrente.
Campanile principale: nove livelli, orologio e cuspide in rame
Sul lato destro della facciata, vicino alla casa canonica, si eleva il campanile principale: una torre a pianta quadrata su nove livelli, con struttura in cemento armato e tamponamenti in mattoni a vista. La verticalità è sottolineata dalla sequenza di monofore, bifore e trifore. La cella sommitale è chiusa sui quattro lati con tamponamenti intonacati; inoltre nel coronamento è inserito il quadrante dell’orologio. La torre culmina con una cuspide in rame.
Stato di conservazione e vita della chiesa
Si rilevano alcune lesioni in corrispondenza della controfacciata e della parete di fondo dell’abside. Tuttavia, nel complesso, l’edificio presenta un buono stato di conservazione. E, soprattutto, la chiesa è officiata regolarmente, quindi resta centrale nella vita religiosa del paese.
Storia dal Trecento alla torre campanaria del Novecento
La chiesa di San Giuliano è attestata almeno dal primo Trecento: a inizio XIV secolo a Barbania esistevano due parrocchie, una dedicata a Sancta Maria de Rucha Veteri e l’altra a San Giuliano di Brioude, costruita fuori dalle mura. La prima citazione sicura di San Giuliano è del 14 agosto 1329, durante una visita pastorale.
Tra 1368 e 1370 la chiesa dipendeva dalla diocesi di Ivrea. Nel Seicento aveva ancora la sola navata centrale e un’iscrizione in facciata (poi cancellata) ricordava San Giuliano, martirizzato nel 303 d.C.. Nel 1677 viene realizzata la pala d’altare di Bartolomeo Caravoglia; nel 1704 nasce la cappella sotterranea di San Rocco. Un affresco del 1750 mostra la chiesa a navata unica, ma nel 1777 arrivano ricostruzione e ampliamenti: si aggiungono le navate laterali e l’edificio assume un’impronta barocca.
Nel 1805 la parrocchia passa da Ivrea a Torino. Quindi, nel 1826 arrivano l’altare maggiore in marmo e la nicchia di San Giuliano, donati da Don Giovanni Andrea Seyta e provenienti dal Santo Sudario di Torino. Nel 1860 il Catasto Rabbini rappresenta la chiesa già a tre navate con abside rettangolare; compare anche un piccolo avancorpo sul lato sinistro della facciata, oggi scomparso.
Dopo un allarme per lo stato di degrado nel 1873, nel 1874 vengono restaurate facciata e decorazioni e viene dipinto l’affresco in facciata di Rodolfo Morgari. Tra 1883 e 1889 si svolge un grande restauro con consolidamenti strutturali e ricche decorazioni, ricordato da una lapide interna.
Nel primo Novecento la chiesa ospita diversi altari di patronato; nel 1928 risale la statua dell’altare del Sacro Cuore. Infine tra 1954 e 1955 viene costruita la torre campanaria (donata dal dott. Orlando Cravotto), poi restaurata nel 2002.
Si trova nel centro del paese, affacciata su piazza Cavour, ed è collocata fuori dalle antiche mura del ricetto medievale
È opera di Rodolfo Morgari e raffigura San Giuliano come guerriero, con corona e palma del martirio portate da puttini
Ha tre navate con cappelle laterali, volte decorate e un pavimento a scacchiera nei toni del nero, grigio e rosso mattone
La pala seicentesca (1677) di Bartolomeo Caravoglia, con la Madre di Dio e, nel registro inferiore, San Giuliano e San Germano d’Auxerre
La torre campanaria attuale è stata costruita tra 1954 e 1955 e poi restaurata nel 2002
Sì, è una chiesa officiata regolarmente, quindi la fruizione è legata anche ai momenti di culto e alla vita parrocchiale

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



