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Cappella di Sant’Anna ai Cornetti: cosa vedere tra “airetta”, chintanes e presbiterio a Balme

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Da Alessandro Maldera

Aprile 02, 2026

La Cappella di Sant’Anna di Balme è uno dei punti più riconoscibili della frazione Cornetti, perché si affaccia sulla piccola piazza chiamata “airetta”, ancora oggi fulcro della borgata. Inoltre, attorno si snodano i vicoli stretti (“chintanes” nel patois locale) che si infilano tra case in pietra e memoria quotidiana. La cappella è semplice nelle forme, però conserva un affresco esterno del 1928 e un interno decorato già dal 1843

Dettagli essenziali in 30 secondi

IN 30 SECONDI
– Frazione Cornetti, affaccio sulla piazzetta “airetta” e vicoli “chintanes
– Aula unica in due campate con volte a botte unghiate
– Facciata a capanna con affresco (1928) e finestra circolare inserita nel dipinto
– Copertura in lose e campaniletto a base quadrata sull’asse di facciata
– Interni decorati (1843), ex voto sulle pareti e presbiterio rialzato di un gradino
– Stato discreto, ma con umidità di risalita e fessurazioni in corrispondenza delle volte

Dove si trova la Cappella di Sant’Anna di Balme

La cappella si trova nella frazione dei Cornetti, sulla destra orografica della valle, e guarda direttamente l’“airetta”. Qui non sei in un “luogo di passaggio” qualunque: sei nel cuore del borgo storico, dove i percorsi sono ancora quelli di un tempo.

La frazione, inoltre, è raggiungibile grazie alla strada carrozzabile costruita nel 1877, che si dirama dalla provinciale che attraversa Balme. Quindi arrivarci è possibile senza complicazioni, ma l’atmosfera resta quella di una borgata alpina raccolta.

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Com’è fatta: pianta, campate e copertura in lose

La Cappella di Sant’Anna di Balme ha una pianta rettangolare ad aula unica, suddivisa in due campate. La facciata principale è rivolta a sud-est e il fronte è a capanna.

La struttura portante è in muratura di pietra, intonacata sia all’esterno sia all’interno. L’aula è coperta da volte a botte unghiate, e l’arco che separa le due campate si imposta su due paraste collocate all’incrocio delle murature. Inoltre, in corrispondenza dell’arco è presente un tirante metallico.

La copertura è a doppia falda con orditura lignea e manto in lastre di pietra, le lose. Sul prospetto principale, poi, si nota il lambris in legno che segue l’inclinazione delle falde: un dettaglio semplice, però molto “da borgata”.

La facciata: affresco, finestra circolare e date in alto

La facciata è ordinata e leggibile: porta centrale sull’asse, affiancata da due finestre rettangolari con serramenti lignei e grate in ferro. Sopra, al centro, c’è l’elemento che cattura subito l’occhio: un grande affresco con San Gioacchino e Sant’Anna mentre insegna a leggere alla Vergine Maria.

Dentro l’affresco è collocata una finestra circolare (con serramento ligneo e grata), che “buca” l’immagine e la rende ancora più riconoscibile. Inoltre, nella parte alta del prospetto compaiono le date 1843–1928, che indicano rispettivamente l’anno della decorazione interna e l’anno di realizzazione dell’affresco in facciata.

A livello cromatico la facciata gioca su fondi giallo chiaro e cornici/riquadri marroni, con uno zoccolo inferiore a finitura “a spruzzo”. Quindi il fronte resta vivo, ma senza risultare gridato.

Prospetti laterali e luce interna

I prospetti laterali sono trattati con intonaco rustico, che lascia intravedere la tessitura muraria in pietra. Sul lato di levante, inoltre, si apre una finestra rettangolare che, all’interno, corrisponde alla zona del presbiterio. È un dettaglio pratico, però spiega bene come entra la luce nello spazio liturgico.

Interni: decorazioni floreali, ex voto e pavimento in legno

Dentro la cappella l’impatto è più ricco di quanto ti aspetteresti. Le pareti sono intonacate e dipinte in giallo chiaro con riquadrature grigie. All’imposta delle volte corre una cornice modanata perimetrale che si interrompe in corrispondenza della pala d’altare.

Le volte e le lunette sono decorate con motivi floreali su fondi gialli e riquadri rosati. Anche l’arco tra le due campate è decorato con ghirlande di fiori. Inoltre, lungo le pareti perimetrali sono sistemati alcuni quadretti ex voto, che raccontano una devozione concreta, non teorica.

La pavimentazione è in assi di legno: una scelta coerente con l’ambiente di borgata e con l’idea di uno spazio caldo, raccolto.

Presbiterio e tela d’altare: una scena complessa e leggibile

Il presbiterio si trova nella seconda campata ed è rialzato di un gradino. È separato dall’assemblea da una balaustra a colonnine in legno dipinte a finto marmo.

L’altare storico è a gradini in muratura, anch’esso dipinto a finto marmo, con paliotto frontale in tessuto. Non è addossato alla parete di fondo: infatti resta staccato, così si crea uno spazio “retro altare” usato come piccola sacrestia. Inoltre, a questo retro si accede da due passaggi laterali schermati da tendaggi.

Sulla parete di fondo si trova la tela: nella parte bassa è raffigurata la Natività; al centro la Vergine Maria col Bambino; ai lati compaiono Sant’Anna e San Giovanni Battista a sinistra, mentre a destra ci sono San Giuseppe e San Gioacchino. Quindi l’iconografia tiene insieme famiglia, educazione e protezione, in modo molto coerente con l’intitolazione.

Il campaniletto: base quadrata e tetto in lose

Dalla copertura, in corrispondenza dell’asse della facciata principale, si eleva un campaniletto a base quadrata, con struttura in muratura intonacata. La cella campanaria è aperta su due lati con aperture rettangolari contrapposte, mentre il tetto è ancora in lose. È un elemento piccolo, però definisce bene il profilo della cappella.

Stato di conservazione e festa dell’intitolazione

La cappella presenta uno stato conservativo complessivamente discreto. Tuttavia si riscontrano fenomeni di umidità di risalita nelle murature perimetrali e fessurazioni in corrispondenza delle volte. Non è un dramma “da crollo”, ma è un segnale da tenere d’occhio.

La cappella, inoltre, viene officiata in occasione della festa dell’intitolazione. Quindi non è solo un oggetto storico: è un luogo che, in certe date, torna a vivere.

Storia della cappella: dal Seicento alla cappella attuale del 1811

La presenza di una cappella dedicata a Sant’Anna ai Cornetti viene fatta risalire almeno alla metà del Seicento. Infatti nella visita pastorale dell’arcivescovo Bergera (1653) risultano due cappelle dedicate entrambe a Sant’Anna: una ai Cornetti e una nella borgata di Balme.

Nel 1674 l’arcivescovo Beggiamo cita la cappella dei Cornetti come “di recente costruzione”, con un’icona considerata decente. Più tardi, nel 1769, l’arcivescovo Luserna Rorengo di Rorà la definisce “abbastanza decente e provveduta”: un giudizio che, per l’epoca, conta.

La svolta arriva nel 1811: don Stefano Alasonatti, parroco di Balme, fa costruire la nuova e attuale cappella in un luogo ritenuto più sano, spendendo L. 331. Da lì, la cappella prende la forma che vediamo oggi.

Nel 1843 viene realizzata la decorazione interna, presumibilmente per opera dei Cubito di San Maurizio Canavese. Nel 1861 le mappe del Catasto Rabbini raffigurano l’edificio nella collocazione attuale, al margine settentrionale della borgata Cornet, identificandolo come Cappella di Sant’Anna.

Nel 1877 viene realizzata la strada carrozzabile che collega Cornetti con Balme, mentre nel 1928 l’affresco di facciata viene eseguito da Antonio Droetto, nativo di Mondrone. A lui viene attribuita anche la sostituzione dei vetri preesistenti del tondo sul prospetto principale con altri policromi.

Negli anni ’70 del Novecento la cappella viene ridipinta esternamente dall’alese Matiet. Infine, nel 1987, si interviene sul tetto: il rifacimento viene eseguito da Antonio Castagneri di Chialambertetto.

FAQ – Tre minuti di domande utili

Dove si trova la Cappella di Sant’Anna di Balme?

Si trova nella frazione Cornetti, affacciata sulla piazzetta “airetta”, fulcro della borgata, raggiungibile dalla strada carrozzabile realizzata nel 1877.

Cosa raffigura l’affresco sulla facciata?

Raffigura San Gioacchino e Sant’Anna mentre insegna a leggere alla Vergine Maria. Nel dipinto è inserita una finestra circolare.

Com’è organizzato l’interno?

È un’aula unica in due campate con volte a botte unghiate decorate a motivi floreali, con ex voto lungo le pareti e pavimento in assi di legno.

Cosa si vede nel presbiterio?

Il presbiterio è nella seconda campata, rialzato di un gradino e separato da una balaustra lignea. La tela d’altare unisce Natività, Vergine col Bambino e figure di Sant’Anna, San Giovanni Battista, San Giuseppe e San Gioacchino.

Quali sono le date principali da ricordare?

1811 (costruzione cappella attuale), 1843 (decorazione interna) e 1928 (affresco di facciata). Inoltre, il tetto è stato rifatto nel 1987.

In che condizioni è oggi la cappella?

Lo stato è discreto, però sono presenti umidità di risalita e fessurazioni localizzate sulle volte. La cappella viene comunque officiata per la festa dell’intitolazione.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende