Cappella della Madonna della Neve di Cantoira, piccola chiesa di Vrù con lanterna e campanile in lose

Da Alessandro Maldera
Aprile 02, 2026

La Cappella della Madonna della Neve di Cantoira si trova a margine della frazione Vrù, a 1030 metri di altitudine, in uno dei nuclei più suggestivi del territorio. Si raggiunge attraversando i vicoli stretti tra le case in pietra del borgo, e già questo le dà un carattere particolare. Inoltre conserva una struttura architettonica riconoscibile, con portico anteriore, lanterna centrale e campanile laterale.
Cappella di Vrù in sintesi
- Posizione isolata tra i campi, tra Villa Boeri e Losa
- Nome tradizionale: Madonna dei Campi
- Navata unica con pianta rettangolare
- Abside laterale forse legata alla cappella più antica
- Facciata a capanna con iscrizione “Nativitas Beatae Mariae Virginis”
- Altare in marmi policromi con tela della Natività della Vergine
- Campanile emergente dalla falda del tetto sul lato sud
Dove si trova e come si raggiunge
La cappella sorge ai margini della frazione di Vrù, con facciata principale rivolta a sud-ovest. La borgata si trova a 1030 metri sul livello del mare ed è raggiungibile seguendo la strada che da Ru Inferiore sale verso Lities e Vrù.
Una volta arrivati all’inizio del nucleo abitato, però, la cappella si raggiunge a piedi. Bisogna infatti passare tra le strette vie che si aprono fra gli edifici in muratura di pietra a vista. Proprio questa posizione, un po’ appartata ma ben inserita nel tessuto del borgo, ne rafforza il fascino.
Facciata, portico e aspetto esterno
L’edificio ha un impianto a navata unica con base quadrata, a cui si addossa un abside semicircolare. La facciata principale presenta un portico antistante, mentre il fronte è a capanna. Il portone d’ingresso, in legno a doppio battente, si trova al centro; ai lati si aprono invece due finestre rettangolari.
Nella parte alta della facciata compare la scritta di intitolazione alla Madonna della Neve, che incornicia una nicchia con la statua della Vergine. Le superfici esterne sono intonacate e tinteggiate di bianco. Inoltre, nella fascia inferiore, corre una zoccolatura sporgente rivestita in lastre di pietra.
Anche le facciate laterali sono lisce e intonacate al civile, con una zoccolatura in pietra che prosegue lungo tutto il perimetro. A sinistra del porticato, infine, si trova il campanile con la sua porta di accesso, addossato direttamente alla cappella.
La struttura interna e la lanterna che illumina l’aula
La cappella è costruita in elementi lapidei, sia nelle murature sia nelle strutture voltate. Le superfici risultano poi intonacate sia all’interno sia all’esterno. L’aula è coperta da una volta sulla cui sommità è stata realizzata una lanterna: si tratta di uno degli elementi più particolari dell’edificio, perché attraverso le sue otto aperture porta luce naturale all’ambiente interno.
Il tetto è a doppia falda, ma il volume della lanterna ne interrompe il profilo. La sua copertura semisferica è rivestita in piccole scaglie di pietra locale, cioè lose lavorate, un dettaglio che viene indicato come caratteristico delle cappelle costruite dai Robetto. Anche le falde del tetto presentano un manto in lose.
Il presbiterio, invece, è coperto da una volta a vela ribassata con unghie di forma irregolare. Nel complesso, quindi, l’architettura interna è semplice ma non banale, e anzi mostra una cura costruttiva piuttosto evidente.
Gli interni, il presbiterio e gli ex voto
Le superfici verticali e le volte sono intonacate e dipinte di bianco, scelta che rende l’interno luminoso e raccolto. Il pavimento è in lastre di pietra con finitura lucida, mentre lungo le pareti si trovano dipinti ex voto, che aggiungono una dimensione devozionale molto concreta.
Il presbiterio è rialzato di un gradino rispetto all’aula ed è separato da una balaustra a colonnine in legno. Anche qui la finitura resta coerente con quella del resto della cappella. Al centro si trova l’altare maggiore, rivestito in blocchetti di pietra Biancone, materiale usato anche per la mensa. Sopra l’altare è collocata la statua della Vergine.
L’apparato liturgico segue la forma dell’edificio: l’assemblea è infatti ordinata in panche a battaglione. Sul lato destro, a ridosso della balaustra del presbiterio, si trova anche un confessionale in legno.
Il campanile e uno dei dettagli più riconoscibili
Accanto alla facciata principale si alza la torre campanaria, oggi alta circa 14 metri. La struttura è in muratura di elementi lapidei intonacata, mentre la cella campanaria, posta alla sommità, presenta aperture ad arco su tutti e quattro i lati.
Su due facce del campanile si trovano anche i quadranti dell’orologio elettro-meccanico. La copertura, inoltre, è semisferica e rivestita in piccole lose lavorate. È un dettaglio che dialoga bene con la lanterna del tetto e che contribuisce a dare alla cappella un profilo subito riconoscibile.
Una cappella ricostruita più volte nel corso del tempo
La data esatta di fondazione della cappella non è nota. Non compare infatti nelle visite pastorali del 1653 e del 1674, ma a metà del XVIII secolo doveva già esistere da tempo, tanto che sotto l’arcivescovo Giovanni Battista Roero risultava interdetta perché in rovina.
Nel 1760 i priori chiesero la revoca dell’interdizione, spiegando che la cappella era stata riedificata e rimessa in ordine grazie ai sacrifici economici della popolazione. Roero accolse la richiesta e l’11 luglio autorizzò il parroco a benedirla e a celebrarvi la messa.
Nel 1769 la visita pastorale dell’arcivescovo Francesco Luserna Rorengo di Rorà descrive una cappella già antica ma ben tenuta, con pareti imbiancate, pavimento in pietra, solaio in assi, porta con serratura, tre finestre con grate in ferro e altare in laterizi addossato alla parete di fondo. Nel 1784, durante la visita di Costa d’Arignano, si rilevò che poteva contenere circa 25 persone.
Tra il 1816 e il 1857 l’edificio fu interessato da una nuova lunga fase di lavori. Nel 1816 gli abitanti della borgata, allora chiamata Ru Superiore, decisero di usare il fondo della cappella per la ricostruzione. I lavori però rallentarono per difficoltà economiche, ripresero nel 1827 con le opere murarie e la posa delle chiavi in ferro e continuarono nel 1832, quando fu acquistata anche la campana della cappella di Santa Cristina. La sistemazione definitiva arrivò solo nella seconda metà dell’Ottocento.
Gli interventi moderni e lo stato di conservazione
Nel 1895 venne costruito il campanile, allora alto 8 metri. Già l’anno successivo, nel 1896, l’arcivescovo Davide Riccardi poté constatare i lavori svolti durante la sua visita pastorale del 4 maggio.
Nel 1928 fu rifatto completamente il pavimento interno. Poi, nel 1958, il campanile venne sopraelevato fino a raggiungere l’altezza attuale di circa 14 metri. Molto più tardi, nel 2006, venne nuovamente rifatta la pavimentazione, questa volta in lastre di pietra locale. Infine, nel 2013, furono eseguiti lavori di manutenzione alla copertura e venne formato uno zoccolo in lastre di pietra nel portico anteriore.
Oggi lo stato di conservazione è considerato buono. Inoltre la cappella continua a essere officiata in occasione della festa della Madonna titolare, segno che resta ancora un punto di riferimento per la comunità.
Le domande che contano davvero
Si trova a margine della frazione Vrù, a 1030 metri s.l.m., ed è raggiungibile passando a piedi tra i vicoli del nucleo abitato.
Uno dei dettagli più caratteristici è la lanterna centrale con otto aperture, che illumina l’interno dall’alto e interrompe il profilo della copertura a doppia falda.
La cappella ha un’unica navata, pareti bianche, pavimento in pietra lucida, ex voto lungo le pareti e un presbiterio rialzato con altare rivestito in pietra Biancone e statua della Vergine.
La cappella era già antica a metà Settecento, ma nel 1760 risultava appena riedificata e rimessa in ordine grazie ai sacrifici economici della popolazione locale.
Sì. La cappella è ancora officiata in occasione della festa della Madonna della Neve, oltre che in momenti particolari della vita religiosa locale.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



