Cappella della Madonna della Neve di Balme a Chialambertetto: affreschi, antica abside e devozione di valle

Da Alessandro Maldera
Aprile 01, 2026

La Cappella della Madonna della Neve di Balme si trova nella frazione Chialambertetto, lungo l’antica strada comunale che collegava Ala con Balme. È un edificio isolato, quindi lo leggi bene anche da fuori. Inoltre, ha un dettaglio raro: sul lato est conserva una sacrestia semicircolare che coincide con l’antica abside, rimasta lì dopo il cambio di orientamento e l’ampliamento del Seicento. E poi c’è la facciata: finto bugnato sotto, affresco sopra, e una devozione che qui non è “decorativa”, ma pratica.
Sintesi pratica per la visita
Perché è una tappa interessante
La cappella è collocata nel centro dell’abitato di Chialambertetto, ma resta staccata dai fabbricati circostanti. Perciò non dà l’idea di “appendice” di una casa: è un piccolo punto autonomo dentro la borgata.
Inoltre si trova lungo un asse storico, l’antica strada Ala–Balme. Quindi, anche se oggi ci arrivi con facilità, l’impianto racconta ancora la viabilità e la vita di prima.
Struttura dell’edificio: aula rettangolare e sacrestia nell’antica abside
L’impianto è semplice e leggibile: pianta rettangolare ad aula unica. Sul lato di levante, però, si addossa una sacrestia semicircolare. Questa non è un capriccio: è la traccia materiale dell’abside antica, rimasta dopo la trasformazione e il cambio di orientamento avvenuti nella seconda metà del Seicento.
La struttura portante è in muratura di pietra intonacata, sia all’interno sia all’esterno. L’aula è coperta da un soffitto piano, mentre la sacrestia è coperta da semicupola. Infine, la copertura è a due falde simmetriche, con orditura lignea e manto in lose.
La facciata: “AVE MARIA”, finto bugnato e affresco in alto
La facciata principale è rivolta a sud ed è a capanna. Al centro trovi la porta d’ingresso in legno a un battente, affiancata da due finestre rettangolari con serramenti lignei e grate in ferro. Sopra la porta, inoltre, compare la scritta “AVE MARIA”.
Più in alto, al centro, c’è un’apertura ad arco (anche questa con serramento e grata). E soprattutto, la superficie è interamente decorata: finto bugnato nella parte bassa e affresco nella parte alta. Nel dipinto, sulla sinistra, compaiono San Rocco e San Grato; sulla destra, invece, c’è la Sacra Famiglia.
Un altro dettaglio pratico ma molto “da borgata”: ai lati dell’ingresso, nel basamento, sono presenti due sedute in muratura intonacata. Sono piccole cose, però raccontano l’uso quotidiano del luogo.
Prospetti laterali: la porta originaria murata e i segni del vecchio orientamento
I lati sono trattati con intonaco grezzo e, in alcuni punti, lasciano intravedere la pietra sottostante. Sul lato occidentale si vede la traccia dell’antica porta d’ingresso ad arco, oggi murata. Inoltre, sempre su quel lato, resta una porzione di affresco parzialmente leggibile, che un tempo decorava il timpano della facciata originaria.
Questi segni valgono più di mille spiegazioni, perché confermano che la cappella era orientata ovest–est e poi è stata “girata” verso sud, seguendo il nuovo centro della borgata.
Sul lato di ponente, inoltre, c’è una finestra quadrangolare con serramento e grata. La parete di fondo, invece, non presenta aperture.
Interni: giallo paglierino, soffitto celeste e stelle dorate
All’interno le pareti sono tinteggiate in giallo paglierino e la volta (parte alta) riprende la stessa tonalità. Il soffitto piano, invece, è nei toni del celeste, con stelle dorate applicate per simulare un cielo stellato. È un effetto semplice, ma funziona, perché dà profondità a uno spazio piccolo.
L’aula è separata dalla sacrestia tramite un tramezzo ligneo. Inoltre, alle pareti sono appesi numerosi quadretti votivi: qui la devozione si vede, perché è stata lasciata materiale, non solo raccontata.
La pavimentazione è in assi di legno, coerente con un ambiente di borgata e con il suo uso pratico.
Presbiterio e pala d’altare: Madonna della Neve con San Giuseppe e San Grato
Il presbiterio è rialzato di un gradino ed è separato dall’assemblea da una balaustra a colonnine in legno dipinto. L’altare storico è a gradini in muratura dipinta ed è addossato alla parete di fondo.
La pala d’altare raffigura la Madonna della Neve, con ai lati San Giuseppe (a sinistra) e San Grato (a destra): sono i santi patrocinanti che accompagnano la Vergine per la cappella.
Ai lati della tela, inoltre, sono presenti due dipinti murali:
- a sinistra: San Giovanni Battista e San Rocco
- a destra: Madonna col Bambino e Sant’Antonio da Padova
Ai lati dell’altare si trovano anche le statue di Maria Immacolata e San Giuseppe. Quindi l’insieme iconografico è molto coerente: protezione, famiglia, intercessione, e santi “di valle”.
Apparato liturgico: panche e confessionale nell’antica abside
Le panche sono disposte a battaglione, in modo classico. Nell’antica abside (cioè nella sacrestia semicircolare sul lato di levante) è collocato un confessionale in legno. È un dettaglio interessante, perché riusa un volume antico con una funzione concreta.
Campaniletto a vela e coperture in lose
Sulla sommità del muro di facciata, in asse centrale, si imposta un campanile a vela in muratura intonacata, con copertura a falde e manto in lose. Anche il tetto principale è in lose, mentre quello della sacrestia segue un andamento circolare, sempre con orditura lignea e manto in lose.
In facciata, inoltre, la continuità del lambris in legno sottolinea la linea delle falde: è un dettaglio piccolo, ma dà “ordine” al prospetto.
Conservazione: discreta, ma con due problemi tipici
Nel complesso la cappella è in stato discreto, però emergono due fragilità concrete:
- alcuni fenomeni fessurativi in corrispondenza della muratura della facciata principale
- umidità parietale all’interno dell’aula
Non è niente da dramma teatrale, ma va detto: qui la montagna e la stagione si sentono, e i muri lo mostrano.
La cappella viene comunque officiata in occasione della festa dell’intitolazione.
Storia della borgata e della cappella: frana, ricostruzione e cambio orientamento
Chialambertetto è uno degli insediamenti più antichi della Val d’Ala, con radici che vengono fatte risalire probabilmente al XIII secolo. Nel 1267, inoltre, un documento negli archivi della Castellania di Lanzo cita due fratelli, i Barizelo, legati a fonderie e diritti sulle miniere di ferro della valle: è la prima menzione del villaggio, allora chiamato Forno di Ala.
Il villaggio antico, però, non era dove lo vedi oggi. In origine era un po’ più a valle, e solo dopo gli eventi calamitosi della metà del Seicento la borgata si spostò e si ricostruì.
Per la cappella, le ricerche storiche fanno presupporre una preesistenza tra XIV e XVI secolo. L’orientamento originario era ovest–est, e lo confermano sia la traccia della porta murata, sia i frammenti di affresco, sia la presenza dell’abside sul lato est dell’attuale edificio.
Verso la metà del XVII secolo, una frana precipitata dall’Uja di Mondrone distrusse il nucleo originario. I superstiti ricostruirono più a valle, proprio dove c’era il piccolo insediamento con la cappella primitiva. Tra 1670 e 1677 la cappella venne ricostruita e ampliata, e soprattutto cambiò orientamento: la facciata e l’ingresso vennero rivolti a sud, verso il nuovo centro del villaggio e in direzione della Stura. Sulla trave di colmo (la frésta) è incisa la data 1677.
Già nel 1674, l’arcivescovo Beggiamo cita la cappella come “B.V. della neve a Chialambertetto” e la descrive con icona dipinta e tutto il necessario per celebrare. Nel 1715 viene realizzata la pala d’altare con Madonna della Neve e i santi patrocinanti, legata alla devozione come protezione dalle valanghe: qui l’abitato è alla base delle rocce dell’Uja di Mondrone, e la paura non era teorica.
Invece, nel 1769 l’arcivescovo Luserna Rorengo di Rorà la definisce abbastanza decente e provveduta.
Mentre nel 1773 viene costruita la nuova casa comunale accanto alla cappella. Più tardi, nel 1844, Chialambertetto perde l’autonomia comunale e viene unito all’amministrazione di Balme. Nel Catasto Rabbini (1861) la cappella appare già nella conformazione attuale. Infine, nel 2010, il tetto viene rifatto mantenendo orditura in legno e manto in lose.
Dubbi comuni sulla cappella di Chialambertetto
Si trova nella frazione Chialambertetto, lungo l’antica strada comunale che collegava Ala con Balme, in posizione isolata rispetto alle case vicine.
Perché corrisponde all’antica abside della cappella originaria, rimasta sul lato est dopo il cambio di orientamento e l’ampliamento avvenuti nella seconda metà del Seicento.
La facciata è decorata a finto bugnato nella parte bassa e ad affresco nella parte alta: a sinistra compaiono San Rocco e San Grato, mentre a destra è raffigurata la Sacra Famiglia. Sopra la porta si legge anche “AVE MARIA”.
La pala d’altare con la Madonna della Neve, affiancata dai santi patrocinanti San Giuseppe e San Grato.
Ai lati della pala ci sono due dipinti murali: a sinistra San Giovanni Battista e San Rocco, a destra Madonna col Bambino e Sant’Antonio da Padova. Inoltre sono presenti le statue di Maria Immacolata e San Giuseppe.
Nel complesso è in stato discreto, però si notano fessurazioni sulla muratura della facciata e fenomeni di umidità parietale all’interno.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



