Cappella di San Pietro in Vincoli di Barbania: portico, affresco del 1904 e decorazioni dei benefattori

Da Alessandro Maldera
Aprile 01, 2026

La Cappella di San Pietro in Vincoli di Barbania si trova all’estremo orientale della borgata Vignali, lungo l’antica strada comunale che collegava Rocca Canavese con Barbania. È un edificio isolato rispetto alle case vicine, quindi si individua facilmente. Inoltre la facciata guarda a mezzogiorno, e questo rende il prospetto ancora più “leggibile”.
Focus su facciata a due livelli e interni decorati
- È all’estremo orientale della borgata Vignali, lungo l’antica strada tra Rocca Canavese e Barbania
- Aula unica in due campate con abside semicircolare e coperture a botte + semicatino
- Facciata a due livelli: portico su pilastri, apertura romboidale e nicchia con statuetta di San Pietro
- Interni decorati da Antonio Vincenzo con riquadri dei Santi protettori dei benefattori, più tribuna sulla controfacciata
- Tetto con tegole portoghesi e campaniletto a vela, buon stato generale con umidità puntuale all’esterno
Dove si trova e perché è una tappa “di borgata”
La posizione non è casuale: sta sul margine della borgata, lungo un percorso storico di collegamento. Perciò racconta una Barbania di passaggi, frazioni e comunità. E, proprio perché è staccata dalle abitazioni, mantiene un senso di luogo dedicato.
Pianta e impianto: due campate e abside semicircolare
L’edificio ha pianta rettangolare con aula unica suddivisa in due campate. In fondo, invece, termina con abside semicircolare, che ospita il presbiterio. La struttura è in muratura intonacata sia internamente sia esternamente, quindi l’impianto è sobrio, ma pronto ad accogliere una decorazione più ricca.
Facciata: portico, apertura romboidale e nicchia con San Pietro
Il fronte è organizzato in modo chiaro, perché è diviso orizzontalmente in due parti.
- Parte inferiore: un portico appoggiato a due pilastri in muratura a sezione quadrata. Sul fondo del portico, al centro, c’è la porta d’ingresso in legno a doppio battente. Ai lati, inoltre, si aprono due finestre rettangolari in legno a doppio battente con grate in ferro.
La finitura qui è ad intonaco liscio dipinto di bianco, con zoccolatura in blocchetti di pietra; lo stesso rivestimento in pietra torna alla base dei pilastri. - Parte superiore: è chiusa da un timpano triangolare. Il campo è tinteggiato in giallo paglierino, mentre cornici e modanature sono bianche. Al centro del prospetto si vede un’apertura romboidale. Inoltre, al centro del timpano, c’è una nicchia che ospita una statuetta di San Pietro.
Questa facciata non è “urlata”. Tuttavia è molto riconoscibile, perché alterna volumi semplici e segni precisi.
Prospetti laterali: intonaco rosato e due aperture ovali sull’abside
I prospetti laterali sono rifiniti ad intonaco liscio e tinteggiati in tonalità rosata. In corrispondenza dell’abside, inoltre, si aprono due finestre ovali: servono a portare luce naturale nel presbiterio. È un dettaglio piccolo, però funzionale, e infatti si nota soprattutto quando ci si avvicina alla parte posteriore.
Struttura e coperture: volte a botte, catene metalliche e tegole portoghesi
All’interno l’aula è coperta da volte a botte, mentre l’abside è coperta da semicatino. In corrispondenza degli archi che separano le campate, inoltre, sono presenti catene metalliche.
La copertura è a due falde inclinate con orditura in legno, ma il manto è in tegole portoghesi. Questo elemento distingue subito la cappella rispetto ad altre più “classiche” a coppi.
Campaniletto a vela: semplice, laterale, coerente
Sulla falda sinistra del tetto, in corrispondenza della parete perimetrale, è presente un campaniletto a vela. La struttura è in muratura intonacata e la copertura è a falde inclinate con manto in tegole di laterizio. È una soluzione essenziale. Tuttavia completa bene il profilo dell’edificio senza appesantirlo.
Interni: decorazioni di Antonio Vincenzo e tribuna sulla controfacciata
Dentro, il tono cambia. Le superfici interne (pareti e volte) sono riccamente decorate con dipinti del pittore Antonio Vincenzo. Le pitture sono organizzate in nicchie e riquadri e raffigurano immagini di Santi protettori legati a chi contribuì alla costruzione della cappella.
Sulla controfacciata, nella parte sopra il porticato, è collocata una tribuna con ringhiera di protezione in metallo. La si raggiunge tramite una scala a gradini in legno, posizionata a sinistra dell’ingresso. La pavimentazione, invece, è in piastrelle di grès porcellanato.
Accanto al presbiterio si notano due presenze devozionali: a destra la statua di San Pietro, mentre a sinistra una teca lignea che ospita la statuetta della Madonna di Lourdes.
Presbiterio: altare in marmo e affresco del 1904 in teca lignea
Il presbiterio è allestito nell’abside ed è separato dal resto dell’aula da una balaustra a colonnine in legno. L’altare storico è in marmo e poggia su una pedana dello stesso materiale; inoltre è addossato alla parete di fondo.
Proprio sulla parete di fondo è collocata una teca lignea che ospita un affresco di San Pietro datato 1904, opera di Antonio Vincenzo. Alle pareti, infine, sono affissi alcuni cuori ex-voto in metallo: piccoli segni, però molto concreti.
Stato di conservazione e utilizzo
Non si riscontrano dissesti strutturali. Tuttavia, sulle superfici esterne dei prospetti laterali, sono presenti alcuni fenomeni puntuali di degrado legati all’umidità. Nel complesso, comunque, l’edificio è in buono stato di conservazione. E, in occasione della festa dell’intitolazione, torna a essere un luogo vissuto, non solo “guardato”.
Notizie storiche, raccontate in modo discorsivo
La cappella nasce su un luogo già carico di devozione. Prima, infatti, qui c’era un pilone votivo dedicato a San Pietro, fatto erigere da Lorenzo Ozzella e Giuseppe Ozzella nella borgata Vignali. Nel 1904 gli abitanti decisero di costruire una nuova cappella proprio su quel punto. Ai lavori parteciparono molti barbaniesi e, secondo la memoria locale, la guida organizzativa fu Giuseppe Ampalla. Una fornace di Oglianico fornì mattoni e tegole a metà prezzo; inoltre la statua di San Pietro venne acquistata grazie alle offerte degli abitanti della frazione. I lavori si conclusero nel 1905.
Nel 1905 venne costituita anche la prima Abbadia di San Pietro, guidata da Pietro Seita fu Bernardo e composta all’epoca da 20 membri, con lo scopo di gestire la nuova cappella. Tra 1905 e 1908 si realizzò l’apparato decorativo interno, opera del pittore levonese Antonio Vincenzo: non si trattò solo di pittura, ma anche di memoria, perché insieme ai Santi protettori comparvero i nomi dei benefattori che avevano contribuito alla costruzione.
Nel 1928 le decorazioni vennero restaurate per la prima volta, con un intervento finanziato dai membri della direzione dell’Abbadia. Mentre nel 1985 la facciata, che in passato era decorata, venne tinteggiata; nello stesso momento fu ricavata al centro del timpano una nicchia dove fu collocata una statuetta di San Pietro. Nel 1998 ci fu un secondo intervento di restauro dell’apparato decorativo, finanziato da benefattori della borgata Vignali. Infine, intorno al 2000, venne rifatto il manto di copertura con l’impiego di tegole portoghesi.
Risposte sulla cappella lungo l’antica strada comunale
Si trova all’estremo orientale della borgata Vignali, lungo l’antica strada comunale che collegava Rocca Canavese con Barbania
La cappella venne costruita tra 1904 e 1905 sul luogo dove sorgeva un antico pilone votivo dedicato a San Pietro
Il portico su due pilastri, l’apertura romboidale nella parte superiore e la nicchia nel timpano con la statuetta di San Pietro
L’apparato decorativo interno è opera del pittore levonese Antonio Vincenzo (realizzato tra 1905 e 1908)
Un altare storico in marmo e una teca lignea che ospita un affresco di San Pietro datato 1904, opera di Antonio Vincenzo, oltre a cuori ex-voto in metallo

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



