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Maria degli Angeli Fontanella: la beata torinese che legò preghiera e storia sabauda tra Torino e Moncalieri

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 17, 2026

Maria degli Angeli Fontanella (Marianna Fontanella) nacque a Torino il 7 gennaio 1661 e divenne carmelitana scalza nel monastero di Santa Cristina. Eppure non fu una figura “solo” di clausura: la sua fama spirituale entrò nella Torino sabauda, fino al racconto dell’assedio del 1706. Inoltre fondò il Carmelo di Moncalieri, anche se la corte volle trattenerla a Torino.

Chi era Maria degli Angeli Fontanella

Marianna Fontanella, in religione suor Maria degli Angeli, fu una religiosa carmelitana scalza italiana. Nacque a Torino e morì nella stessa città il 16 dicembre 1717, a 56 anni. In seguito, la Chiesa la riconobbe come beata.

Origini nobili, educazione e vocazione

Era la nona di undici figli dei conti di Santena. Il padre era il conte Giovanni Fontanella di Baldissero, la madre Maria Tana di Santena. Studiò presso le cistercensi di Saluzzo e, nonostante resistenze familiari, scelse la vita religiosa.

Un dettaglio “torinese” torna spesso nei racconti: la città del Seicento vive tra politica europea e forte religiosità. Quindi monasteri e devozioni diventano anche luoghi di identità collettiva.

L’ingresso nel Carmelo di Santa Cristina a Torino

Il punto di svolta è il monastero carmelitano di Santa Cristina a Torino, fondato dai Savoia nel 1639. Marianna vi entrò giovanissima: nei testi compaiono due riferimenti ravvicinati, perché si parla sia dell’ingresso nel 1676 sia della vestizione del 19 novembre 1675. In ogni caso, la professione religiosa è datata con precisione: 26 dicembre 1676, nel tempo natalizio caro alla tradizione carmelitana.

Da quel momento diventa suor Maria degli Angeli. E da lì, inoltre, inizia la sua notorietà spirituale in città.

Priora a 33 anni e guida della comunità

A trentatré anni venne eletta priora (nel 1694). Per farlo, però, servì una dispensa apostolica: era troppo giovane per le regole ordinarie. Di conseguenza fu un’elezione che dice molto del suo peso interno.

In seguito fu confermata altre tre volte. Quando non poté più essere rieletta, divenne maestra delle novizie. E, secondo le memorie, le più giovani la considerarono una madre.

Torino, i Savoia e l’assedio del 1706

Il suo nome si lega alla storia sabauda perché la corte la stimava. Tra i personaggi citati compaiono Vittorio Amedeo II, Madama Reale e figure dell’ambiente ducale. Tuttavia il punto simbolico resta l’assedio di Torino del 1706, durato mesi.

Il racconto tradizionale dice che Maria degli Angeli sostenne spiritualmente la città con preghiera e offerta. Inoltre, la vittoria del 7 settembre 1706 (con l’intervento del principe Eugenio) viene ricordata come “predetta” o attesa nella fede. In quel clima, la città lega il ringraziamento mariano anche al voto che porterà al Santuario di Superga.

Un altro elemento forte è la devozione a San Giuseppe. Secondo la tradizione, Maria attribuì a questa intercessione la liberazione e contribuì a far proclamare San Giuseppe patrono di Torino.

La fondazione del Carmelo di Moncalieri e il “no” della corte

Dietro suggerimento del beato Sebastiano Valfrè, Maria degli Angeli avviò una fondazione a Moncalieri. Qui i testi riportano due passaggi: si parla di fondazione nel 1702 e dell’inaugurazione del nuovo Carmelo il 16 settembre 1703.

Il nuovo monastero è dedicato a San Giuseppe. Però, e qui sta la cosa più “politica”, Maria non poté trasferirsi. La famiglia reale, infatti, fece pressioni perché restasse a Torino. Vittorio Amedeo II le era molto legato, soprattutto per il sostegno spirituale dato alla città durante l’assedio.

Così, pur restando a Torino, continuò a seguire Moncalieri: aiutò la comunità, curò la formazione e vigilò sul cammino spirituale delle monache.

Ascesi, prove interiori e scritti

Le fonti insistono su pratiche ascetiche e penitenze. Inoltre descrivono una fase di prove interiori dure, raccontate nelle lettere con il direttore spirituale (citato come padre Lorenzo Maria di S. Michele) e in una relazione scritta per ordine dei superiori.

Accanto a questo, emergono anche lettere di consiglio e incoraggiamento. Quindi non è solo un profilo “mistico”, ma anche una guida concreta per chi la cercava alla grata.

Morte e culto: beatificazione e memoria pubblica

Maria degli Angeli morì a Torino il 16 dicembre 1717, dopo una breve malattia. In seguito, si avviò il percorso di riconoscimento: nei testi si dice che la causa iniziò già pochi anni dopo (si cita anche “appena cinque anni dopo”).

Più tardi, viene ricordato anche che la causa fu introdotta a istanza di Vittorio Emanuele II. Inoltre, papa Pio VI nel 1778 proclamò le virtù eroiche (data riportata: 5 maggio 1778). La beatificazione avvenne nel 1865 sotto Pio IX, ma qui compare una doppia data nelle fonti: 25 aprile 1865 oppure 14 maggio 1865. Su Mole24 conviene riportarle entrambe, senza forzare.

Un ultimo tassello “torinese”: don Giovanni Bosco scrisse la sua biografia nel 1866, diffondendola nelle “Letture Cattoliche” come modello di santità e amore alla patria.

Dove si venera oggi: Moncalieri e il calendario liturgico

Il corpo della beata è venerato nella chiesa del monastero di San Giuseppe a Moncalieri. Il suo elogio si legge nel Martirologio romano al 16 dicembre, che è anche la data della memoria.

Risposte sulla santa di Moncalieri

Dove si trovano oggi le spoglie di Maria degli Angeli Fontanella?

Nel monastero di San Giuseppe a Moncalieri, dove il corpo è venerato nella chiesa del monastero

Perché è considerata legata alla storia di Torino?

Per la fama spirituale in città e per il racconto del sostegno dato durante l’assedio del 1706, oltre al rapporto con l’ambiente sabaudo

Quando fu beatificata?

Nel 1865 da Pio IX; nelle fonti presenti nel testo compaiono due date, 25 aprile e 14 maggio, quindi è corretto segnalarle entrambe

Che cosa fondò a Moncalieri?

Una filiale carmelitana dedicata a San Giuseppe, avviata tra 1702 e 1703; tuttavia la corte volle che restasse a Torino

Qual è la sua data nel Martirologio romano?

Il 16 dicembre, giorno del suo elogio e della memoria liturgica

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende