Pietro De Rossi di Santarosa: avvocato, scrittore e ministro nel Regno di Sardegna

Da Alessandro Maldera
Febbraio 08, 2026

Pietro De Rossi di Santarosa fu un avvocato, politico e scrittore dell’Ottocento piemontese. Nacque a Savigliano nel 1805 e costruì la sua carriera tra viaggi, giornalismo e istituzioni. Inoltre, nel 1848 ebbe un ruolo visibile nella stagione che portò alla richiesta dello Statuto. Tuttavia, la sua morte nel 1850 diventò un caso pubblico, perché si intrecciò con lo scontro tra Stato sabaudo e Chiesa sulle leggi Siccardi.
Snodi decisivi: Statuto, ministeri, leggi Siccardi
Origini familiari e formazione
Pietro De Rossi di Santarosa nacque il 5 aprile 1805. Era figlio di Filippo De Rossi, zio del patriota Santorre di Santa Rosa, e di Laura Crovetta di Villanovetta.
Si laureò in legge nel 1826 e, quindi, avviò un percorso che mescolava cultura e vita pubblica.
Viaggi e attività letteraria
Tra 1833 e 1835 compì viaggi in Italia e all’estero. In particolare, fece anche un viaggio a Parigi in compagnia dell’amico Camillo Benso di Cavour.
Parallelamente scrisse versi, tragedie e novelle. Inoltre pubblicò Scene storiche del Medio Evo d’Italia (Milano, 1835) e, poi, una Storia del tumulto dei Ciompi (Firenze 1378; edizione torinese 1843).
Torino civica: decurione, statistica e giornali
Sul finire del 1840 fu decurione di Torino. Poi, nel 1843, entrò nella Commissione superiore di statistica.
Nel 1847 fu tra i fondatori de Il Risorgimento e vi collaborò. Inoltre scrisse anche per Il Mondo illustrato e per altri fogli del tempo, con articoli di economia e di politica.
5 febbraio 1848: la richiesta dello Statuto dal consiglio comunale
Il 5 febbraio 1848, su sua proposta, il consiglio comunale di Torino chiese al re Carlo Alberto di Savoia la concessione dello Statuto. Tuttavia, la decisione “in massima” era già stata presa due giorni prima nei consigli di conferenza.
Resta comunque un passaggio politico chiaro: De Rossi di SantaRosa agì come figura di raccordo tra aula civica e clima riformatore del momento.
Deputato e incarichi di governo
Nel 1848 divenne deputato di Savigliano e, quindi, entrò nella macchina dello Stato. Fu anche commissario a Reggio tra giugno e luglio 1848.
Poi ricoprì incarichi ministeriali nel Regno di Sardegna, in più fasi.
Ministero dei Lavori Pubblici (cronologia degli incarichi)
- 15 agosto 1848 – 11 ottobre 1848, con Cesare Alfieri di Sostegno (monarca Carlo Alberto)
- Predecessore: Pietro Paleocapa
- 11 ottobre 1848 – 3 dicembre 1848, con Ettore Perrone di San Martino
- Successore: Sebastiano Tecchio
- 20 ottobre 1849 – 2 novembre 1849, con Massimo d’Azeglio (monarca Vittorio Emanuele II di Savoia)
- Predecessore: Giovanni Filippo Galvagno
- Successore: Pietro Paleocapa
Ministero dell’Agricoltura e del Commercio
- 11 ottobre 1848 – 27 ottobre 1848, con Ettore Perrone di San Martino
- Predecessore: Antonio Mathieu
- Successore: Domenico Buffa
(Le fonti riportano anche l’inserimento nei ministeri Alfieri-Pinelli e Perrone-Pinelli tra agosto e dicembre 1848, e la presenza nel governo d’Azeglio nell’ottobre 1849: in sostanza, la sua attività di governo si concentra nel biennio 1848-1849.)
Leggi Siccardi: che cosa abolivano e perché pesano nella sua storia
Nel 1850 lo scontro tra Stato e Chiesa si accese con le leggi Siccardi, promosse dal guardasigilli Giuseppe Siccardi. Le norme (n. 1013 del 9 aprile 1850 e n. 1037 del 5 giugno 1850) abolivano privilegi del clero:
- foro ecclesiastico
- diritto d’asilo
- manomorta (inalienabilità dei beni ecclesiastici)
De Rossi di Santarosa, moderato e religioso, votò a favore. Perciò la sua vicenda personale finì per diventare simbolica, soprattutto nel momento della malattia.
Morte a Torino e caso del viatico negato
Morì a Torino il 5 agosto 1850, per tisi, assistito dal suo confessore, il teologo Ghiringhello.
Tuttavia gli venne negato il viatico dal padre servita Pittavino, parroco di San Carlo, perché non volle sconfessare la partecipazione alle leggi Siccardi. In un primo momento furono negate anche le esequie religiose.
Ne nacque uno sdegno popolare che spinse l’arcivescovo Luigi Fransoni a concederle: i funerali si svolsero con grande e significativo concorso di popolo. Inoltre, la tensione non si spense: le conseguenze di quella fase contribuirono a irrigidire l’attrito tra Regno sabaudo e Papato, già segnato dalla contestazione del Concordato del 1841, e destinato a riaccendersi con il progetto di matrimonio civile (1852) e, poi, con la Crisi Calabiana.
FAQ – Domande frequenti: biografia e incarichi
Un avvocato, politico e scrittore nato a Savigliano il 5 aprile 1805 e morto a Torino il 5 agosto 1850, attivo nel Regno di Sardegna tra stampa, Comune e ministeri
Era cugino di Santorre di Santa Rosa, patriota legato ai moti del 1821 in Piemonte, perché suo padre Filippo era zio di Santorre
Fu ministro dei Lavori Pubblici in più periodi tra agosto e dicembre 1848 e di nuovo tra ottobre e novembre 1849, e fu anche ministro dell’Agricoltura e del Commercio nell’ottobre 1848
Propose che il consiglio comunale chiedesse al re la concessione dello Statuto; tuttavia la decisione era già stata impostata due giorni prima nei consigli di conferenza
Perché, malato di tisi, si vide negare il viatico per non aver rinnegato il voto sulle leggi Siccardi; poi le esequie furono concesse dall’arcivescovo e si trasformarono in un momento di forte partecipazione popolare

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



