Cappella di Nostra Signora delle Grazie di Rourè: a La Balma tra architettura “di valle” e pittura

Da Alessandro Maldera
Febbraio 07, 2026

La Cappella di Nostra Signora delle Grazie di Rourè è una sosta fuori dal concentrico, sulle pendici prative della montagna. È piccola, però è chiara da leggere. Inoltre è libera su quattro lati, quindi la osservi bene anche senza fretta. E dentro, dopo i restauri, spiccano dettagli dipinti che danno carattere all’insieme.
Segni rapidi: esonartece, volta dipinta e campanile con orologi
– Fuori: esonartece con aperture rettangolari + campanile con orologi
– Dentro: volta a vela e “occhio nel triangolo” su cielo con angeli
– Storia: pratiche dal 1824, benedizione 1834, campanile 1838, sopraelevazione 1888
Dove si trova e perché è una tappa del “Cosa vedere a Rourè”
La cappella si trova fuori dal centro storico, in posizione aperta e panoramica. Per questo è una tappa comoda da inserire nel percorso. Inoltre l’edificio è isolato (su quattro lati), quindi si fotografa e si “capisce” subito. E, proprio perché è un luogo di borgata, racconta bene l’identità del territorio.
Esterni: esonartece, facciata e campanile con orologi
Il prospetto principale è segnato da un esonartece: ha pilastri angolari e aperture rettangolari. La copertura è in legno, però dal basso non la vedi davvero. Infatti l’intradosso è chiuso da un controsoffitto in tavole tinteggiate di bianco.
Dietro l’esonartece, la facciata vera e propria è semplice. C’è l’ingresso centrale con portale dipinto e una porta lignea chiodata. Più in alto compaiono due sfondati tinteggiati di bianco, che alleggeriscono il fronte.
All’esterno, esonartece e lato sud sono rinzaffati con malta di calce e finiti con idropittura. Alla base, invece, corre una zoccolatura in intonaco cementizio a effetto rustico (anche sul lato nord). Nell’angolo sud-ovest si nota il campanile, molto essenziale. In sommità ha quattro aperture ad arco e orologi, dettaglio che salta all’occhio.
Interni: volta a vela, “occhio nel triangolo” e cielo con angeli
Entrando, l’ambiente appare ordinato. Eppure, appena alzi lo sguardo, trovi il cuore della decorazione. Nella prima parte, le paraste sostengono una volta a vela. Al centro della volta c’è l’occhio nel triangolo su campo giallo, inserito in un cielo dipinto con angeli agli angoli.
Le pareti, inoltre, risultano recentemente ritinteggiate con un effetto “spugnato”. Gli archi, invece, sono sottolineati da un effetto a finto marmorino. Così l’interno resta semplice, ma non piatto.
Presbiterio: volta emiciclica e quadro dell’Immacolata
Il presbiterio cambia forma e atmosfera. È coperto da una volta emiciclica, impostata su archi sotto la cornice. Qui il “cielo” dipinto prosegue. Compaiono due santi, mentre al centro trovi il quadro dell’Immacolata, legato alla dedicazione a Nostra Signora delle Grazie. Di conseguenza, la cappella si legge come un unico racconto visivo, dall’aula fino all’altare.
Altare e arredi: cosa resta e cosa è stato sostituito
Qui c’è un passaggio netto. L’antico altare è stato rimosso. Al suo posto trovi una nuova mensa in legno, appoggiata su una predella rivestita in moquette.
Gli arredi sono essenziali, e questa scelta è coerente con la scala del luogo. Ci sono una panca usata come seggio, un ambone semplice e il tabernacolo appoggiato su un tavolino. Poi trovi un armadio e sedute in legno (panche e banchi). Quindi l’impianto liturgico è sobrio, ma funzionale.
Pavimenti, struttura e coperture: granito, catene e lose
Il pavimento è recente: l’aula è in lastre di granito lucidato. Anche il presbiterio è sopraelevato, ma solo di un gradino, quindi lo stacco è chiaro e pulito.
La struttura è quella tipica “di valle”. L’edificio ha pianta rettangolare e sezione regolare a capanna. Le murature sono presumibilmente in pietra a spacco mista a laterizi, legate con malta di calce. Sono presenti due catene di rinforzo, installate in epoca recente in corrispondenza degli archi. E si vedono parzialmente anche all’esterno.
La copertura è in lose, con colmi chiusi da elementi in cemento o laterizio. Il tutto poggia su travature in legno. Infine, le paraste sporgono abbastanza dal muro interno, e infatti “disegnano” lo spazio con decisione.
Cronologia essenziale: le date che fissano il contesto
- 1824: iniziano le pratiche per costruire la cappella a La Balma
- 1834: la cappella viene benedetta; a questa fase sembra collegato il dipinto dell’Immacolata Concezione all’altare maggiore
- 1838: viene realizzato il campanile
- 1888: il campanile risulta sopraelevato
FAQ – Delucidazioni su campanile, affreschi e restauri
È libera su tutti e quattro i lati. Quindi puoi girarle attorno e leggere bene volumi e finiture.
L’esonartece con pilastri angolari e aperture rettangolari, e poi il campanile con quattro aperture ad arco e orologi.
Alza gli occhi sulla volta a vela: al centro c’è l’occhio nel triangolo su campo giallo, dentro un cielo dipinto con angeli.
No. È stato rimosso e sostituito con una mensa in legno su predella rivestita in moquette; il tabernacolo è appoggiato su un tavolino.
È moderna: lastre di granito lucidato. Inoltre il presbiterio è rialzato di un gradino, quindi lo stacco si percepisce bene.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



