Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Territorio » Cosa vedere a Cercenasco: guida alle tappe tra centro storico, cappelle e campagna

Cosa vedere a Cercenasco: guida alle tappe tra centro storico, cappelle e campagna

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Gennaio 07, 2026

Cercenasco si visita bene perché è “compatto”, e quindi puoi muoverti senza stress. Inoltre alterna due anime: il centro storico con la parrocchiale e le cappelle, e la campagna con santuari e chiesette nate per la vita dei campi. Di conseguenza, anche una mezza giornata può bastare, se sai dove mettere i piedi.

Cercenasco in 30 secondi: cosa vedere davvero

  • Centro storico: Chiesa dei Santi Pietro e Paolo + Fontana Porta del Tempo
  • Capolavoro “piccolo”: Cappella di Sant’Anna con presbiterio gotico e affreschi tardo Quattrocento
  • Fuori dal paese: Santuario di San Firmino, circa 1 km dall’abitato
  • Devozione rurale: Cappella di Sant’Isidoro, nata per la protezione dei campi
  • Nota pratica: diversi edifici soffrono umidità o infiltrazioni, quindi vale guardare (anche) la conservazione

Come organizzare la visita a Cercenasco

Se parti dal centro, ti giochi subito i “pezzi forti” a piedi: la parrocchiale e la fontana sono vicine. Poi, invece, puoi aggiungere la Cappella di Sant’Anna, che è una deviazione breve ma intensa. Infine, se vuoi la parte più quieta, esci verso la campagna e raggiungi il Santuario di San Firmino: è vicino, però cambia atmosfera.

Cappella di Sant’Isidoro: la chiesa dei campi

La Cappella di Sant’Isidoro (nota anche come Chiesa dei Sant’Isidoro) è una piccola chiesa rurale in aperta campagna. Nasce da un bisogno concreto: chiedere la protezione dei campi e delle coltivazioni. Perciò la sua vita è legata alla borgata e torna protagonista soprattutto durante la festa locale, quando ospita le celebrazioni.

Dal punto di vista architettonico è lineare e facile da leggere. La facciata è a capanna, con lesene e timpano triangolare, più un portale centrale e due finestre sul fronte. Dentro trovi una navata unica con volta piatta. Sui lati, invece, la muratura è a vista e si aprono due finestre per lato; sopra, la copertura è in coppi.

I dettagli che restano in testa sono due: il pavimento in marmo grigio e rosso e le tracce di decorazione policroma sulle pareti. Tuttavia c’è anche la parte “terra-terra”: la cappella soffre problemi di umidità e risulta una manutenzione degli intonaci esterni nel 2010.

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli: la parrocchiale che “fa piazza”

Nel centro storico, di fronte alla confraternita di San Bernardino, la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli è un riferimento visivo chiaro. È grande rispetto alle case attorno e, quindi, domina lo spazio. L’edificio attuale è settecentesco: progetto dell’architetto Gerolamo Buniva di Piscina, con lavori avviati il 25 settembre 1753 e conclusi nel 1759.

Prima esisteva una parrocchiale più antica, attestata già nel XVI secolo e poi abbattuta nel 1762. Di quella fase resta comunque un segno dentro l’attuale chiesa: una pala di San Firmino.

L’impianto interno è ampio e ordinato: tre navate, tre cappelle per lato e un presbiterio che termina in abside semicircolare; a sinistra del presbiterio c’è la sagrestia. Anche la facciata è “chiara”: due registri con lesene, tre portali (uno centrale e due laterali) e un oculo ovale in alto. Il campanile, arretrato sul lato destro, è una torre quadrata a cinque livelli.

Il cuore della visita, però, è davanti: presbiterio rialzato con balaustra e soprattutto altare maggiore in marmi policromi, con ovali e le figure in stucco dei Santi Pietro e Paolo. Completano l’insieme cantoria, pulpito e confessionali lignei, oltre a pale, sculture, lampadari e una decorazione pittorica tra motivi geometrici, floreali e trompe l’oeil.

Nel Novecento sono documentati interventi importanti: tra 1940 e 1945 il pittore Gilardi restaura e completa le decorazioni; nel 1943 viene restaurato il coro ligneo. Poi, tra 1990 e 1992, il pavimento in cotto viene sostituito con cementine prodotte a Vigone. Oggi le condizioni sono discrete, anche se sono segnalate infiltrazioni d’acqua.

Santuario di San Firmino: una tappa in campagna e un pezzo di memoria

Il Santuario di San Firmino è legato al patrono di Cercenasco e si trova in aperta campagna, a circa 1 km dall’abitato. Quindi è una visita facile anche se hai poco tempo. E, proprio perché è fuori dal centro, l’arrivo ha un ritmo diverso: meno case, più campi, più silenzio.

Le origini vengono ricondotte al XVI secolo. Tuttavia, la tradizione locale conserva un riferimento più antico: si cita un documento (in Archivio della Curia di Torino) che parlerebbe già nel 1300 della nomina di un rettore. Nel tempo, l’edificio viene ampliato due volte: un primo grande intervento a inizio Seicento, favorito dalla donazione di un terreno, e poi una fase conclusiva che completa il santuario con sacrestia, campaniletto e facciata con portico.

Accanto alla storia “ufficiale” c’è un episodio che resta nella memoria del paese: durante la Seconda guerra mondiale, secondo il racconto popolare, una bomba sarebbe caduta ai piedi del santuario senza esplodere. È una storia che, vera o filtrata dalla tradizione, continua comunque a funzionare come simbolo di protezione.

Fontana Porta del Tempo: l’arte contemporanea che usa un pezzo vero di paese

A due passi dalla parrocchiale trovi la Fontana Porta del Tempo, un’opera moderna dello scultore Elio Garis. Non è una fontana “carina e basta”: è pensata come segno di identità civica. Da un lato richiama le falde acquifere (con l’elemento-fontana), dall’altro inserisce il castello, rimando diretto alla storia e allo stemma comunale.

Poi c’è il colpo di scena, piccolo ma fortissimo: nell’opera è integrato il quadrante in ghisa del vecchio orologio che un tempo era sul campanile. Perciò il “tempo” non resta un concetto astratto: diventa un oggetto reale, recuperato e rimesso in circolo.

Cappella di Sant’Anna: affreschi tardo Quattrocento e presbiterio gotico

La Cappella di Sant’Anna è nel centro storico e viene officiata una volta l’anno per la festa. È piccola, sì, però il suo valore è alto: conserva un presbiterio gotico con volta a crociera e un ciclo di affreschi tardo quattrocenteschi attribuito al Maestro di Cercenasco. Inoltre nasce come cappella legata al castello dei signori locali, poi distrutto nel 1693.

Nell’Ottocento (tra 1843 e 1845) l’edificio viene trasformato: si aggiungono nuove campate e si realizza la facciata attuale, mentre l’antico nucleo diventa la zona presbiteriale. Il passaggio tra le due epoche è segnato da un arcone ogivale molto riconoscibile. L’altare originario, invece, non è più presente.

Il ciclo pittorico racconta la Storia di Maria sulle quattro vele: Sposalizio, Annunciazione, Dormitio Virginis e Incoronazione. Sull’arco compaiono rosoni con volti (un nobile, una dama e Cristo) e, sulla parte esterna dell’arcone, la scena di Gesù Bambino tra i dottori del Tempio. Tuttavia la conservazione è la vera battaglia: gli affreschi hanno sofferto a lungo per umidità e salnitro. Per questo si registrano interventi ripetuti: restauro anti-salnitro nel 1973, restauri negli anni ’90, rifacimento del tetto dal 2014 e nuove cure nel 2017.

FAQ – Le risposte che servono: Cercenasco in breve

Quali sono le tappe principali nel centro storico di Cercenasco?

La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli, la Fontana Porta del Tempo e la Cappella di Sant’Anna sono le tappe più immediate e facili da collegare a piedi

Dove si trova il Santuario di San Firmino?

È in aperta campagna, a circa 1 km dall’abitato di Cercenasco, quindi si raggiunge con una breve deviazione

Perché la Cappella di Sant’Isidoro è considerata “rurale”?

Perché nasce per la protezione dei campi e si trova in campagna, con un impianto semplice: facciata a capanna e navata unica

Che cosa rende speciale la Fontana Porta del Tempo?

Integra un elemento storico vero: il quadrante in ghisa del vecchio orologio del campanile, inserito nell’opera di Elio Garis

La Cappella di Sant’Anna è antica o ottocentesca?

È “doppia”: la navata è ottocentesca (ampliamento 1843–1845), ma il presbiterio conserva il nucleo gotico tardo Quattrocento con gli affreschi del Maestro di Cercenasco

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende