Cappella di Sant’Isidoro di Cercenasco: come è fatta, quando nasce e perché è importante

Da Alessandro Maldera
Gennaio 13, 2026

La Chiesa dei Sant’Isidoro di Cercenasco, conosciuta anche come Cappella di Sant’Isidoro, è un piccolo edificio di culto in aperta campagna, nato per una richiesta concreta: la protezione dei campi e delle coltivazioni. È legata alla vita della borgata e viene utilizzata soprattutto durante la festa locale, quando ospita le celebrazioni. L’impianto è semplice e leggibile, ma la conservazione è condizionata da problemi di umidità.
Cappella di Sant’Isidoro: info e curiosità
Dove si trova e perché è nata
La cappella si trova fuori dal centro abitato, nel paesaggio rurale di Cercenasco. Proprio per questo, la sua origine è comunitaria: fu costruita per invocare, e quindi “rafforzare” simbolicamente, la tutela del lavoro nei campi. L’edificio viene ricondotto al XVIII secolo e, ancora oggi, mantiene una funzione liturgica legata alle ricorrenze della borgata.
Facciata: una “capanna” semplice ma riconoscibile
La facciata è essenziale, eppure ha un suo ordine. È una facciata a capanna in muratura intonacata, sviluppata in altezza e incorniciata da lesene. Sopra, inoltre, compare un timpano triangolare di coronamento.
Al centro si apre il portale d’ingresso, mentre ai lati si trovano due finestre, utili a portare luce nell’aula.
Pianta e struttura: navata unica e volta piatta
L’impianto è lineare: la pianta si sviluppa longitudinalmente in un’unica navata. La struttura è in muratura e la copertura interna della navata è una volta piatta.
Di conseguenza, lo spazio appare sobrio e funzionale, pensato per una devozione locale e non per un apparato monumentale.
Copertura e prospetti laterali
All’esterno, la copertura è in coppi, una soluzione tradizionale diffusa nell’area.
I prospetti laterali sono invece in muratura a vista e presentano due finestre per lato: così l’illuminazione naturale rimane regolare e ben distribuita.
Interno: pavimento in marmo e tracce policrome
All’interno si nota la pavimentazione in marmo grigio e rosso, un dettaglio che dà carattere all’aula. Sulle pareti, inoltre, sono presenti tracce di decorazione policroma, oggi non continue ma ancora utili per capire l’aspetto originario.
Presbiterio e arredi: cosa vedere oggi
Il presbiterio storico non è presente. Quello attuale è rialzato rispetto all’aula e separato da una balaustra in legno.
Gli arredi sono pochi e coerenti con il contesto: è segnalata la presenza di una statua devozionale e di un dipinto.
Stato di conservazione e manutenzioni
La criticità principale è chiara: l’edificio presenta significativi problemi di umidità. Questo elemento pesa sulla lettura di intonaci e finiture e, di conseguenza, rende importanti anche gli interventi di manutenzione. Nel 2010, infatti, risulta documentato un intervento sugli intonaci esterni.
FAQ – Info rapide per orientarsi
È in aperta campagna, quindi fuori dal centro abitato
Per invocare la protezione dei campi e delle coltivazioni, su iniziativa della comunità
Ha navata unica, volta piatta, pavimento in marmo grigio e rosso e tracce di decorazione policroma
Sì: sono segnalati problemi di umidità, con manutenzione degli intonaci esterni documentata nel 2010

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



