Cappella di Sant’Anna di Cercenasco: presbiterio gotico e pitture tardo Quattrocento

Da Alessandro Maldera
Gennaio 09, 2026

Nel centro storico di Cercenasco c’è una cappella piccola solo in apparenza: la Cappella di Sant’Anna conserva un presbiterio gotico con volta a crociera e un ciclo di affreschi tardo quattrocentesco attribuito al Maestro di Cercenasco. Inoltre, la sua storia si lega al castello dei signori locali, distrutto nel 1693. Poi, nell’Ottocento, l’edificio cambia forma e ciò rende ancora più interessante leggere cosa è rimasto dell’impianto originario.
Cappella di Sant’Anna: date, resti medievali e restauri
- Epoca: nucleo originario nell’ultimo quarto del XV secolo, legato al castello locale (distrutto nel 1693)
- Cosa resta dell’antico: presbiterio con volta a crociera e grande arco trionfale
- Affreschi: ciclo mariano tardo Quattrocento del Maestro di Cercenasco
- Interventi: restauro anti-salnitro 1973, restauri anni ’90, tetto dal 2014, nuove cure nel 2017
Dove si trova e perché è speciale
La cappella è nel centro storico di Cercenasco e viene officiata una volta l’anno per la festa di Sant’Anna. Nonostante sia in discreto stato di conservazione, il suo punto forte è delicato: gli affreschi, infatti, hanno sofferto a lungo per l’umidità. Proprio per questo, ogni visita è anche un promemoria: questo è un patrimonio bello, però fragile.
Origini: la cappella del castello (XV secolo)
La costruzione nasce nell’ultimo quarto del XV secolo come cappella legata al castello dei signori di Cercenasco, poi distrutto nel 1693. All’inizio l’edificio era molto più piccolo: corrispondeva, in sostanza, all’attuale zona presbiteriale. Di conseguenza, ciò che oggi emoziona di più non è la navata ottocentesca, ma quello che resta del nucleo medievale.
L’ampliamento ottocentesco che cambia tutto (1843–1845)
Tra 1843 e 1845 la cappella viene prolungata: vengono aggiunte campate (circa 5 metri ciascuna) e, allo stesso tempo, si realizza un nuovo avancorpo che comporta lo smantellamento del vecchio portico e la costruzione della facciata attuale. Quindi l’antica cappella “diventa” l’area presbiteriale dell’edificio che vediamo oggi, mentre la navata acquisisce anche decorazioni ottocentesche su volte e pareti.
Facciata e volumi esterni
La facciata ha uno sviluppo verticale, chiuso da un timpano triangolare, con paraste laterali e portale centrale. Il manto di copertura è a doppia falda in coppi antichi. Inoltre, sulla sinistra della facciata, arretrato, compare il campanile a base quadrata in muratura a vista.
I prospetti laterali sono intonacati e scanditi da lesene a tutta altezza: sul lato sinistro, in alto, si aprono due finestre lunettate e una rettangolare; sul lato destro, invece, compaiono finte finestre.
Dentro la cappella: navata, arco ogivale e presbiterio gotico
L’aula è a navata unica e la copertura, oggi, è una volta a botte articolata in due campate. Tuttavia, il passaggio più scenografico è l’arcone ogivale che separa la navata dal presbiterio: è lui a segnare il confine tra l’Ottocento e il Quattrocento.
Il presbiterio conserva la parte più antica: una volta a crociera con costoloni e il grande arco trionfale che lo collega alla navata. L’altare originario non c’è più, perché è stato rimosso.
Quanto ai pavimenti, la navata ha cementine, mentre il presbiterio è in pietra.
Il ciclo di affreschi: la “Storia di Maria” in quattro vele
Il cuore della Cappella di Sant’Anna è sulla volta gotica del presbiterio, dove un ciclo tardo quattrocentesco racconta la Storia di Maria sulle quattro vele:
- Sposalizio della Vergine
- Annunciazione, con dettagli di forte impatto
- Dormitio Virginis, cioè la morte della Madonna circondata dai dodici apostoli
- Incoronazione della Vergine, con Cristo e il Padre tra angeli
Sull’arco che sostiene la volta compaiono due rosoni con i volti di un nobile e di una dama, probabilmente i signori del tempo; inoltre, al centro c’è un terzo rosone con il volto di Cristo. E, sulla parte esterna dell’arcone, si trova la scena di Gesù Bambino fra i dottori del Tempio.
Dal punto di vista stilistico spiccano, in particolare, gli effetti di chiaroscuro, la resa dei volti, i panneggi più rigidi e una scenografia dipinta che dà ritmo alle scene.
Il “Maestro di Cercenasco” e i confronti in zona
Gli affreschi sono attribuiti a un pittore anonimo noto come Maestro di Cercenasco, attivo nel Pinerolese. Inoltre, allo stesso autore vengono collegati anche gli affreschi della cappella del Boschetto di Frossasco, un confronto utile per chi vuole leggere “a distanza” mano e linguaggio pittorico.
Restauri e tutela: cosa è successo dal 1973 al 2017
Qui bisogna essere chiari: l’umidità ha fatto danni seri, e non è un problema “romantico”, è un problema reale. Per questo:
- nel 1973 viene avviata una prima campagna per rimuovere il salnitro che copriva gran parte delle pitture
- negli anni ’90 si fanno restauri sia interni sia esterni
- il rifacimento del tetto viene avviato dal 2014
- nel 2017 si registrano interventi di manutenzione della copertura e un ulteriore restauro degli affreschi interni
Di conseguenza, oggi la cappella si presenta visitabile, però con una memoria evidente: la conservazione è una battaglia continua, non un timbro messo una volta sola.
FAQ – Pratiche per visitare la Cappella di Sant’Anna
Perché nacque come cappella del castello dei signori di Cercenasco, poi distrutto nel 1693. Quindi l’origine “castellana” spiega anche alcune tracce di rappresentanza, come i volti dei probabili committenti.
Il presbiterio: conserva la volta a crociera e l’impostazione gotica, collegata alla navata dal grande arco trionfale.
Raccontano episodi della Storia di Maria: Sposalizio, Annunciazione, Dormitio e Incoronazione. Inoltre, sull’arcone compaiono rosoni con volti (nobile, dama e Cristo) e, all’esterno, Gesù tra i dottori del Tempio.
Soprattutto per l’umidità e i depositi di salnitro. Proprio per questo è stato necessario un restauro già nel 1973, seguito da altri interventi negli anni successivi.
Tra 1843 e 1845: l’edificio viene prolungato e riplasmato, con nuova facciata e navata, mentre il nucleo quattrocentesco diventa la zona presbiteriale.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



