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Sempre meno mercati a Torino: troppe tasse, in crisi anche Porta Palazzo

Sempre meno mercati a Torino: troppe tasse, in crisi anche Porta Palazzo
Sempre meno mercati a Torino: troppe tasse, in crisi anche Porta Palazzo
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Crisi dei mercati a Torino: dal 2010 ad oggi sono sparite oltre 1.500 licenze

Sono sempre meno i mercati a Torino.
Sempre meno mercati a Torino: troppe tasse, in crisi anche Porta Palazzo
Sempre meno mercati a Torino: troppe tasse, in crisi anche Porta Palazzo
Dal 2010 ad oggi si sono perse ben 1.621 licenze di commercio ambulante, passando da 11.271 licenze a 9.650.
L’unico dato positivo è l’aumento del 20% dei permessi di vendita itineranti, in quanto più economici.
Nonostante ciò, il bilancio è negativo perché la riduzione ha tagliato le entrate, tant’è vero che mancano all’appello due milioni di Tari, la tassa dei rifiuti.
Inoltre, sono tante anche le imprese famigliari che hanno restituito la propria licenza perché non aveva più il valore di una volta.
Non solo licenze in meno, ma anche mercati in meno.
Infatti, prima del 2016 i mercati rionali erano 42, ossia quasi uno per ogni quartiere, un vero e proprio record a livello europeo.
Poi, l’arrivo dei supermercati ha rivoluzionato completamente il modo di fare la spesa.
A fare i conti di questa crisi, nel 2014, si era occupato il Politecnico che, attraverso uno studio, affermò che un mercato su quattro non poteva sopravvivere perché i costi di gestione superavano i guadagni.
In pratica, per il Comune l’incasso delle imposte e della Tari non coprivano le spese per piazzare i banchi, pulite l’area, assicurare l’elettricità e portare via i rifiuti.
Così, si ipotizzò di chiudere e di accorpare alcuni mercati, ma poi si decise di retrocederne solo dieci.
In tal modo nacquero le cosiddette Aree di Copertura Commerciale (ACC) con sei posteggi consentiti e il taglio del passaggio dell’Amiat.
Grazie a questa mossa è stato possibile far sopravvivere gli ex mercati Carlina, Chironi, Bolzano, Mirafiori Sud, Regio Parco, Rua, Falchera Nuova, Lucento, Cena e Grosseto.
Tuttavia, non sono solo i piccoli mercati a risentire della crisi, ma anche Porta Palazzo.
L’anno scorso, al mercato di piazza della Repubblica sono stati tagliati ben 35 posti per debellare l’abusivsmo, ma anche la qualità è diminuita.
Nel 2018 è stata presentata in Comune una petizione firmata da 350 ambulanti per chiedere il rilancio dei mercati e tra le richieste avanzate c’è anche il riconteggio dei debiti degli operatori con la Soris.
Infatti, la cancellazione della Bolkenstein è l’introduzione della sperimentazione della tassa giornaliera non sono state sufficienti.
La richiesta degli ambulanti è quella di ridurre la tassazione, altrimenti il rischio è che a sopravvivere saranno solo i grandi mercati.
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