Popillia japonica a Torino: parchi e orti sotto attacco, il picco potrebbe ancora arrivare

Da Alessandro Maldera
Agosto 19, 2026

Gli insetti Popillia japonica nei parchi di Torino stanno diventando un problema sempre più evidente per il verde cittadino. Il piccolo coleottero di origine asiatica può attaccare numerose specie vegetali, dalle rose ai tigli fino a viti, noccioli e piante coltivate negli orti.
Tra le zone considerate particolarmente favorevoli alla sua diffusione ci sono Parco della Pellerina e Tesoriera, dove prati irrigati e grandi superfici verdi possono facilitare lo sviluppo delle larve. La fase più intensa dell’infestazione torinese, inoltre, potrebbe non essere ancora stata raggiunta.
Popillia japonica a Torino: cosa sapere
Aree sotto osservazione: Pellerina, Tesoriera, orti e giardini urbani
Piante attaccate: rose, tigli, viti, basilico, noccioli e molte altre specie
Pericolo per persone e animali: nessuno
Problema principale: danni alle foglie e alla vegetazione
Monitoraggio in Piemonte: attivo dal 2014
Possibile fase più critica a Torino: 2027 e 2028
Difesa nei piccoli spazi: raccolta manuale, reti protettive e caolino
Insetti Popillia japonica nei parchi di Torino: cosa sta succedendo
La Popillia japonica è ormai presente anche nel verde torinese e può provocare danni visibili a numerose piante.
Gli esemplari adulti si nutrono delle foglie, consumandone progressivamente i tessuti fino a lasciare, nei casi più evidenti, soltanto la struttura delle nervature.
Tra le specie citate come maggiormente esposte figurano rose, tigli, viti, basilico e noccioli.
Il problema interessa quindi contemporaneamente parchi pubblici, giardini privati, coltivazioni e orti urbani.
Pellerina e Tesoriera tra le aree più esposte
A Torino particolare attenzione viene rivolta al Parco della Pellerina e alla Tesoriera.
Le caratteristiche di queste grandi aree verdi possono infatti creare condizioni favorevoli allo sviluppo dell’insetto.
La Popillia trascorre una parte del proprio ciclo vitale sotto terra sotto forma di larva.
Prati estesi e irrigati costituiscono un ambiente particolarmente adatto a questa fase dello sviluppo.
Per questo i grandi parchi cittadini possono diventare zone importanti per la presenza del coleottero.
Perché la Popillia japonica è difficile da contenere
Uno dei problemi principali è la capacità dell’insetto di alimentarsi su un numero molto elevato di specie vegetali.
Nelle aree americane dove è presente, la Popillia può interessare circa 300 specie di piante.
Inoltre non dispone di uno specifico antagonista naturale capace, da solo, di mantenerne stabilmente sotto controllo la popolazione.
La gestione dell’infestazione richiede quindi monitoraggi e interventi ripetuti.
Il Piemonte monitora l’insetto dal 2014
Il problema non è nuovo per il territorio piemontese.
Dal 2014 il Piemonte porta avanti attività di monitoraggio e contenimento, collaborando anche con altre regioni interessate dalla presenza della specie.
L’obiettivo è seguirne la diffusione e limitare per quanto possibile l’espansione verso nuove aree.
L’eradicazione completa, tuttavia, non appare al momento vicina.
Il picco a Torino potrebbe arrivare nel 2027 e 2028
La situazione potrebbe diventare più significativa nei prossimi anni.
L’esperienza maturata nelle aree dove l’infestazione è presente da più tempo mostra infatti che la popolazione dell’insetto può continuare ad aumentare per alcuni anni prima di raggiungere il massimo.
Per Torino viene quindi ipotizzata una fase particolarmente intensa nel 2027 e nel 2028.
Successivamente le popolazioni potrebbero iniziare lentamente a diminuire con la formazione di nuovi equilibri naturali.
Si tratta però di uno scenario previsto sulla base dell’andamento osservato in altre zone, non di una certezza sul numero futuro di esemplari.
Nessun pericolo per persone e animali
La presenza del coleottero può risultare fastidiosa e provocare danni importanti alle piante, ma non rappresenta un pericolo diretto per l’uomo.
Il problema è di natura fitosanitaria.
Non vengono quindi segnalati rischi per le persone o per gli animali domestici legati alla presenza dell’insetto.
L’attenzione resta concentrata soprattutto sulla tutela del verde pubblico, degli orti e delle colture.
Come la Popillia danneggia le piante
Gli esemplari adulti attaccano principalmente le parti vegetali di cui si alimentano.
Sulle foglie il risultato può essere una progressiva scheletrizzazione, con la parte più tenera consumata e le nervature lasciate visibili.
Quando numerosi insetti si concentrano sulla stessa pianta, il danno può diventare particolarmente evidente.
La grande varietà di specie utilizzate come alimento rende inoltre difficile proteggere contemporaneamente tutto il patrimonio vegetale urbano.
I nematodi possono aiutare contro le larve
Tra i sistemi sperimentati per ridurre la presenza dell’insetto figurano trattamenti basati sui nematodi.
Questi organismi possono essere utilizzati per intervenire sulla fase larvale presente nel terreno.
La tecnica richiede però determinate condizioni per essere efficace.
Inoltre non rappresenta una soluzione definitiva quando si devono trattare superfici molto grandi come quelle di un parco cittadino.
Cosa possono fare orti e piccoli giardini
Le possibilità di intervento sono differenti quando il problema riguarda superfici più limitate.
In orti e giardini privati può essere utile raccogliere manualmente gli insetti.
Il momento migliore è rappresentato dalle ore più fresche della giornata, quando gli esemplari risultano meno attivi.
Questa soluzione è naturalmente praticabile soltanto quando il numero di piante e la superficie da controllare restano contenuti.
Reti protettive contro la Popillia
Un altro sistema riguarda l’utilizzo di reti protettive.
La barriera fisica può impedire agli adulti di raggiungere alcune colture particolarmente sensibili.
Anche in questo caso si tratta di una misura più facilmente applicabile in piccoli orti o su singole piante rispetto a grandi superfici pubbliche.
La protezione deve inoltre essere compatibile con le necessità della pianta e con le attività di coltivazione.
La diffusione della Popillia japonica riporta l’attenzione sulla tutela del grande patrimonio verde cittadino. Approfondisci quali sono i principali parchi e giardini di Torino
Il caolino può rendere le foglie meno appetibili
Tra le possibilità indicate compare anche il caolino.
Questa sostanza naturale può essere utilizzata in alcuni casi per creare una copertura sulla vegetazione e rendere le foglie meno appetibili agli insetti.
Non si tratta di uno strumento capace di eliminare definitivamente la Popillia.
Può però rientrare tra le strategie utilizzabili per limitare i danni in piccoli spazi verdi e coltivazioni.
Trappole e controlli per seguire la diffusione
Sul territorio piemontese continua intanto il sistema di sorveglianza.
Il monitoraggio viene effettuato attraverso trappole e controlli sul territorio, utili per conoscere la distribuzione dell’insetto e seguirne l’espansione.
Le informazioni raccolte permettono di individuare le aree maggiormente interessate e osservare l’evoluzione dell’infestazione nel corso del tempo.
Anche le segnalazioni possono contribuire alla conoscenza del fenomeno.
La Popillia può viaggiare sulle automobili
Una delle caratteristiche che favoriscono la diffusione della specie è la capacità degli adulti di spostarsi involontariamente insieme alle attività umane.
La Popillia viene infatti descritta come una sorta di “autostoppista”.
Gli insetti possono posarsi sui veicoli e venire trasportati verso zone nelle quali prima non erano presenti.
Per questo viene raccomandata attenzione negli spostamenti dalle aree interessate dall’infestazione.
Il problema riguarda anche gli orti urbani
A Torino la questione non interessa soltanto i grandi parchi.
Anche gli orti urbani possono offrire alla Popillia numerose piante delle quali alimentarsi.
Basilico, vite e altre specie coltivate possono essere attaccate dagli adulti.
Per chi gestisce appezzamenti di piccole dimensioni diventano quindi importanti il controllo frequente delle piante e gli interventi manuali nelle prime fasi della presenza dell’insetto.
Una sfida per il verde pubblico torinese
La presenza degli insetti Popillia japonica nei parchi di Torino rappresenta soprattutto una nuova difficoltà nella gestione del patrimonio vegetale cittadino.
Pellerina e Tesoriera sono tra le aree da osservare con maggiore attenzione per la presenza di grandi prati e superfici irrigate, mentre orti e giardini devono fare i conti con gli adulti che attaccano numerose specie.
Il punto più delicato riguarda però il futuro. Se l’andamento torinese seguirà quello osservato nelle aree infestate da più tempo, il 2027 e il 2028 potrebbero rappresentare gli anni di maggiore presenza prima di una possibile stabilizzazione naturale.
FAQ – Popillia japonica nei parchi: diffusione e rimedi
No. Il coleottero non è nocivo per l’uomo: il problema riguarda soprattutto piante, coltivazioni e verde urbano.
Tra le aree indicate figurano Pellerina e Tesoriera, dove i grandi prati irrigati favoriscono lo sviluppo delle larve.
Tra quelle citate ci sono rose, tigli, viti, basilico e noccioli, ma l’insetto può alimentarsi su molte altre specie.
La fase più intensa potrebbe verificarsi nel 2027 e nel 2028, sulla base dell’andamento osservato nelle infestazioni più vecchie.
Tra le misure indicate ci sono raccolta manuale nelle ore fresche, reti protettive e, in alcuni casi, caolino.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



