Vendita Villa Capriglio di Torino: la dimora barocca torna sul mercato a 900mila euro

Da Alessandro Maldera
Agosto 19, 2026

La vendita di Villa Capriglio di Torino riapre il futuro di una delle dimore storiche più affascinanti e problematiche della collina torinese. La proprietà di strada Traforo del Pino è stata nuovamente proposta sul mercato nell’estate 2026.
La richiesta è di 900mila euro per circa 2.300 metri quadrati, pari a poco più di 391 euro al metro quadro. Una cifra sorprendentemente bassa rispetto alle dimensioni dell’immobile, dietro alla quale si nasconde però il vero problema: Villa Capriglio necessita di una ristrutturazione praticamente completa.
Villa Capriglio in vendita: i numeri
Superficie: circa 2.300 mq
Prezzo indicativo: circa 391 euro al mq
Piani: 3
Ambienti: 10
Bagni: 3
Parcheggi: 10 posti in una struttura esterna
Condizioni: immobile completamente da restaurare
Tutela: bene culturale sottoposto a vincolo
Villa Capriglio torna nuovamente in vendita
Villa Capriglio è tornata sul mercato dopo essere passata dal patrimonio pubblico a quello privato.
Per anni appartenuta al Comune di Torino, la proprietà è stata acquistata nel 2022 da un gruppo immobiliare privato internazionale.
Nell’agosto 2026 la dimora è stata nuovamente proposta in vendita.
Il prezzo indicato è di 900mila euro, una cifra che, rapportata alla superficie complessiva dell’immobile, porta il valore a circa 391 euro al metro quadro.
Un prezzo al metro quadro insolitamente basso
Il valore unitario colpisce soprattutto se confrontato con il mercato immobiliare torinese.
La quotazione risulta inferiore persino a quella che può essere richiesta per immobili molto più ordinari in quartieri periferici della città o per alcuni box auto.
Ma il confronto può essere fuorviante.
Chi acquista Villa Capriglio non compra infatti semplicemente 2.300 metri quadrati di superficie. Compra soprattutto un grande edificio storico da recuperare integralmente, con tutti i costi e i vincoli che ne derivano.
La ristrutturazione è il vero nodo della vendita
La villa si trova in condizioni molto difficili.
La proprietà comprende tre piani, una decina di ambienti, tre bagni, una grande cucina e una struttura esterna utilizzabile come garage con circa dieci posti auto.
Tuttavia, buona parte delle caratteristiche riportate nella planimetria deve essere letta alla luce dello stato attuale dell’edificio.
Sono necessari interventi importanti su pavimenti, serramenti, copertura e strutture interne.
Il costo necessario per riportare la dimora a una piena utilizzabilità potrebbe quindi essere enormemente superiore al prezzo richiesto per l’acquisto.
Villa Capriglio è sottoposta a tutela
A complicare ulteriormente un eventuale progetto di recupero c’è la natura storica dell’immobile.
Villa Capriglio è infatti tutelata come bene culturale.
Qualsiasi trasformazione significativa deve quindi confrontarsi con le prescrizioni previste per un edificio sottoposto a tutela.
Questo elemento potrebbe rendere particolarmente complessa l’ipotesi di suddividere la villa in numerose unità immobiliari autonome.
Il prezzo di acquisto rappresenta quindi soltanto una parte dell’investimento necessario.
Le richieste arrivate anche dall’estero
La nuova vendita ha attirato rapidamente l’attenzione anche fuori dall’Italia.
Sono arrivate manifestazioni di interesse da Francia, Regno Unito e persino Australia.
Una parte delle richieste non riguarda però l’acquisto dell’intera proprietà.
Alcuni potenziali interessati hanno manifestato curiosità verso un eventuale singolo appartamento nel caso in cui l’edificio venisse completamente recuperato e suddiviso.
Proprio il vincolo storico rende tuttavia questa possibilità tutt’altro che scontata.
Il fenomeno Urbex ha fatto conoscere Villa Capriglio nel mondo
Una parte della notorietà internazionale della villa deriva dal mondo delle esplorazioni urbane, conosciute anche come Urbex.
Negli ultimi anni fotografie, video e racconti dedicati all’edificio abbandonato hanno raggiunto appassionati di strutture storiche dimenticate anche fuori dall’Italia.
Il degrado, gli ambienti vuoti e le numerose leggende costruite intorno alla dimora hanno contribuito ad alimentarne la fama.
Paradossalmente, proprio gli anni di abbandono hanno trasformato Villa Capriglio in un luogo conosciuto molto oltre Torino.
Le leggende sulla Villa Capriglio
Alla storia dell’edificio si accompagna da decenni una quantità notevole di racconti legati a maledizioni, presenze misteriose e presunte pratiche di magia nera.
Le narrazioni si sono diffuse soprattutto a partire dagli anni Settanta e hanno finito per diventare parte dell’immagine popolare della villa.
Non esistono naturalmente elementi che permettano di trasformare queste storie in fatti documentati.
Il loro peso nell’immaginario collettivo rimane però notevole.
Villa Capriglio è diventata così contemporaneamente edificio storico, rudere, luogo Urbex e protagonista di racconti sul lato più misterioso della collina torinese.
Una storia reale più interessante delle leggende
Dietro le storie di fantasmi esiste però una vicenda storica molto più concreta.
Villa Capriglio venne costruita all’inizio del Settecento.
La denominazione deriva da uno dei principali proprietari storici, appartenente alla nobiltà dell’epoca.
Nel corso del tempo la dimora passò successivamente al Demanio e quindi a diverse famiglie benestanti.
Molto più tardi entrò nel patrimonio del Comune di Torino, prima del ritorno alla proprietà privata nel 2022.
Dal Comune di Torino alla proprietà privata
La cessione del 2022 avrebbe potuto aprire una nuova fase per l’edificio.
Dopo decenni segnati da abbandono, degrado e progetti mai arrivati alla completa rinascita, la villa è infatti tornata nelle mani di un soggetto privato.
A quattro anni di distanza, però, la proprietà viene nuovamente proposta sul mercato.
La vendita riporta quindi al punto centrale che accompagna Villa Capriglio da molto tempo: trovare una destinazione economicamente sostenibile e compatibile con il valore storico dell’edificio.
Una possibile sede di rappresentanza
Tra le ipotesi considerate per il futuro c’è quella di trasformare Villa Capriglio in una grande sede di rappresentanza.
La superficie disponibile e il carattere monumentale potrebbero rendere l’immobile interessante per una società o un soggetto istituzionale disposto ad affrontarne il recupero.
In questo scenario la villa rimarrebbe sostanzialmente unitaria, caratteristica potenzialmente più compatibile con la tutela rispetto a un frazionamento in numerosi appartamenti.
Resta naturalmente il problema dell’investimento necessario.
L’ipotesi di un hotel di lusso
Un’altra destinazione immaginata è quella ricettiva.
La villa potrebbe teoricamente essere trasformata in un hotel di fascia alta, valorizzando la posizione collinare, il carattere storico e l’ampia superficie.
Alcuni rendering collegati alla commercializzazione dell’immobile mostrano proprio possibili scenari di recupero come struttura di rappresentanza o albergo di lusso.
Si tratta, però, soltanto di ipotesi progettuali.
Non esiste al momento una destinazione definitiva già autorizzata.
Il frazionamento in appartamenti appare più complesso
L’interesse per eventuali appartamenti dimostra che una trasformazione residenziale potrebbe avere un proprio mercato.
Ma la tutela dell’edificio rende questa strada più difficile.
Suddividere radicalmente una dimora storica significa infatti modificare distribuzione interna, impianti, accessi e servizi.
Ogni intervento dovrebbe essere valutato tenendo conto del valore culturale della struttura.
Per questo il recupero attraverso un’unica grande destinazione potrebbe risultare più realistico rispetto alla creazione di numerose abitazioni autonome.
Perché Villa Capriglio costa così poco al metro quadro
I 391 euro al metro quadro possono sembrare un affare eccezionale.
In realtà il dato non può essere confrontato direttamente con quello di un normale appartamento.
Un’abitazione pronta all’uso comprende impianti, pavimenti, finestre, copertura, servizi e possibilità immediata di utilizzo.
Villa Capriglio necessita invece di lavori radicali.
A questi vanno aggiunti progettazione specialistica, autorizzazioni, interventi compatibili con la tutela e recupero delle parti storiche.
Il vero costo dell’operazione sarà quindi molto superiore ai 900mila euro richiesti per l’acquisto.
La rinascita di Villa Capriglio resta ancora da scrivere
La nuova vendita rappresenta l’ennesimo passaggio nella lunga storia della dimora di strada Traforo del Pino.
Costruita nel Settecento, passata attraverso proprietà nobiliari, Demanio, famiglie private e Comune di Torino, Villa Capriglio è tornata privata nel 2022 e nell’estate 2026 cerca nuovamente un acquirente.
L’interesse non manca, anche dall’estero.
Il vero interrogativo non riguarda però soltanto chi sarà disposto a pagare 900mila euro per 2.300 metri quadrati.
La questione decisiva sarà capire chi avrà le risorse, il progetto e le autorizzazioni necessarie per affrontare un recupero che potrebbe finalmente sottrarre Villa Capriglio a decenni di abbandono.
FAQ – Villa Capriglio: cosa prevede la vendita
La richiesta è di 900mila euro per una superficie complessiva di circa 2.300 metri quadrati.
Il valore indicativo è di circa 391 euro al metro quadro, ma l’edificio necessita di una ristrutturazione completa.
L’ipotesi appare complessa perché la villa è tutelata come bene culturale e un eventuale frazionamento richiederebbe specifiche autorizzazioni.
La nuova vendita ha attirato interesse anche da Francia, Regno Unito e Australia.
Tra gli scenari ipotizzati figurano una sede di rappresentanza o un hotel di lusso, ma al momento non esiste un progetto definitivo.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



