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Nuovi alberi del Valentino in sofferenza: caldo e siccità mettono a rischio le piantumazioni

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Da Alessandro Maldera

Agosto 14, 2026

La moria dei nuovi alberi al parco Valentino nell’agosto 2026 sta diventando visibile lungo diversi viali dell’area verde torinese. Molti giovani esemplari piantati durante la recente riqualificazione appaiono senza foglie, con rami secchi e chiari segnali di stress.

Finora sono stati messi a dimora circa 400 alberi, mentre ne restano ancora un centinaio da piantare. Secondo il quadro riportato, almeno la metà degli esemplari già presenti mostra condizioni di evidente sofferenza, anche se la perdita delle foglie non significa necessariamente che tutte le piante siano morte.

Nuovi alberi del Valentino in breve

Alberi già piantati: circa 400
Ancora da mettere a dimora: circa 100
Esemplari in sofferenza: almeno la metà secondo il quadro riportato
Problema principale: caldo intenso e siccità prolungata
Irrigazione: un intervento alla settimana da luglio
Acqua: tra 100 e 200 litri per albero a intervento
Sostituzioni: previste per gli esemplari che non sopravvivono

Moria nuovi alberi parco Valentino agosto 2026: cosa sta succedendo

In piena estate alcuni settori del Valentino hanno assunto un aspetto insolito.

Decine di giovani alberi risultano completamente spogli, mentre altri presentano rami secchi e chiome fortemente ridotte.

La situazione è particolarmente evidente nella zona compresa tra il Castello utilizzato dalla facoltà di Architettura e Torino Esposizioni, lungo il lato di corso Massimo d’Azeglio.

Problemi simili sono visibili anche sul viale centrale affacciato sul Po e procedendo verso l’arco monumentale di corso Vittorio Emanuele II.

Circa 400 nuovi alberi già messi a dimora

La riqualificazione verde del Valentino prevede complessivamente circa 500 nuove piantumazioni.

Al momento ne risultano realizzate circa 400, mentre un ulteriore centinaio deve ancora essere completato.

La fase più delicata è proprio quella successiva alla messa a dimora. Un albero giovane non dispone ancora di un apparato radicale sufficientemente sviluppato per procurarsi autonomamente l’acqua necessaria nei periodi più caldi.

Per questo temperature elevate e precipitazioni scarse possono avere effetti molto più pesanti sulle piante appena inserite.

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Almeno metà dei nuovi alberi mostra segni di sofferenza

Secondo il quadro descritto, almeno la metà dei 400 alberi già piantati presenta condizioni visibili di stress.

Foglie cadute, chiome quasi scomparse e rami apparentemente secchi fanno temere la perdita di una parte delle nuove piantumazioni.

Tuttavia, un albero che perde completamente le foglie durante un periodo di forte stress idrico non è necessariamente morto. In alcuni casi la pianta riduce temporaneamente la propria attività per limitare la dispersione d’acqua.

La reale sopravvivenza degli esemplari potrà quindi essere valutata con maggiore precisione dopo il superamento della fase più critica.

Una trentina di specie differenti nel nuovo Valentino

Il progetto ha scelto di non affidarsi a una sola specie.

Sono state utilizzate circa 30 varietà arboree, selezionate insieme agli uffici competenti e considerando anche i vincoli paesaggistici del parco.

Tra gli alberi presenti figurano soprattutto aceri platanoides, aceri pseudoplatani, platani, gleditsie, cercis, peri calleriana, liquidambar e zelkove.

La diversificazione dovrebbe aumentare la biodiversità e ridurre il rischio che un singolo problema climatico o fitosanitario colpisca contemporaneamente tutto il patrimonio appena realizzato.

Le specie sono state inoltre individuate privilegiando quelle considerate maggiormente adattabili a temperature elevate e disponibilità idrica ridotta.

Il caldo dell’estate 2026 mette alla prova le nuove piante

La scelta di essenze più resistenti non elimina però la fase critica dell’attecchimento.

L’estate 2026 sta sottoponendo i giovani alberi a temperature molto alte e lunghi periodi senza precipitazioni sufficienti.

Una pianta appena trapiantata ha bisogno di tempo prima di stabilizzare l’apparato radicale nel terreno. Per questo anche specie considerate resistenti al caldo possono entrare rapidamente in sofferenza.

Nel caso del Valentino, le difficoltà climatiche si sommano quindi alla necessità di garantire una manutenzione intensiva.

Gli alberi compromessi saranno sostituiti

Il contratto relativo ai lavori prevede la sostituzione degli alberi che non riescono ad attecchire e muoiono.

Questo significa che gli esemplari definitivamente compromessi non dovrebbero rimanere all’interno del nuovo assetto del parco.

Prima della sostituzione sarà però necessario distinguere le piante effettivamente morte da quelle che hanno semplicemente perso le foglie a causa dello stress estivo.

La condizione apparentemente molto secca di alcune chiome può infatti essere compatibile con una pianta ancora vitale.

Torino aumenta le irrigazioni dei giovani alberi

Il problema non riguarda soltanto il Valentino.

Dall’inizio della primavera Torino ha attivato un programma straordinario di irrigazione rivolto ai giovani alberi presenti in città.

Il piano coinvolge circa 5.000 esemplari piantati negli ultimi cinque anni, considerati la parte più vulnerabile del patrimonio arboreo perché ancora incapaci di approvvigionarsi autonomamente di acqua.

Con l’aumento delle temperature, la frequenza degli interventi è stata progressivamente intensificata.

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Dalle due irrigazioni mensili a una ogni settimana

All’inizio della primavera erano previste due irrigazioni al mese.

Da maggio gli interventi sono saliti a tre mensili.

Poi, con l’arrivo della fase più calda, dall’inizio di luglio si è passati a un’irrigazione ogni settimana.

La frequenza è stata quindi più che raddoppiata rispetto alla fase iniziale della stagione.

Fino a 200 litri d’acqua per ogni albero

Ogni giovane albero riceve tra 100 e 200 litri d’acqua per ciascun intervento.

Le operazioni vengono eseguite dalle imprese incaricate della manutenzione del verde.

Per garantire la continuità degli interventi sono impegnate quotidianamente circa dieci squadre dotate di autobotti.

Si tratta di un sistema necessario soprattutto nelle aree dove gli alberi non possono contare su irrigazione automatica o su riserve idriche sufficienti nel terreno.

Irrigazioni costate circa 150mila euro fino a luglio

L’emergenza climatica ha anche un costo economico.

Alla fine di luglio 2026, la spesa sostenuta per il piano straordinario di irrigazione dei giovani alberi aveva raggiunto circa 150mila euro.

L’investimento serve a proteggere le piantumazioni realizzate negli ultimi anni ed evitare che una parte consistente del patrimonio appena creato venga persa durante le estati più calde.

In caso contrario, alle spese sostenute per piantare gli alberi si aggiungerebbero quelle necessarie per sostituirli.

Il problema non riguarda soltanto gli alberi appena piantati

Il caldo riapre anche un tema più ampio sulla gestione del verde urbano.

Piantare nuovi alberi è importante, ma gli interventi devono essere accompagnati dalla manutenzione degli esemplari adulti già presenti.

Un grande albero maturo svolge infatti funzioni ambientali che una pianta giovane non può sostituire immediatamente.

Ombra, assorbimento della CO₂, regolazione della temperatura, ritenzione dell’acqua e capacità di ospitare biodiversità aumentano con la crescita dell’esemplare.

Servono decenni perché un giovane albero diventi adulto

Secondo la valutazione tecnica riportata nel materiale di partenza, possono servire almeno 40 anni perché un giovane albero arrivi a svolgere pienamente le funzioni vitali e ambientali di un esemplare adulto.

La questione riguarda quindi non soltanto il numero delle nuove piantumazioni, ma anche la loro sopravvivenza nel lungo periodo.

Proteggere gli alberi già maturi e garantire l’attecchimento di quelli nuovi diventano due parti dello stesso problema.

Il caso del Valentino nell’agosto 2026 mostra quanto le temperature estreme possano rendere più complessa la gestione del verde urbano anche quando vengono scelte specie considerate adatte a condizioni climatiche più calde.

FAQ – Caldo e siccità al Valentino: cosa sapere

Quanti nuovi alberi sono stati piantati al Valentino?

Ne risultano già messi a dimora circa 400, mentre il progetto ne prevede ancora un centinaio.

Quanti alberi sono in sofferenza?

Secondo il quadro riportato, almeno la metà degli esemplari già piantati mostra evidenti segnali di stress.

Gli alberi senza foglie sono tutti morti?

No. La perdita delle foglie può essere una risposta allo stress idrico e al caldo. Solo i controlli successivi permetteranno di capire quali piante siano realmente compromesse.

Quanto vengono irrigati i giovani alberi?

Da luglio gli interventi sono settimanali e ogni esemplare riceve generalmente tra 100 e 200 litri d’acqua.

Cosa succederà agli alberi morti?

Il contratto prevede la sostituzione degli esemplari che non sopravvivono alla fase di attecchimento.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende