Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Trasporti » Autovelox a Torino, incassi dimezzati nel 2025: Beinasco supera il capoluogo

Autovelox a Torino, incassi dimezzati nel 2025: Beinasco supera il capoluogo

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Agosto 10, 2026

Tecnici al lavoro su un impianto semaforico lungo un viale alberato di Torino in una giornata estiva

Nel 2025 il Comune di Torino ha dichiarato circa 1,39 milioni di euro di proventi dalle sanzioni per eccesso di velocità. La cifra è quasi dimezzata rispetto ai 2,66 milioni registrati nel 2024.

Il capoluogo è stato superato da Beinasco, Collegno e Rivoli. La situazione è però cambiata nei primi mesi del 2026, con il ritorno in funzione di più postazioni fisse e la riattivazione dell’autovelox di corso Unità d’Italia.

Oltre 39 milioni dalle multe per eccesso di velocità in Piemonte

Nel 2025 gli enti locali piemontesi hanno dichiarato complessivamente più di 39 milioni di euro derivanti dai controlli sui limiti di velocità.

I dati comprendono i proventi generati da autovelox fissi e mobili, tutor e altri strumenti utilizzati per accertare le violazioni dell’articolo 142 del Codice della Strada.

L’analisi è stata elaborata da Facile.it utilizzando i rendiconti trasmessi dagli enti al Ministero dell’Interno. Si tratta quindi dei proventi dichiarati nei documenti ufficiali, non del numero complessivo delle contravvenzioni elevate.

Focus sulle sanzioni

– Proventi complessivi dichiarati in Piemonte: oltre 39 milioni di euro
– Incassi del Comune di Torino: 1.394.189 euro
– Incassi di Torino nel 2024: circa 2,66 milioni di euro
– Riduzione annuale: quasi il 48%
– Comune piemontese con i proventi più alti: Beinasco
– Proventi della Città Metropolitana di Torino: 2.026.798 euro

Beinasco davanti a Torino nella classifica dei Comuni

Il risultato più evidente riguarda la classifica dei singoli Comuni piemontesi.

Beinasco occupa il primo posto con 2.321.176 euro. Seguono Collegno, con 1.723.168 euro, e Rivoli, con 1.410.520 euro.

Torino si ferma a 1.394.189 euro e si colloca quindi al quarto posto. Alle sue spalle figurano Strevi, in provincia di Alessandria, con circa 1,17 milioni, e Pinerolo, con 854.989 euro.

La graduatoria non permette però di stabilire automaticamente dove gli automobilisti guidino peggio. I proventi dipendono anche dal numero e dalla posizione degli impianti, dai flussi di traffico, dai periodi di funzionamento e dall’importo delle singole sanzioni.

La classifica piemontese degli incassi comunali

Tra i Comuni con i proventi più elevati nel 2025 figurano:

  1. Beinasco: 2.321.176 euro
  2. Collegno: 1.723.168 euro
  3. Rivoli: 1.410.520 euro
  4. Torino: 1.394.189 euro
  5. Strevi: circa 1,17 milioni di euro
  6. Pinerolo: 854.989 euro

Beinasco compare anche al decimo posto nella classifica nazionale dei Comuni non capoluogo con i maggiori proventi da accertamento delle violazioni dei limiti di velocità.

Torino dimezza i proventi rispetto al 2024

Il dato del capoluogo mostra una contrazione particolarmente netta.

Nel 2024 Torino aveva dichiarato circa 2,66 milioni di euro. Nel 2025 la cifra è scesa a 1,39 milioni, con una riduzione di circa 1,27 milioni di euro.

La flessione è stata collegata soprattutto alla disponibilità limitata degli impianti. Per buona parte dell’anno, l’unico autovelox fisso rimasto attivo con continuità è stato quello di corso Regina Margherita.

Il dispositivo ha rilevato mediamente circa 1.600 infrazioni al mese, ma non è stato sufficiente a mantenere i livelli di proventi dell’anno precedente.

Perché i dati sugli incassi non coincidono con il numero delle multe

Il valore economico dichiarato da un Comune non permette di ricostruire direttamente il numero delle sanzioni.

Una violazione lieve può comportare un importo molto diverso rispetto a un superamento del limite più grave. Inoltre, alcuni pagamenti possono essere effettuati in misura ridotta, altri possono arrivare nell’anno successivo e alcune multe possono essere contestate o annullate.

Per questo motivo, proventi e numero di verbali sono due indicatori differenti. La classifica economica misura le somme dichiarate dagli enti, non il numero esatto degli automobilisti sanzionati.

Le Province piemontesi con i proventi maggiori

Accanto ai Comuni bisogna considerare le strade controllate dalle amministrazioni provinciali e dalla Città Metropolitana.

La Provincia di Asti guida la graduatoria regionale con oltre 8,64 milioni di euro. Seguono Alessandria con 5,92 milioni e Cuneo con circa 2,8 milioni.

La Città Metropolitana di Torino ha dichiarato 2.026.798 euro, mentre la Provincia di Vercelli si è attestata intorno a 1,4 milioni.

A livello nazionale, Asti risulta la terza amministrazione provinciale per proventi da accertamento delle violazioni dei limiti di velocità, dietro Brescia e Pisa.

Le amministrazioni piemontesi con i proventi maggiori

– Provincia di Asti: 8.647.489 euro
– Provincia di Alessandria: 5.922.322 euro
– Provincia di Cuneo: circa 2,8 milioni di euro
– Città Metropolitana di Torino: 2.026.798 euro
– Provincia di Vercelli: circa 1,4 milioni di euro

Nel 2026 tornano a crescere le sanzioni a Torino

Il quadro è cambiato nei primi mesi del 2026.

Tra gennaio e maggio, con tre postazioni fisse attive, la Polizia Locale ha elevato 24.790 sanzioni. Nel solo primo trimestre ne erano già state registrate 13.478.

La media ha raggiunto circa 150 verbali al giorno, contro gli 89 giornalieri del 2025. L’incremento è stato quindi vicino al 64%.

Questi numeri riguardano però il 2026 e non devono essere confusi con i proventi economici dichiarati per il 2025.

Il ritorno dell’autovelox in corso Unità d’Italia

Dalla mezzanotte del 6 luglio 2026 è tornato in funzione l’autovelox fisso di corso Unità d’Italia.

Il dispositivo si trova sulla passerella ciclopedonale sopraelevata nei pressi della Scuola di Amministrazione Aziendale. Controlla i veicoli diretti verso Torino e rileva il superamento del limite di 70 chilometri orari.

Il sistema è stato approvato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La fornitura e l’installazione sono state affidate a 5T per un costo complessivo di 198 mila euro.

L’impianto fotografa i veicoli che risultano in presunta violazione e trasmette i dati al centro di controllo per le verifiche e la verbalizzazione della Polizia Locale.

Secondo il Comune, non vengono conservate immagini o informazioni relative ai mezzi che rispettano il limite.

Una multa ogni nove minuti nei primi dieci giorni

Nei primi dieci giorni di attività, l’autovelox di corso Unità d’Italia ha rilevato 1.620 violazioni.

Il dato corrisponde a una sanzione ogni nove minuti circa e rappresenta il ritmo più elevato tra gli impianti fissi attivi in città in quella fase.

Prima dello stop del febbraio 2025, il precedente dispositivo installato nello stesso corso registrava mediamente 1.590 multe al mese. Nei primi dieci giorni della nuova attività è stata quindi superata la vecchia media mensile.

Il confronto deve comunque essere considerato provvisorio. Per capire se il ritmo resterà stabile serviranno dati riferiti a un periodo più lungo.

Quanto costano le multe per eccesso di velocità

Gli importi dipendono da quanto viene superato il limite.

Per un eccesso non superiore a 10 chilometri orari, la sanzione parte da 42 euro. Per chi supera il limite di oltre 60 chilometri orari, l’importo può arrivare a 3.382 euro.

Nei casi più gravi sono previste anche la decurtazione di dieci punti e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Le sanzioni pecuniarie aumentano di un terzo quando l’infrazione viene commessa tra le 22 e le 7.

Attenzione agli importi
Le cifre indicate rappresentano gli intervalli previsti dal Codice della Strada. L’importo effettivo dipende dalla velocità rilevata, dalla tolleranza applicata, dall’orario e da eventuali recidive

Il limite in corso Unità d’Italia resta di 70 chilometri orari

Il nuovo impianto non ha modificato il limite di velocità della strada.

In corso Unità d’Italia si può continuare a viaggiare fino a 70 chilometri orari, salvo diverse indicazioni temporanee legate a cantieri o altre necessità.

L’autovelox accerta il superamento della soglia prevista, tenendo conto della tolleranza stabilita dalla normativa. La sua presenza è indicata dalla segnaletica richiesta dal Ministero.

L’aumento del traffico durante l’estate

I dati sugli autovelox sono stati diffusi durante il periodo degli spostamenti estivi.

Le stime richiamate nell’analisi indicavano circa 15 milioni di italiani pronti a utilizzare l’automobile per raggiungere la destinazione delle vacanze.

Nello stesso contesto venivano ricordati 2.706 incidenti con lesioni registrati in Piemonte durante il periodo considerato, con un picco di 1.021 sinistri nel mese di luglio.

Il collegamento tra controlli e sicurezza stradale resta però distinto dal tema degli incassi. Lo scopo dichiarato degli impianti è ridurre la velocità nei tratti considerati più pericolosi, mentre i proventi rappresentano la conseguenza economica delle violazioni accertate.

Il confronto tra il 2025 e il 2026

Il 2025 è stato caratterizzato da una riduzione degli incassi per Torino, dovuta anche al funzionamento limitato degli impianti fissi.

Nel 2026, invece, il ritorno in attività di più dispositivi ha fatto crescere rapidamente il numero dei verbali. Il nuovo autovelox di corso Unità d’Italia ha rafforzato ulteriormente questa tendenza.

Per conoscere l’impatto economico effettivo sarà però necessario attendere i rendiconti relativi all’intero 2026. Il numero delle violazioni registrate durante l’anno non può essere trasformato automaticamente in una previsione precisa degli incassi.

FAQ – Cosa sapere sulle sanzioni degli autovelox a Torino nel 2025

Quanto ha incassato Torino dagli autovelox nel 2025?

Il Comune ha dichiarato 1.394.189 euro di proventi derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità.

Quanto aveva incassato Torino nel 2024?

Nel 2024 i proventi erano stati pari a circa 2,66 milioni di euro. La riduzione nel 2025 è stata quindi vicina al 48%

Quale Comune piemontese ha dichiarato i proventi maggiori?

Beinasco è al primo posto con 2.321.176 euro, davanti a Collegno, Rivoli e Torino.

Perché Beinasco ha superato Torino?

La classifica dipende dalla presenza e dal funzionamento degli impianti, dai flussi di traffico e dagli importi delle sanzioni. Non dimostra automaticamente che a Beinasco siano state elevate più multe.

Quanti autovelox erano attivi a Torino nel 2025?

Per gran parte dell’anno è rimasto operativo con continuità un solo dispositivo fisso, quello di corso Regina Margherita.

Gli incassi corrispondono al numero delle multe?

No. L’importo dipende dalla gravità dell’infrazione, dal momento del pagamento e da altri elementi. I proventi economici e il numero dei verbali sono due dati differenti.

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende