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Ecco le undici zone di Torino Metropolitana

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Da Alessandro Maldera

Gennaio 28, 2015

Ecco le undici zone di Torino Metropolitana

Torino, cuore pulsante del Piemonte, si estende ben oltre i confini della città stessa, abbracciando un’area vasta e variegata che costituisce la Città Metropolitana di Torino. Questa realtà amministrativa, nata dalla trasformazione della precedente Provincia, si articola in undici zone omogenee, ciascuna con le proprie peculiarità storiche, culturali ed economiche. Esploriamo insieme questo affascinante mosaico territoriale, scoprendo le caratteristiche che rendono unica ogni zona e come esse si integrano per formare un sistema metropolitano dinamico e ricco di potenzialità.

La suddivisione in zone omogenee non è solo un esercizio burocratico, ma riflette una visione strategica di governance che mira a valorizzare le specificità locali all’interno di un quadro metropolitano coeso. Questo approccio permette di affrontare le sfide dello sviluppo territoriale con maggiore efficacia, tenendo conto delle esigenze particolari di ogni area e, al contempo, promuovendo sinergie e collaborazioni su scala più ampia.

Nel corso di questo viaggio virtuale attraverso le zone metropolitane di Torino, avremo modo di apprezzare la diversità paesaggistica che spazia dalle vette alpine alle dolci colline, passando per le pianure fertili e i centri urbani ricchi di storia. Scopriremo come ogni zona contribuisce all’identità complessiva dell’area metropolitana, portando con sé tradizioni, innovazioni e prospettive uniche per il futuro.

Preparatevi a esplorare un territorio che, pur mantenendo salde radici nella sua storia millenaria, guarda con fiducia al domani, pronto a cogliere le opportunità offerte da una gestione territoriale moderna e integrata. Le zone metropolitane di Torino non sono solo suddivisioni amministrative, ma veri e propri microcosmi dove passato, presente e futuro si intrecciano in un dialogo continuo, creando un tessuto sociale ed economico vibrante e resiliente.

La Genesi delle Zone Metropolitane

La creazione delle zone metropolitane di Torino rappresenta un capitolo significativo nella storia amministrativa della regione. Questo processo di riorganizzazione territoriale non è nato dal nulla, ma è il frutto di un’attenta analisi e di un lungo percorso di consultazioni che ha coinvolto diverse parti interessate.

L’idea di suddividere il vasto territorio della Città Metropolitana in zone omogenee è emersa dalla necessità di gestire in modo più efficace e mirato le diverse realtà che compongono questa complessa area geografica. La Commissione incaricata di elaborare questa suddivisione ha lavorato tenendo conto di molteplici fattori, tra cui le caratteristiche geografiche, le tradizioni storiche, le dinamiche socio-economiche e le esigenze di sviluppo di ciascuna area.

Il processo di definizione delle zone ha richiesto un approccio multidisciplinare, coinvolgendo esperti di pianificazione territoriale, sociologi, economisti e rappresentanti delle comunità locali. Questo team eterogeneo ha permesso di considerare ogni aspetto rilevante nella delineazione dei confini delle zone, garantendo che la suddivisione finale rispecchiasse al meglio la realtà sul campo.

Un elemento chiave nella definizione delle zone metropolitane è stato il rispetto delle identità locali. Si è cercato di preservare i legami storici e culturali tra i comuni, evitando di creare divisioni artificiali che avrebbero potuto minare il senso di appartenenza delle comunità. Allo stesso tempo, si è puntato a creare unità territoriali sufficientemente ampie da poter gestire in modo efficiente servizi e risorse.

La proposta finale, approvata dal Consiglio metropolitano, ha visto la luce dopo un intenso lavoro di mediazione e affinamento. Le undici zone risultanti rappresentano un equilibrio tra la necessità di una gestione amministrativa efficace e il rispetto delle peculiarità locali, ponendo le basi per una governance territoriale innovativa e partecipativa.

Zona 1: Torino, il cuore pulsante

Al centro delle zone metropolitane di Torino troviamo la Zona 1, che coincide con il comune di Torino stesso. Questa zona, pur essendo la più piccola in termini di estensione territoriale, è indubbiamente il fulcro dell’intera area metropolitana, sia dal punto di vista demografico che economico e culturale.

Torino, con la sua ricca storia che affonda le radici nell’epoca romana, si presenta oggi come una città in continua evoluzione. Il suo tessuto urbano racconta secoli di sviluppo, dalle maestose residenze sabaude, patrimonio UNESCO, ai moderni quartieri che testimoniano la trasformazione post-industriale della città.

Il capoluogo piemontese non è solo un museo a cielo aperto, ma un centro vitale di innovazione e cultura. Qui si concentrano le principali istituzioni accademiche, tra cui l’Università degli Studi e il Politecnico, che attirano studenti e ricercatori da tutto il mondo. Il panorama culturale è arricchito da musei di fama internazionale, come il Museo Egizio e il Museo Nazionale del Cinema, che contribuiscono a fare di Torino una meta turistica di primo piano.

L’economia della Zona 1 è caratterizzata da una forte presenza del settore terziario avanzato, con un’importante concentrazione di servizi finanziari, attività di ricerca e sviluppo, e industrie creative. Allo stesso tempo, la tradizione industriale della città continua a evolversi, con un focus crescente sull’innovazione tecnologica e la sostenibilità.

La mobilità urbana rappresenta una sfida e un’opportunità per la Zona 1. Il sistema di trasporto pubblico, con la sua rete di metropolitana in espansione e il servizio ferroviario metropolitano, gioca un ruolo cruciale nel collegare il centro con le zone periferiche e i comuni limitrofi, contribuendo a ridurre il traffico e l’inquinamento.

Zone 2, 3 e 4: L’Anello Metropolitano

Le Zone 2, 3 e 4 formano quello che potremmo definire l’anello metropolitano di Torino, comprendendo i comuni della prima cintura che circondano il capoluogo. Queste aree, pur mantenendo una propria identità, sono strettamente interconnesse con la città centrale, formando un continuum urbano che sfuma i confini amministrativi in una realtà metropolitana integrata.

La Zona 2, denominata AMT Ovest, include comuni come Collegno, Grugliasco e Rivoli. Quest’area si caratterizza per una forte presenza industriale, con importanti insediamenti produttivi che hanno saputo rinnovarsi nel tempo. La presenza del polo universitario di Grugliasco rappresenta un importante motore di innovazione e ricerca per l’intera zona.

Spostandoci verso sud, troviamo la Zona 3, AMT Sud, che comprende centri come Moncalieri, Nichelino e Orbassano. Questa zona si distingue per un mix equilibrato tra aree residenziali, zone industriali e spazi verdi. La presenza del Parco di Stupinigi, con la sua maestosa Palazzina di Caccia, offre un polmone verde di inestimabile valore storico e naturalistico.

Completando l’anello, la Zona 4, AMT Nord, include comuni come Settimo Torinese e San Mauro Torinese. Quest’area ha vissuto una significativa trasformazione negli ultimi decenni, passando da una vocazione prettamente industriale a un tessuto economico più diversificato, con una crescente attenzione alla qualità della vita e alla sostenibilità ambientale.

Le tre zone dell’anello metropolitano giocano un ruolo cruciale nel sistema dei trasporti dell’area torinese. La rete di collegamenti stradali e ferroviari che le attraversa non solo facilita gli spostamenti verso il centro di Torino, ma crea anche connessioni trasversali tra i vari comuni, favorendo una mobilità più fluida e sostenibile.

Lo sviluppo di queste zone è caratterizzato da un delicato equilibrio tra la necessità di preservare l’identità dei singoli comuni e l’esigenza di integrazione in un sistema metropolitano più ampio. Progetti di rigenerazione urbana, valorizzazione del patrimonio culturale e creazione di nuovi spazi pubblici sono al centro delle strategie di sviluppo, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei residenti e l’attrattività del territorio.

Zona 5: Il Pinerolese, Tra Storia e Natura

La Zona 5, corrispondente al Pinerolese, si estende a sud-ovest di Torino, abbracciando un territorio vasto e variegato che va dalle pianure ai primi contrafforti alpini. Questa zona, con i suoi 45 comuni, rappresenta un microcosmo di straordinaria ricchezza paesaggistica, storica e culturale all’interno della Città Metropolitana di Torino.

Il cuore pulsante di questa zona è Pinerolo, città di antiche origini che ha giocato un ruolo significativo nella storia del Piemonte. Con il suo centro storico ben conservato, Pinerolo offre ai visitatori un tuffo nel passato, tra palazzi nobiliari, chiese barocche e pittoreschi vicoli. La città è anche nota per la sua tradizione equestre, testimoniata dal Museo Storico dell’Arma di Cavalleria, unico nel suo genere in Italia.

Il territorio del Pinerolese è caratterizzato da una notevole diversità ambientale. Dalle fertili pianure agricole, dove si coltivano cereali e frutta, si passa gradualmente alle colline coperte di vigneti e noccioleti, per poi salire verso le valli alpine. Questa varietà paesaggistica si traduce in una ricchezza di produzioni agroalimentari di qualità, che vanno dai vini DOC ai formaggi d’alpeggio, passando per le pregiate nocciole del Piemonte IGP.

Le valli del Pinerolese, come la Val Chisone e la Val Pellice, offrono scenari naturali di grande bellezza e sono meta privilegiata per gli amanti dell’outdoor. In inverno, le stazioni sciistiche come Sestriere e Pragelato attirano appassionati di sport invernali, mentre in estate i sentieri di montagna si popolano di escursionisti e mountain bikers.

Un aspetto peculiare di questa zona è la presenza delle comunità valdesi, che hanno profondamente influenzato la storia e la cultura locale. I templi valdesi e i musei dedicati alla storia di questa minoranza religiosa rappresentano un’importante attrattiva culturale e testimoniano la ricchezza e la diversità del patrimonio storico del territorio.

L’economia del Pinerolese, tradizionalmente basata sull’agricoltura e sull’industria manifatturiera, sta vivendo una fase di transizione verso un modello più diversificato. Il turismo, in particolare quello legato alla natura e all’enogastronomia, sta assumendo un ruolo sempre più rilevante, offrendo nuove opportunità di sviluppo sostenibile per l’intera zona.

Zona 6: Valli Susa e Sangone, Porte delle Alpi

La Zona 6, che comprende le Valli Susa e Sangone, rappresenta un territorio di straordinaria importanza strategica e naturalistica all’interno della Città Metropolitana di Torino. Questa zona, che si estende dalle porte di Torino fino al confine con la Francia, è caratterizzata da una morfologia variegata che spazia dalle basse valli fino alle maestose cime alpine.

La Val di Susa, in particolare, ha sempre rivestito un ruolo cruciale come via di comunicazione tra l’Italia e la Francia. Questa funzione storica è oggi rinnovata dal progetto della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, un’opera infrastrutturale di portata europea che, pur non esente da controversie, promette di rafforzare il ruolo della valle come corridoio di trasporto internazionale.

Il patrimonio storico e culturale della Zona 6 è di inestimabile valore. Lungo la Valle di Susa si snoda un percorso costellato di testimonianze del passato, dalle antiche vestigia romane ai maestosi castelli medievali, fino alle fortificazioni sabaude. Spiccano in particolare l’Abbazia di Novalesa, gioiello dell’architettura romanica, e la Sacra di San Michele, simbolo del Piemonte che domina l’imbocco della valle.

Dal punto di vista naturalistico, la zona offre scenari di straordinaria bellezza. I parchi naturali, come quello dell’Orsiera-Rocciavrè e dei Laghi di Avigliana, preservano ecosistemi unici e offrono opportunità per attività all’aria aperta in tutte le stagioni. Le stazioni sciistiche della alta Val di Susa, tra cui Bardonecchia e Sestriere, sono mete rinomate per gli sport invernali e hanno ospitato eventi di rilevanza internazionale come le Olimpiadi Invernali del 2006.

L’economia della Zona 6 si basa su un mix di attività tradizionali e innovative. Accanto al turismo, che rappresenta un settore trainante, persistono attività industriali, soprattutto nella bassa valle, e un’agricoltura di qualità che valorizza prodotti tipici come i vini della Val di Susa DOC. Negli ultimi anni, si è assistito anche a un crescente interesse per lo sviluppo di attività legate all’economia verde e alle energie rinnovabili.

La sfida per questa zona è quella di conciliare lo sviluppo economico con la preservazione del patrimonio naturale e culturale. Progetti di turismo sostenibile, valorizzazione delle produzioni locali e iniziative di mobilità dolce stanno emergendo come strategie per un futuro che sappia coniugare tradizione e innovazione.

Zona 7: Ciriacese e Valli di Lanzo, Tra Pianura e Montagna

La Zona 7, che comprende il Ciriacese e le Valli di Lanzo, rappresenta un’area di transizione tra la pianura torinese e l’ambiente alpino. Questa zona, con i suoi 40 comuni, offre un panorama variegato che spazia dalle fertili campagne alle aspre vette delle Alpi Graie, creando un mosaico di paesaggi e culture di straordinaria ricchezza.

Il cuore pulsante di questa zona è Ciriè, centro di medie dimensioni che funge da polo di riferimento per i servizi e le attività economiche dell’area. La città, con la sua storia millenaria, conserva un centro storico di pregio, testimonianza di un passato ricco e importante. Oggi, Ciriè si presenta come un centro dinamico, capace di coniugare tradizione e innovazione, con un tessuto produttivo diversificato che spazia dall’industria manifatturiera ai servizi avanzati.

Le Valli di Lanzo, composte dalle tre valli principali (Val Grande, Val d’Ala e Valle di Viù) e dalle valli minori, rappresentano un territorio di straordinaria bellezza naturalistica. Queste valli, un tempo meta di villeggiatura dell’aristocrazia torinese, oggi si propongono come destinazione ideale per un turismo sostenibile e di prossimità. I borghi alpini, con le loro architetture tradizionali in pietra, i sentieri escursionistici e le aree protette come il Parco naturale di Lanzo offrono molteplici opportunità per gli amanti della natura e delle attività outdoor.

L’economia della Zona 7 si caratterizza per una marcata dualità. Nelle aree di pianura e di bassa valle, prevale un’economia mista, con la presenza di piccole e medie imprese, attività agricole intensive e un settore terziario in crescita. Salendo verso le alte valli, l’economia si basa principalmente sul turismo, sull’agricoltura di montagna e sull’artigianato tradizionale.

Un aspetto peculiare di questa zona è la forte tradizione enogastronomica, che si esprime attraverso prodotti tipici come i formaggi d’alpeggio, i salumi di montagna e i vini della zona collinare. Queste eccellenze rappresentano non solo un patrimonio culturale da preservare, ma anche un’importante risorsa per lo sviluppo di un turismo enogastronomico di qualità.

La sfida per il futuro della Zona 7 è quella di trovare un equilibrio tra lo sviluppo economico e la preservazione dell’ambiente naturale e culturale. Progetti di rivitalizzazione dei borghi alpini, iniziative di turismo sostenibile e valorizzazione delle filiere produttive locali sono al centro delle strategie di sviluppo territoriale, con l’obiettivo di creare nuove opportunità per i giovani e contrastare lo spopolamento delle aree montane.

Zona 8: Canavese Occidentale, Terra di Tradizioni e Innovazione

La Zona 8, corrispondente al Canavese Occidentale, si estende a nord di Torino, abbracciando un territorio che va dalle pianure ai primi rilievi alpini. Questa zona, con i suoi 46 comuni, rappresenta un’area di grande interesse storico, culturale ed economico all’interno della Città Metropolitana di Torino.

Il cuore pulsante di questa zona è Rivarolo Canavese, centro di medie dimensioni che funge da polo di riferimento per l’intera area. La città, con il suo centro storico ben conservato e i suoi portici caratteristici, testimonia un passato ricco di storia e tradizioni. Oggi, Rivarolo si presenta come un centro dinamico, capace di coniugare il rispetto per il patrimonio storico con una visione orientata al futuro.

Il Canavese Occidentale è una terra di straordinaria varietà paesaggistica. Dalle pianure coltivate, dove predominano le colture cerealicole e i frutteti, si passa gradualmente alle colline moreniche, caratterizzate da vigneti e boschi, per poi salire verso le prime propaggini alpine. Questa diversità ambientale si riflette in una ricca biodiversità e in un patrimonio naturalistico di grande valore, come testimoniato dalla presenza del Parco Nazionale del Gran Paradiso, che interessa la parte settentrionale della zona.

L’economia del Canavese Occidentale ha radici profonde nella tradizione manifatturiera. La zona è stata storicamente caratterizzata dalla presenza di importanti realtà industriali, in particolare nel settore metalmeccanico. Negli ultimi decenni, tuttavia, si è assistito a un processo di diversificazione economica, con lo sviluppo di settori innovativi come l’elettronica, le tecnologie dell’informazione e la meccatronica.

Un aspetto peculiare di questa zona è la forte tradizione artigianale, che si esprime in particolare nella lavorazione dei metalli, nel tessile e nella produzione di ceramiche. Queste attività, che affondano le radici in secoli di storia, rappresentano oggi non solo un patrimonio culturale da preservare, ma anche una risorsa per lo sviluppo di un’economia basata sulla qualità e sull’eccellenza.

Il Canavese Occidentale è anche terra di grandi tradizioni enogastronomiche. La produzione di vini DOC, come l’Erbaluce di Caluso, e di prodotti tipici come i formaggi d’alpeggio e i salumi, rappresenta un’importante risorsa per lo sviluppo del turismo enogastronomico.

La sfida per il futuro della Zona 8 è quella di valorizzare il proprio patrimonio storico e culturale, promuovendo al contempo l’innovazione e lo sviluppo sostenibile. Progetti di riqualificazione urbana, iniziative per il sostegno all’imprenditoria giovanile e strategie per la promozione turistica del territorio sono al centro delle politiche di sviluppo locale, con l’obiettivo di creare nuove opportunità di crescita e migliorare la qualità della vita dei residenti.

Zona 9: Eporediese, Culla di Storia e Tecnologia

La Zona 9, corrispondente all’Eporediese, si estende nella parte nord-orientale della Città Metropolitana di Torino, abbracciando un territorio ricco di storia e proiettato verso il futuro. Con i suoi 58 comuni, questa zona rappresenta un’area di straordinario interesse, dove le radici profonde del passato si intrecciano con le sfide dell’innovazione tecnologica.

Il cuore pulsante di questa zona è Ivrea, città che ha giocato un ruolo fondamentale nella storia industriale e culturale italiana. Conosciuta come la “città dell’Olivetti”, Ivrea ha visto nascere e svilupparsi una delle più innovative esperienze imprenditoriali del XX secolo. L’eredità di Adriano Olivetti, con la sua visione di un’industria a misura d’uomo, continua a influenzare il tessuto sociale ed economico della città e dell’intera zona.

Il patrimonio architettonico di Ivrea, in particolare gli edifici legati alla storia Olivetti, ha recentemente ottenuto il riconoscimento UNESCO come “Ivrea, città industriale del XX secolo”. Questo riconoscimento non solo celebra il passato, ma apre nuove prospettive per lo sviluppo di un turismo culturale e industriale di qualità.

L’Eporediese è caratterizzato da una notevole varietà paesaggistica. Dalle dolci colline della Serra d’Ivrea, antico anfiteatro morenico, si passa alle pianure coltivate, per poi salire verso i primi contrafforti alpini. Questa diversità ambientale si riflette in una ricca biodiversità e in un patrimonio naturalistico di grande valore, come testimoniato dalla presenza di aree protette e parchi naturali.

L’economia della Zona 9 ha vissuto una profonda trasformazione negli ultimi decenni. Dal declino della grande industria, l’area ha saputo reinventarsi puntando sull’innovazione tecnologica e sulla valorizzazione delle competenze ereditate dall’esperienza Olivetti. Oggi, l’Eporediese si caratterizza per la presenza di numerose piccole e medie imprese innovative, in particolare nei settori dell’elettronica, dell’informatica e delle tecnologie verdi.

Un aspetto peculiare di questa zona è la forte tradizione enogastronomica. La produzione di vini DOC, come l’Erbaluce di Caluso, e di prodotti tipici come i formaggi e i salumi, rappresenta non solo un patrimonio culturale da preservare, ma anche un’importante risorsa per lo sviluppo del turismo enogastronomico.

La sfida per il futuro della Zona 9 è quella di capitalizzare sul proprio patrimonio storico e culturale, promuovendo al contempo l’innovazione e lo sviluppo sostenibile. Progetti di rigenerazione urbana, iniziative per il sostegno all’imprenditoria giovanile e strategie per la promozione del territorio come hub dell’innovazione sono al centro delle politiche di sviluppo locale.

Zona 10: Chivassese, Crocevia di Culture e Commerci

La Zona 10, corrispondente al Chivassese, si colloca nella parte orientale della Città Metropolitana di Torino, rappresentando un’area di transizione tra il capoluogo piemontese e le province limitrofe. Con i suoi 24 comuni, questa zona si caratterizza per una posizione strategica che ne ha fatto storicamente un importante crocevia di culture e commerci.

Il cuore pulsante di questa zona è Chivasso, città di antiche origini che ha sempre giocato un ruolo cruciale nelle dinamiche economiche e sociali del territorio. Situata lungo il corso del Po e all’incrocio di importanti vie di comunicazione, Chivasso ha saputo mantenere nel tempo la sua vocazione di centro commerciale e di servizi per un vasto territorio circostante.

Il patrimonio storico e architettonico del Chivassese è di notevole interesse. A Chivasso, il centro storico conserva importanti testimonianze del passato, come il Duomo di Santa Maria Assunta e il complesso di Santa Maria degli Angeli. Nei comuni circostanti, castelli, chiese romaniche e ville nobiliari raccontano secoli di storia e di influenze culturali diverse.

Dal punto di vista paesaggistico, la Zona 10 offre una varietà di scenari che vanno dalle pianure agricole alle prime colline del Monferrato. Il fiume Po, che attraversa il territorio, rappresenta non solo una risorsa idrica fondamentale, ma anche un elemento di grande valore naturalistico e ricreativo. Le aree protette lungo il corso del fiume costituiscono importanti corridoi ecologici e offrono opportunità per attività all’aria aperta e turismo sostenibile.

L’economia del Chivassese si caratterizza per una marcata diversificazione. Accanto a un’agricoltura di qualità, che vede la produzione di cereali, ortaggi e frutta, si è sviluppato un tessuto industriale variegato, con presenza di piccole e medie imprese nei settori della meccanica, dell’agroalimentare e dei servizi. Il settore terziario, in particolare il commercio e la logistica, riveste un ruolo sempre più importante, favorito dalla posizione strategica dell’area.

Un aspetto peculiare di questa zona è la sua ricca tradizione enogastronomica. Il Chivassese è terra di prodotti tipici di eccellenza, come i vini del Monferrato, i formaggi e i salumi della tradizione piemontese. Queste specialità non solo arricchiscono l’offerta turistica del territorio, ma rappresentano anche un’importante risorsa per lo sviluppo di filiere agroalimentari di qualità.

La sfida per il futuro della Zona 10 è quella di valorizzare la propria posizione strategica e il proprio patrimonio culturale, promuovendo al contempo uno sviluppo sostenibile e inclusivo. Progetti di riqualificazione urbana, iniziative per il potenziamento delle infrastrutture di trasporto e strategie per la promozione del turismo culturale ed enogastronomico sono al centro delle politiche di sviluppo locale.

Zona 11: Chierese-Carmagnolese, Terra di Eccellenze Agricole e Industriali

La Zona 11, che comprende il Chierese e il Carmagnolese, si estende nella parte sud-orientale della Città Metropolitana di Torino, rappresentando un’area di straordinaria ricchezza agricola e industriale. Con i suoi 22 comuni, questa zona offre un panorama variegato che spazia dalle fertili pianure alle dolci colline, creando un mosaico di paesaggi e culture di grande interesse.

I due poli principali di questa zona sono Chieri e Carmagnola, città di antiche origini che hanno saputo rinnovarsi nel corso dei secoli, mantenendo vive le proprie tradizioni e al contempo aprendosi all’innovazione. Chieri, con il suo centro storico ricco di palazzi nobiliari e chiese gotiche e barocche, testimonia un passato glorioso legato all’industria tessile. Oggi, la città si propone come un centro dinamico, capace di coniugare la valorizzazione del patrimonio storico con lo sviluppo di settori innovativi.

Carmagnola, d’altra parte, è rinomata per la sua vocazione agricola, in particolare per la produzione del famoso peperone, che ha ottenuto il riconoscimento IGP. La città, con la sua Fiera Nazionale del Peperone, rappresenta un punto di riferimento per l’agricoltura di qualità e per la promozione dei prodotti tipici del territorio.

Il paesaggio della Zona 11 è caratterizzato da una straordinaria varietà. Dalle pianure intensamente coltivate, dove predominano le colture cerealicole e orticole, si passa gradualmente alle colline del Chierese, punteggiate di vigneti e frutteti. Questa diversità ambientale si riflette in una ricca biodiversità e in un patrimonio naturalistico di grande valore, come testimoniato dalla presenza di aree protette e parchi naturali.

L’economia della zona si basa su un equilibrato mix di agricoltura avanzata e industria innovativa. Il settore agricolo, oltre alla produzione di ortaggi e cereali, vede una significativa presenza di aziende vitivinicole, con la produzione di vini DOC come il Freisa di Chieri. Il tessuto industriale, erede della storica tradizione tessile di Chieri, si è diversificato nel corso degli anni, con la presenza di aziende nei settori della meccanica di precisione, dell’elettronica e dei servizi avanzati.

Un aspetto peculiare di questa zona è la forte tradizione artigianale, che si esprime in particolare nella lavorazione dei tessuti e nella produzione di mobili. Queste attività, che affondano le radici in secoli di storia, rappresentano oggi non solo un patrimonio culturale da preservare, ma anche una risorsa per lo sviluppo di un’economia basata sulla qualità e sull’eccellenza.

La sfida per il futuro della Zona 11 è quella di valorizzare le proprie eccellenze agricole e industriali, promuovendo al contempo uno sviluppo sostenibile e inclusivo. Progetti di innovazione nel settore agroalimentare, iniziative per il sostegno all’artigianato di qualità e strategie per la promozione del turismo enogastronomico e culturale sono al centro delle politiche di sviluppo locale, con l’obiettivo di creare nuove opportunità di crescita e migliorare la qualità della vita dei residenti.

Conclusione: Un Mosaico di Opportunità e Sfide

Al termine di questo viaggio attraverso le undici zone metropolitane di Torino, emerge con chiarezza la straordinaria ricchezza e diversità di un territorio che, pur nella sua unità amministrativa, presenta una molteplicità di sfaccettature e potenzialità. Ogni zona, con le sue peculiarità storiche, culturali, economiche e paesaggistiche, contribuisce a formare un mosaico unico nel panorama italiano, offrendo al contempo opportunità di sviluppo e sfide da affrontare.

La Città Metropolitana di Torino si configura come un laboratorio di innovazione territoriale, dove tradizione e modernità si incontrano e si fondono in un dialogo continuo. Dalla vivacità culturale e tecnologica del capoluogo alle eccellenze enogastronomiche delle zone rurali, dalle vette alpine ai dolci pendii collinari, questo territorio offre una varietà di esperienze e risorse che poche altre aree in Italia possono vantare.

Le sfide che si profilano all’orizzonte sono molteplici e complesse. La

Ecco le undici zone di Torino Metropolitana
Ecco le undici zone di Torino Metropolitana

Tre le zone al che confinano con la Francia: da nord a sud Ciriacese-Valli di Lanzo, Valli Susa e Sangone, Pinerolese.

Canavese Occidentale ed Eporediese sono invece le zone più settentrionali, al confine con la Valle d’Aosta. Queste sono anche le zone omogenee più estese a livello territoriale: la zona del Pinerolese supera i 1300 km quadrati, contro i 173 dell’Area Metropolitana Ovest.

Ecco le undici zone di Torino Metropolitana
Ecco le undici zone di Torino Metropolitana

Le zone, infatti, sono state ripartite tenendo conto di vari aspetti, e non solo del numero di comuni o della concentrazione demografica, e hanno perciò dimensioni nettamente differenti.

Dopo Torino, che fa zona a se’, la zona omogenea con il minor numero di comuni è l’Area Metropolitana Nord, che raggruppa soltanto Borgaro, Leinì, Volpiano, San Mauro, Settimo, San Benigno e Caselle, e ospita dunque anche l’aeroporto Sandro Pertini.

Ecco le undici zone di Torino Metropolitana
Ecco le undici zone di Torino Metropolitana

Il sindaco metropolitano Piero Fassino porterà ora la proposta di zonizzazione ai territori, dove verrà votata assieme allo Statuto del nuovo Ente amministrativo.

Il progetto è di concludere le consultazioni entro la terza settimana di febbraio. Obiettivo raggiungibile, visto che non esistono zone grigie, ovvero aree contese tra più zone omogenee.

Vi sono però tre comuni che devono ancora decidere la loro collocazione: Osasio, Lombriasco e Carignano, che si trovano a cavallo tra la Zona Chierese-Carmagnolese e la Zona metropolitana Torino Sud.

Giulia Ongaro

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende