Cavallerizza Reale, il Maneggio Alfieriano diventerà un teatro trasformabile fino a 900 persone

Da Alessandro Maldera
Agosto 10, 2026

Il progetto del nuovo teatro della Cavallerizza Reale di Torino definisce il futuro del Maneggio Alfieriano, uno degli spazi più importanti del complesso storico nel cuore della città.
La sala potrà funzionare come teatro con 380 posti a sedere oppure trasformarsi completamente per ospitare fino a 900 persone durante concerti, mostre, performance ed eventi culturali.
Tribune e strutture mobili permetteranno infatti di modificare palco, luci e attrezzature senza alterare l’architettura settecentesca. Il valore complessivo delle opere supera i 7 milioni di euro.
Focus sul nuovo teatro della Cavallerizza
Funzione principale: teatro e arti performative
Posti a sedere: 380 nella configurazione teatrale
Capienza massima: fino a 900 persone
Altri utilizzi: concerti, mostre, performance ed eventi culturali
Caratteristica principale: allestimenti mobili e riconfigurabili
Foyer: Rotonda Castellamontiana
Investimento previsto: oltre 7 milioni di euro
Obiettivo: completamento nel 2028
Progetto nuovo teatro Cavallerizza Reale di Torino: cosa prevede
Il Maneggio Alfieriano non diventerà un teatro tradizionale con una configurazione fissa.
Il progetto punta sulla massima flessibilità degli spazi.
Nella disposizione teatrale saranno disponibili 380 posti a sedere.
Quando invece la tribuna verrà spostata, il grande ambiente potrà essere utilizzato per eventi con una capacità complessiva fino a 900 persone.
Il Comune definisce infatti il futuro Maneggio come uno spazio polivalente destinato principalmente alle arti performative, ma utilizzabile anche per mostre ed eventi culturali temporanei.
Dalle origini sabaude al grande complesso nel cuore della città, scopri la storia antica della Cavallerizza Reale di Torino e come nacque uno dei suoi luoghi più affascinanti
Una tribuna mobile permetterà di cambiare completamente la sala
Il punto più innovativo del progetto riguarda proprio il sistema degli allestimenti.
Una tribuna mobile consentirà di modificare la disposizione del pubblico.
A questa si aggiungeranno grandi strutture mobili sulle quali potranno essere collocati palco, luci e altre attrezzature necessarie agli spettacoli.
Gli elementi potranno essere spostati in base alle esigenze dell’evento.
Quando necessario, potranno essere raccolti o riposizionati per lasciare completamente libero il grande spazio storico del Maneggio.
Da teatro da 380 posti a grande sala per 900 persone
La stessa architettura potrà quindi assumere configurazioni molto diverse.
Per uno spettacolo teatrale sarà possibile realizzare una sala tradizionale con 380 spettatori seduti.
Per un concerto, una performance, un’esposizione o un evento sarà invece possibile eliminare la configurazione teatrale e utilizzare una porzione molto più ampia dell’ambiente.
In questa modalità la capienza potrà raggiungere 900 persone.
È quindi più corretto parlare di una capacità massima di 900 persone e non di un teatro con 900 poltrone.
Anche il pavimento potrà diventare parte dello spettacolo
La flessibilità non riguarderà soltanto palco e tribune.
Il grande pavimento del Maneggio sarà rivestito in legno e potrà essere utilizzato direttamente all’interno degli allestimenti.
Lo spazio scenico potrà quindi espandersi oltre il tradizionale palco.
Il risultato sarà un ambiente adatto non soltanto al teatro frontale, ma anche a spettacoli immersivi, performance contemporanee, installazioni e produzioni che richiedono configurazioni non convenzionali.
La Rotonda Castellamontiana diventerà il foyer
Un altro elemento centrale del progetto è la Rotonda Castellamontiana.
Lo spazio storico diventerà il foyer del nuovo teatro.
Avrà quindi una funzione di ingresso, accoglienza e distribuzione del pubblico verso il Maneggio e gli altri ambienti del complesso.
Il nuovo ingresso principale permetterà inoltre di attraversare la Cavallerizza collegando via Verdi con i Giardini Reali proprio attraverso la Rotonda.
Biglietteria, caffetteria e servizi nelle antiche scuderie
Gli spazi vicini al Maneggio saranno utilizzati per le funzioni necessarie al funzionamento del nuovo polo culturale.
Nelle antiche scuderie troveranno posto servizi come:
- biglietteria
- caffetteria
- guardaroba
- camerini
- servizi per il pubblico
In questo modo il grande ambiente storico potrà rimanere il più possibile libero, mentre le funzioni tecniche e di accoglienza saranno distribuite nelle strutture adiacenti.
Nuove aperture verso la Corte delle Guardie
Il progetto punta anche a mettere in comunicazione spazi che per molto tempo hanno funzionato separatamente.
Nuovi collegamenti permetteranno di raggiungere la Corte delle Guardie.
Anche questo spazio potrà essere utilizzato per iniziative culturali e appuntamenti all’aperto.
Il teatro non funzionerà quindi come un edificio isolato, ma come parte di un sistema di corti, passaggi e ambienti interconnessi.
Il progetto esecutivo è stato acquisito dal Comune
Il passaggio amministrativo decisivo è arrivato il 28 luglio 2026.
La Città ha acquisito il progetto esecutivo finanziato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e lo ha assunto come riferimento per la rifunzionalizzazione del Maneggio Alfieriano e di una parte della Cavallerizza Reale.
Gli uffici comunali dovranno ora integrare queste soluzioni con il progetto di restauro già approvato e attualmente in corso.
Alcune opere previste nella nuova impostazione potranno essere anticipate durante il cantiere esistente.
Oltre 7 milioni di euro per completare il Maneggio
Il valore complessivo delle opere previste dal progetto esecutivo è superiore a 7 milioni di euro.
Il Comune è proprietario del Maneggio Alfieriano e ha la responsabilità dell’intervento sull’edificio.
La progettazione esecutiva è stata invece finanziata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del più ampio programma di rigenerazione della Cavallerizza.
L’obiettivo indicato per il nuovo spazio culturale è arrivare al completamento entro il 2028.
Il Maneggio Alfieriano è già interessato dai lavori
Il nuovo progetto non parte da un edificio sul quale non si è ancora intervenuti.
Il restauro del Maneggio Alfieriano è già in corso.
La decisione del Comune consente quindi di integrare la rifunzionalizzazione teatrale con le opere già avviate, evitando per quanto possibile di realizzare interventi separati in momenti diversi.
Il progetto approvato viene così utilizzato per indirizzare anche alcune lavorazioni della fase attuale.
Come potrà cambiare il Maneggio Alfieriano
Concerto: configurazione aperta e riconfigurabile
Mostra: sala liberata da palco e tribuna
Performance: possibilità di utilizzare anche il pavimento come spazio scenico
Grande evento: capienza complessiva fino a 900 persone
Il nuovo teatro non cancellerà l’architettura settecentesca
Uno degli obiettivi è trasformare la funzione dell’edificio senza stravolgerne il carattere storico.
Per questo molte delle strutture necessarie al teatro saranno mobili e reversibili.
La sala potrà adattarsi alle produzioni senza imporre un unico allestimento permanente al grande ambiente settecentesco.
La possibilità di liberare completamente il Maneggio permetterà inoltre di continuare a percepire le dimensioni e l’architettura originaria dello spazio.
Dal maneggio per i cavalli a spazio per le arti performative
Il Maneggio Alfieriano risale al XVIII secolo.
Storicamente rappresentava uno degli ambienti dedicati all’addestramento equestre all’interno della Cavallerizza Reale.
Ora la funzione cambierà radicalmente.
Lo spazio diventerà un centro culturale polivalente destinato a spettacoli, concerti, mostre, conferenze e altre attività culturali.
È uno dei passaggi più simbolici dell’intera trasformazione della Cavallerizza: un ambiente nato per le attività della corte sabauda verrà riconvertito in uno spazio pubblico per la cultura contemporanea.
La Cavallerizza diventerà un grande polo culturale
Il teatro rappresenta soltanto una parte di un progetto molto più ampio.
La Cavallerizza Reale viene trasformata in un sistema nel quale dovranno convivere:
- teatro e arti performative
- mostre
- formazione
- ricerca
- spazi universitari
- attività culturali
- luoghi di lavoro
- aree aperte al pubblico
- ospitalità
L’intero programma di rigenerazione supera 200 milioni di euro di investimenti complessivi e coinvolge soggetti pubblici e privati.
La Manica del Mosca sarà uno dei primi spazi a riaprire
Una delle tappe più vicine riguarda la Manica del Mosca.
Il cronoprogramma indicato nel giugno 2026 prevede il trasferimento della sede della Fondazione Compagnia di San Paolo nel marzo 2027.
Dal primo piano in su troveranno posto gli uffici della Fondazione.
Il piano terreno avrà invece una funzione pubblica e attraversabile, contribuendo a collegare via Verdi, via Rossini, il Teatro Regio e i Giardini Reali.
Le Pagliere diventeranno un hub culturale
Anche le Pagliere cambieranno completamente funzione.
Gli antichi ambienti utilizzati per conservare il foraggio saranno trasformati in spazi per eventi, mostre e laboratori creativi.
Saranno collegati ai Giardini Reali di Levante e contribuiranno a rendere la Cavallerizza attraversabile durante la giornata.
Il nuovo teatro del Maneggio farà quindi parte di un sistema culturale molto più esteso.
Nel complesso arriverà anche una centrale geotermica
La trasformazione prevede anche un’importante componente energetica.
Nel sottosuolo è prevista una centrale geotermica destinata a contribuire all’alimentazione energetica del complesso.
L’obiettivo più generale è utilizzare soluzioni ad alta efficienza e ridurre l’impatto ambientale della nuova Cavallerizza.
Il cronoprogramma complessivo indica la piena operatività del sistema entro il 2029.
Previsto anche un hotel nel nuovo complesso
Una parte della Cavallerizza avrà inoltre una funzione ricettiva.
Il piano complessivo comprende un hotel di fascia alta, inserito tra le diverse destinazioni previste per la rigenerazione dell’area.
Anche questa struttura rientra nelle ultime fasi del grande progetto, con il completamento generale della Cavallerizza previsto tra la fine del 2028 e il 2029.
Un patrimonio UNESCO nel cuore di Torino
La Cavallerizza Reale fa parte delle Residenze Sabaude riconosciute Patrimonio UNESCO dal 1997.
Il complesso si trova in una posizione eccezionale nel centro di Torino, accanto ai Giardini Reali e a pochi passi da alcuni dei principali musei e istituzioni culturali della città.
La riqualificazione punta proprio a riaprire progressivamente questi spazi, creando nuovi percorsi pedonali e collegamenti tra edifici che per molti anni sono rimasti difficilmente accessibili.
Il teatro sarà uno dei cuori della nuova Cavallerizza
Il Maneggio Alfieriano avrà quindi un ruolo molto diverso rispetto al passato.
Non sarà soltanto una sala per spettacoli.
La possibilità di passare da 380 spettatori seduti a uno spazio aperto per 900 persone permetterà di ospitare programmi culturali molto differenti nel corso dell’anno.
Teatro, musica, arte contemporanea, performance e grandi eventi potranno condividere lo stesso ambiente senza trasformarlo definitivamente.
È proprio questa flessibilità a rendere il nuovo Maneggio uno degli interventi più interessanti dell’intera rinascita della Cavallerizza Reale.
Nuovo teatro della Cavallerizza: posti, lavori e apertura
Nella configurazione teatrale saranno disponibili 380 posti a sedere.
La cifra di 900 indica la capienza massima di persone quando la sala viene riconfigurata per concerti, mostre, performance o altri eventi. Non saranno quindi 900 poltrone.
Il nuovo spazio culturale verrà realizzato nel Maneggio Alfieriano della Cavallerizza Reale.
No. Tribuna, palco e strutture tecniche saranno mobili, così da permettere configurazioni differenti.
La Rotonda Castellamontiana diventerà il principale spazio di ingresso e accoglienza.
Il Comune indica un importo complessivo delle opere superiore a 7 milioni di euro.
L’obiettivo indicato è completare il nuovo spazio nel 2028, all’interno del più ampio percorso di trasformazione della Cavallerizza.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



