Corso Casale, la strada di Torino costruita tra il Po e la collina

Da Alessandro Maldera
Agosto 07, 2026

Corso Casale a Torino segue la sponda destra del fiume Po dalla zona della Gran Madre fino al confine con San Mauro Torinese. Lungo il suo percorso attraversa Borgo Po, Madonna del Pilone, Sassi e Borgata Rosa, adattandosi allo spazio stretto compreso tra il fiume e le prime pendici collinari.
Oggi è un importante asse residenziale e viario, ma la sua storia conserva le tracce di mulini, lavandaie, fornaci, barriere daziarie, borgate popolari e impianti sportivi.
Scheda rapida di Corso Casale
– Segue la sponda destra del fiume Po
– Attraversa Borgo Po e Madonna del Pilone
– Prosegue verso Sassi e Borgata Rosa
– Termina al confine con San Mauro Torinese
Dove si trova corso Casale a Torino
Corso Casale comincia nei pressi di piazza Gran Madre di Dio, sul lato settentrionale della piazza. Il suo tracciato rappresenta la prosecuzione ideale dell’asse formato da via Po, piazza Vittorio Veneto e ponte Vittorio Emanuele I.
Da qui la strada procede verso nord-est, mantenendosi quasi sempre vicino al fiume. Nel primo tratto attraversa Borgo Po, raggiunge piazza Borromini e continua nel quartiere Madonna del Pilone. Più avanti incontra Sassi, Borgata Rosa e il limite amministrativo tra Torino e San Mauro.
La forma del corso dipende dalla conformazione del territorio. Tra il Po e la collina rimane infatti una fascia pianeggiante piuttosto stretta, nella quale si concentrano abitazioni, attività commerciali, impianti sportivi e collegamenti stradali.
Lungo corso Casale confluiscono inoltre diverse strade che scendono dalla collina, dalle zone di Val San Martino, Valpiana, Mongreno, Reaglie e Superga.
L’antica strada verso Casale e il Monferrato
Prima della costruzione del corso moderno esisteva già una direttrice che seguiva la riva destra del Po. La strada collegava Torino con Sassi, San Mauro, Chivasso e i territori del Monferrato.
Per molti secoli, tuttavia, questa zona rimase esterna alla città vera e propria. Torino era racchiusa dalle mura e l’area oltre il fiume era formata soprattutto da campi, vigne, boschi, cascine e piccoli nuclei abitati.
Il percorso non aveva l’aspetto regolare di una strada urbana. Seguiva il terreno, aggirava le zone soggette alle piene e attraversava torrenti e canali provenienti dalla collina.
Lungo la direttrice si trovavano locande, mulini, approdi, attività artigiane e abitazioni sparse. La strada svolgeva quindi una funzione commerciale e di collegamento, permettendo il transito di persone e merci tra Torino e i territori orientali.
Il nome corso Casale richiama proprio questa funzione: indicava la direzione seguita per raggiungere Casale Monferrato e il Piemonte orientale.
Il ponte sul Po e la crescita di Borgo Po
La trasformazione dell’area accelerò all’inizio dell’Ottocento. Durante il periodo napoleonico vennero demolite le fortificazioni cittadine e cominciò la costruzione di un nuovo ponte in pietra sul Po.
Il ponte, oggi intitolato a Vittorio Emanuele I, sostituì strutture precedenti meno stabili. La sua realizzazione creò un collegamento permanente tra il centro di Torino e la sponda destra del fiume.
Via Po, piazza Vittorio Veneto, il ponte e la futura piazza Gran Madre formarono così un unico asse urbano. La zona ai piedi della collina divenne più facilmente raggiungibile e cominciò a integrarsi con il resto della città.
Nel corso dell’Ottocento aumentarono le abitazioni, le botteghe, gli edifici religiosi e le attività produttive. Borgo Po iniziò a trasformarsi da territorio periferico in un quartiere urbano, anche se mantenne a lungo un carattere popolare.
Pescatori, lavandaie e lavoratori lungo il fiume
Prima di diventare una zona prevalentemente residenziale, la parte iniziale di corso Casale ospitava numerose attività legate al Po.
Le rive erano frequentate da pescatori, barcaioli, cavatori di sabbia e lavandaie. L’acqua del fiume veniva utilizzata per lavare i panni delle famiglie torinesi, mentre le aree libere permettevano di stendere e asciugare la biancheria.
Molte abitazioni erano semplici e occupate da operai, artigiani e famiglie con risorse limitate. Il quartiere elegante che oggi viene associato a Borgo Po conviveva quindi con una realtà più modesta, legata al lavoro manuale e alle attività fluviali.
Sulle pendici della collina si sviluppava contemporaneamente una situazione differente. Qui le famiglie più agiate cominciarono a costruire ville e residenze circondate da giardini, lontane dalla densità del centro cittadino.
La contrapposizione tra la fascia popolare lungo il fiume e le abitazioni signorili della collina è rimasta una delle caratteristiche storiche della zona.
La Barriera di Casale e l’attuale piazza Borromini
L’attuale piazza Borromini occupa uno dei punti più importanti nella storia di corso Casale. Qui si trovava la Barriera di Casale, uno degli accessi alla città attraverso la cinta daziaria.
La barriera segnava il limite entro il quale venivano applicate le imposte comunali. Le merci trasportate verso Torino dovevano fermarsi per i controlli e per il pagamento del dazio.
Da questo ingresso transitavano prodotti agricoli, vino, materiali da costruzione e altre merci provenienti dalle borgate orientali e dai territori oltre San Mauro.
La presenza della barriera favorì la nascita di botteghe, depositi, osterie e attività rivolte ai viaggiatori. Quando la cinta daziaria perse la propria funzione, gli edifici di controllo furono demoliti, ma la piazza conservò il ruolo di punto di incontro tra il corso, il fiume e le strade collinari.
Nel Novecento piazza Borromini divenne anche sede di un mercato rionale. I banchi continuano a ricordare, in forma diversa, la precedente funzione commerciale dell’area.
Il Po, il canale Michelotti e i vecchi mulini
Corso Casale è strettamente legato all’utilizzo delle acque del Po. Per secoli il fiume e i canali artificiali alimentarono mulini e piccoli stabilimenti.
Nel corso dell’Ottocento venne realizzato il canale Michelotti, destinato a convogliare parte dell’acqua verso opifici e attività produttive. Il canale seguiva la sponda destra del fiume e attraversava una parte consistente dell’attuale Borgo Po.
Nella zona di Madonna del Pilone erano presenti anche i Mulini delle Catene. Il nome derivava dal sistema utilizzato per mantenere le strutture nella posizione corretta nonostante la corrente.
Intorno ai mulini si sviluppavano attività artigiane, depositi e abitazioni. Il fiume non rappresentava soltanto un elemento del paesaggio, ma una vera risorsa economica.
Le trasformazioni urbanistiche e la progressiva scomparsa delle attività produttive modificarono questa parte del corso. Rimangono però i percorsi lungo la sponda, le bocciofile, gli impianti sportivi e le aree verdi che continuano a legare corso Casale al Po.
Il Parco Michelotti e il vecchio zoo di Torino
Tra il ponte Vittorio Emanuele I e il ponte Regina Margherita si estende il Parco Michelotti, una delle principali aree verdi del primo tratto di corso Casale.
Il parco occupa una fascia di terreno compresa tra la strada e il fiume. Il suo nome ricorda l’ingegnere Ignazio Michelotti, legato alla realizzazione del canale che attraversava la zona.
Dal 1955 al 1987 l’area ospitò il Giardino Zoologico di Torino. Per oltre trent’anni, generazioni di torinesi visitarono gli spazi destinati agli animali, distribuiti lungo la riva del Po.
Dopo la chiusura dello zoo, il parco attraversò una lunga fase di abbandono e utilizzo parziale. Diversi interventi hanno successivamente permesso di riaprire le aree verdi e restituirle alla cittadinanza.
Oggi il Parco Michelotti è utilizzato per passeggiare, correre, raggiungere il lungo Po e sostare vicino al fiume. Alcune strutture continuano a conservare la memoria della precedente destinazione zoologica.
Il santuario della Madonna del Pilone
Proseguendo lungo il corso si incontra, al civico 195, la chiesa della Madonna del Pilone.
Il nome dell’edificio deriva da un pilone votivo dedicato alla Vergine Annunziata, presente vicino al Po dalla fine del Cinquecento.
Secondo la tradizione religiosa, il 29 aprile 1644 una bambina di nome Margherita cadde nelle acque vicino a un mulino. La madre invocò la Madonna raffigurata sul pilone e la piccola riuscì a salvarsi.
L’episodio venne considerato miracoloso. Maria Cristina di Francia, reggente del Ducato di Savoia, sostenne la costruzione di una chiesa nel luogo dell’accaduto.
Il primo santuario fu edificato nel 1645. L’edificio venne poi ampliato nel 1779 e modificato nuovamente durante l’Ottocento.
Intorno alla chiesa si sviluppò progressivamente una borgata, che prese il nome di Madonna del Pilone. Il santuario rappresenta quindi il punto di origine del quartiere e una delle testimonianze storiche più importanti di corso Casale.
Il Motovelodromo Fausto Coppi
Al civico 144 si trova il Motovelodromo Fausto Coppi, uno dei principali impianti sportivi storici di Torino.
La struttura fu progettata da Vittorio Ballatore di Rosana e inaugurata nel 1920. Nacque come stadio polivalente, destinato a ospitare diverse discipline.
Nel corso della sua storia vi si svolsero gare di ciclismo su pista, arrivi del Giro d’Italia, competizioni motoristiche e incontri di calcio, rugby e baseball. Per un breve periodo anche il Torino disputò alcune partite nell’impianto.
Nel 1990 il Motovelodromo venne intitolato a Fausto Coppi, nel trentesimo anniversario della morte del campione.
Dopo anni di utilizzo discontinuo e degrado, il complesso è stato recuperato. La pista ciclistica è tornata operativa e sono stati creati spazi per atletica, padel, beach sport e altre attività.
Il Motovelodromo continua così a svolgere una funzione sportiva, adattando la struttura storica alle esigenze contemporanee.
La Società di Mutuo Soccorso Edmondo De Amicis
Lungo corso Casale si trova anche la sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso Edmondo De Amicis, fondata nel 1908.
Le società di mutuo soccorso nacquero per offrire sostegno ai lavoratori e alle loro famiglie. Attraverso contributi comuni, gli associati potevano ricevere aiuto in caso di malattia, infortunio o difficoltà economica.
Queste organizzazioni svolgevano anche una funzione sociale e culturale. Ospitavano incontri, attività ricreative, momenti di formazione e iniziative collettive.
La presenza della società lungo corso Casale ricorda il passato operaio e popolare della zona, precedente alla trasformazione residenziale del quartiere.
Emilio Salgari e corso Casale
Corso Casale è legato anche alla vita di Emilio Salgari. Lo scrittore abitò negli ultimi anni in un appartamento al civico 205, poco distante dal santuario della Madonna del Pilone.
Una targa sulla facciata ricorda la sua presenza. Da quell’abitazione Salgari continuò a scrivere romanzi ambientati in mari, foreste e territori lontani, pur vivendo ai piedi della collina torinese.
Nel 1911 lo scrittore lasciò la casa e raggiunse i boschi della zona, dove si tolse la vita. La memoria di Salgari rappresenta oggi uno dei legami culturali più riconoscibili tra corso Casale e la storia letteraria di Torino.
Da Sassi a Borgata Rosa
Superata Madonna del Pilone, corso Casale prosegue verso Sassi.
La borgata si sviluppò lungo le strade dirette a Superga e nelle vicinanze dei torrenti che scendevano dalla collina. Mulini, fornaci, botteghe e attività commerciali contribuirono alla sua crescita.
Più avanti si incontra Borgata Rosa, l’ultimo nucleo urbano prima del confine con San Mauro. Il nome potrebbe essere collegato alla famiglia Rosa, proprietaria di una fornace attiva nella zona durante l’Ottocento.
La produzione di mattoni favorì la formazione di un piccolo insediamento operaio, ricordato anche con il nome di Tetti Rosa. L’origine esatta del toponimo non è tuttavia documentata in modo definitivo.
In questo tratto il corso assume progressivamente un carattere meno urbano. Gli edifici si diradano e aumenta la presenza degli ambienti naturali collegati al Meisino e alla confluenza tra Po e Stura.
Il Meisino e il volto naturale del corso
Nell’ultimo tratto torinese, corso Casale costeggia una delle aree naturalistiche più importanti della città.
Il Meisino comprende prati, boschi, zone umide e ambienti fluviali frequentati da numerose specie di uccelli. I sentieri permettono di camminare e pedalare lungo il Po, allontanandosi gradualmente dal tessuto costruito.
Questa parte del corso mostra il passaggio dalla città alla cintura metropolitana. Le abitazioni e le attività commerciali lasciano spazio a rive, campi e percorsi immersi nel verde.
Il rapporto con il fiume, presente fin dall’inizio del tracciato, diventa qui ancora più evidente. Corso Casale termina quindi in un paesaggio molto diverso da quello della Gran Madre, pur continuando a seguire lo stesso asse naturale.
Corso Casale oggi
Oggi corso Casale è una strada residenziale, commerciale e di collegamento. Il suo aspetto cambia più volte lungo il percorso.
Nel tratto iniziale prevalgono gli edifici di Borgo Po, il Parco Michelotti e la vicinanza alla Gran Madre. Intorno a piazza Borromini si concentrano negozi, mercato e servizi. Madonna del Pilone conserva il santuario, il Motovelodromo e una struttura urbana più popolare.
Proseguendo verso Sassi e Borgata Rosa, gli edifici diventano meno continui e aumenta la presenza del verde. L’ultimo tratto conduce verso San Mauro e le aree naturali del Meisino.
La trasformazione residenziale non ha cancellato completamente il passato. Le bocciofile, il mercato, la società di mutuo soccorso, gli impianti sportivi e le tracce dei mulini ricordano ancora la vita produttiva e popolare sviluppata lungo il fiume.
Corso Casale permette quindi di leggere Torino seguendo una prospettiva diversa da quella delle strade centrali. Non attraversa una città regolare e uniforme, ma accompagna il Po e si adatta continuamente alla collina, alle borgate e agli spazi naturali.
FAQ –
Corso Casale comincia nei pressi di piazza Gran Madre di Dio e prosegue lungo la sponda destra del Po fino al confine tra Torino e San Mauro Torinese.
Il nome deriva dall’antica direttrice che conduceva da Torino verso Casale Monferrato e i territori del Piemonte orientale.
La Barriera di Casale si trovava nell’attuale piazza Borromini. Qui venivano controllate e tassate le merci introdotte in città.
Tra i luoghi principali figurano il Parco Michelotti, piazza Borromini, il Motovelodromo Fausto Coppi, il santuario della Madonna del Pilone e le aree naturali verso il Meisino.
Sì. Il corso segue per gran parte del proprio percorso la sponda destra del Po, dalla Gran Madre fino al confine con San Mauro.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



